La “manipolazione psicologica” del mentalismo

 

Il mentalismo, inteso come pratica di intrattenimento scenico, ha avuto un boom all’interno del mondo della crescita personale incredibile.

Di per se il mentalismo esiste da quando esiste l’illusionismo: da sempre prestigiatori e intrattenitori hanno “finto” di possedere poteri magici per intrattenere il pubblico.

Nella puntata di oggi parliamo ancora di questo fenomeno e del perché devi stare in guardia quando, da appassionato di psicologia, cerchi di applicare ciò che vedi nella vita reale.

 

Ascolta “231- La “manipolazione psicologica” del mentalista…” su Spreaker.

 

Un menalista in azienda

 

Qualche anno fa mi contattò il direttore marketing di una nota azienda italiana, il quale mi disse: “dott. Romagnoli, noi vorremmo che lei ci insegnasse qualche trucco psicologico”.

Il direttore aveva letto alcuni miei articoli sul mentalismo e mi stava chiedendo di progettare un corso di formazione dove insegnare “trucchi psicologici” ai suoi dipendenti.

Programmiamo una bella “call” (così si chiamano oggi le telefonate aziendali) e dopo 10 minuti mi ferma e mi dice: “mi scusi ma allora non posso insegnare ai miei venditori come leggere la mente?”.

Lo so sembra una barzelletta ma è tutto vero! Il direttore si era convinto che le tecniche di manipolazione mentale da mentalista fossero applicabili alla sua realtà aziendale.

 

La comunicazione

 

Spiegai al direttore che l’arte con cui “il mentalista” presenta i suoi trucchi è già di per se un’ottima scuola di comunicazione efficace, ma a lui non interessava, lui voleva “leggere la mente”.

Inutile dirti che la “call” terminò rapidamente e il direttore marketing rimase particolarmente deluso, tanto che chiamò “un vero mentalista” per capire poi di aver gettato i suoi soldi.

Si perché oltre alla ottima comunicazione e a qualche dritta psicologica non ha potuto fare. Così quel bravo illusionista si è messo in tasca un bel po’ di soldi e li ha lasciati con un sacco di speranze.

Vedi questo era un problema di un vecchio modo di fare formazione che credevo di essermi lasciato alle spalle con i trucchi “della PNL” ma invece riemerge di continuo.

 

I trucchi della “PNL”

 

Quando parlo di questi “trucchi” intendo tutte quelle tecniche particolarmente spettacolari, tipiche della PNL, che sono state propagandate per anni come una sorta di “segreto dei segreti”.

Come ad esempio: gli accessi oculari. Come forse saprai abbiamo la tendenza a muovere gli occhi in determinate posizioni quando parliamo e la PNL, pescando qui e la ha tirato fuori una teoria interssante.

Teoria che puoi verificare tu stesso proprio con un gioco di mentalismo che se mi ricorderò inserirò nel Qde (ma puoi trovarlo cercando su Psinel).

Così per anni si è insegnato alle persone a guardare dove andavano gli occhi dei loro interlocutori durante le conversazioni. Perché quei segnali indicavano (o per alcuni indicano) il loro canale rapprsentazionale preferito.

Ripeto qualcosa di empiricamente sperimentabile, ma che nuovamente ha davvero poche applicazioni nella vita quotidiana. Ci sono molte altre cose più importanti da conoscere.

 

Ipnosi da palscoscenico

 

Lo stesso problema arriva quando la gente confonde gli spettacoli di “ipnosi da palcoscenico” con l’idea di poter controllare la mente delle persone.

Così non è raro vedere (soprattutto in america) “ipnotisti magici” che presenziano a enormi convention aziendali e farciscono il loro spettaccolo con aspetti psicologici.

Qui sotto troverai dei video che fanno riferimento all’ipnosi, così da chiarire meglio alcuni aspetti e anche per apprendere alcuni trucchetti di “difesa personale psichica”.

Ma deve essere chiaro che se fossi così facile “manipolare la mente” non esisterebbero i problemi psicologici. Perché tutti gli psicologi le avrebbero già imparate e debellato per sempre questi problemi.

Non è così, di certo l’ipnosi è uno strumento eccezionale per fare terapia ma non funziona come una bacchetta magica ed ha principi completamente diversi da quelli usati sul palcoscenico.

 

La storia e la preparazione

 

Allora perché chi fa ipnosi da palcoscenico si perde in spiegazioni psicologiche di ciò che fa? Solitamente succede per motivi scenografici, ogni trucco di prestigio ha la sua storia.

Senza questa storia, senza la presentazione, nessun gioco di prestigio può realmente funzionare. E l’esperienza mi ha portato ad una semplicissima constatazione:

Più la storia è orientata a cercare di spiegare il trucco in maniera psicologica, magari citando studi reali e dati sperimentali, e più è probabile che sia una “bonza”, una “cavolata”.

