Elon Musk ci da 3 consigli strategici per un apprendimento efficace

 

Ci sono ben pochi geni viventi uno di questi è sicuramente Elon Musk che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Un recente articolo ha cercato di scovare il suo “metodo di apprendimento” che, a quanto pare, funziona davvero molto bene. Buon ascolto:

 

Ascolta “185- I 3 Consigli strategici per apprendere… da Elon Musk” su Spreaker.

 

Il 23 Settembre a Milano… scopri i 3 Acceleratori della crescita personale!

 

Abbiamo parlato molte volte di Elon Musk perché da tempo fa parlare di se come “futurologo” e visto che a me piace pensare al futuro ecco.

Elon Musk, nel caso tu vivessi sulla luna, è un super imprenditore che ha prima cambiato le regole nel mondo delle intermediazioni finanziare via internet, creando PayPal.

Poi ha cambiato il mondo delle automobili, sta cambiando quello dell’energia e dei trasporti in generale (con Hyperloop) e dei viaggi spaziali (con SpaceX).

Insomma hai capito che davvero stiamo parlando di un tizio che con i contro “cosi” e la cosa interessante è che lui è diventato davvero esperto in tutti questi campi.

 

 

Verso la fine di questa bella intervista fatta direttamente dal Chris Andersen (il curatore del TED) Elon Musk ci racconta il suo modo di apprendere.

Dice: “lavoro molto…e cerco di ridurre le cose ai loro fondamentali”, i principi generali citati in puntata e nell’articolo.

E poi dice di partire da quei principi fondamentali e di ragionarci per analogia. A che cosa somiglia? E’ una buona domanda da porsi per espandere la conoscenza.

Nella puntata ho parlato di decostruzione ma in modo grossolano. Qui si intende la capacità di trovare i principi fondamentali che stanno alla base di quella cerca conoscenza…e poi trasferirli.

 

Parlare di Elon oggi è un po’ una moda

 

Conoscevo la storia di Elon da quando sperimentavo PayPal nel 2008 ma non avevo idea di trovarmi di fronte ad un genio di tale calibro.

Poi ho iniziato a sentirlo parlare di energia e soprattutto ha fatto la cosa che da più tempo aspettavo…fin da molto giovane:

Ha messo in commercio la prima macchina che guida da sola! E se mi conosci sai che odio guidare l’auto.

Dammi due ruote e ti giro il mondo, dammene quattro ed avrò problemi di nervi dopo 5 chilometri di guida…altro che meditazione 😊

 

 

Qui trovi un video di Marco Montemagno su Elon Musk, uno dei tanti perché Marco lo cita spesso. Probabilmente sono andato a pescare il primo di una lunga serie.

Questo è un video del 2015 eppure Marco inizia dicendo “chi conosce Elon Musk davvero?”. Perché effettivamente da noi solo gli appassionati di digital lo conoscevano.

La previsione di Monty era corretta, ha detto “vedrete, ne sentirete parlare sempre più spesso”. Ed infatti mi sono imbattuto in questo articolo molto carino da cui ho tratto la puntata.

Ma sono affascinato da lui da molto tempo, perché a quanto pare è anche appassionato di crescita personale e metodi produttivi, come puoi vedere in questo altro video di Marco.

 

La generalizzazione delle competenze

 

Ciò che in questo articolo (quelli qui sopra) viene chiamato “transfer” è lo stesso di cui ci siamo occupati molte volte qui su psinel per la sua assoluta importanza.

Tanti parlano di “metodi e tecniche di apprendimento” ma pochi si preoccupano di come si generalizza ciò che si apprende.

Anzi nel lessico comune sembra quasi sbagliato quando emerge una generalizzazione in un altro campo e si dice:

“Hai una deformazione professionale” a guardare tutte le cose sotto il punto di vista della psicologia (nel mio caso).

 

La “deformazione professionale”

 

È chiaro che se fai il fotografo avrai un certo modo di osservare il mondo, così se fai il muscista ne avrai uno leggermente diverso.

Le cose che sai ti rendono chi sei! E quando diventi consapevole di questo puoi anche migliorare e cercare di capire quali sono i fondamenti positivi di questa deformazione.

Un musicista che si accorge di scegliere i luoghi in base alla musica potrebbe decidere di cambiare criterio di tanto in tanto o scegliere magari, musica più adeguata alla situazione.

