Psicologia della difesa personale: intervista ad Enrico Luciolli… dalla meditazione ai “poteri psichici”…

 

Hai mai fatto un corso di difesa personale? Io si, tanti anni fa e poi ho seguito quel maestro per altri 5 anni, è stata una splendida avventura di crescita personale.

Esiste una psicologia della crescita personale? E se si, può esserti utile? Ho fatto queste domande ad un vero esperto Enrico Luciolli, da oltre 20 anni in questo campo… buon ascolto:

 

Ascolta “182- Psicologia della difesa personale: Intervista ad Enrico Luciolli…” su Spreaker.

 

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Allora sei riuscito ad ascoltare la puntata? Enrico è davvero un esperto, lo dico non solo perché ho deciso di intervistarlo ma perché mi sono sparato gran parte dei suo materiale online.

Se mi segui sai che sono stato per tanto tempo appassionato del tema. Tra l’altro posso dire con tranquillità che si tratta di una tematica comune in chi studia la crescita personale.

Comunque sia la cosa interessante è vedere i punti di affinità fra queste discipline. Purtroppo non sono così esperto per farlo da solo così ho deciso di chiedere ad un vero maestro, Enrico.

Che come hai sentito è più che preparato, ora te lo mostro anche in un suo video:

 

 

Qui vedi un video dove Enrico smonta le idee più comuni sul disarmo di coltelli e pistole e lo fa con dei video “di rottura” molto in linea con psinel.

Si esatto sto parlando del nostro caro fuffa-coach che ultimamente è tornato in auge per un post che ho scritto sulla pagina di Psinel.

Ora ciò che mi interessa è farti notare è la “pecora nera” citata da Enrico, che la intende come un caso raro che qualcuno ha propagandato.

Come ad esempio il fatto di seguire un semplice trucco psicologico per avere il 100% dei risultati senza alcuna preparazione.

 

I poteri psichici per la difesa personale

 

Qui sotto trovi un video dove Luigi Garlaschelli e Massimo Polidoro (tra i massimi esponenti del CICAP) sfidano un maestro di karate che insegna una strana tecnica “no touch knockout”, “il Ko senza tocco”.

Ecco devi sapere che ci sono un sacco di personaggi che dicono di poterlo fare, qui vengono smascherati abbastanza semplicemente (chiudendo gli occhi) senza troppi problemi.

Energie misteriose? Tecniche segrete del cugino cattivo di Ken Shiro? No semplicemente la buona e vecchia suggestione!

 

 

Lo scettro del potere

 

Si è la solita storia della “bacchetta magica” che ti aiuterà in breve tempo a raggiungere ciò che desideri. Se fai parte di questa community non devo neanche insistere, vero?

E’ il classico desiderio perverso della crescita personale: quello di trovare una pesudo-magia in grado di cambiarmi per sempre senza fare il minimo sforzo.

Ok, sono d’accordo con te, le tecniche sono affascinanti ed è divertente andare a vedere come la gente le propone.

Ma di certo, sia quando si parla di difesa personale che quando si parla di “crescita personale” è necessario non andarci troppo leggeri.

 

Incolumità e cervello

 

Quando qualcuno ci insegna una tecnica per immobilizzare chiunque colpendo “il punto segreto” (lo tsubo per i cultori) ti sta prendendo per i fondelli.

Allo stesso modo quando qualcuno ti promette la “pace dei sensi” con una tecnica quanto-energetica (ma non psicologica) sta facendo altrettanto.

Non perché non esistano tecniche efficaci e buone la fuori, anche non ancora scoperte e studiate dalla psicologia (come alcune meditazioni orientali) ma perché tutte richiedono “sforzo”.

Brrr che brutta parola questo sforzo (anche se a me ricorda Balle spaziali e mi fa sorridere) eppure come sai, è ciò che ti predispone ad ottenere dei risultati nella vita.

 

Vere competenze

 

Nel video Enrico cita Wanna Marchi per farti toccare con mano la differenza fra andare da un professionista e rivolgerti alla “magia”.

Lo so è banale ma molto efficace! Ed è ciò che serve davvero oggi, soprattutto in questo mondo dove finalmente ci siamo accorti di essere sommersi da “fake news”.

Enrico, parlando di disarmo, ti dice che non si tratta di qualcosa di impossibile ma che però necessita di una grande quantità di preparazione e di vere competenze.

Inoltre aggiunge che si deve anche essere fortunati perché chi è armato ha un vantaggio notevole. Proprio come qui da noi, conoscere la tecnica non significa saperla applicare ecc.

