Risorse interiori: cosa sono, come attivarle e come evitare l’errore n°1 in questo campo…

 

Hai mai sentito parlare di “risorse interiori”? Se bazzichi nel campo della crescita personale sicuramente si! Ma sai davvero di cosa si tratta? Conosci il più grande errore del lavoro con le risorse?

Negli ultimi anni la psicologia si è concentrata molto sullo studio di come emergono e funzionano le “risorse” e in questa puntata vedremo cosa sono e come “funzionano”.

Buon ascolto…

 

Ascolta “212- Come funzionano le tue “risorse interiori” e come evitare l’errore n°1…” su Spreaker.

Impara l’arte e mettila da parte

 

Questo “detto” racchiude grossolanamente il senso di tutta la puntata di oggi, perché le risorse sono principalmente degli apprendimenti.

Cose che hai imparato nella tua vita e che utilizzi in modo consapevole o inconsapevole per affrontare le sfide che ti si presentano.

Come capita spesso l’etimologia del termine “risorsa” può aiutarci a capire meglio di cosa si tratta. Ri-sorsa cioè ri-sorta.

Qualcosa che risorge dalla tua memoria per essere messo in atto in un altro contesto e/o situazione.

 

Ri-sorgere

 

Per fare in modo che qualcosa ri-sorga cioè riemerga dal passato dobbiamo innanzi tutto averla appresa cioè fatta sorgere.

Sembra banale ma così non è! Se vuoi che risorga in te un senso di sicurezza che non hai mai provato la cosa sarà difficile.

Puoi di certo cercare qualcosa di limitrofo e così tende a fare il tuo cervello, ma non di certo la “risorsa” più attinente.

Qualcosa di “limitrofo” però è giù abbastanza per attivare quella rete semantica in cui hai “salvato” l’apprendimento in questione.

 

Le reti semantiche

 

Le conoscenze (come abbiamo visto più volte con il priming) vengono stoccate nella memoria secondo “vicinanza semantica”.

Il tuo cervello è molto ordinato e per funzionare bene cerca di mettere le cose “simili insieme”. Lo abbiamo visto molte volte.

Quindi tutte le risorse di un certo tipo sono vicine fra loro. Se ti chiedo come ti sei sentito l’ultima volta che hai fatto sport ti pre-attivo non solo per quello specifico sport.

Ma per tutte le attività che richiedono uno sforzo fisico simile a quello sport di cui stiamo parlando.

 

Le parole sono attivatori fisici

 

Come abbiamo visto più volte le parole sono realmente “attivatori fisici” cioè preparano realmente all’azione.

Sentirti dire tutto il giorno che sei “lento” può realmente renderti fisicamente più lento e viceversa. Non è suggestione, funzioniamo così.

Per fortuna come abbiamo visto nelle puntate dedicate alla gestione del dialogo interno non siamo schiavi di questo processo.

Alrimenti ogni parola potrebbe farci svolazzare come una banderula. Per fortuna però possiamo usare questo processo a nostro vantaggio.

 

 

La memoria è “stato dipendente”

 

Ogni volta che accedi ad un qualche ricordo del passato non accedi solo al “puro contenuto” ma a tutta una serie di “stati mentali” che lo hanno caratterizzato.

Se pensi ad un momento dove eri “gioioso e spensierato” per qualche istante puoi riaccedere a quelle sensazioni di gioia e spensieratezza.

Lo fai naturalmente tutte le volte che ripensi a cose che ti piacciono, ricordi che in un qualche modo sono in grado letteralmente di “scaldare il cuore”.

Insomma c’è una gigantesca letteratura psicologica che dimostra che ogni volta che richiami un ricordo porti tutte le tonalità affettive e motorie di quel ricordo.

 

Anche motorie?

 

Assolutamente si! Se ripensi ad un momento dove il tuo corpo era teso, il corpo tenderà ad irrigidirsi. Lo stesso succede se ripensi ad un momento dove eri sereno e rilassato.

Sulla scia di queste intuizioni i miei colleghi da sempre usano visualizzazioni, narrazioni di ricordi positivi e di successi, immersioni ipnotiche in vari ricordi del passato.

Su questo blog ne abbiamo parlato tantissimo ma in generale nel campo della psicologia del cambiamento se ne parla ormai da secoli (e chissà in oriente).

Insomma oggi abbiamo diverse prove che ci spingono ad utilizzare le risorse in modo esplicito, cioè a scegliere volontariamente di pensare ad eventi positivi del passato per performare meglio nel presente.

 

Non siamo dei robot

 

Se immaginiamo le risorse come dei “plug-in” da aggiungere o dei “software” da installare allora è facile pensare di disinstallare ciò che non ci piace per sostituirlo con qualcosa che ci piace.