Questo solo se ne è consapevole, ancora una volta osserviamo l’equazione “crescita personale = conoscenza di se”.

 

Il transfer è naturale ma…

 

Tu tendi naturalmente a trasferire ciò che conosci in altri campi: se sai guidare il tuo scooter sai di poter guidare quello di un tuo amico.

A volte però serve consapevolezza per avere una migliore generalizzazione, anche solo semplicemente pensandoci.

Come succede nella consulenza psicologica dove si cerca di portare attenzione alle risorse del paziente/cliente:

Se ad esempio una pesrona teme di fare un discorso in pubblico gli si può chiedere di raccontare esperienze simili.

Magari può notare che quando è sul lavoro riesce tranquillamente a parlare davanti a tante persone.

 

Transfer e generalizzazione non sono mode

 

Il fatto di trasferire ciò che sai in altri ambiti non è una moda di oggi, nel nostro mondo liquido, è qualcosa di millenario.

Immagina un organismo unicellulare che impari a discriminare ciò che  le consente di crescere da ciò che la ucciderebbe.

Si anche le monadi apprendono e apprendevano a distinguere magari il “calcio” dagli “acidi” ecc.

E quando l’ambiente si modificava erano le monadi in grado di trovare quei nutrienti anche altrove quelle che sopravvivevano.

 

Società e transfer

 

A livello umano e sociale il transfer delle competenze ha permesso a diverse generazioni di convivere.

Un esempio molto moderno è proprio legato al digitale. Esistono generazioni come la mia che sono vissute a cavallo fra digital e non digital.

Quando dovevo far partire un qualsiasi “programma” sul mio Commodor dovevo scrivere linee di codice.

Oggi è tutto facile, ci sono le app, ma chi le programma pensa ancora per “linee di codice”. Non so se riescono a rendere l’idea.

 

L’essenziale è invisibile agli occhi

 

Così molti giovani che mi stanno leggendo non colgono per nulla il  collegamento tra la programmazione e ciò utilizzano.

Per quanto la mia generazione è quella dei nativi digitali sia così lontana in realtà c’è sempre un ponte di “collegamento”.

Questo collegamento è da sempre “invisibile agli occhi” delle nuove generazioni…o alla maggior parte di queste generazioni.

Il transfer delle abilità rappresenta una sorta  di filo conduttore fra diverse generazioni e diversi popoli.

 

Una sfida centenaria

 

Sono ormai secoli che i pensatori ragionano  su quali possano  e debbano essere le materie da  studiare a scuola.

In altre parole quali sono le cose che meritano  di essere studiate proprio perché hanno un maggior  effetto “transfer” sulla realtà.

Un esempio che di certo conosci è la matematica. Grazie al suo linguaggio universale i numeri possono essere utili in moltissimi campi.

Le abilità logico-matematiche poi non servono solo per “fare i conti”  ma  anche per smascherare le varie fallace del ragionamento.

 

Decostruire

 

Una delle fasi di apprendimento raccontate da Elon è la decostruzione delle conoscenze per capire come rimontarle in altri ambiti.

Processo molto simile a quello che ti ho appena descritto perché il buon “vecchio Elon” si è smazzato molti libri di psicologia.

Se poi sei anche un fisico con il pallino per l’ingegneria allora siamo a cavallo. Gli ingegneri hanno la fissa di smontare e rimontare le cose.

 

Una realtà oleografica e sistemica

 

Sappiamo ormai scientificamente che tutto è in un qualche modo collegato ed interconnesso.

Oggi questa visione non è più solo appannaggio di fisici e filosofi perché ogni giorno hai a che fare con questi fenomeni.

Internet ci ha concesso di dare uno sguardo nuovo a come funzionano le reti ed i sistemi.  Nuovo per chi non è addetto ai lavori.

Perché lo sappiamo da sempre che tutto è collegato, lo sapevamo intuitivamente ed oggi anche sperimentalmente.

 

Se tutto è collegato approfondire non serve?

 

In realtà serve eccome approfondire le cose e lo specialismo così come il riduzionismo non sono altro che strategie per conoscere.

È come arrivare su un isola deserta in 10 e suddividersi delle zone da esplorare per poi metterle insieme e costruire una mappa.

