3 esercizi per gestire i pensieri negativi… con la “PNL” o quasi..

 

Dopo averti mostrato come utilizzare le sottmodalità della PNL in modo innovativo per la tua crescita personale mi sono arrivate una valanga di domande.

La maggior parte erano tutte rivolte a chiedermi: “ma posso utilizzare queste tecniche per i pensieri fastidiosi?”.

La risposta non è semplicissima per questo ci abbiamo dedicato un’intera puntata…buon ascolto:

Ascolta “235- Tre consigli per gestire i pensieri negativi… con la “PNL” o quasi…” su Spreaker. 

 

 

Medita

 

Sempre più spesso i miei clienti mi prendono in giro dicendomi che per ogni “male psicologico” indico la meditazione come soluzione.

In realtà non è così, la meditazione è di certo uno strumento potentissimo per imparare a gestire il proprio mondo interiore.

Tuttavia non tutti abbiamo il tempo di sviluppare le abilità e i doni della pratica meditativa, così in questi anni alcuni colleghi hanno scoperto alcune cose molto carine:

Giocando con le rappresentazioni interiori (i tuoi pensieri, emozioni, immagini mentali ecc.) è possibile ottenere un piccolo distacco mentale, del tutto simile a quello che si ottiene meditando.

Hanno chiamato questo effetto “defusione” e ci abbiamo dedicato numerose puntate del passato, visto la loro efficacia e semplicità.

 

Lo scopo è lo stesso

 

Sia meditare e sia defonderti ha lo stesso scopo: farti rendere conto che i tuoi contenuti mentali sono solo “contenuti mentali” e non ordini impartiti dalla tua mente più profonda.

Questa affermazione può apparire come banale ma ti invito a prenderla seriamente. La maggior parte di noi è convinta che ciò che gli passa per la testa sia la cosa giusta da fare.

Ma se uno si guarda con attenzione dentro scopre che questi contenuti mentali dicono tutto e il contrario di tutto, perché sono previsioni sulla realtà.

E in quanto tali fanno solo delle “stime” su ciò che potrebbe accadere se facessimo la tal azione o se non la facessimo.

E nel peggiore dei casi ci presentano anche le emozioni (spesso negative) legate a questi pensieri, il che li rende ancora più reali.

 

Le opinioni sul mondo

 

Una famosa frase di Epitteto recita: “non soffriamo per ciò che ci accade nel mondo ma per le opinioni che abbiamo su ciò che ci accade”.

Ed io aggiungerei: non soffriamo per le opinioni che abbiamo sul mondo ma perché crediamo che siano vere!

Crediamo che quella frase che di tanto in tanto ci tortura sia un nostro giudizio negativo su noi stessi e non un’abitudine depotenziante.

Crediamo che quelle immagini arrivino perché in un qualche modo “dobbiamo risolverle” e non perché magari ci hanno un po’ “impressionati”.

Il problema è sempre quello di mettere sullo stesso piano il “mondo con il pensiero sul mondo” che sono due cose molto diverse tra loro.

 

La gestione dei pensieri

 

Il problema più grande con queste metodiche è che, se usate impropriamente possono addirittura fare più male che bene.

Lo abbiamo visto numerose volte accennando alla teoria dell’evitamento esperienziale che ci porta a diventare fobici per tutto.

Fobici del nostro mondo interiore! Se ogni volta che sono tranquillo e rilassato mi arriva quel pensiero, cosa fare?

La maggior parte delle persone cercherà di scacciarlo, di far finta di niente o di iper preoccuparsi per cercare di risolverlo come se si trattasse di un problema matematico.

Ma purtroppo il pensiero che genera tale sofferenza si incista proprio nel momento in cui tenti di metterlo da parte, anzi è spesso questo il problema.

 

Un esempio concreto

 

Ammettiamo che ogni volta che vedi una persona dell’altro sesso attraente ti arrivino in mente alcune frasi o scene sessuali.

Se sei abbastanza pudico e preoccupato per questo tenterai di non guardare più le ragazze che passano, cosa che peggiorerà la situazione.

Per non parlare di cercare di “non avere quei pensieri”, cosa che può portarti a diverse problematiche psicologhe.

Il trucco è accettare che ti vengano in mente certe cose, senza cercare di capire “perché e per come” ma cercando invece di notarlo con compassione.

Il fatto che emergano certe immagini non è legato a qualche tua “perversione” magari ci sono altri 1000 motivi plausibili che non noti.

 

Riconoscere

 

Allora cosa fare? La prima cosa da fare è riconoscere che il nostro mondo rappresentazionale interno fa diverse ipotesi sul mondo.

E una volta che le ha fatte gli piace pensare che siano vere, perché l’ambiguità al nostro cervello non piace per niente.

Per cui inizia a credere a tali idee e a comportarsi come se fossero “oggetti reali” da scacciare, riparare e/o risolvere.

Mentre la mossa migliore da fare sarebbe quella di imparare a riconoscere questi pensieri per ciò che sono… pensieri!

Ma non è sempre facile perché queste rappresentazioni guidano le nostre azioni e senza di essere facciamo fatica ad interagire con il mondo.

 

La sacra “meta cognizione”

 

Ormai sai bene a cosa mi riferisco e perchè dico “sacra”, perché è proprio questa abilità che stai esercitando quando ti accorgi del tuo mondo interno.

Ma al contrario del challenging o disputing x della PNL, qui si cerca di notare cio che accade senza cercare di cambiarlo.

L’atteggiamento è molto diverso: mentre nella PNL e in generale nella vecchia crescita personale si cerca di cambiare a tutti i costi qui le cose sono leggermente diverse.

Si nota, la situazione interiore, “ci si gioca per defondersi” e poi non si cerca di modificarla ma di accettarla e spesso questo la modifica.

 

Il paradosso dell’accettazione

 

Lo abbiamo visto diverse volte ma quando iniziamo ad accettare qualcosa che non ci piace, solo in quel momento riusciamo davvero a cambiarlo.

Non si tratta di accettare le cose che le persone e il mondo ci vogliono far fare contro la nostra volontà, ma i contenuti mentali sgraditi.

E farlo consiste in un vero e proprio processo per nulla semplice! Che consiste in pratica nel continuo riconoscere e accettare quello schema.

Si perché le rappresentazioni hanno “schemi” comuni che via via che vengono colpiti dalla consapevolezza si de-automatizzano.

Non è il semplice “cambio sub-modale” a modificarli ma il fatto che quel “giocarci” ti consente di osservare lo schema in modo defuso.

 

Lavorare con i processi

 

La PNL è stata affascinata dalle nascenti correnti psicoterapeutiche, non solo la cognitivista ma soprattutto la gestalt e l’ipnosi.

Due correnti che si concentrano maggiormente sui processi che generano determinati stati mentali più che sul contenuto.

Insomma cambiare la struttura della forma per incidere sul contenuto, invece del contrario come facevano le correnti psicoanalitiche.

Per osservare il processo in divenire indovina cosa serve? Presenza! Si esattamente quella di cui ci occupiamo da qualche lustro a questa parte.

 

Ragazzi un po’ la disavventura della scorsa settimana un po’ la mancanza di tecnologia mi costringeranno a fare una puntata ridotta, spero di riuscire a postare il Qde…

Per cui sono costretto a fermarmi, se ti mostrassi con tastiera sto scrivendo non ci crederesti…

 

A presto
Genna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
PNL: La Tv..Una palestra per la Calibrazione
PNL: I sistemi rappresentazionali
Metodo e PNL: Intervista a Giuseppe Vercelli
PNL: “Gli errori che insegnano”
4 Commenti

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK