La ripetizione è davvero la madre di tutte le abilità?

Tra le abilità che possediamo ne esistono alcune che possono essere definite come “meta-abilità” perché in un qualche modo ci servono per sviluppare “altre abilità”.

La madre di tutte le abilità cioè la meta-meta-abilità più importante nell’apprendimento è talmente scontata che spesso ci rifiutiamo che le cose siano così semplici.

Tutti in realtà sappiamo cosa dovremmo mangiare per dimagrire, che fare movimento fa bene ecc. ma quanti lo fanno davvero? Quanti si impegnano nel RIPETERE ciò che hanno già appreso?

Ascolta “295- Una semplice “azione” che porta risultati straordinari (sottovalutata)” su Spreaker.

La mia voce

Qualche tempo fa mi ritrovavo in uno studio di registrazione: cuffia, isolamento ed un testo che dovevo leggere per quasi 8 ore di fila. Al termine delle prime due ore avevo davanti a me due persone.

Il titolare dello studio di registrazione ed il tecnico, i quali mi dicono; il titolare: “Wow ma che voce calda e avvolgente, complimenti. Si sente che sei stato fortunato e che hai una buona sonorità”.

Al che interviene il tecnico e dice: “Si hai ragione, il timbro è buono, ma più che altro si sente che è allenato!”. Ebbene come puoi immaginare il tecnico aveva nettamente ragione.

Da ragazzo cantavo con alcuni gruppi, poi all’Università ho incontrato l’ipnosi e la PNL, le quali mi hanno spinto ad allenare fisicamente la voce con degli esercizi. Poi nel 2009 ho iniziato a registrare audio, le ANL.

E nel 2013 ho fondato il “podcast di psinel”, in totale direi che ho trascorso oltre 10000 ore a perfezionare la mia voce. No, non è ancora perfetta e non desidero che diventi tale, anche perché non mi piace la voce “da attore”.

Il potere “negativo” della ripetizione

Qualsiasi cosa tu abbia appreso e mantenuto è accaduto attraverso la semplice ripetizione di quella cosa, questo vale sia per le abilità positive che possiedi e sia per le cose negative che porti avanti.

L’esempio più eclatante sono le dipendenze, a meno che non si tratti di droghe davvero potenti e di personalità davvero “dipendenti” è solo la ripetizione di quel gesto che crea la cattiva abitudine.

Il semplice “provare” a giocare d’azzardo, ad usare una droga, a frequentare cattive amicizie, non basta a creare una “dipendenza” è necessario che vi siano continue ripetizioni.

E a tal proposito devi sapere che non conta quanta forza di volontà possiedi se ti chiudo in una stanza ad usare “cocaina” di certo ne uscirai dipendente al di là di quanto pensi di essere forte.

Ok ho usato un esempio terribile ma serve a spiegare per bene il “potere della ripetizione” che troppo spesso ci sfugge. Siamo pronti a pensare che chi ha cattive abitudini le abbia per “debolezza” e predisposizione, molte volte non è così.

Il potere “positivo” della ripetizione

Ti sembrerà assurdo ma tendiamo a dimenticarci anche del potere “positivo” della ripetizione, a meno che non sia una roba fisica come andare in palestra tendiamo a dimenticare che anche il nostro cervello funziona così.

Così come i muscoli diventano via via più forti ogni volta che svolgi una “ripetizione in palestra” allo stesso modo diventano più forti le tue “vie neuronali” se ripeti esercizi mentali e abitudini mentali di un certo tipo.

Nella puntata e anche qui abbiamo visto che i muscoli del cervello si chiamano “neuroni” (scommetto che lo sapevi) e abbiamo detto che queste fasce muscolari sono rese più potenti da una “guaina mielinica”.

La ripetizione dei gesti e dei pensieri che svolgi quotidianamente (e volontariamente) modifica la guaina mielinica consentendo ai segnali elettrochimici di viaggiare molto ma molto più rapidamente.

Il vero problema con il ripetere però non è tanto il fatto che tendiamo a dimenticarci della sua importanza (cosa vera tra l’altro) ma è legato al fatto che la gente oggi vuole costantemente qualcosa di “nuovo”.

Il “nuovo”

Viviamo in una società “consumistica” dove andiamo alla ricerca costante di qualcosa di “nuovo”: nuovi stimoli, nuovi abiti, nuove Città da visitare, nuove persone da conoscere ecc.

In parte è sicuramente una spinta positiva quella che ci porta a cercare le novità intorno a noi. Tuttavia tale tendenza ci porta lontanissimi da ciò che realmente conta per crescere nella nostra vita, e cioè la capacità di impengarci.

Non solo di impegnarci, ma di farlo ancora e ancora per migliorarci. E come abbiamo visto altre volte, più curi qualcosa che già possiedi e più questa valore, e devi sapere che tale regola vale praticamente per ogni cosa!

Che sia la tua relazione, la tua auto, il tuo lavoro, il tuo fisico, le tue conoscenze ecc. Per mantenerle è necessaria attenzione, e tale attenzione ti porta inevitabilmente a ripetere per apprendere e per perfezionare.

Ecco devi sapere che solo fino a 100 anni fa nessuno aveva accesso a tutta “questa novità”, come facevano? Come facevano ad apprezzare ciò che avevano e a migliorarsi nelle loro “abilità”?

I videogiochi

Chi come me ha “una certa età” (sai che amo definirmi come un vecchietto del web) si ricorderà quando i videogiochi erano costosissimi. Se vivevi in una famiglia benestante potevi permetterti 3/4 giochi all’anno.

Così passavi tutto l’anno a giocare con 3 o 4 giochi, che imparavi a memoria e diventavi una sorta di “mostro magico” in grado di riconoscere “pixel per pixel”. Tanto che molti di quei viedogamse li ricordo ancora molto bene.

Poi è arrivata la pirateria e da un giorno all’altro ho avuto accesso ad una svalangata di giochi. Ho iniziato a prenderne il più possibile, dopotutto ero appassionato ed in men che non si dica, saltellavo da un gioco all’altro senza portarne a termine nessuno (o quasi).

Lo so oggi le cose sono cambiate, i giochi sono diventati delle vere e proprie esperienze (purtroppo ho perso la passione) ma il fatto di averne così tanti a disposizione, invece di darmi la scelta e più possibilità di gioco mi ha bloccato.

Lo sappiamo da un po’ di tempo: “se abbiamo troppe opzioni tendiamo a bloccarci” e noi viviamo in un mondo zeppo di opzioni, dove potresti apprendere virtualmente qualsiasi cosa. Basta cercare su google 😉

Fondamenti e rudimenti

Di questo ne abbiamo parlato sia in puntata che in altri episodi. Se giochi abbastanza ai videogiochi, cosa resta? No tranquillo non è una disamina sui videogames, tra poco la faremo seriamente con ospite.

Ma è un modo per mostrarti come una seria ripetizione possa apportare dei vantaggi senza che neanche rendercene conto. Come sai mi piace la tecnologia per cui ti parlo (per ora) solo dei vantaggi.

Se giochi tanto alla fine ti ritrovi con: maggiori riflessi, una migliore coordinazione “mano-occhio”, una memoria a breve termine che funziona meglio e tanti altri vantaggi particolari. Ma se ci pensi bene questi sono tutti:

Fondamentali, sono vantaggi che puoi applicare in altre svariate circostanze della vita e che, tra le altre cose, puoi acquisire in tanti altri modi differenti. Ecco perché il mio consiglio è cercare di puntare “a loro”.

Non solo perché ti saranno utili in molte circostanze ma anche perché motivano l’azione ripetuta, ti danno degli obiettivi chiari da seguire e in pratica facilitano la nostra cara “pratica deliberata“.

Il calcio

Al contrario della maggior parte degli amici con cui sono cresciuto, il calcio non mi ha mai fatto impazzire. Così sono arrivato a 20 senza neanche sapere cosa fosse il “fuori gioco” (si come le donne) e tante altre cose del genere.

Però arrivato all’Università i miei “nuovi amici” erano tutti appassionati di videogiochi di calcio, così da ex-amante di queste cose mi ci sono messo. E vuoi sapere una cosa molto ma molto strana?

Ho acquisito una visione di gioco pazzesca, oltre ovviamente ad aver compreso tutte le regole (almeno credo) come mai prima d’allora. Come faccio a sapere che le cose sono andate così?

Perché negli anni della professione ho avuto occasione di lavorare con diversi calciatori e alcune volte ho dovuto guardare video insieme a loro. E da lì ho capito “che capivo” ed il motivo era ancora il “videogames” che mi aveva dato alcuni fondamentali.

Ok sembra c’entra poco questa storia con tutto il resto ma era per introdurre anche il tema dei videogiochi dei quali ci siamo già occupati ma non troppo approfonditamente.

Ed anche perché i videogiochi, come tanti altri “giochi” sono delle simulazioni di altri aspetti della vita (questo vale per tutti gli sport) nei quali per migliorare serve ancora una volta “ripetere e ripetere”.

La ripetizione è davvero “la madre di tutte le abilità”?

La domanda che molti possono porsi nell’ascoltare la puntata di oggi è proprio questa, e per quanto sia banale si può mettere anche in discussione facendo qualche saltello mentale.

Dopotutto conosci forse anche tu persone che guidano l’auto da una vita, quindi hanno “ripetuto” ma nonostante questo non sono migliorate nelle loro abilità di base, anzi 😉

Questo perché c’è modo e modo “di ripetere” come abbiamo visto nella puntata dedicata alla nostra cara “pratica deliberata“, che sarebbe quella cosa che spesso viene confusa con le famose “10000 ore”.

Nonostante si possa tranquillamente ammettere che le persone tendono a fare ripetuti errori, a percorrere strade sbagliate proprio in virtù delle proprie fissazioni, come abbiamo visto di recente… una cosa è certa:

Non si può mettere in discussione che chiunque abbia raggiunto “l’eccellenza” il “successo” in una qualche disciplina, lo abbia fatto perché ha ripetuto ancora ancora e ancora.