Se mi faccio male ad una gamba sono molto contento che eistano medici specializzati nelle gambe.

Sono però meno contento se mi accorgo che quello stesso professionista sembra non conoscere nient’altro.

 

Approfondimento “olografico”

 

Sai che cosa è un ologramma? E’ un immagine tridimensionale che viene creata attraverso un processo che ha ispirato fisici, filosofi e psicologi.

Perché in qualsiasi modo tu scomponga la “pellicola” dell’ologramma otterrai sempre un’immagine del tutto. Se si tratta dell’ologramma di un pallone da calcio, se spezzetti la pellicola troverai tanti palloni quanti sono i pezzetti.

Nella più piccola parte c’è già l’immagine completa. E’ facile pensare che tutto l’universo sia fatto così, hai mai notato ad esempio che le orbite degli elettroni assomigliano così tanto a quelle dei pianeti?

Ok ti sto dicendo tutte queste cose prima di sottoporti la mia personale ipotesi sul transfer delle abilità e delle conoscenze.

 

Approfondire per espandere…all’infinito

 

Quando approfondisci un qualsiasi tema devi necessariamente espandere la conoscenza all’infinito. Lo so sembra una cavolata ma se ci pensi bene ci arrivi da solo che le cose stanno così.

E’ il paradosso della conoscenza dove più sai e più ti rendi conto di non sapere. Per questo devi sconfinare in altri campi per poter avere un’idea sempre più chiara del tuo campo di indagine.

La mia ipotesi è che quando sai fare bene il tuo mestiere, che sia quello dell’astrofisico o la casalinga, se ti impegni al massimo per riuscire potrai scoprire molto di più di ciò che fai.

Se approfondisci la astronomia devi necessariamente diventare filosofo, futurologo, fisico, chimico ecc. E lo stesso può capitare ad una casalinga che studia come ordinare, pensa al “declutterling”.

 

“Avresti potuto fare qualsiasi altro lavoro e saresti stato un grande”

 

Questa frase (più o meno) è tratta dal film “Blow” dove uno straordinario Jonny Deep interpreta il più famoso corriere della droga del XX secolo alle dipendenze di Pablo Escobar.

In quel film c’è anche un eccezionale Ray Liotta che interpreta il padre di Jonny Deep  con una narrativa favolosa fra padre e figlio.

In questa scena il figlio dice al padre di essere un grande in ciò che fa, cioè trasportare droga. Gli dice “Sono un grande in quello che faccio”… ecco lo spezzone su Youtube:

 

 

Mi sono dimenticato di dirti che il protagonista era in fuga dalla polizia, non si era presentato al processo, ed aveva appena subito il lutto della moglie.

Il padre gli risponde: ” Voglio dirti soltanto questo, saresti stato un grande comunque, in qualsiasi cosa” (trovi la conversazione dal minuto 2 in poi).

Ok qui non parliamo di transfer delle abilità ma dei talenti, cioè del fatto che se uno è bravo potrebbe esserlo anche in altri campi.

Ma per quanto mi riguarda funziona anche con le abilità, se sei davvero bravo a fare qualcosa sappi che li dentro c’è una struttura che potrebbe aiutarti anche in altri campi.

Devi solo diventarne consapevole e sperimentare!

A presto
Genna

 

Ps. se non hai mai visto Blow, fallo 😉

Pps. in puntata dico oleografico, vediamo quanti insulti riuscirò a collezionare? 😀

 

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7 Commenti
  • Ciao Genna,
    Lo faccio volentieri.
    Dove è il link ?
    🙂

    Nel frattempo ho già scaricato il report e ti seguo da tempo (diversi anni). Quali sono gli altri materiali sulla meditazione che intanto posso ottenere ?
    Grazie

  • Ciao Genna, come posso acquistare MMa e tutti gli altri prodotti riguardante la meditazione?

    • Ciao Marco,
      MMA così come la maggior parte dei miei percorsi online, è ad “apertura temporanea” perché voglio seguire tutti i partecipanti. Abbiamo da poco chiuso la 3° edizione e verso fine Settembre apriremo la IV.

      Un piccolo segreto: se ti iscrivi al corso che terrò il 23 (usando il mio link) potrai averlo con uno sconto davvero interessante 😉

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