Tecniche di apprendimento con Matteo Salvo “atleta della mente” e massimo esperto italiano

 

Ti piacerebbe riuscire a memorizzare un intero mazzo di carte? E’ solo una delle tecniche di apprendimento che Matteo Salvo ha condiviso con noi in questa splendida intervista.

La tenevo in caldo da un po’ di tempo e finalmente sono riuscito a cucinarla ben bene per presentartela in ogni suo sapore.

In 34 minuti di intervia Matteo ci racconta passato, presente e futuro delle tecniche di apprendimento.

Buon ascolto…

 

Ascolta “220- Tecniche di apprendimento: Intervista a Matteo Salvo International master of memory” su Spreaker.

 

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Dall’antichità ad oggi…

 

Come forse ricorderai dalle scuole superiori le tecniche di memoria sono antichissime e se nell’antica Grecia non le conoscevi non potevi fare uno dei mestieri più ambiti “l’oratore”.

Millenni fa tutta la conoscenza veniva tramandata oralmente per cui le persone non solo avevano una memoria allenata ma avevano anche sviluppato metodologie specifiche per ampliarla.

Una delle più famose è quella che Matteo ha condiviso con noi, la tecnica dei “loci” di ciceroniana memoria.

Ma per chi bazzica oggi nel campo della crescita personale forse sembrerà strano immaginare che “molte cose” sono iniziate proprio da qui.

 

Le tecniche di memoria

 

Si erano i primi anni 90 quando Giancarlo Nacinelli in arte Johnny ha portato le tecniche di memoria di stampo americano in Italia fondando la memotec.

Da li si è aperta la porta verso tutta la formazione “Made in USA” con Tony Robbins, le passeggiate sui carboni ardenti e la PNL (Nel Qde approfondiamo questo aspetto).

Così grazie ad una potente network la memotech inizia a tenere corsi in tutta Italia e i suoi primi trainer “saranno famosi” (Roberto Re, Livio Sgarbi ecc.).

Queste tecniche sono state le apri pista per quella che oggi chiamiamo cerscita personale ed in generale a tutto il mondo del coaching.

 

Era il 1999…

 

Quando nella mia casa dello studente conosco un laureando in psicologia che sembra avere una memoria straordinaria.

Non lo dimostra solo con i classici giochini, imparava numeri lunghissimi e file di parole, per non parlare di quanto leggesse alla velocità della luce.

Insomma da giovane studente in psicologia ero sbalordito da ciò che era in grado di fare Manuel Mauri.

Manuel organizza un corso ed io m’iscrivo subito, li ho conosciuto Manuel che diventerà un mio grande amico e molto della nostra cara crescita personale.

 

Crescita significa apprendimento

 

Se ti stai chiedendo cosa c’entrino le tecniche di apprendimento con la crescita personale beh sappi che ogni crescita è un’apprendimento.

Banale vero? Ma pochi pensano che potenziando le proprie capacità di apprendimento stanno contemporaneamente gettando le basi per un “auto-sviluppo”.

Lo so che lo sai, oggi è talmente palese per ho si interessa di questi temi che sembra davvero di parlare della scoperta dell’acqua calda.

Ma fino a pochi decenni fa nessuno si sarebbe aspettato che da questo “albero” si sarebbero diramati così tanti “rami”.

 

  International Master of Memory
IMM

 

 

 

Un vero campione

 

Matteo, così come tutti gli altri protagonisti delle interviste di Psinel, è un vero campione nella sua disciplina. Qualcosa di poco conosciuto dal grande pubblico ma di abbastanza noto nel campo della crescita personale.

Per vincere il titolo di International Master of memory di cui vedi la premiazione qui sopra. Per ottenerlo ha dovuto memorizzare: 12 mazzi di carte, 1000 numeri senza sbagliare e 1 mazzo di carte in meno di 2 minuti. Dai un’occhiata al sito di Matteo ci troverai un sacco di altri record pazzeschi.

Ho conosciuto Matteo nel 2012 e l’ho incontrato ad un paio di altri eventi di Performance Strategies nei quali si occupava di creare delle mappe mentali in tempo reale durante gli speech.

Matteo, oltre ad essere uno dei migliori al mondo è anche una bellissima persona, gentile, umile e disponibile. Qualità che non si apprendono con lo studio.

 

“Le tecniche di memoria mi sembrano delle forzature”

 

Molto spesso quando insegnato qualche tecnica di apprendimento la gente mi dice di non sentirsi a proprio agio “sembrano forzature”.

Questo ovviamente capita sempre quando non siamo allenati in un qualche campo, anche guidare l’auto all’inizio era una “forzatura”.

Ma posso assicurarti che in realtà ciò che impari da quelle tecniche è come naturalmente il tuo cervello potrebbe fare…lascia che mi spieghi meglio.

Ti ricordi la “teoria della 10000 ore”? Che come abbiamo visto sarebbe meglio rinominare “della pratica deliberata”?

