Self-Empowerment: Desiderio e pensabilità, intervista a Stefano Gheno!

 

Ti piacerebbe aumentare il tuo “potere personale”? Oggi parliamo proprio di “potere” inteso come possibilità e di desiderio e lo facciamo con uno dei massimi esperti italiani, Stefano Gheno.

Ascolta tutta la puntata perché il dott. Gheno ci regala due esercizi guidati che mettono in relazione “desiderio e pensabilità”.

 

Ascolta 160- Self-empowerment… tra desiderio e pensabilità nell’intervista a Stefano Gheno” su Spreaker.

 

Per prima cosa voglio condividere con te l’onore di aver avuto Stefano Gheno come ospite, si perché nel campo della psicologia del lavoro è davvero uno dei massimi esperti.

E poi perché il libro che ho citato nel podcast (“Il gusto del potere”) mi aveva davvero tanto ringalluzzito al periodo dell’Università.

Si perché fu proprio quell’esame a farmi riappassionare alla crescita personale, ho condiviso dettagliatamente questa esperienza nel Qde (quaderno degli esercizi) se vuoi leggerla…

 

La crescita personale come auto-formazione per tutti

 

Una delle cose che più mi ha colpito della chiacchierata con Stefano è una cosa che sospettavo da tempo ma di cui non possedevo ancora delle “evidenze”:

Il fatto che la nostra cara crescita personale sia una sorta di ponte fra la “psicologia professionale e quella personale” o auto-aiuto (che dir si voglia).

Quelle abilità che un tempo venivano insegnate solo ai “top manager” di qualche azienda illuminata, oggi sono di pubblico dominio e puoi apprenderle in diverse modalità, senza dover essere necessariamente un professionista.

Ti sembrerà poco ma per me non lo è, perché è un ottimo esempio della mission di Psinel, cioè portare la conoscenza psicologica nella case “di tutti”, perché sono convinto che possa davvero fare la differenza nella nostra epoca moderna.

 

Il marketing della psicologia

 

Lo so cosa stai pensando, che in realtà la crescita personale è spopolata grazie alla rete perché si tratta di “un lavoro a buon mercato”. Si di certo ci sono tanti furbetti ma non giustificano l’esplosione di queste materie.

Credo invece che si tratti di un segno distintivo dei nostri tempi: il web apre la conoscenza a tutte le persone e fra le varie conoscenze divulgate in rete, una delle più gettonate è la crescita personale.

In questa “società liquida” le persone hanno capito di non potersi più affidare alle “grandi organizzazioni” (o allo Stato) per la propria formazione.

E la rete offre questa possibilità pazzesca di poter scegliere attivamente ed autonomamente come crescere e cosa apprendere.

 

Dalla “ricreazione” alla crescita…

 

Hai mai fatto un corso aziendale? Allora forse ti sarai accorto che spesso vengono vissuti come delle “ricreazioni”, delle piccole vacanze dal lavoro dove poter cazzeggiare allegramente.

Un tempo questa tendenza era altissima soprattutto nei riguardi delle “soft skill” ovvero quelle abilità psicologiche che rientrano nella crescita personale.

Oggi queste “abilità morbide” sono diventate “sempre più concrete”. Le chiamano soft perché sono trasversali ma come sanno gli imprenditori moderni non lo sono per nulla.

La capacità dei tuoi commerciali di comunicare non è una “soft skill” ma la loro “arma principale”…giusto per fare un esempio.

Così come per un mio collega saper entrare in relazione e saperla gestire non è un optional ma è la pietra angolare di qualsiasi forma di consulenza.

 

Solo ad alti livelli tutto ciò è evidente

 

Quando esaminiamo le prestazioni di “top performer” in qualsiasi campo notiamo che in realtà le loro preparazioni sono del tutto simili.

Non c’è grande differenza fra due sportivi professionisti per quanto concerne: tecnica, preparazione ed ore di allenamento.

La differenza che fa la differenza sono quasi sempre le soprannominate “soft skill”, dal saper gestire l’ansia da prestazione al saper entrare nel flusso della gara.

Lo so che lo sai caro psinellino, calco giusto un po’ la mano per chi atterra sul blog per caso. Chiunque si trovi ad un buon livello in qualsiasi campo sa che la differenza è psicologica.

 

Perché prima nelle aziende?

 

Una delle domande che mi sono posto per diverso tempo era perché alcune delle “formazioni più avvincenti” fossero appannaggio del mondo imprenditoriale.

La risposta è molto semplice ed è legata al fatto che “dove girano i soldi si fanno le cose importanti”. Nel senso che dove ci sono i soldi c’è anche opportunità di sperimentare.

Se quel certo corso funziona e può aumentare anche solo dello 0,5% quel dato “fattore” ecco che ne vale la pena investire sulla formazione. In realtà ne vale sempre la pena 😉

Così sono state le aziende le prime a credere nella crescita personale dei propri dipendenti, una cosa che un tempo era vista anche male, i formatori erano percepiti come “spremi uomini”.

Oggi con l’espandersi della crescita personale è sempre più evidente che si tratta davvero di una “evoluzione personale” non necessariamente spinta alla performance ma anche al benessere.