 

E’ tutta colpa della gravità

 

Quando con Enrico parliamo di meditazione lui usa una metafora molto interessante: “è come tirarsi su con le braccia da una sbarra, più sei allenato e meno senti la forza di gravità”.

Ok non ha detto esattamente queste parole ma il senso è lo stesso. Questa forza di gravità è tanto più forte tanto più ti trovi all’inizio di un percorso.

Quando una persona partecipa ad un mio corso (come MMA che dura 3 mesi) di solito dopo poche settimane mi scrive “Genna ma non sento ancora alcun beneficio”.

E’ chiaro che non si sentano benefici, soprattutto dopo poco tempo. Dopo 2 o 3 settimane di palestra sai come ti senti? Spaccato in un due dalla fatica 😉

 

Superare l’inerzia

 

Nel mondo fisico avrai sperimentato più volte questo fenomeno. Il fatto che è sempre la partenza l’atto che richiede maggiore energia.

Un oggetto pesante da fermo è molto più difficile da spostare che uno già in movimento. E’ tutta colpa dell’attrito e dell’inerzia fisica.

Purtroppo però questo “attrito” c’è sempre, ad ogni livello di crescita, anzi senza questo attrito è come se “la lama del coltello non si affilasse davvero”.

Serve attrito per fare in modo che la nostra “lama metaforica” diventi realmente affilata.

 

Preparazione Vs. Tecniche segrete

 

Ciò che ci racconta Enrico è perfettamente in linea con Psinel: “se vuoi dei risultati devi essere preparato”, non conta quante tecniche “segrete” hai imparato.

Ciò che davvero conta è la tua preparazione in un dato momento. Se non sei fisicamente preparato puoi conoscere tutti gli stili e le tecniche del mondo ma sarai destinato a “prenderle”.

Questi concetti valgono in ogni ambito della vita e non solo nelle arti marziali e nella difesa personale.

Certo che si possono imparare un sacco di cose interessanti, ad esempio Enrico insegna come usare i propri abiti per difendersi, ma se non sei preparato potresti anche indossare un’armatura.

 

Proprio come nella meditazione

 

Arti marziali e meditazione condividono una storia millenaria, ho ascoltato decine di esperti di questi campi raccontarmi ciò che oggi chiamiamo essenzialmente mindfulness.

Proprio come nella meditazione serve preparazione e non conoscere “la tecnica giusta”. Se sei un praticante lo sai più che bene, se invece sei solo un teorico probabilmente non lo sai!

E forse sei ancora alla ricerca del “metodo corretto di meditare”, della “tecnica che ti farà rilassare” o cose del genere.

Mi capita spessissimo di sentire lamentele del genere: “Genna sono 2 mesi che medito eppure l’altro giorno mi sono arrabbiato con il mio capo, ho scoperto che meditare per me non funziona”.

 

Senza preparazione nulla funziona!

 

Ok, può capitare che senza preparazione si facciano cose mirabolanti? Si può capitare, ma sarebbe un vero caso fortuito, è molto più probabile che siano le abilità acquisite a saltare fuori al momento opportuno.

Ed è questo ciò che possiamo imparare da persone come Enrico, che è necessario sbattersi per ottenere dei risultati, anche quando questi non sono visibili.

Chi inizia a meditare lo fa di solito perché desidera ottenere subito dei risultati. Chi si iscrive ad un corso di difesa personale desidera altrettanto, sapersi difendere velocemente.

Purtroppo però, fra il desiderare ed il fare c’è di mezzo il mare (ok il proverbio non è così ma rende l’idea) e questo mare è lo sforzo necessario per raggiungere un qualsiasi obiettivo.

 

Amore per la preparazione

 

Onestamente ho sempre apprezzato maggiormente la preparazione ai doni di natura. Chi nasce con una certa abilità è fortunato, chi la costruisce è un vero figo!

E quando chi si “sbatte” supera chi è fortunato, allora li le cose si fanno davvero interessanti e nella mia vita l’ho visto accadere decine di volte.

Ho conosciuto musicisti portatissimi che però hanno appeso lo strumento al chiodo verso i 20 anni, ed indovina? Quelli meno dotati ma che hanno continuato a sbattersi, oggi sono più bravi.

 

La preparazione lascia dei segni tangibili

 

Oltre alle abilità che si possono vedere e dimostrare, la preparazione lascia dei segni tangibili che possono essere rintracciati nella storia delle persone.