Se ad esempio temo di incontrare una certa persona, posso mettermi li ed immaginare tutte le volte che l’ho incontrata ed invece ero sereno, o quando ho incontrato una qualsiasi altra persona ed ero sereno.

Così a furia di pensare “ad eventi positivi” del passato cerco di scacciare via l’ansia generata dall’idea di incontrare quella persona. Ecco che ho appena inserito il pericolo più grande delle risorse.

L’evitamento! Una incessante abitudine di ogni mente umana, evitare la sofferenza e massimizzare il piacere. Purtroppo però se lavori con le risorse volontariamente in questo modo rischi di fare dei danni.

 

E’ l’atteggiamento mentale

 

E’ il tuo mindset mentre applichi la risorsa a fare la differenza: se pensi a tutte le volte che “ti è andata bene” perché non vuoi assolutamente pensare al fatto che “potrebbe andare male”, stai evitando.

Se invece pensi a tutte le volte “che ti è andata bene” per richiamare le risorse e aumentare la possibilità di essere pronto. Quindi senza farlo ossessivamente per sfuggire al dolore e accettando l’ansia di fondo.

Ecco che allora non stai più evitando ma stai affrontando l’ansia e contemporaneamente stai richiamando “ricordi del passato” (le risorse) per aumentare le probabilità di successo.

Come è possibile che si aumentino le “probabilità” di successo? Come abbiamo visto prima per le reti “semantiche” quando ripensi ad un ricordo rendi maggiormente disponibile quello stato.

 

La disponibilità

 

 

Stai bene attento perché questo passaggio è cruciale. La psicologia è praticamente certa ormai che ciò che attira la tua attenzione in un dato momento è dovuto dalla sua disponibilità.

Cioè dal fatto che lo hai “li pronto in mente”. Abbiamo visto (stra ripeto) tante volte con il priming come avviene questo passaggio anche con semplici “imbeccate inconsapevoli”.

Tutti gli stimoli possono aumentare o diminuire la disponibilità di determinate risorse in un dato momento. Una canzone, un’immagine, una parola possono accrescere o decrescere la disponibilità.

Questo vale sia per i contenuti, come sanno gli studenti che cercano di ripassare all’ultimo minuto per rendere disponibili le informazioni più importanti e sia per gli stati legati a questi contenuti.

 

Per questo ti fa bene seguire Psinel 🙂

 

A parte gli scherzi, per questo ti fa bene in generale leggere, ascoltare e vedere la psicologia e la crescita personale. Così come leggere e vedere film, libri e romanzi che ti ispirino.

Tutto questo senza esagerare, senza diventare dei fanatici di queste robe. Vuoi sapere come scoprire se sei già nel vortice? Semplice, se inizi ad evitare le persone che non la pensano come te.

Se inizi a pontificare in giro sulla crescita personale e ad allontanare le persone e le attività che ti sembrano lontane da queste teorie (ovviamente parlo di abitudini sane o innocue).

Detto questo, se ascolti cose positive ovviamente nutri la parte di te positiva. Ma tieni sempre presente che se lo fai per evitare di “stare male” stai sbagliando, il dolore va ascoltato, affrontato e accettato.

 

Le risorse risorgono spontaneamente

 

Un esercizio molto importante che ti invito a fare è quello di notare come possono emergere risorse positive scavando nel negativo. Mi raccomando fallo con qualcosa di piccolo per vederne l’effetto.

Prendi carta e penna e descrivi per un minimo di 15 minuti consecutivi un ricordo negativo, ricorda deve essere piccolo. Scrivi a ruota libera come descritto anche qui.

So di averti già influenzato se mi segui sui social e anche in puntata, ma tu fallo senza cercare assolutamente di far emergere nulla di positivo.

Se hai scelto un ricordo “piccolo” e ci dedichi abbastanza tempo vedrai il sorgere spontaneo delle risorse. E’ davvero molto affascinante come fenomeno, quasi junghiano dall’ombra alla luce.

 

Le “compensazioni”

 

Scommetto che se avevi già provato a fare l’esercizio di poco fa ti sarai chiesto: “ma questi pensieri non saranno mica compensazioni psicologiche?”.

In altre parole mentre sei li che inizi ad esplorare un ricordo negativo del passato, come ad esempio quella volta che quella ragazza ti ha dato “il 2 di picche”.

A furia di scrivere potresti arrivare a dire: “Ok Marta mi ha dato il ben servito ma questo mi ha permesso di conoscere Barbara e di sposare la donna giusta”.

Vista in questo modo sembra una sorta di “compensazione”, una sorta di “scusa” che ti racconti per farti andare bene ciò che è successo dopo. In realtà le cose non stanno così, se sei onesto con te stesso durante l’esercizio sono risorse.

