PNL e Coaching raccontati da Claudio Belotti…

 

La storia della crescita personale in Italia non è molto lunga, per questo motivo abbiamo la fortuna di poter dialogare con i pionieri.

Uno di questi è in assoluto Claudio Belotti uno dei più rinomati coach italiani che ha portato la nostra formazione nel mondo.

 

Ascolta “188- PNL e Coaching con Claudio Belotti…” su Spreaker.

 

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Dopo averti parlato a lungo di “fuffa-coach” ho voluto mettere un po’ di equilibrio “nella forza” intervistando un VERO coach.

Anzi per quanto mi riguarda Claudio Belotti è uno dei padri fondatori del coaching in Italia.

E se come me non si più giovanissimo di certo ne sei al corrente! E probabilmente conosci molto bene il suo lavoro ed il suo accento.

Qualche anno fa scherzando ho scritto un post sull’accento dei trainer di PNL in Italia, quello più potente era (ed è) propri il suo.

 

Imitazione spontanea

 

Ti è mai capitato di stare a contatto con una persona e dopo un po’ acquisire alcune sue caratteristiche?

Questo fenomeno spontaneo accade per diversi motivi ma il principale è legato al carisma di chi ti sta di fronte.

Si se ci vediamo tutti i giorni è ovvio che ci si influenzi vicendevolmente ma se in 2 giorni di corso ti cambio l’accento (modeling implicito per gli appassionati)…

…allora sotto sotto c’è un carisma innato come quello di Claudio che però, come tutti, non è “nato imparato”.

 

Diventa un abile coach in 24 ore!

 

Come abbiamo detto decine di volte non il coach (quello vero) non è uno che si è svegliato un mattino ed ha aperto la partita iva.

Ma è il frutto di anni di esperienza e di formazione che ti rendono tale. Claudio è un esempio perfetto di quanto la parola coaching era sconosciuta.

I coach da questo punto di vista sono sempre esistiti: persone di esperienza che guidano altre persone attraverso i “propri passi”.

Se hai ascoltato la storia di Claudio di certo non ha fatto un corso di 24 ore per definirsi coach!

 

I risultati lasciano il segno

 

Fra i diversi consigli che ti da Claudio nell’intervista ce ne uno fondamentale: controlla le affermazioni delle persone sul web.

Se ti dico che sono “esperto in lancio del coriandolo contro vento” ci sarà pur traccia di questa mia attività da qualche parte.

Se non ci sono tracce o sono un genio della privacy o sono uno che si inventa esperienze per poter legittimare le proprie azioni.

Che siano positivi o negativi le persone oggi lasciano il segno ovunque vadano… oggi è tutto registrato!

 

L’auto leggittimazione

 

Nonostante i segni che lasciamo attualmente è possibilissimo auto-leggittimarsi nel campo della crescita personale.

E’ facilissimo, mi basta creare due o tre siti: ad esempio apro un’associazione culturale che chiamo “Università di Pippo”.

Poi apro un sito che raccoglie tutti i soci e i membri che fanno parte della famosa Università di Pippo.

E poi scrivo sul mio sito che sono il massimo super master trainer riconosciuto dall’Università di Pippo 😉

Ok forse non posso usare il termine “Università” ma “accademia, scuola, istituto” forse si!

 

Un “titolo” tutto per Claudio Belotti…

 

Come hai sentito Claudio non si è autolegittimato e non ha creato la sua scuola privata che lo legittima.

Ma si è smazzato i percorsi di crescita personale più importanti (e costosi) degli anni 90: l’Accademy di Robbins e il trainer training di Bandler.

E quest ultimo (Bandler) ha coniato un titolo appositamente per lui: “Master Trainer in Business NLP”.

Perché è riuscito ha portare la PNL in aziende che normalmente non fanno “formazione esterna” (Armani, Bulgari ecc.).

 

Non era il suo obiettivo iniziale fare il formatore

 

Un altro aspetto che lo differenzia da chi oggi si auto nomina “super mega master coach” è quello di essersi formato per necessità.

Claudio ci racconta di quanto fosse difficile a 25 anni gestire un gran numero di persone, è questo che lo ha spinto verso “Robbins”.

Quindi il suo scopo non era diventare uno “spiegatore della motivazione” ma era invece migliorare se stesso professionalmente.

Poi in quel periodo se eri appassionato e ti proponevano di fare da “ponte” per gli italiani ai corsi di Robbins… una occasione ghiotta!

 

La storia della formazione in Italia

 

Se hai ascoltato attentamente la puntata non ti sarà sfuggito che in mezzo a tante parole c’era la storia della formazione italiana!

A partire dai primi appassionati di Robbins, passando per la PNL, Claudio ci ha raccontato un pezzo di storia fondamentale.

Qui ho bisogno di fare un piccolo chiarimento sociologico: la formazione nasce come disciplina aziendale.

Fino a pochi decenni fa tutto ciò che contava per avere successo era entrare in una grande azienda.

 

Il XX secolo Vs XXI secolo

 

Se in questi mesi ti sei letto il bellissimo “Homo Deus” o se sei un sociologo esperto di cambiamenti storici lo sai già…

… una delle differenze fra XX e XXI secolo è proprio come viene percepito l’individuo nella collettività.

Siamo passati da enormi aziende a piccoli imprenditori. Ed è su questa scia che si è mossa la storia della formazione mondiale.

Per quanto mi riguarda è per questo motivo che è nato il coaching, perché si cercava un modo di fare formazione “personale”.

