Psicologia della Coppia: intervista al dott. Davide Algeri sulle relazioni e non solo…

 

Le relazioni che stringi con le persone che ti circondano sono fondamentali per il tuo sviluppo psicologico e non solo quelle di quando “eri bambino”.

E allo stesso tempo sono fra le cose più difficili in assoluto da gestire, se hai una relazione di coppia lo sai bene. Ho quindi chiesto aiuto ad un esperto il dott. Davide Algeri psicologo psicoterapeuta esperto di psicologia della coppia.

Buon ascolto:

 

Ascolta “210- Il Self-help nelle relazioni di coppia… intervista al dott. Davide Algeri” su Spreaker.

Nessun uomo è un’isola

 

Questa frase di Thomas Merton lascia intendere molto bene perché le relazioni in generale siano il fondamento non solo della società ma anche di noi stessi.

Scommetto che da sempre sai quanto importanti siano le relazioni per la tua vita ma questo dato diventa esponenzialmente importante quando si tratta di relazioni di coppia.

Come abbiamo visto diverse volte le relazioni sono le sfide psicologiche più impegnative con cui abbiamo a che fare nella vita e la “coppia” è in assoluto quella più ardua.

Per questo ho deciso di interpellare un esperto della consulenza di coppia, che come hai sentito ci ha dato consigli pratici e utili su come intervenire nei problemi più comuni.

 

La comunicazione nella coppia

 

Sembra quasi scontato ma l’aspetto più importante emerso dalla intervista al dott. Algeri sta proprio nella comunicazione della coppia, questo sembra essere la problematica più comune.

Nel momento in cui questa viene a mancare, quando inizi ad evitare certi discorsi per non far arrabbiare il tuo partner a smetterla di raccontargli cosa fai quando esci ecc.

Ecco questi sono “problemi di comunicazione” che da piccoli evitamenti ed omissioni possono trasformarsi in vere e proprie fratture che peggiorano nel tempo: meno ne parli e peggio è.

Come racconta Davide questo può portare uno dei partner a portare all’esterno “la comunicazione”, cioè a parlare con qualche altra persona aprendo la strada al tradimento.

 

Il tradimento e la comunicazione

 

Il dott. Algeri ci mostra il tradimento come un errore all’interno dei processi comunicativi della coppia. Chiaramente non è l’unico motivo ma di certo è qualcosa su cui possiamo lavorare.

Puoi fin da subito iniziare a pensare alla “coppia” come ad un progetto su cui lavori incessantemente insieme al tuo partner, come abbiamo visto più volte l’ingrediente segreto è l’impegno!

Quindi anche se tu ed il tuo partner vi fate 1000 regali ma non “comunicate” il rischio che qualcuno porti “fuori dalla relazione” la comunicazione è terribilmente fondato.

Imparare ad ascoltare il tuo partner e a comunicargli i tuoi bisogni e desideri è sicuramente uno degli investimenti migliori che tu possa fare su te stesso e nella coppia. (Nel Qde trovi diversi strumenti per imparare ad ascoltare).

 

Darsi spazio

 

Uno dei consigli più importanti di Davide è quello di “darsi spazio” nella coppia, per poter comunicare anche gli aspetti che non ci piacciono.

Attenzione però questo non significa che si debba “vomitare addosso” al partner le nostre elucubrazioni mentali, bisogna farlo con l’intento di comunicare.

E non con l’intento di accusare, giudicare e/o incolpare il partner di come ci sentiamo. Dobbiamo imparare ad assumerci la responsabilità delle nostre emozioni.

Responsabilità emotiva, ne abbiamo parlato diverse volte su Psinel ed è la chiave per ogni buona comunicazione, soprattutto in caso di conflitto.

 

Il pulpito

 

Come hai sentito nell’intervista abbiamo parlato di “pulpito”, una tecnica della scuola strategica breve che consiste nel semplice prendersi uno spazio per condividere.

In una coppia che funziona non dovrebbe esserci bisogno di usare qualcosa come “uno spazio artificiale di ascolto e sfogo”, dovrebbe avvenire spontaneamente, ma non sempre è così.

I motivi possono essere molti, uno fra tutti proprio il fatto di essere costantemente bombardati da informazioni dall’esterno, a cominciare dal web e dallo smartphone da dove forse mi stai ascoltando.

Quindi di tanto in tanto, anche nelle coppie che funzionano bene, prendersi lo spazio per poter parlare liberamente di ciò che magari non ci piace nella coppia può essere utile.

