La psicologia ambientale: come e quanto sei influenzato da ciò che ti circonda?

Hai mai sentito parlare di psicologia ambientale? E’ una branca della psicologia che si occupa degli ambienti nei quali viviamo e socializziamo. Ambienti non solo intensi fisicamente ma anche psicologici e sociali nei quali ci troviamo ad interagire tutti i giorni.

Nella puntata di oggi scoprirai: cosa significa psicologia ambientale e quali sono le sue applicazioni più semplici da apportare nella nostra vita. Quali sono le cose più piccole che se cambiante in un qualsiasi ambienete possono dare il massimo risultato, quali colori usare e molto altro.

Scoprirai come stimolare il tuo cervello attraverso immagini specifiche, colori appropriati e quanto sia dirompente l’effetto della musica e dei suoni sulla nostra produttività.

Prenderemo in esame alcuni studi sugli effetti della natura sulla mente, di come funzioni la paradigmatica “energia di attivazione” nella costruzione delle nostre abilità e della portata etica e filosofica delle famosissime “spinte gentili” nel costruire un ambiente sano ed una psicologia vincente.

Ascolta “375- Psicologia Ambientale: come sfruttare il potere dell’ambiente per la MENTE…” su Spreaker.

I nostri cari post

Come immaginavo sono arrivate meno di una decina di richieste sul proseguire i post di PSINEL. Se mi segui sai che sono presente su moltissimi canali (forse troppi) e che il materiale sicuramente è più che abbondante. Di certo continuerò a scrivere qui ma cose leggermente più brevi e cercherò di curare al meglio il nostro QDE.

Lo so non è facile trovare questo maledetto quaderno degli esercizi, ecco cosa devi fare per ricerverlo:

  1. Cerca il form per iscriverti alla mia newsletter: se mi leggi dal tuo smartphone lo trovi in fondo a questa pagina se invece mi leggi da desktop, lo vedi qui in alto a destra. E’ quello dove mi vedi indicare “verso il basso”, dove c’è scritto che puoi ricevere del materiale gratuito, ecco tra questo materiale c’è il QDE ma…
  2. Il QDE arriva con l’email che annuncia la nuova puntata del Podcast ogni settimana, per cui se ti iscrivi il lunedì (giorno di uscita della puntata e della newsletter) non ottieni il QDE odierno ma inizierai a riceverlo dal lunedì successivo.
  3. Tra qualche tempo miglioreremo questo processo in modo che tu possa avere tutto e subito, ti chiedo un pizzico di pazienza 🙂


PSINEL è il luogo meraviglioso dove questo piccolo sogno è iniziato. Parlando di ambiente e di psicologia ambientale, questo progetto nasce proprio in uno degli ambienti più stimolanti della mia vita: la casa dello studente di Padova.

Lo so te ne ho parlato mille volte, anche nella puntata di oggi, ma è stato per me essenziale poter avere contatti con persone impegnate nello studio della propria materia per anni. Un confronto continuo e stimolante che ho vissuto appieno e del quale mi sento ancora fortunato ed onorato.

In quell’ambiente ho respirato per 5 anni cultura, divertimento, alterità e tanta tanta psicologia. Infatti i consigli che hai ascoltato oggi potrebbero essere estesi all’infinito, non solo parlando di quanto si possa agire sugli ambienti che ci circondano in modo positivo, ma anche di come scegliere dei buoni “ambienti”.

In questo momento storico i consigli più pratici sono ancora legati a come migliorare il nostro ambiente personale, ma è chiaro che questo tema prende forme più estese, politiche e sociali. Oggi abbiamo molti dati su come migliorare ciò che ci circonda, conosciamo gli effetti della nostra azione sull’ambiente, dobbiamo portare questi temi sui tavoli giusti.

No tranquillo, non voglio fare il politico ma se questa piccola goccia nel mare può contribuire, allora ne sarò molto contento.

Ambienti virtuali

Anche gli ambienti virtuali che frequentiamo ci cambiano, e potrei estendere questo ad ambienti “culturali”. Come manteniamo la nostra cultura? Non solo studiando ma fruendo di informazioni che provengono dall’esterno, attraverso qualsiasi tipologia di media, vecchio o nuovo che sia.

Leggere un certo tipo di libri ci influenza, lo sappiamo molto bene, alcuni testi sono stati addirittura banditi a causa del loro potere di influenza negativa in alcuni periodi. No, non sto parlando di libri ideologici ma del famoso “effetto Werther” che conosciamo molto bene.

