Il vero “potere della mente” rivelato dalle neuroscienze

 

Hai mai sentito dire che usi solo una piccola parte del potenziale del tuo cervello? Che in realtà non usi il vero potere della mente? Ecco queste affermazioni purtroppo non sono del tutto vere.

E’ vero che hai potenzialità incredibili ed è questo il tema della puntata di oggi ma purtroppo non è vero che usi “solo il 10% del cervello” come sentirai in questa puntata.

Il super potere di cui parleremo oggi è stato immaginato da sempre ma confermato da poco… buon ascolto.

 

Ascolta “222- Il vero “potere della mente” svelato dalle neuroscienze” su Spreaker.

 

 

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La plasticità cerebrale

 

Ogni bravo fisiologo (medico che studia come funziona il corpo umano) ha immaginato che il cervello fosse come una sorta di muscolo e che per tale motivo se “non lo usi lo perdi”.

Come si sa il nostro corpo ha la tendenza a potenziare ciò che usiamo maggiormente e depotenziare (a volte fino all’eliminare) ciò che non usiamo con frequenza.

Se hai avuto la sfortuna di stare a letto per diverse settimane a causa di un qualche incidente sai che effetto ha sui tuoi muscoli. Bastano davvero poche settimane per avere effetti marcati.

Se uno sta a letto per 2 mesi, anche solo per “puro esperimento”, tenderà a perdere rapidamente gran parte del tono muscolare e quando cercherà di camminare lo sentirà direttamente dai suoi sforzi.

 

Se non lo curi non cresce

 

Per usare un’altra metafora maggiormente positiva potremmo dire che ogni abilità umana che non venga curata tende a restare uguale quando “non peggiora”.

Qualche giorno fa abbiamo parlato del fatto che le persone tendono ad apprendere un certo comportamento fino a quel tanto che basta per riuscire a fare “le cose di base”.

Una volta che sai leggere perché cercare di migliorare qualcosa che fai già da anni? A meno che tu non abbia qualche problema in particolare difficilmente ti metterai a studiare metodi alternativi di lettura.

Se poi smetti del tutto di leggere è molto probabile che questa tua competenza si degradi nel tempo e la cosa peggiore è che tendi a non rendertene conto.

Tutte queste cose le sappiamo da sempre, perché da sempre abbiamo visto persone che dopo incidenti e intoppi hanno perso “il proprio smalto” ma è solo da poco che conosciamo tutta “la faccenda”.

 

Dalla metà dello scorso secolo…

 

Abbiamo le prove scientifiche della capacità del cervello di “modellarsi in base all’esperienza” solo da qualche decennio. I sospetti c’erano già ovviamente.

Perché era indubbio che, così come il corpo cambia in base al lavoro che svolgiamo, qualcosa d’altro dovesse modificarsi nella nostra testa per fare spazio ai nuovi apprendimenti.

Basta andare davvero poco indietro nel tempo per trovare idee come: le potenzialità umane sono doni e non apprendimenti; la parte pensante dell’uomo risiede nel cuore e tante altre cose simili.

Come sai il metodo scientifico viene applicato solo da una manciata di secoli, tutto ciò che c’era prima era un miscuglio di osservazioni empiriche e convinzioni mistiche.

Da oltre un secolo conosciamo le “leggi del comportamento” e sappiamo che tutto ciò avviene a livello dei neuroni, le cellule più specializzate del corpo.

 

I neuroni

 

Perché per anni hai sentito dire che i tuoi neuroni sono come una sorta di cilindrata dell’auto? Con idee come il fatto di nascere con una cilindrata piccola o molto grande.

Il motivo è biologico ed è legato al fatto che i neuroni sono le cellule maggiormente specializzate del corpo, e più sono specializzate e meno hanno ricambio.

Ad esempio capelli e unghie non hanno alcune specializzazione, per questo hanno un ricambio rapidissimo, così come la pelle. (Concetto che andrebbe ridiscusso).

Il fegato, molto specializzato, ha un ricambio molto più lento rispetto alla pelle, e i neuroni non hanno addirittura ricambi diretti ma solo riassemblamenti.

Una cosa che sconvolge le persone è non rendersi conto che il corpo che hanno oggi non è tecnicamente quello di 5 o 10 anni fa, perchè tutte le cellule (o quasi) sono state sostituite.

 

I tassisti di Londra

 

Pochi sanno che il test di ingresso più difficile al mondo non è quello di medicina o di ingegneria ma è quello per ottenere la licenza di tassista a Londra.

E’ stato considerato da molti come il più difficile e impegnativo, non devi solo conoscere a menadito la Città ma conoscere ogni singolo luogo.

Nel test ti chiedono anche come raggiungere il più velocemente possibile luoghi sconosciuti e dove trovare un bar aperto alle 3 del mattino.

