Distanza psicologica: la Construal level theory (CLT) un modello che spiega molte cose…

 

“Lontano dagli occhi lontano dal cuore” recita un vecchio proverbio che, istintivamente sappiamo tutti avere qualche seme di verità.

Chiunque può immaginare gli effetti della “distanza” sulla nostra psicologia ma pochi come gli autori della Construal level Theory ne hanno disvelato così profondamente i meccanismi.

La distanza psicologica ha effetti davvero profondi che analizziamo (in parte) in questa puntata, buon ascolto:

 

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La distanza psicologica

 

Sembra banale dover architettare una serie di studi così complicati per verificare ciò che tutti sanno istintivamente che, se una cosa lontana viene percepita diversamente da una cosa vicina.

Ma se guardiamo la cosa da più vicino diventa evidente che le cose sono più complicate di così, infatti anche se uno può immaginare gli effetti della distanza non significa che ne sia immune.

La psicologia studia questi fenomeni da anni ma solo con l’arrivo della Construal level theory abbiamo iniziato non solo a verificare queste ipotesi ma a dargli una struttura precisa.

Come hai sentito la distanza è stata suddivisa in 4 sotto categorie: quella temporale, spaziale, sociale e ipotetica. Ognuna di queste ha un effetto reale, concreto e misurabile sulla nostra percezione degli eventi.

(E in un tempo di “fake news”, in una “società liquida” e sempre più interconnessa la faccenda può diventare davvero seria.)

 

I 2 livelli di analisi (la via alta)

 

Come hai sentito gli eventi possono essere posti in un immaginario continuum dove in un polo abbiamo “assolutamente distante” e dall’altro “assolutamente vicino”.

Quando un evento è distante nel tempo, distante nello spazio, diverso dal tuo rango sociale e poco probabile, tende ad essere elaborato in modo “alto”.

Per alto s’intende il livello di specificità della rappresentazione e non in senso etico e morale (cioè non è più corretto se è alto, anzi come vedremo di solito è il contrario).

In questo caso la rappresentazione che tendiamo a crearci saranno: astratte, semplici, strutturate e decontestualizzate. Semplicemente perché “essendo lontano” non puoi (o vuoi) approfondire la rappresentazioni con nuove informazioni.

Una volta che la “via alta” viene attivata tende a perpetuarsi per tutte le altre informazioni in arrivo. Cioè si trasforma in uno schema che tende ad organizzare le informazioni in modo “grossolano”.

 

La via bassa

 

Se invece gli eventi che ti capitano sono vicini nello spazio e nel tempo, vicini a te come categoria sociale (un tuo collega) e probabili, allora verranno elaborati dalla “via bassa”.

Il che significa che tenderai a costruire rappresentazioni il più possibile concrete, complesse, destrutturate e decontestualizzate. Che è ciò che fai con tutte le informazioni importanti della vita.

Pensaci, quando una cosa è importante per te non è legata ad un solo contesto, di solito è molto concreta e ne hai un’idea piuttosto complessa e destrtturata, perché hai cercato “molte strutture diverse” per spiegartela.

Anche se sono le informazioni più preziose quelle “prese dal basso”, questo NON significa che si debba sempre optare per questa via. Il nostro cervello sa selezionare quelle più “vicine o lontane” in base a diversi parametri.

Anche la nostra attenzione limitata influisce: infatti a volte dobbiamo necessariamente tenere lontani determinati “oggetti mentali” per evitare che ci disturbino nella nostre attività.

 

Le decisioni

 

La vita è costellata da continue decisioni e la psicologia studia da decenni i processi decisionali, è proprio in quel campo che sono emerse le ultime ricerche dei vari Nobel come Simon, Kahneman e Thaler.

Prendere decisioni è qualcosa che facciamo automaticamente in base ad una miriade di variabili. Chiaramente non mi riferisco a quelle molto importanti ma a quelle di tutti i giorni, che sommate diventano importanti.

La CLT ci mette di fronte al fatto lampante che tendiamo ad interpretare gli oggetti e gli eventi che ci accadono in base alla loro vicinanza psicologica con noi.

E in una “società liquida” dove possiamo raggiungere ogni angolo del mondo in poche ore e comunicare con tutti le scoperte della CLT dovrebbero essere seriamente approfondite in ogni ambito umano.

Prendiamo ad un esempio un ambito a me molto caro, l’educazione.

 

L’educazione e la CLT

 

Sappiamo chiaramente che gli insegnanti sono soggetti ad una miriade di bias sulle prese di decisioni educative, ti basta pensare solo al famoso effetto Pigmalione per farti un’idea.

Sapere che qualcosa di maggiormente vicino ha effetti sul tuo giudizio, caro insegnante, deve farti pensare non solo a cose eclatanti come ad esempio “la distanza psicologica” con un bambino di cultura diversa dalla tua.

Ma anche a cosa più piccole come ad esempio la semplice “distanza dalla cattedra”. Si perché è molto probabile che una persona più distante, che ti da segnali di distanza, verrà valutata con la via bassa.

Ecco forse spiegato perché, quando una persona da 3 fa un compito da 10 gli danno a malapena 6. Spesso gli insegnanti dicono che si tratta di una “media”, ma alla luce della CLT se fossi nel ministero di riferimento mi farei qualche domanda in più.

 

La CLT nella crescita personale

 

Se hai ascoltato l’audio hai già visto qualche piccola applicazione ma in generale questa teoria può aiutarci a capire alcuni fenomeni.

Quando scopri di voler migliorare in un qualche ambito parti da una situazione di “distanza psicologica”. Magari stai cazzeggiando su internet e ti accorgi che esiste il mio corso sulla meditazione a gratis.