Abbiamo visto in questa puntata come ogni cosa che arriva prima influenza ciò che arriva dopo, questo non avviene solo in modo causale, come quando una palla da bigliardo ne colpisce un’altra. Ma avviene anche “a bagnomaria”, cioè lentamente e attraverso un contesto che fa parte dell’ambiente.

Quindi come “ambiente” intendiamo un qualsiasi luogo (virtuale o fisico) generato dallo scambio di significati tra le persone. Anche PSINEL è un “ambiente” così come lo sono le conversazioni che avvengono tra i tuoi amici nelle varie chat che ormai riempiono la vita di ognuno di noi.

Attenzione però a non pensare che tale fenomeno sia nuovo, un tempo anche nei più piccoli dei villaggi vi erano sotto gruppi di persone, con sotto gruppi di discussione, con sotto gruppi di cultura e culture. Noi esseri umani ci siamo evoluti proprio attraverso la condivisione di significati attraverso narrazioni, queste creano “ambiente”.

La psicologia ambientale

La psicologia ambientale dunque si occupa di studiare questi ambienti a 360 gradi, ma ovviamente inizia con l’analisi degli ambienti fisici e gli effetti di tali situazioni sulla mente umana. Che significa in soldoni: “come si comportano quelle persone in quell’ambiente specifico? Ci sono variabili che possono influenzare tale comportamento che non siano insite nei singoli individui del gruppo? Si? Allora mettiamole sul banco di prova”.

Notiamo che le persone che vivono immerse nella natura sembrano essere più felici e sane? Per la ricerca questa osservazione non basta vogliamo sapere innanzi tutto se è vero e se non si tratta di una relazione spuria. Cioè che non sia altro a generare quegli effetti positivi (come vedrai nel Qde parliamo di “ioni negativi” come esempio lampante).

Poi, una volta comprese quali possano essere le variabili che hanno un certo impatto e cercare di capire su cosa hanno effettivamente impatto. Agiscono sulla regolazione degli ormoni? Sull’orologio biologico? Ci attivano attraverso la stimolazione indiretta del nervo vago? Ecc.

Come sai il mio pallino è questo: cercare di convincerti che gli avanzamenti nel campo della psicologia e nella crescita personale non dipendono da una qualche idea psico-magica di esperienza trascendentale personale. Se tuo cugino vive bene perché corre tutti i giorni nudo per strada non significa che sia una pratica positiva anche per te 😉

Se tuo cugino fosse uno scienziato inizierebbe a creare un esperimento, cioè mettere sul banco di prova quella sua ipotesi per capire se è una cosa che fa bene solo a lui o potrebbe fare bene a tutti. Non solo, magari non è il correre nudi a fare bene ma il fatto che la gente ti guardi in modo strano: allora sarebbe meglio fare altro no?

Magari sarebbe più semplice dipingersi la faccia ed ottenere un risultato simile. Ok sto giocando con gli esempi e sono ovviamente inventati ma è questa la forma mentis che dovremmo avere quando analizziamo il miglioramento personale.

Ok ho scritto tantissimo per una puntata senza post 😉 Mi auguro che la puntata ti sia piaciuta, fammelo sapere lasciando un mi piace e condividendo questo episodio con chi pensi possa trarne beneficio. Continuiamo la nostra dissertazione nel Quaderno degli esercizi che puoi scaricare iscrivendoti alla nostra newsletter.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Bellissimo post, come gli altri. A me piacciono così, non cambiare nulla!

  • Ciao Genna! Articolo che mi ha fatto soppesare alcune recenti mie scelte.
    Lavorando da casa da anni come freelance, a Luglio ho deciso di spostarmi dal piccolo studio al salotto, sistemandolo in modo ben accurato: ho aggiunto 2 piante, ho un quadro-puzzle di Van Gogh con colori gialli, e lo spazio è ben più grande.
    Bè sono felicissimo di essermi allargato, mi sento più “aperto” e con il tocco di verde che ci ho aggiunto… stanno alla perfezione.
    Quindi se ho ben capito se aggiungessi anche un quadro di natura dietro ai monitor per intenderci, anche se non lo guardo direttamente ma so che è lì, mi influenza?
    Ci ho fatto poi caso al rumore e al silenzio: quando ascolto musica e lavoro non sono produttivo, mi disperdo più facilmente. Così è da tempo che la musica l’ascolto solo in aspetti ripetitivi, mentre quando voglio concentrarmi o sto nel silenzio più totale, oppure mi apro questo sito: https://mynoise.net/ e metto in sottofondo una spiaggia, una cascata, ecc… una goduria per le orecchie con un volume discreto 🙂

    Grazie Genna sempre il top!

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