 

Dall’Empowerment al self empowerment

 

Ti ricordi l ‘intervista che abbiamo fatto a Stefano Gheno? Li parlavamo di come sia cambiato questo paradigma.

E di come alcuni italiani siano stati fra i primi al mondo a proporlo, uno su tutti Massimo Bruscaglioni (che ho avuto l’onore di avere come prof.).

Da sempre chi aveva le possibilità si accaparrava un mentore: da Marco Aurelio (con Aristotele) a Bill Clinton (Robbins), lo faceva.

Poi siamo arrivati ai nostri tempi dove l’unico organismo di formazione è la scuola… un macchinario “infernale” 😉

 

Coaching Vs Psicologia

 

Hai sentito come ha parlato della psicologia Claudio? Ne ha parlato bene perché è un vero professionista.

Solo chi ha letto 2 libri è convinto davvero che la psicologia sia roba da buttare nel water. Perché si è fatto illudere dal marketing.

Il marketing che dice: “noi siamo meglio di loro” ma è tutta una illusione come ti ho raccontato più volte.

Un vero professionista NON sputa nel piatto dove mangia. Eppure posso assicurati che non ce ne sono molti come Claudio.

 

La verità in tasca

 

Diffida di chi pensa di avere la verità in tasca! Questo non lo ha detto Claudio ma te lo dico io, che spesso pecco in questo senso.

Perché a volte è facile farsi illudere di “aver capito tutto” quando più proseguo in questo percorso di conoscenza e più “so di non sapere”.

Questo è un atteggiamento che hanno tutti i grandi, vai a riascoltare le migliori interviste e troverai molti punti di contatto.

Solo chi conosce molto poco dell’essere umano può davvero convincersi di conoscerlo davvero!

 

La PNL

 

Mi ha fatto molto piacere ascoltare da Claudio una delle cose che ho sempre pensato: che l’aspetto magico della PNL stia nell’atteggiamento.

Si tratta di un atteggiamento che era molto diffuso negli anni 70 in USA fra gli “psicologi dissidenti”.

Quei professionisti che non volevano incasellarsi ne fra gli psicoanalisti e ne far i comportamentisti.

Due sguardi completamente opposti che hanno in realtà una spiegazione utile anche a chi studia oggi la PNL.

 

“Tutto difficile vs Tutto facile”

 

Quando il comportamentismo ha iniziato a divulgare le proprie scoperte sul cambiamento delle persone aveva come ostacolo la psicoanalisi.

Gli psicoanalisiti erano convinti che per ottenere un cambiamento fossero necessari anni e che ogni cliente “fosse difficile”.

Viceversa i comportamentisti erano convinti che ogni cambiamento potesse essere potenzialmente semplice.

Basta individuare le “variabili giuste”, agire direttamente su queste ed il problema si sarebbe risolto.

 

Una sana “via di mezzo”

 

Oggi siamo in una sana via di mezzo: dove gli psicoanalisiti (meglio dire i terapeuti dinamici) si sono convinti che non tutto è profondo e difficile.

E allo stesso tempo i comportamentisti (oggi cognitivisti) hanno capito che non tutto è facilmente risolvibile.

Se lavori davvero con le persone, che tu faccia il coach o il terapeuta sai che questa via di mezzo è “maggiormente attendibile”.

Se oggi parli con Dilts, come racconta Claudio, non ti parla più come negli anni 80!

 

Claudio Belotti in azione!

Dopo l’intervista e dopo averti parlato molto bene del suo lavoro è obbligatorio andarsi a vedere un suo intervento.

Ti risparmi la fatica, ne ho trovato uno molto ben fatto, anche se il tema non è propriamente la crescita personale…buona visione:

 

 

 

 

Hai domande da fare a Claudio?

 

Si mi sono dimenticato di chiedere all’ospite (come faccio sempre) se avrà la voglia e il tempo di rispondere alle tue domande.

Intanto sarebbe carino sapere se ne hai 😉

Come sempre approfondirò alcune tematiche nel Qde.

 

A presto
Genna

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3 Commenti
  • Grazie Genna per aver condiviso questa bella intervista ricca di spunti interessanti come la maggior parte del materiale che pubblichi.
    Purtroppo noto che quasi tutti i formatori di PNL in Italia si dimenticano la figura chiave di Frank Pucelik, terzo uomo e co-fondatore della PNL.

  • Wow grazie Genna di quest’intervista! 🙂 di Belotti sto divorandomi davvero moltissimi libri su iBooks, e sarei curioso di approfondire le dinamiche a spirale … e più specificamente, come si lavora con questa disciplina… interessantissimo anche il video che hai pubblicato, dove si parla di leadership (e mi rendo conto che quando ne parlo con gli italiani devo sempre tradurre questa parola in un concetto adatto al contesto….) ad esempio un leader può essere inteso come “chi va per primo”, e di solito lo traduco con “promotore del cambiamento”…. comunque mi è davvero difficile raggruppare in un momento molte delle cose che ho appreso dal podcast e dal video (tenendo conto che secondo me andrebbe riascoltato tutto e letto altrettanto almeno tantissime volte)… Eppure una cosa vorrei condividerla: la capacità che mi impegno (anulare) a fare da oggi in poi, è provare gratitudine e valorizzare gli altri, anche se in certi ambienti mi mi è molto facile… Interessante anche quando Claudio parla del suo modello che dà importanza allo scopo più che agli obiettivi… importanzazie di Grazievo 🙂

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