Lo so, ne abbiamo già stra parlato ma è fondamentale che tu sappia questa differenza: chi si sbatte lascia dietro di se una scia di allenamenti, corsi, errori, che sono rintracciabili.

Chi si prepara frequenta corsi, conosce persone, stringe alleanze che restano nella storia e nella società.

Ovviamente il top si ottiene quando uno è sia preparato che dotato… ma questa è un’altra storia…

 

La difesa personale

 

Inizialmente volevo intitolare questa puntata “psicologia della difesa personale” e forse da qualche parte ho inserito questo titolo. Ma in realtà ho parlato davvero poco di difesa personale.

Un po’ perché come sai, ho la tendenza ad andare “fuori tema” e un po’ perché la terminologia legata alla “difesa” sembra essere un ossimoro quando è accostata a quella della “crescita”.

In biologia, quando un organismo è in difesa blocca tutte le sue attività di “crescita”. Se sei in pericolo la tua digestione si blocca ed il sangue afferisce ai muscoli per scappare.

Ma in realtà non c’è niente di male nella “difesa personale”, intesa come una preparazione psico-fisica ad eventuali scontri, soprattutto se fa parte della tua vita (forze dell’ordine, ecc.).

 

L’archetipo del guerriero

 

Hai mai sentito parlare dell’archetipo del guerriero? Qui, in uno splendido articolo di Andrea Giuliodori trovi tutto.

E’ una delle rappresentazioni arcaiche che ognuno di noi si porta dentro per discendenza, secondo Jung e per appartenenza al genere umano.

Un discorso complesso che ora non ho il tempo di approfondire, ma è questo uno degli archetipi che mi hanno maggiormente attratto.

Pur essendo un “pacifista” so che in questo mondo sviluppare un “guerriero interiore” (come il progetto InWarrior di Enrico) può essere un’ottima aera di crescita personale.

Nella speranza che il nostro guerriero non debba mai utilizzare le sue armi.

 

Le domande ad Enrico

 

Ragazzi personalmente so poco di questo argomento, perché ero uno di quelli dotati che non però non ha proseguito l’allenamento e lo studio.

Per cui se vuoi saperne di più, lascia qui sotto le tue domande, quando ne raccoglieremo a sufficienza ricontatterò Enrico per una seconda intervista.

Sentiti libero di condividere questo post con chi pensi possa trarne benficio.

Alla prossima
Genna

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7 Commenti
  • Allora ce un malinteso e mi scuso 🙂
    No mi riferivo a un altro commento. Si vede che non l hai ricevuto
    Pardon hahahahaha

  • Ciao,
    È già la seconda volta che scrivo un commento e che non viene pubblicato, immagino che sia dovuto al contenuto con richieste che magari toccano ambiti patologici o del tuo lavoro da psicoterapeuta e ai quali decidi di non dare seguito attraverso internet, per determinati motivi; tuttavia, la cosa risulta alquanto fastidiosa… vedere il proprio commento non pubblicato. Io capisco le tue scelte, ma trovo che un avviso (disclaimer) o un messaggio nei commenti sia cosa migliore, soprattutto quando rischi di perdere i visitatori che magari si offendono nel non vedere il proprio commento… specialmente magari a quel pubblico che, come me, chiede consigli che toccano l’ambito della psicoterapia e che sicuramente ne è una fetta importante delle tue visite.
    Spero che almeno questo commento me lo pubblichi.

    Cordialmente

    • 1- Sono in vacanza
      2- rispondo a tutti… o meglio rispondo a chi ha la pazienza di aspettare 😉

      Il tuo commento è di 3 giorni fa… insomma 3 giorni potresti aspettarli no? 🙂

  • Ciao genna
    ma durante la meditazione,
    avere coscienza di un pensiero in moto retroattivo conta come consapevolezza o la meditazione “e ok” solo se si ha coscienza durante il flusso e si riesce a osservare il fenomeno “durante” l’avvenimento di esso?

    es. medito, mi faccio prendere da un pensiero, ritorno al presente, mi accorgo di essere stato trasportato ma questo accorgimento avviene quando sono gia nel presente…

    • Ciao,
      no conta solo nel momento in cui sorge il pensiero e anche quando ti accorgi, dopo molto che sei in quel pensiero ma non dopo, quando il pensiero è già andato via. Quindi se ti accorgi che da tempo ti sei distratto perché sei catturato da un pensiero, allora sei presente e stai meditando, se invece ci pensi in modo retroattivo, no stai solo ricordando.

      Ho capito bene la tua domanda?

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