Potremmo quasi affermare che “non esiste successo senza ripetizione continuativa”, ovviamente se la facciamo seguendo i consigli della pratica deliberata è molto, molto meglio.

Bruce Lee

Diceva: “Non temo chi conosce 10000 tecniche ma chi ha praticato una sola tecnica per 10000 volte”. Il nostro Bruce è stato profetico nel dire quel numero poi ripreso da chi ha commentato il lavoro di Ericsson.

Ultimamente il lavoro sulla “pratica deliberata” viene messo in discussione da alcune persone le quali sembrano dire: “perché devi lavorare duro quando esistono delle metodiche che ti consentono di raggiungere quello che vuoi più facilmente?”.

Da un certo punto di vista potrei essere d’accordo, ma se ci pensi bene anche i metodi che già esistono e che funzionano, non sono semplici e necessitano tutti di impegno e di ripetizione.

Quella è una bella furbata in realtà che sfrutta la nostra innata tendenza a voler ricercare “la scorciatoia”, non ci possiamo fare (quasi) niente, il nostro cervello desidera farci risparmiare energia in modo da massimizzarla per cose più importanti (cioè sopravvivere in caso di attacco alieno ;-)).

Abbiamo dedicato quasi tutto il 2018 a tematiche simili perché invece sono qui a dirti che per migliorare DEVI ripetere, e a volte per ripetere serve forza, resilienza, motivazione, impegno… dedizione (queste 2 ultime ci fanno schifo in modo particolare).

Un boccone per volta

Ecco perché ti consiglio di fare le cose, di attivarti ma allo stesso tempo do non esagerare, di fare un passo alla volta… ma continuando a camminare, perché questo mondo che ci circonda non è mai fermo.

E se non ci muoviamo noi attivamente sarà lui a decidere per noi, saranno gli eventi, le persone che incontreremo per caso ecc. Già siamo praticamente indifesi contro la potenza dei messaggi che possono influenzare il nostro comportamento.

Se in più non decidiamo noi cosa apprendere “perché è faticoso”, perché ripetere “è noioso” ecc. Allora tanto vale lasciar proprio perdere l’idea di lavorare su se stessi come raccontiamo qui su Psinel.

Ma sono sereno, perché se sei arrivato a leggermi fino a qui è poco probabile che tu sia una persona “statica”, una di quelle che si accontenta di apprendere solo ciò che passa “in tv”.

Bravo/a 😉

A presto
Genna

Ps. Se sei arrivato sino a qui ti consiglio di leggere subito il Qde, dove approfondiamo maggiormente “il mindset”.

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2 Commenti
  • Grazie genna,
    Sia l’audio che il testo di questo post mi stanno facendo venire in mente molti episodi, o situazioni in cui il ripetere ci dà tantissime occasioni per ricordarci meglio qualcosa. In particolare, io personalmente batto tantissimo sul ricordare i nomi degli interlocutori. Certo, riconosco che per molti non è così semplice, soprattutto non lo è il farlo con intenzione deliberata. Quando personalmente conosco una nuova persona, dopo aver chiesto il suo nome, lo ripeto, e cerco di ripeterlo più volte, anche ad alta voce, in modo da ricordarlo più a lungo. Naturalmente ripeto anche ulteriori tecniche di ancoraggio auditivo-cinestetico: per quanto mi riguarda, l’unico parametro che utilizzo, in sostituzione alla vista che non ho, è l’abbinamento del nome di quella persona alla sua voce. Se un giorno dovessi sentirti parlare per strada, già ti riconoscerei al volo 😉
    Questo lo faccio in maniera del tutto naturale.
    E tra l’altro, anche se in italia non è così semplice praticare l’inglese, proprio per il fatto di consolidare ed ampliare nel tempo quelle che erano delle conoscenze scolastiche, “fortunatamente” faccio veramente pochissima fatica ad ascoltare dei video in inglese. Oggi, per esempio, sono andato a cercare “Spiral Dinamics” su youtube e ho trovato veramente tanto materiale… Ho scelto un video a caso, specificamente sul colore Blu e, mettendomi ad ascoltarlo con intenzione e soprattutto senza distrazioni, sono riuscito a comprenderlo. E ciò onon è semplice per chi studia inglese unicamente dai libri di testo: anche l’orecchio, come accade per la musica, è d’importanza straordinaria!
    Detto fra noi, per chi voglia apprendere l’uso dei SOM (Sleight Of Mouth), anche lì si trova veramente tantissimo materiale in inglese: ed è una grande occasione per chi voglia massimizzare le abilità della PNL.

    • Grande Andrea,
      uno dei pochi commentatori storici di Psinel, in un periodo dove i commenti del blog sono sempre più rari… grazie 🙂

      Si, hai visto sulle “dinamiche a spirale” le puntate di actualize.org? Una figata!

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