Flessibilità Mentale: Perché siamo ciechi alle motivazioni altrui?

Noi siamo programmati per dare un senso a qualsiasi situazione, soprattutto quelle sociali. Vediamo una persona fare una certa cosa e in pochi istanti costruiamo una teoria sul perché stia facendo quella determinata azione, c’è solo un piccolo problema: spesso quella spiegazione non è del tutto corretta!

Siamo programmati per intuire le intenzioni altrui, lo facciamo in modo rapidissimo ed istintivo, tuttavia questo sistema arcaico non sempre “ci becca” soprattutto quando le motivazioni sono relazionali… la puntata di oggi è dedicata a questo sottile meccanismo mentale.

Ascolta “394- Flessibilità Cognitiva: un esercizio per coltivare le tue Abilità Mentali!” su Spreaker.

Bisogni e motivazioni

Come sanno ormai tutte le persone minimamente interessate alla psicologia, noi esseri umani siamo spinti da differenti bisogni, da motivazioni, cioè cose che ci spingono in una certa direzione. Questi sono stati classificati in modo esplicito per la prima volta da quel geniaccio di Abraham Maslow nella sua arci nota piramide.

Dietro ogni nostro comportamento, per quanto assurdo possa apparire, c’è sempre una sorta di spinta motivazionale. Alcuni di questi ovviamente sono automatizzati e sono diventati routine ma alla base c’è sempre un qualche bisogno, momentaneo o duraturo, da esaudire.

Non è del tutto vero che ogni comportamento ha dietro un bisogno ben riconoscibile ma agire immaginandolo, cercare di vedere le azioni degli altri con questa lente, è molto utile. Ci aiuta a capire perché le persone fanno ciò che fanno, tuttavia non sempre ci becchiamo, soprattutto quando diamo giudizi troppo rapidi e raffazzonati.

Il motivo è sempre lo stesso: non possiamo non dare una spiegazione ad un comportamento, solo che tale spiegazione non sempre è vera e neanche accurata. Anzi più il giudizio è rapido e più è facile che non sia realistico; ogni volta che hai a che fare con qualcuno la vera sfida è riuscire a capire “perché fa quello che fa” in modo elastico e flessibile.

E’ troppo facile pensare che quel tizio ha fatto quel gesto maleducato perché “è cattivo”, perché “vuole mettere i piedi in testa alle altre persone”. Molto più difficile è pensare che faccia quel gesto perché non ha altro modo per farsi valere che non quello, oppure che sia una cattiva abitudine, vittima di una famiglia particolare ecc.

ATTENZIONE non è un modo per giustificare i mali del mondo, è un esercizio che serve principalmente a NOI e poi alle altre persone. Vedere i bisogni dietro i comportamenti che non ci piacciono non è un modo per “vedere la bontà dietro ogni azione” ma un modo per allenare la nostra mente a costruire simulazioni maggiormente accurate ed utili.

La logica lineare nelle relazioni

Una delle critiche che mi ha fatto sorgere il desiderio di fare questa piccola puntata estiva nasce da una critica apparentemente sensata che diceva più o meno così: “se la mia ragazza mi tradisce non vedo perché io debba mettere in discussione me stesso, è una cosa logica A ha causato B e io non c’entro niente”. Sei davvero sicuro sicuro?

Certo che se qualcuno ti ferisce la colpa è sua, ma allo stesso tempo nelle relazioni le cose non sono mai così lineari. Ogni parte in causa si deve assumere le proprie responsabilità, perché in una relazione (intima o meno) le cose si fanno in due in un qualche modo.

Nuovamente questo non è un modo per giustificare chi si comporta male. Se uno ti tradisce è uno stronzo/a a prescindere! Ma in situazioni meno nette, come i vari litigi che capitano nelle coppie, la maggior parte delle volte è un gioco di squadra nascosto.

Non sono io a dirlo ma decenni di studi sulle dinamiche sistemiche della famiglia. E’ qualcosa che abbiamo visto più e più volte con la famosa frase di Bateson: “se do un calcio ad una pietra posso prevederne velocità e posizione, se do un calcio ad un cane si gira e mi morde”. TU non sei una pietra sei molto più simile ad un cane che reagisce ad un’azione in modo non lineare.

Da quando sono state introdotte queste teorie la terapia della famiglia, che si fonda su meccanismi sistemici circolari e non lineari ha fatto un balzo enorme in tutti i sensi. Gli interventi non si fondano sul cercare di capire se A ha causato B, cioè chi è il vero colpevole ma come interrompere i cicli tra A e B.

Continueremo questo affascinante discorso nel nostro Qde ma prima voglio mostrarti un piccolo che video che commenteremo proprio nel nostro quaderno.

A presto
Genna

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