I neuroscienziati hanno studiato i cervelli dei tassisti, da quelli che sono passati al test a quelli che hanno abbandonato, fino a studiare chi da anni guida il taxi a Londra.

Il risultato è stato sorprendente: i tassisti allenati avevano una zona del cervello “più grande” (una parte dell’ippocampo). Hanno anche fatto tutte le controprove per capire se vi fossero altre spiegazioni…ma nulla.

 

 

L’unica spiegazione è l’esercizio

 

Quando emergono studi del genere gli scienziati si chiedono sempre se non abbiano confuso qualche “causa con l’effetto”:

”Non è che magari chi vuole fare il tassista ha già quella parte del cervello più sviluppata e per questo sceglie di svolgere quella professione?”.

Sono domande legittime che bisogna fare per testare le proprie ipotesi, ecco in questo caso hanno fatto tutti i controlli del caso ed è evidente che a modificare il cervello è l’esperienza!

Solo i tassisti con un certo numero di anni di pratica avevano inspessito la parte dorsale dell’ippocampo, tutti gli altri no! E’ un po’ come dire che solo un chitarrista navigato ha i calli sulle dita.

 

I calli sulle dita

 

L’idea che il cervello potesse “crescere in base” alle abilità non è ovviamente nuova e possiamo anche pensare che vi siano somiglianze con l’antica frenologia.

E in effetti alcuni modi di vedere gli studi delle neuroscienze sono “frenologici” perchè correlano direttamente stati mentali a sistemi biologici.

Però l’idea già Lombrosiana del famoso “bernoccolo della matematica” non era legata all’esercizio ma ad una predisposizione innata.

“Se qualcosa funziona meglio nel corpo ci sarà una causa che possiamo scoprire” si sono chiesti i ricercatori, una di queste è l’attivazione del cervello.

 

L’attivazione cerebrale

 

Così come Lombroso aveva preso qualche granchio, confondendo “natura e cultura” e “fisionomica e psicologia”, molte persone confondono il ruolo dell’attivazione cerebrale.

Come raccontavo in puntata per anni i ricercatori hanno pensato che se un compito è impegnativo allora il cervello si attiverà tantissimo.

Questo è vero ma solo per chi è alle prime armi con quel genere di problema, con chi sta avviando i primi passi.

Al contrario, un vero esperto che compite un gesto difficile attiverà molto meno quelle aree specifiche rispetto ad un neofita.

Ancora una volta una analogia con il corpo può farti afferrare meglio di qualsiasi altra cosa la questione.

 

La forza fisica

 

Perchè il cervello di un esperto preparato si attiva meno? Perché semplicemente è allenato a fare quella certa cosa.

Se un personal trainer ti aiuta a portare la spesa a casa non sta facendo la tua stessa fatica, concordi? Ecco lo stesso vale per i neuroni:

Più li alleni e meno fatica fanno! Ed funziona davvero come l’allenameno del corpo. Se ad esempio ti alleni regolarmente e per qualche giorno devi fermarti non perdi “la forma fisica”.

Lo stesso vale per l’allenamento mentale, ma sappiamo tutti che allenarci non serve solo per “i prossimi giorni” ma che potrebbe contribuire a rendere migliore l’intera vita.

 

La risorse cognitive

 

I miei colleghi che si occupano di “decadimento cognitivo” chiamano il frutto degli apprendimenti “risorse cognitive”. In questo post abbiamo visto quanto anche l’arte contribuisca a questo processo.

Imparare nuove cose, tenere il cervello allenato ti consente di prepararti quando il mare è in burrasca. E il messaggio più forte delle neuroscienze attuali è che puoi farlo a ogni età.

Esistono programmi per il “potenziamento cognitivo” rivolto a personale di 80 anni. E’ chiaro che le la migliore “paglia la metti nel fienile quando è tempo di raccogliere e non dopo”.

 

Fuor di metafora

 

Se non ti eserciti in una particolare abilità “prima” (senza dare un tempo specifico) successivamente diventa difficile apprenderla, per questo i genitori di oggi torturano i bambini con 1000 attività.

Perché alcuni illuminati professori e maestri lo sanno, ecco evitiamo di esagerare però con questa richiesta continua, ricordandoci che non tutti devono sviluppare super abilità a 7 anni!

Anche se di certo è bene iniziare prima la cosa straordinaria del nostro cervello è che resta plastico per tutta la vita, ed è questo il nostro vero super potere mentale.

Qualcosa che è stato immaginato e ipotizzato da secoli e di cui oggi abbiamo prova: il potenziale di apprendimento e di “crescita” del tuo cervello è enorme… tienilo a mente 🙂

 

Genna

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