Come fiorire attraverso i tuoi punti di forza… anche quelli che non sai di avere!

Nel lontano 2007/2008 mi sono imbattuto in una serie di ricerche incredibili fatte dal mitologico prof. Martin Seligman nelle quali si dichiarava di aver scoperto una serie di “punti di forza” e di essere riusciti a catalogarli.

Ma non solo, erano riusciti a creare una serie di esercizi davvero semplici ma molto efficaci per far crescere questi “punti di forza” nella vita di chiunque mettesse in pratica questi facili espedienti.

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La psicologia positiva

Come abbiamo visto in questa puntata sulla Psicologia Positiva potremmo dire che questo tipo di psicologia, che ha ormai più di 30 anni è stata una sorta di reazione alla psicologia clinica, che detiene a tutt’oggi il record di studi.

Ma non solo, la psicologia clinica, cioè quella che si occupa di studiare le psicopatologie, cioè quando “non funzioniamo più correttamente” è anche la parte più “pop” della psicologia, anche se in molti non lo sanno. Facciamo un piccolo esperimento, se un tuo amico ti dice vuole fare lo psicologo a cosa pensi?

Scommetto che hai pensato al classico rapporto terapeutico tra “psicologo e paziente” vero? Se hai la mia età potresti aver immaginato proprio il famoso setting della psicoanalisi con tanto di divano, paziente sdraiato e terapeuta alle spalle con un agedina.

Non è infatti un caso che una nota azienda di divani abbia usato per tutta l’estate proprio questa immagine dicendo una frase stupida del genere: “cosa sarebbe l’interpretazione dei sogni senza un divano”. Dico “studpida” per noi psicologi perché è ovvio che siano ambiti diversi ma…

…ma non è stupida solo per gli psicologi è stupida per l’intera psicologia che per anni è stata stigmatizzata come “la cura dei pazzi” quando in realtà la “psicologia” è una scienza moderna che si occupa di studiare il comportamento umano e tutte le sue manifestazioni.

La scienza psicologica e la psicopatologia

Questa cosa la conoscono solo gli addetti ai lavori ed i curiosi più interessati: il fatto che la psicologia come tutte le scienze non sia una cosa unica ma un’insieme di ambiti di ricerca a volte molto diversi tra loro. Ecco la pratica clinica, per quanto abbia attecchito culturalmente, è solo una delle tante parti della psicologia.

E ancora prima che vi fosse Freud c’erano studiosi che analizzavano il comportamento umano da veri punti di vista, anche molto molto lontani dall’aspetto psicopagologico. Ovviamente quando pensa a quale possa essere l’utilità della psicologia pensa subito “curare le persone”.

Come reazione a questo stigma Martin Seligman prima ed una valanga di validissimi colleghi hanno iniziato a far cambiare rotta alla psicologia. Soprattutto per quanto riguarda la ricerca sul benessere, al punto tale che la prima volta che incontrai gli studi di cui parliamo oggi erano definiti come una sorta di “anti-DSM”.

Per chi non lo sapesse il DSM è il manuale statistico dei disturbi psicopagologici, una sorta di bibbia che viene utilizzata dai clinici di ogni parte del mondo per avere “delle etichette comuni”. Quando Seligman lavora al suo questionario se la prende con questo manuale per molti motivi:

Agli inizi degli anni 2000 il DSM era ancora iper arbitrario, la maggior parte delle problematiche venivano inserite con pochi criteri e in modo rigido. Al punto tale che moltissimi colleghi non lo utilizzavano, ma bisogna ammettere che negli anni è migliorato.

La psicologia come prevenzione

In questi anni abbiamo capito che uno degli aspetti più importanti della psicologia in generale non è solo trovare delle valide cure ma è cercare di comprendere come evitare di avere delle cure, cioè come prevenire i vari disturbi.

Ed è proprio nel campo della prevenzione che si è inserita quella che oggi chiamiamo comunemente “psicologia positiva” che al contrario di quelle “psicologie cliniche” di un tempo non si fondano sulla osservazione clinica, cioè su come si comportano i pazienti e su vari assunti filosofici.

Ma si basa sulla ricerca applicata, cioè si crea una certa ipotesi che potrebbe avere un certo effetto e la si testa su più persone. Questa è una differenza molto interessante che ovviamente possiamo fare anche con gli aspetti più clinici ma il rischio è che gli esperti urlino: “non si può standardizzare un trattamento, le persone sono tutte diverse ed uniche”.

Si è vero, siamo tutti d’accordo ma allo stesso tempo creare degli “standard” è il vero ed unico modo per poter studiare con una certa serietà il fenomeno che desideriamo indagare. Perché se tutto vale perché siamo tutti diversi, allora probabilmente niente vale sul serio.

Poi è ovvio che anche le scoperte più rigorose non possono funzionare allo stesso modo per tutti. Così come nessuna legge fisica funziona davvero nel modo con cui è stata prospettata nella realtà: si è vero che se ti lanci dalla finestra cadi ma non è vero che cadi alla stessa velocità di una piuma, perché ci sono 1000 variabili di mezzo che in laboratorio non ci sono.

Sono solo “canzonette”

Quando parlo a persone non appassionate di psicologia degli incredibili risultati della psicologia positiva spesso mi guardano come per dire: “ehi ma chi vuoi prendere in giro? Come è possibile che se penso alle cose per cui sono grato aumenta la serotonina nel mio cervello? ecc.”.