 

Andres Ericsson

 

Adres Ericsson è lo psicologo che ha involontariamente tirato fuori la famosa teoria delle 10000 ore per diventare “un maestro” in qualsiasi campo.

Pochi anno che i suoi studi sono iniziati proprio a partire dalla memoria. Un giovane studente Steve Fallon è stato la sua cavia per 2 anni.

In quel periodo Ericsson era deciso a dimostrare di poter superare il limite della memoria a breve termine di 7 più o meno 2 pezzi di informazione.

E a furia di prove ed errori Steve era riuscito a memorizzare stringhe di oltre 80 numeri, pochi per i mnemonismi di oggi ma ben oltre i 7 o 9 numeri.

 

L’emersione spontanea

 

Per studiare i processi di apprendimento Ericsson non si limitava a migliorare le sessioni di pratica intenzionale ma studiava anche i processi di pensiero.

In pratica fermava Steve e gli chiedeva: “come hai fatto a memorizzare tutti quei numeri” e lui rispondeva descrivendo una vera e propria mnemotecnica.

A furia di provare Steve si era inventato spontaneamente un metodo di apprendimento rapido basato sulla visualizzazione di un albero.

Dove ogni ramo conteneva gruppi di numeri che lui ci posizionava sopra e poi andava a ripescare nella fase di richiamo.

 

Sono cose trasmissibili?

 

Quando Ericsson tentò di ripetere l’esperimento con altri soggetti si rese conto che non tutti erano bravi come Steve, allora gli venne una bella idea:

Chiese a Steve di spiegare in modo esplicito le sue tecniche spontanee ad altri soggetti ed ecco che di colpo tutti superavano il famoso limite della memoria a breve termine.

Questo dato ci dimostra non solo che le tecniche di memoria possono emergere spontaneamente, quindi non sono una forzatura innaturale.

Ma dimostrano anche che queste metodologie possono essere trasmesse ad altri ottenendo risultati simili.

 

Come è possibile che le tecniche emergano “da sole”?

 

E’ chiaro che ognuno di noi continuando per prove ed errorei svilupperebbe una propria modalità ma queste non sarebbero troppo diverse.

Il nostro cervello, come sai, è un pignone ed ama trovare il modo più semplice per fare le cose. Per questo sviluppa schemi mentali che lo facilitino.

Ed è questo ciò che è emerso dagli studi di Ericsson sulle prestazioni della memoria: per migliorare dovevi affidarti a delle tecniche di tua invenzione.

Forse era per questo motivo che ai miei tempi si facevano studiare le poesie a memoria? Cosa che ti confesso ho odiato profondamente da bambino.

 

La memoria è un processo attivo

 

Queste metodiche funzionano perché la memoria è un processo attivo, non è in altre parole un cassetto in cui riponi le cose, come diceva il conduttore di “chi vuole essere miliardario”.

O peggio ancora non si tratta di qualcosa che funziona bene solo perché sei un essere umano dotato di “testa”. Ma è un processo attivo che va curato e può essere migliorato, così come tante altre cose con cui nasci: saper correre, parlare ecc.

I tuoi ricordi inoltre, come abbiamo visto dagli studi della Loftus hanno la peculiarità di essere altamente modificabili, ed è un po’ su questo aspetto che giocano le tecniche di memoria.

La famosa visualizzazione di cui non parliamo più da tempo a causa del mio innamoramento per le pratiche di consapevolezza 😉

 

La memoria più potente in assoluto

 

 

Quale è il tipo di memoria più potente che possiede un essere umano? Lo so è una domandona perché dovremmo prima chiederci che cosa s’intenda per memoria, ma in generale è quella visiva, la capacità di ricordare ciò che abbiamo visto.

Perché? Semplice perché altrimenti non riusciresti ad orientarti nei luoghi che frequenti, sia quelli che conosci bene e soprattutto in quelli che non conosci affatto.

Oggi abbiamo tutti un GPS in tasca ma fino a pochi decenni fa, quindi per milioni di anni, la nostra razza si è dovuta orientare “a occhio”.

Ed è questo super magazzino di memoria che le tecniche di apprendimento rapido hanno saputo sfruttare con dovizia di particolari.

 

Ecco il video da cui ho tratto l’immagine del post:

 

 

Domande per Matteo Salvo

 

Anche Matteo come altri grandi ospiti del passato si è reso disponibile a rispondere alla nostre domande, è un’opportunità importante che ti consiglio di sfruttare.

Se hai domande specifiche da fare a Matteo, cose “interessanti” mi raccomando 🙂 le raccolgo tutte insieme e ci facciamo una seconda intervista.

Come forse avrai notato ho rallentato la pubblicazione delle interviste, il motivo è semplice, non “piacevano” alla maggior parte degli ascoltatori.

Ho usato il passato perché è un sondaggio che non faccio da circa 6 mesi, per tanto ti sarei grato se mi dicessi la tua qui sotto… magari subito dopo aver postato la domanda per Matteo.

 

A presto
Genna

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