 

Come faccio a capire se è una compensazione o una risorsa?

 

Difficile rispondere perché emergono entrambe nello stesso identico modo, ma ancora una volta ci viene in aiuto il temibile “evitamento”.

Se quei contenuti emergono per farti sentire meglio, per farti evitare di sentirti giù allora sono compensazioni, te la stai raccontando per sentirti meglio.

Se invece quei contenuti emergono spontaneamente mentre tu cerchi volontariamente di descrivere le emozioni negativi, in pratica “vai verso la sofferenza” allora saranno probabilmente risorse.

Non è solo l’architettura della nostra memoria a spingermi a parlare di risorse che emergono, cioè il fatto che abbiamo risorse stoccate in memoria in base a vicinanze semantiche.

 

La mia esperienza con i traumi

 

Se segui il mio “lavoro clinico” sai che sono specializzato nel trattamento dei traumi psicologici, sono formato ed utilizzo uno degli approcci più moderni e affascinanti nella mia professione: l’EMDR.

Ora non so se conosci l’approccio ma è completamente il contrario dell’evitare, si cerca infatti di richiamare alla mente i traumi peggiori (ti prego evita di farlo da solo a casa!).

Nel farlo è incredibile vedere come via via che il trauma si elabora emergano spontaneamente una serie di risorse dal passato, proprio come ti ho chiesto di fare nell’esercizio da solo.

Qui sotto metto il video che riassume i passaggi della puntata e ripete alcuni concetti chiave, compresi gli esercizi:

 

 

Togliere invece che aggiungere

 

Sto per dirti la cosa più importante per quanto concerne il lavoro sulle risorse: divertiti a notarle quando emergono ma evita di esagerare con il richiamo volontario.

Ciò che ho capito in questi tanti anni di frequentazione di questo campo è che ciò che conta è la tua capacità di affrontare la vita in modo spontaneo, senza doverti mettere li a pensare “alle risorse”.

So che solo l’1% delle persone arriverà a leggere fino a qui, beh se ci sei arrivato complimentati con te stesso. L’obiettivo di psinel è “togliere più che aggiungere”.

La nostra società aggiunge fin troppo e le convinzioni legate al campo della crescita personale non ne parliamo. Puoi giocare con le risorse e ci giocheremo in modo volontario ma la cosa migliore che tu possa fare è:

Imparare ad affrontare la tua vita a viso aperto notando come queste risorse emergono e congratulandoti con te stesso in quel momento (se ci riesci).

 

Le tue domande

 

Come hai sicuramente intuito l’argomento di oggi è mastodontico perché può essere preso da diversi punti di vista, anche quelli più tecnici come le neuroscienze legate alla memoria.

Fammi sapere se l’argomento ti piace e se desideri ulteriori approfondimenti, come ad esempio quelli legati al “richiamo dei ricordi attraverso le sotto-modalità”.

Lo so, se mi segui da anni sono cose che “ti escono dalle orecchie” ma non è così per tutti. La maggior parte dei lettori si è affezionato al blog attraverso il podcast.

E da quando c’è il podcast non abbiamo dedicato troppo spazio a questi aspetti “piccoli e tecnici” (di cui sono zeppi i primi post) per cui fammi sapere se desideri che li approfondisca in una puntata.

 

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Alex - Alias Alive
    Rispondi

    Ciao Genna tutto bene? Avrei una domanda. Pa compagna di un mio amico è quel genere di persona che ha sempre un giudizio su tutto e tutti (di solito negativo) e quando mi ritrovo con lei non so proprio come comportarmi. Il rapporto che si sta creando tra noi due non mi piace, mi sento quasi come davanti a un giudice in aula. Come posso mettere apposto le cose e comportarmi? Grazie Genna

    • Ciao Alex
      la prima cosa da fare è lavorare su te stesso, su quella sensazione negativa che senti in sua presenza, lavora prima sul tuo giudizio sul suo giudizio e poi vedrai che le cose cambieranno.

      Possiamo cambiare solo noi stessi e quasi mai gli altri 😉

  • Caro Genna. Ho sentito questo podcast e poi il 65 e il 44. Grazie per aver fatto luce sulla mia pratica. Grazie. É stata veramente una gioia riconoscere il senso del mio “testimone”. Sappi che apprezzo davvero tanto la tua capacità di rendere fruibili concetti complessi con solide basi scientifiche (io non ne potrei fare a meno). Soprattutto comunichi cose che aiutano davvero chi ti ascolta. Cari saluti.

    • Grazie Gianfranco, anche per aver seguito il percorso a ritroso fino a trovare il mitico testimone 🙂

  • I tuoi podcast sono sempre molto interessanti, ma soprattutto utili. Un podcast dedicato alle sottomodalita’ lo apprezzerei volentieri.

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