Addirittura ho saputo da poco che alcuni espertoni della crescita personale anni 90 volevano fare una serie di video per sbugiardare questo genere di studi, ma non ci sono riusciti, sai perché? Perché quella roba strana funziona davvero ed in modo incredibile.

Oltre al fatto che la sua intera esistenza, in quanto ambito di studi in psicologia, è proprio supportata da una valanga di studi serissimi e potentissimi che solo altri ricercatori potrebbero smentire. E non di certo uno che pensa di aver capito che cosa sia la crescita personale perché pensa di “sapere tutto”.

Insomma parafrasando non “sono solo canzonette” le cose che negli ultimi anni sono emerse da questo ambito. E il campo in se ha capito non solo che la gente non avrebbe compreso ma che gli psicologi stessi non avrebbero afferrato facilmente questo cambio di paradigma.

Che vede la psicologia non più come l’analisi di ciò che non va ma l’analisi di ciò che va (come è sempre stato) e di come farlo andare al meglio. E la maggior parte delle teorie di crescita personale moderne hanno sempre o quasi elementi tratti da questi studi.

Alcune spunti di riflessione

Hai mai sentito parlare di “mindset fisso o dinamico”? Hai mai sentito parlare di “grinta e di talento”? Hai mai sentito parlare di “flow” o di zona ottimale di prestazione? Oppure hai mai sentito parlare di “pratica deliberata“? Ecco, sono tutti temi che se segui Psinel hai già sentito più e più volte.

Ecco tutti questi temi (e molti altri che non inserisco) sono tratti dagli studi sulla psicologia positiva. Così se vai ad un corso ed il formatore di turno si diverte a fare uno degli errori epocali della formazione: “Io non sono uno psicologo, non credo in quelle filosofie, ora vediamo il mindset bla bla bla” sta evidentemente sputando nel piatto da cui mangia.

No tranquillo non è un attacco a chi non è psicologo perché anche i miei colleghi non hanno capito fino in fondo a quale rivoluzione stiamo assistendo da diversi decenni con questi studi. La creazione di scoperte che possono diventare “psico educazioni efficaci” per tutti.

Non si tratta di sviluppare super mega abilità ninja dopo anni di training, di amplificare la coscienza stando mesi in ritiro, con corsi assurdi che smuovono dentro di te le “risorse segrete”, ma di portare avanti alcune abitudini psicologiche che nel lungo andare possono cambiare la vita… in meglio!

Eh si se trovi della affinità con ciò che facciamo su Psinel non ti sbagli, anche qui con il nostro progetto di SPS (Sviluppo personale scientifico) abbiamo cercato e continuiamo a ricercare questo genere di cose: tecniche e metodi che emergono da rigorose ricerche sperimentali. Ma non cose astruse e difficilissime ma cose semplici ed efficaci.

I valori

Tra queste cose c’è il VIAS cioè il questionario dei punti di forza di cui abbiamo parlato nella puntata di oggi. E scommetto che non ti sarà sfuggita l’analogia con il lavoro “dei valori” di cui abbiamo parlato tantissime volte in questi anni. Questi “punti di forza” sono cose simili ma anche molto diverse.

Sono simili ai valori perché si tratta di astrazioni alle quali tutti aspiriamo, sono “punti cardinali” che possono ispirarci in una certa direzione. Tuttavia non emergono chiedendoci: “che cosa è davvero importante per noi”, come nel caso dei valori ma chiedendoci “cosa siamo bravi a fare? Quali sono i nostri punti di forza?”.

I valori sono aspirazionali, cioè ci guidano, ci ispirano un certo atteggiamento mentale mentre questi dovrebbero già far parte di noi o per lo meno è ciò che dovremmo ricercare. Per questo ti invito sia a vederli come valori e sia come i tuoi punti di forza, perché scommetto che in alcuni casi combaceranno.

Ti faccio il mio esempio personale, svolgendo il test (che trovi qui in originale, c’è anche in italiano modifica la lingua dal menù a tendina) è emerso che uno dei miei “punti di forza” sta proprio nella curiosità che afferisce alla virtù della conoscenza. Che, guarda caso, è anche uno dei miei valori, secondo il quale agisco cercando di dare sempre più importanza a questo aspetto della mia vita.

Prova il questionario online

Ci tengo a dirti che non ho alcuna partnership con il sito che ad un certo punto cerca di vendere statistiche più approfondite sul tuo questionario. Se vuoi puoi acquistarle ma ti assicuro che il report gratuito in pdf che ti fanno (in italiano) è molto dettagliato e pronto all’uso.

Si, perché lo scopo principale di questo test non è sapere “chi sei” ma chi diventerai. In altre parole facendoti una panoramica dei tuoi punti di forza principali e suddividendoli in quelli più forti, mediamente forti e quelli poco forti. Una piccola mappa che può aiutarti a migliorare partendo da? Ti ricordi cosa abbiamo detto nella puntata?

Se mi stai leggendo senza aver ascoltato la puntata ti sembrerà strano ma dovrai partire da quelli più “forti”, sono loro che hanno dimostrato avere un effetto quasi immediato sul nostro umore, sulla nostra autostima e su tante altre cose. Tra l’altro alla fine del pdf trovi anche alcuni brevi consigli per utilizzarli al meglio.

Insomma con 10 minuti del tuo tempo (forse 15) puoi scoprire i tuoi punti di forza gratuitamente ed iniziare a metterli in pratica. Continuiamo questo affascinante discorso nel nostro QdE.

A presto
Genna

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