Serve solo per creare la cornice comunicativa (il famoso frame) che guida la tua percezione a vivere quell’esperienza come “psicologica”, quando nella maggior parte dei casi è “un trucco”.

 

Trucco Vs. psicologia

 

Attenzione perché è chiaro che ogni trucco ha bisogno di psicologia per essere eseguito ad arte. Ciò che intendo contrapponendo “trucchi a psicologia” è ben illustrato nella storiella di Penn e Teller.

Se non sai di cosa sto parlando devi ascoltare tutta la puntata di oggi! In poche parole se ti chiedo di scegliere una carta da un mazzo, di tenerla con te senza farla vedere a nessuno e di trasmettermela con il pensiero.

Se riesco davvero, attraverso domande particolari ad arrivare alla carta, sto usando la psicologia. Mentre se so già che carta hai in mano, sto utilizzando un semplice trucco.

E’ questo il labile confine che distingue la meraviglia della psicologia, che viene ben utilizzata da molti mentalisti, con la furbizia del trucco.

Se la cosa viene fatta a scopo ricreativo, non c’è nessun male ma se viene utilizzata per vendere corsi o cose del genere?

 

Il mnemonista sbadato

 

Qualche tempo fa avevo commentato un servizio di Striscia la Notizia su un noto mnemonista italiano, il quale era stato scoperto ad utilizzare un trucco.

In pratica imparava un mazzo di carte a memoria, poi si faceva bendare e ripeteva tutto il mazzo. Una cosa semplice per un vero professionista della memoria, come già sai dalle “precedenti puntate”.

Però questo furbetto usava una benda “truccata” e quelli di Striscia l’hanno sgamato. Ecco sono questi i peggiori modi di usare quest’arte da spettacolo che non è da demonizzare.

Se hai ascoltato la puntata con Matteo Salvo non solo hai già capito dove voglio andare a parare ma conosci anche la vera tecnica per imparare a memoria un mazzo di carte.

Qui è evidente la differenza fra abilità psicologica e trucco di prestigio: il punto è che i mentalisti tendono (giustamente dal punto di vista teatrale) a confondere le acque.

 

La manipolazione mentale e giochi di prestigio

 

Qualsiasi gioco di prestigio deve necessariamente basarsi su una piccola manipolazione mentale, non solo per distrarti a sufficienza per poter effettuare il trucco, ma anche per motivi di spettacolo e convincimento.

E’ stato ad esempio dimostrato che più un “mago” è convinto di ciò che afferma e più gli spettatori tenderanno a ricordare che il gioco è apparso realmente come magico.

Abbiamo una sorta di bias di memoria che ci porta a rivalutare in positivo i giochi di prestigio che abbiamo visto tempo prima. E questo gli illusionisti professionisti lo sanno bene.

E ancora meglio lo sanno i mentalisti quando magari, durante una semplice chiacchierata ti chiedono se hai figli, tu rispondi affermativamente e poi, al termine del gioco ti dicono “mmm secondo me tu hai 2 figli, giusto?”.

Insomma “quelli bravi” sfruttano sempre meccanismi psicologici legati alla manipolazione, ma non così tanto da basarci sopra l’intero show.

 

Psicologo o mentalista

 

Su Psinel parliamo di questi temi dal 2008, per cui sono 10 anni e in questo periodo non hai idea di quante persone mi abbiano scritto confondendo il lavoro dello psicologo con quello del mentalista.

Fra tutte le domande che mi hanno fatto sul mentalismo la più divertente e strampalata suonava più o meno così: “Ciao Genna, blablabla, voglio fare il mentalista che facoltà scegliere?”.

Beh visti i 10 anni di discorsi fatti su queste cose, penso che un pizzico di responsabilità sia anche mia, se scavi in questo blog trovi diversi post che possono confondere.

E’ anche per questo che consiglio ai nuovi lettori/ascoltatori di “andare a ritroso” nell’ascolto delle puntate del podcast e lo stesso vale per i post (spesso ancora formattati male, causa 1000 traslochi).

Fammi sapere cosa ne pensi…lascia un commento qui sotto e fammi capire se davvero, in quest’epoca di distrazione di massa, sei stato così bravo/a da leggere tutto il post 😉

 

Ti lascio con il video del trucco ipnotico e il furto con l’ipnosi

 

 

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Per avere questo benedetto quaderno degli esercizi che nomini spesso nei tuoi podcast come si deve fare? È a pagamento? Mi sono iscritto alla comunity, ai social, ho lasciato la mail…posso avere almeno una risposta in merito? Grazie Lamberto

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