I 10 Trend Psicologici del 2019 secondo la APA…

Non è mai facile lanciarsi in previsioni per il futuro soprattutto nel nostro mondo moderno, dove di anno in anno le cose cambiano alla velocità della luce.

Tuttavia chi è in possesso di molti dati (i famosi “big data”) può aiutarci a fare luce sul futuro “prossimo”, ed è ciò che ha fatto la APA la American Psychological Associacion su “Monitor on Psychology

Nella puntata di oggi vediamo e discutiamo insieme questi 10 Trend individuati dalla associazione di psicologi più famosa al mondo. Sono tendenze utili sia agli psicologi e sia agli appassionati di tale ambito.

Buon ascolto…

Ascolta “257- Le 10 tendenze della psicologia nel 2019 secondo la APA…” su Spreaker.

Prevedere l’imprevedibile

Fare previsioni a lungo termine sulle tendenze dei prossimi anni è un’ardua scommessa, ed è per questo forse che la APA si è limitata a stilare i 10 trend del 2019.

Quindi più che cercare di prevedere il futuro ha cercato di fare luce su aspetti nascenti e in ascesa della psicologia internazionale, ambiti in cui i miei colleghi sono già attivi da anni.

Ma come hai potuto ascoltare molti di questi ambiti non riguardano solo i “singoli individui” ma l’intera società. E’ anche un modo per mostrare alla gente il valore della ricerca in psicologia.

Visto che la maggior parte della gente immagina noi psicologi come antiche caricature di Freud sedute dietro ad un lettino mentre fumano il sigaro. Se non l’hai fatto ascolta la puntata sullo “psicologo dei deboli“.

Ecco il video ufficiale dell’APA

Ed ecco una mia personale traduzione

L’Utilità della psicologia

Forse l’aspetto più interessante di questi 10 trend del 2019 non sta tanto nel vedere “dove andrà il mondo” della psicologia ma è sottolineare come e quanto questa disciplina possa essere realmente utile.

Per anni i miei colleghi sono stati visti come li dipingevo poco fa “come quelli del divanetto” ma la verità è che quella è solo una macchietta della psicologia.

Quegli stigmi hanno portato le persone a cambiare i nomi in etichette più scientificamente accettabili come: scienze sociali, scienze cognitive ecc. Ma non sono altro che altri nomi per chiamare la “psicologia”.

Qualcosa a cui penso anche tu sia affezionato, o da collega o da semplice curioso della materia. E forse uno degli scopi principali di Psinel è fare in modo che ci siano “sempre più curiosi”.

Si presto sarò costretto a modificare la descrizione di questo blog perché ormai è davvero difficile che chi divulga queste materie non si affidi alla scienza.

Il ruolo centrale della tecnologia

Una delle prime cose evidenti in questi 10 trend è la massiccia presenza della tecnologia. Sicuramente ogni punto può essere sviscerato dal punto di vista tecnologico ma alcuni sono davvero specifici.

Dal 7 al 10 (il 40%) sono caratterizzati dalla tecnologia e in particolare dal digitale. Sia per il suo enorme potenziale e sia per gli eventuali danni che tale “potenziale” è in grado di generare.

E’ bello per una volta vedere questi due aspetti contrastanti in un unico articolo. Dove da un lato si esaltano i suoi effetti benefici e dall’altro si cerca di accendere la luce sugli aspetti oscuri della faccenda.

La APA ci parla di nascenti applicazioni in grado di aiutare le persone sotto diversi punti di vista e subito dopo (come nel punto 9) ci parla della crescente richiesta di aiuto per le dipendenze create proprio da tali mezzi.

No non è una contraddizione, ma è il modo con cui funziona tutta la nostra realtà. La tecnologia è il mezzo e qualsiasi “mezzo” realmente potente è anche pericoloso e va usato con accortezza.

Un potente messaggio sociale

Il restante 60% dei trend hanno tutti un potente messaggio sociale, ad incominciare dal primo, il cambiamento climatico. Qualcosa di ormai scientificamente assodato che vale sicuramente la pena di mettere al primo posto!

Ragazzi non è uno scherzo, nessuna delle nostre meraviglie della psicologia si potrà mai realizzare se il nostro caro pianeta va allo scatafascio. Come forse saprai qui sul web si trova qualsiasi cosa, tutto e il contrario di tutto.

Ma per ora la ricerca è molto molto chiara: il nostro ecosistema è destinato ad una brutta fine, e scopo della nostra cara razza umana è quello per lo meno di cercare di rallentare questo (che ormai sembra) un inesorabile destino.

La psicologia così come ogni altra branca del sapere si deve concentrare su queste tematiche, ma soprattutto deve divulgare questi discorsi creando reti di conoscenze sempre più estese e rivolte alla ricerca di soluzioni concrete.

Fra queste soluzioni sembra essere sempre più importante la psicologia delle decisioni, per aiutare architetti e ingegneri nella progettazione di ambienti che facilitino comportamenti virtuosi.

La spinta gentile o nudge

La psicologia, oltre a far conoscere le proprie teorie più utili al grande pubblico ha un ruolo ancora più importante: disegnare ambienti intelligenti.

Come abbiamo visto qui negli studi di Richard Thaler il Nudge è qualcosa che conosciamo da tempo, la possibilità di manipolare le decisioni delle persone disegnando l’ambiente.

Quante volte ti sei trovato in un luogo, con una “carta da buttare” ma senza trovare un cestino della spazzatura? Personalmente arrivo a infilarmi in tasca di tutto!

Ma non sempre le persone sacrificano le proprie tasche e spesso scelgono l’alternativa più semplice, gettano altrove la “cartaccia”.

Se vi fossero “più cestini” o più indicazioni di dove trovare un cestino sicuramente la gente butterebbe le cose dove devono essere buttate?

Responsabilità

Purtroppo la risposta è no! Ci sarà sempre chi cercherà la soluzione più semplice, che oggi è spesso gettare via le cose nel posto sbagliato.

Iniziare a disegnare ambienti migliori però aiuterà le persone a optare naturalmente per la scelta migliore, soprattutto se questo è imposta dal contesto.

E’ questo in soldoni ciò che si cerca di fare con la “spinta gentile”, qualcosa di assolutamente utile ma che rischia di toglierci uno dei poteri più grandi: la responsabilità.

Se tutto è disegnato dall’esterno affinchè si facciano le scelte migliori è anche possibile che la gente perda la capacità di capire cosa significhi fare “una buona scelta”.

Si tratterà quindi di usare queste due spinte in entrambe le direzioni, i Nudges dovranno sia facilitare le nostre scelte e allo stesso tempo renderci responsabili per esse.

I Big Data

Tutto ciò che abbiamo discusso sino ad ora sarà facilitato dalla presenza dei “big data” cioè di un’enorme quantità di dati che produciamo ogni giorno.

Che tu lo voglia o meno, se stai utilizzano “tecnologia” stai anche producendo “dati”: posizioni geolocalizzate, abitudini online, abitudini all’acquisto, quantità di movimento ecc.

Lo so è spaventoso pensare che ci lasciamo così tant tracce alle spalle, ma in un certo qual senso lo facciamo da sempre ad un occhio esperto.

Le temibili ricerche di mercato esistono da quasi un secolo e i sociologi hanno cercato di intuire i comportamenti umani da ancora più tempo.

Di certo dobbiamo stare attenti a chi “regaliamo i nostri dati” ma da un altro punto di vista questa enorme conoscenza potrà forse migliorarci la vita?

Studi da milioni di persone

Qualche anno fa abbiamo parlato di uno studio eccezionale condotto su oltre 1 milione di persone, come hanno fatto? Hanno usato una app per smartphone.

Questi studi hanno contribuito a farci capire l’importanza delle famose “seghe mentali” e della stretta relazione tra queste e la soddisfazione percepita.

In pratica i soggetti venivano interrotti durante la quotidianità e gli veniva chiesto cosa stessero facendo e a cosa stessero pensando.

Meno una persona era coinvolta nelle azioni della propria vita e più basso era il tono dell’umore. Un semplice dato che ha aiutato i miei colleghi a tarare interventi sempre più mirati.

Tutto questo grazie alla tecnologia e ai “big data”, o meglio alla capacità di analizzare dati giganteschi attraverso acuti sistemi statistici.

Le scienze umane

Questo termine che a molti suona come un ossimoro (scienza umana) è in realtà qualcosa di sempre più importante nel nostro mondo moderno.

Dobbiamo essere consapevoli e conoscere i risultati di questi studi, sia per poterci auto-aiutare e sia per poterci difendere da chi li utilizza contro di noi.

Questi 10 trend della APA non fanno altro che confermare la forza delle scienze umane e di quanto queste possano esserci d’aiuto.

Se mi segui da un po’ di tempo sai quanto ci tengo alla divulgazione della psicologia, dei suoi risultati e del fatto di avere un “punto di vista psicologico”.

Che tradotto significa avere a cuore l’essere umano oltre l’aspetto tecnico, una cosa molto difficile da ottenere perché noi siamo “animali tecnici”.

Vabbè questo forse sarà materiale per un post del futuro…intanto fammi sapere cosa ne pensi di queste 10 tendenze del 2019.

Buon inizio anno
Genna

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1 Commento
  • Ciao Genna, Innanzitutto congratulazioni per il tuo nuovo lavoro! (L’ho scoperto dal nostro collegamento su Linkedin).
    A proposito di app, hai provato Salute di Apple? E il nuovo Apple Watch? Sono curioso di provarlo, diciamo che l’unica pecca, di questo indossabile è, secondo me, la durata della batteria che, per uno come me che fa un uso abbastanza spinto della tecnologia, arriva veramente a fatica a fine giornata…
    Grazie

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