Ti iscrivi e pensi a tutte le cose fantasmagoriche della meditazione, ti aspetti di stare subito bene, in modo rapido e veloce e magari con il semplice “schiocco di dita”.

Invece scopri gradualmente che si tratta di un “semplice esercizio dell’attenzione”, che devi solo capire un po’ meglio (cioè formarti una rappresentazione migliore) e portare avanti con impegno.

Non solo, scopri che i risultati non arrivano tutti di colpo, non ti svegli un giorno completamente “illuminato”, ma che possono volerci mesi e forse anni prima di raccogliere i primi frutti.

 

Consapevolezza e spintarelle

 

Per quanto gli studi siano giovani (per non dire acerbi) i risultati in questo campo sono molto incoraggianti. Per la nostra cara crescita personale è bene sapere che portare un pizzico di consapevolezza a questi fenomeni può già fare molto.

Il semplice fatto di sapere di poter cadere in “trappole mentali” quando un oggetto viene percepito come distante può già aiutarti a fare chiarezza su molti fenomeni della tua vita.

Potremmo in un futuro utilizzare queste ricerche per costruire degli ambienti con “spintarelle positive” ( i famosi nudge) che guidino positivamente la nostra attenzione.

Ti faccio un esempio: utilizzare una comunicazione distante per descrivere le manovre di sicurezza in aereo (cosa che spaventa anche se necessaria) e usare un linguaggio “più vicino” quando desideriamo che le persone pensino con maggiore accuratezza a determinate tematiche.

 

Un bias

 

Ti ricordi la puntata sui bias? Anche la CLT potrebbe essere vista alla stessa maniera. Perché in fondo si tratta di tendenze connaturate della nostra percezione, su cui non possiamo altro che prendere atto.

Lo so che questo non piace a chi studia la crescita personale: “ma come Genna, prendere atto! Io voglio diventare migliore”. Si hai ragione, ma per farlo devi conoscere come funzioni altrimenti rischi di “correre nella direzione sbagliata bendato”.

E quando scopri e “accetti” come funziona la tua percezione puoi iniziare a fare qualcosa. Puoi fare quel passaggio mentale che oggi chiamiamo “meta cognizione”, accorgerti del funzionamento dei tuoi processi mentali.

Non è una cosa semplice! Come sai l’esercizio più potente per farlo è la pratica della meditazione, ma anche il semplice fatto di conoscere come funzioni può aiutarti a farlo, anche senza meditare.

 

Accorgerti

 

Tutta la pratica di meditazione può essere riassunta con il termine “rendersi conto”, o “accorgersi”. Perché è questo il super potere che ti dona l’allenamento sistematico della tua attenzione (o meglio consapevolezza).

E come mette bene in evidenza la Ellen Langer nel suo storico libro “mindfulness”: consapevolezza significa anche approfondire un certo tema per comprenderlo più a fondo.

La Langer ha un suo modo particolare di vedere la consapevolezza, più vicino all’occidente che all’oriente, così come viene concettualizzata oggi.

Ed è questo secondo me il ruolo dello studio della psicologia e di queste teorie. No, non è necessario conoscere tutti gli studi, anzi è impossibile. Ma conoscere alcune teorie è interessante e arricchente.

Soprattutto quando riesci ad “accorgerti” cioè a fare “meta cognizione” nella tua vita personale di ciò che ascolti, leggi e scopri qui su psinel.

 

Troppo vicino o troppo lontano

 

Ci accorgiamo da sempre e spontaneamente che la vicinanza o la lontananza degli oggetti può avere un effetto sulla nostra mente, ma spesso lo immaginiamo quando qualcosa “ci è caro”.

Ci accorgiamo solo quando la cosa richiama intensamente il nostro interesse, più raramente ci rendiamo conto invece degli effetti che la distanza ha sempre sulle nostre decisioni.

Ti invito a portare attenzione a questi processi nei prossimi giorni. Non devi fare niente di particolare se non portare la tua consapevolezza a come interpreti gli eventi sulla base di quanto “li senti distanti”.

Di quanto percepisci qualcosa, lontana nello spazio, nel tempo, socialmente e ipoteticamente.

 

Elaborazione centrale e periferica

 

I risultati della CLT dal punto di vista di un eventuale messaggio persuasivo sono identici a quelli della ELM di Petty e Cacioppo. Ne abbiamo parlato in questa puntata.

In pratica abbiamo anche qui due vie parallele di elaborazione dell’informazione ipotizzata dai due autori, le quali hanno come variabile: quanto sei interessato.

Meno sei interessato ad una certa faccenda e più tenderai ad utilizzare una via “periferica” per prendere le tue decisioni.

Le vie sono “centrale” e “perifericca”, quella periferica si comporta come quella “alta” mentre quella “bassa” assomiglia a quella centrale.

 

Prendi di petto l’informazione

 

Nel modello ELM  ciò che cambia è l’interesse e come decidi di prendere le informazioni che ricevi. Se sei interessato tenderai ad analizzarle con attenzione.

Viceversa se non te ne frega niente tenderai ad analizzarlo in modo superficiale. Come vedi la CLT non è la sola a fare questo genere di ipotesi.

Molta buona psicologia viaggia su “ipotesi binarie”: conscio-inconscio, sistema 1 e sistema 2, assenza e presenza, vicinanza e lontananza. ecc.

Proseguiamo la nostra chiacchierata sul Qde …tranquillo non parleremo ancora di dualità anche se… 😉

 

A presto
Genna

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