Ricorda alla base c’è il concetto della condivisione e non della semplice lamentela, quella puoi fartela anche da solo allo specchio, funziona!

 

Le interferenze genitoriali

 

Un altro fattore che può minare l’equilibrio della coppia è ultra conosciuto, la famosa “suocera”! Sto scherzando, perché ovviamente può essere il legame con qualsiasi genitore.

Tuttavia nell’immaginario comune è la suocera quella che si intromette nei fatti della coppia. Ma è chiaramente solo uno stereotipo che però non si allontana troppo dalla realtà.

Potrei citarti almeno 10 casi che sono passati nel mio studio che avevano un problema del genere, dove il legame fra il marito e sua madre (la suocera) era il problema principale.

Ma questo può avvenire anche fra padre e figlia, quindi fra tuo suocero e tua moglie. Insomma queste interferenze sono molto più importanti di quanto non si creda.

 

Intimità e vicinanza

 

Quando poco fa ti dicevo che la coppia è la relazione più difficile della nostra vita forse mi sbagliavo, perché ci sono anche i genitori da tenere conto.

La psicologia studia da sempre il rapporto fra genitori e figli, tuttavia credo che sia soggettivo, alcune persone hanno più problemi con “i partner” ed altre con i genitori.

Di solito più intimità e vicinanza c’è è più diventa facile ferirsi, come descrive magistralmente la famosa metafora dei porcospini di Shopenahuer.

Anche l’ingerenza dei genitori può essere gestita comunicando con il tuo partner e se è necessario anche con i suoi o i tuoi genitori. E’ importante che entrambi stiate dalla stessa parte, altrimenti contattate il dott. Algeri 😉

 

Problemi “evolutivi”

 

Con questo termine Davide intende tutte le problematiche legate alla maturità personale dei due partner. Ovviamente ci rientra appieno l’interferenza genitoriale.

Chi non riesce a staccarsi dai propri genitori o consente a uno dei due di intromettersi pesantemente nella coppia è “meno maturo”.

I partner possono trovare giovamento nell’iniziare a prendere coscienza della propria maturità e di quella di chi gli sta accanto.

Questo non per giudicare negativamente chi si possa ritenere meno maturo ma perché ognuno di noi matura alla propria velocità.

 

I due binari paralleli

 

Davide ci dice che vede la coppia come “due binari paralleli che s’incontrano di tanto in tanto” ma che proseguono in modo separato.

Con questa metafora Davide ci mostra in un sol colpo diversi aspetti della coppia, come il fatto che entrambi i partner abbiano velocità diverse.

E che a volte, tali differenze di velocità, possono portare a problemi all’interno della coppia. Ad esempio quando uno dei due è maggiormente attaccato ai genitori.

Oppure, come dimostrano le ricerche, quando uno dei due partner ha successo nel lavoro e l’altro no. O quando uno è soddisfatto di ciò che fa e l’altro… no.

 

Il disprezzo

 

Davide cita le interessanti ricerche di John Gottman che nel suo libro “intelligenza emotiva nella coppia” mostra l’importanza delle espressioni non verbali.

In pratica studiando numerose coppie attraverso dei video, i ricercatori hanno messo in relazione diverse variabili ma quelle più esplicative erano:

a- Espressione non verbale di disprezzo

b- Durata della relazione

Le coppie che si scambiavano maggiori espressioni non verbali di disprezzo (le famose micro espressioni) erano destinate a lasciarsi entro 3 anni!

 

Evita di trasformarti in Lightman

 

Quando racconto questa ricerca dal vivo spesso i partner si trasformano in “Lightman” il protagonista di “Lie to me”.

E cercano di diventare esperte dell’interpretazioni del non verbale, anche iscrivendosi a corsi costosi per imparare a farlo.

Ti invito a ad ascoltare questa puntata sul “non verbale” e la sua “sana interpretazione” ma il punto è un altro:

Se hai una bella relazione e temi che possa andare male andare alla ricerca del “disprezzo non verbale” non farà altro che fartelo confermare (la famosa profezia che si auto-avvera).

 

Impegnati nel “progetto coppia”

 

Se invece vuoi aumentare le tue conoscenze e la tua sensibilità al non verbale allora puoi frequentare tutti i corsi che vuoi. Ma se la coppia c’è la cosa più importante è:

Impegnarti nel “progetto coppia”! Lo so che non è bello pensare a qualcosa di romantico come ad un “progetto” ad un piano.