 

Fuffa chiama fuffa

 

Se vai in un’azienda seria troverai dei formatori seri, ok non è una regola assoluta ma in certi ambienti non si scherza. Ti accorgerai facilmente che lo stesso vale al contrario:

“negli ambienti fuffaroli ci sono un sacco di fuffa formatori”. Se vai un ambiente newage, zeppo di candele ed incensi, è molto probabile che tu possa incappare in qualche fuffa coach.

Così se vai in un ambiente dove per lavoro “si tirano le sole” è facile che tu possa ritrovare il formatore di turno che ti insegna “a fregare gli altri” e spesso è lui stesso una “fregatura”.

Ok, si tratta di un’analogia un po’ stiracchiata, ma questo solo per darti un’idea maggiormente chiara di che cosa sia “la crescita personale” al di fuori del web, nella vita reale!

 

Self-empowerment

 

La prima volta che ho sentito la parola “empowement” è stato in quel famoso esame che hai sentito in puntata, tenuto dal super prof. Massimo Bruscaglioni.

Ragazzi che esame pazzesco, giusto per darti alcuni elementi: era un esame piuttosto semplice dove il prof non era neanche così desideroso di avere tanti partecipanti.

Nonostante questo l’aula era sempre zeppa di persone, anche durante le lezioni al sabato, momenti che Bruscaglioni dedicava esclusivamente alle esperienze di gruppo.

Non ho mai più fatto un esame così pratico, diretto e formativo come quello di Bruscaglioni dove, per la prima volta ho incontrato “Stefano Gheno”.

 

 

In questo video vedi il mitico Luca Mazzucchelli che qualche anno fa aveva già intervistato Stefano e gli aveva chiesto di regalare, ai suoi spettatori, un esercizio.

Stefano gli ha dato la famossissima “margherita delle possibilità”, quando abbiamo discusso la nostra intervista (circa un mese fa a Roma) mi ha detto:

Genna se avrò il tempo preparerò alcune esercitazioni ad hoc per i tuoi ascoltatori” ed è stato di parola. Se per caso non sei riuscito ad ascoltare la puntata fallo il prima possibile.

I due esercizi sono: come riattivare il desiderio e come trasformarlo in pensabilità, nel Qde troverai la struttura dei due esercizi (come sempre).

 

Come allenare la flessibilità funzionale

 

Nel video qui sotto trovi ancora il nostro mitico Luca Mazzucchelli che intervista Stefano Gheno, in un video più recente (dal quale si può apprezzare l’incremento di qualità nel lavoro di Luca)

 

 

L’importanza di consapevolezza e sperimentazione

 

Un bel “gioco di parole etimologico” che si traduce in qualcosa di pratico con il termine “sperimentazione” inteso come “sperimentare in azione”.

Il lavoro che Gheno ci descrive è molto simile al nostro, parte sempre dalla auto consapevolezza, da quella che chiama in puntata “auto-osservazione”, come punto di partenza del cambiamento.

Una volta che abbiamo consapevolezza di ciò che facciamo, possiamo raccogliere le cose che funzionano (le famose risorse) e provare consapevolmente a fare quelle cose.

Se ti accorgi di essere bravo a mettere d’accordo i tuoi colleghi, la prossima volta che ti trovi in una situazione di conflitto, prova volontariamente a mettere in pratica la tua “abilità riconosciuta”.

 

Capacità tecniche senza applicazione

 

Stefano ci racconta di aver capito (dopo 30 anni di esperienza) che “lavorare sulle capacità operative
senza dare spazio alla riflessione non porta molto avanti…

Se impari una certa tecnica di comunicazione, ti alleni per padroneggiarla al meglio ma poi non la metti in pratica nella tua quotidianità, difficilmente la “assorbirai”.

Puoi imparare tutto sulle moto leggendo libri, smontando la tua moto, informandoti online, andando a farti i giri la domenica con gli amici. Ma la prima volta che vai in pista, ti accorgi subito che è tutta un’altra storia.

Quando ascolti qualche cosa che ti piace su psinel, prova a metterlo in pratica nella tua quotidianità. Fallo con l’atteggiamento di chi vuole sperimentare con curiosità ed apertura.

 

Consapevolezza e desiderio vanno d’accordo?

 

Se pratichi qualche forma di meditazione e magari ne studi le basi, forse ti chiederai se l’idea di “desiderio” possa andare d’accordo con quello di consapevolezza.

Dopo tutto desiderare può essere visto come “un attaccamento verso qualcosa” e come sappiamo, durante la meditazione cerchiamo di non attaccarci a nulla.

Ecco come stanno le cose: “durante la meditazione” devi evitare di attaccarti alle cose o meglio di desiderarle. Infatti non si tratta di un trucco in stile “legge di attrazione”.

Ma questo non significa che tu non possa “desiderare” nel senso in teso da Stefano, un desiderio che apre le porte alla pensabilità, un po’ come nella puntata sulla “progettualità”.

Prima di salutarti se sei un mio collega ti ricordo che mancano pochi giorni alle elezioni ENPAP 2017. Io mi candido con il raggruppamento NoiEnpap, Votaci… trovi tutto qui www.noienpap.it

 

Alla prossima
Genna

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