Ma “”pro-gettare” significa letteralmente “gettare in avanti” nel futuro qualcosa. Significa darsi prospettive per il futuro e quindi presupporre una durata della coppia.

Senza una progettazione della coppia, cioè una visione nel futuro, prima o poi questa corsa parallela è destinata a divergere in altre direzioni.

 

La “responsabilità emotiva”

 

Quando Davide parla di assumerti la responsabilità delle tue emozioni non intende che devi sentirti responsabile del disprezzo del tuo compagno.

Anzi intende che tu devi diventare responsabile di ciò che stai provando, anche se sei tu quello che sente di provare disprezzo.

Il motivo di fondo lo abbiamo visto ripetutamente in questi anni ed è ancora l’assumersi la responsabiltà delle emozioni che proviamo, non è facile ma è fondamentale.

Senza questa abilità si tende ad attribuire all’esterno il potere di farci cambiare stato emotivo e questo porta a problemi sempre più gradi.

 

Scalatori e montagne

 

Mi piace immaginare la coppia come due scalatori, ognuno intento a sparlare la propria montagna. Entrambi gli scalatori hanno dei “punti di ritrovo”.

Come dei luoghi da cui possono comunicare con la montagna adiacente. Entrambi possono vedere più o meno li livello di salita dell’altro.

Non completamente ma una buona parte si. Entrambi possono vedere “dove l’altro non riesce a vedere” perché sono su prospettive diverse.

Ma nessuno dei due può scalare per l’altro, non puoi andare sull’altra montagna, prendere sulle spalle il tuo partner e portalo in cima.

Altrimenti non sali più “la tua montagna”, perdi la prospettiva allargata di prima e soprattutto a lungo andare indebolisci il tuo partner!

 

Il nemico in casa

 

Se non curi il giardino, così come la maggior parte dei progetti in cui investi, rischi non solo che non porti alcun frutto ma che si trasformi in qualcosa che ostacola la tua vita.

Non hai idea di quante persone mi parlino della propria vita di coppia come di una sorta di “gara”, una “competizione”, un modo per “dimostrare all’altro”.

Questo non è neanche così grave rispetto a chi mi dice: “io e mio marito siamo due sconosciuti” e ovviamente la colpa è sempre dell’altro che per un qualche motivo non ha fatto qualcosa.

Al di là del fatto assodato che in coppia ognuno debba prendersi le proprie responsabilità, il lato più brutto dei problemi di coppia sta proprio nel sentirsi di avere una sorta di “nemico in casa”.

 

Apriti alla relazione

 

Se senti di avere “un nemico in casa” parlane con lui! Tenendo sempre a mente ciò che ci siamo detti fino ad ora: devi assumerti la responsabilità di ciò che senti dentro di te, senza dare per scontato che sia colpa sua.

Ovviamente mi riferisco a situazioni in cui c’è ancora una “coppia da recuperare” attraverso la ricostruzione di ponti (fra le montagne) che consentano ad entrambi di impegnarsi attivamente nel “progetto coppia”.

Lottare strategicamente contro “il nemico” senza parlargli, tenendo tutto dentro ecc. è il miglior modo per iniziare a lottare contro te stesso. Per farti attanagliare da aspettative e giudizi soffocanti ma mai veritieri.

Apriti alla relazione, soprattutto se temi di rovinarla aprendoti. Quello è proprio il segnale che tu ed il tuo partner avete evitato per troppo tempo un confronto intenzionale, il famoso “dialogo”.

 

Hai qualche domanda per il dott. Algeri?

 

Ho chiesto a Davide la disponibilità per una eventuale seconda intervista, questa volta però risponderà alle tue domande.

Scrivile qui sotto fra i commenti.

 

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Buongiorno Genna, oggi non ho ricevuto la mail per scaricare il podcast in mp3 e il Qde in pdf?
    Grazie
    Luigi

  • Una domanda per il dott Algeri: è possibile che ci si “arrenda” al partner? Fino a un certo punto si vive in uno stato di tensione tra le proprie richieste e quelle dell’altra persona, non si dorme,si sta male e si litiga… e poi, all’improvviso, la “forza vitale” che mandava avanti questa battaglia (e queste richieste) svanisce, e ci si arrende a ogni richiesta, ci si “lascia vivere”… Come iniziare un percorso per uscirne? Non credo di essere l’unica persona a vivere una situazione simile, grazie!

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