Carisma e presenza: una bizzarra ipotesi mette insieme meditazione e carisma

 

Si può davvero aumentare il carisma di una persona? Prestigio, ascendente, autorità, questi sono alcuni sinonimi dell’aggettivo carismatico ma come si fa?

Alcuni studi dimostrano che imparare a comunicare meglio può aumentare il carisma, così come migliorare la propria posizione di autorità all’interno di una gerarchia, per me c’è anche altro…

 

Ascolta 161- Carisma e presenza: una bizzarra ipotesi per aumentare “il carisma”…” su Spreaker.

Un bel delirio non è vero? Allora riprendiamo il filo dall’idea comune di diventare più carismatici. Per farlo sappiamo che esistono diverse accortezze, come ad esempio imparare a comunicare.

In alcuni studi hanno preso un certo numero di persone e gli hanno fatto preparare un discorso da fare in pubblico. Queste persone venivano attentamente valutate da un gruppo di giudici per il loro carisma.

Queste stesse persone venivano poi formate con qualche dritta di pubblic speaking e nuovamente valutate da un altro gruppo di giudici (i giudici sono persone estratte a caso ed estranee all’esperimento).

La conclusione è abbastanza banale: chi imparava a comunicare meglio veniva anche giudicato come maggiormente carismatico.

 

Il carisma come autorità

 

Un altro esempio classico di carisma è legato al ruolo che una persona ricopre. E’ provato che le persone di status superiore possono avere un naturale ascendente sui sottoposti.

Questo effetto è stato misurato anche con parametri indiretti: come ad esempio il fatto che i “sottoposti” tendessero ad uniformarsi all’eloquio del “capo” e non viceversa.

Come sappiamo dagli studi di Cialdini per ottenere questo effetto a volte, basta un semplice camice bianco o una divisa. Basta l’aspetto esteriore per instillare questo genere di effetto.

 

Chi possiede qualcosa in più…

 

Anche chi è ricco e possiede cose che tu desideri può avere un effetto carismatico nei tuoi confronti. Se parli con un esponente importante di qualcosa che tu ami tenderai a vederlo come più carismatico.

Il fatto di sapere che quel tizio è “il principe di sti cavoli” tende ad aumentarne il carisma, anche quando le persone non hanno meriti diretti.

Anche ciò che possediamo intellettualmente: sapere che un tizio conosce 40 lingue potrebbe essere un motivo di prestigio e quindi di carisma.

 

Tutte cose visibili che si possono “mettere in mostra”

 

Sicuramente il “carisma” è un concetto complesso che prende in esame tutte queste cose. Dal modo di comunicare allo status, da ciò che possiedi a come ti comporti.

Si, anche le azioni che fai determinano il tuo carisma: una persona più decisa, che prende decisioni rapidamente tende ad influenzare maggiormente le persone accanto a se.

Chi fa maggiormente proposte in un gruppo, chi si propone per primo in modo sicuro spesso viene seguito. Se c’è un’emergenza, il primo che prende decisioni chiare diventa subito il leader.

 Quindi non sono solo le cose che “possiedi” a determinare il tuo carisma, questo è maggiormente veicolato da propietà psicologiche.

Puoi essere ricco quanto vuoi ma se non sai “gestirti”…

 

Immagina un famoso uomo d’affari, uno che stimi e con cui ti capita di andare a cena. Tu vorresti seguire esattamente i suoi passi per fare ciò che fa lui.

Mentre siete a cena il cameriere sbaglia a portare le portate, allora il tuo idolo impazzisce, inizia a sbottare e a comportarsi come un bambino. Come inizieresti a vederlo?

Tutto il suo carisma svanirebbe in un attimo! Magari la tua “stima specifica” (rivolta in quello specifico campo) magari non decrescerà ma il suo ascendente su di te si.

Quindi la “gestione di se stessi” fa parte delle doti di una persona carismatica. Come vedi ci stiamo lentamente avvicinando all’ipotesi di questa puntata.

Ma “meditare” non serve solo a gestire le emozioni…

Se hai ascoltato la puntata (cosa che ti stra consiglio altrimenti da qui in poi capirai poco) conosci la mia ipotesi spinta: che la presenza possa veicolare l’attenzione altrui.

Quindi per diventare più carismatico la pratica della meditazione può essere più che utile, non solo per gestire meglio le tue reazioni emotive ed allenare la tua attenzione, ma anche per gravitarla.

Con “gravitare l’attenzione” intendo il fatto che quando qualcuno in tua presenza porta la propria attenzione verso qualcosa anche tu sei istintivamente attratto da quella stessa cosa.

Anche questo è un fenomeno semplice, tendiamo a dare attenzione alle cose a cui anche altri danno attenzione per un principio evolutivo. Se tutti guardano in un punto lo facciamo anche noi.

La meditazione come attenzione verso se stessi

 

Meditare significa portare attenzione a se stessi, questo nella mia ipotesi può diventare un modo per attrarre anche l’attenzione altrui verso te stesso.

No, non significa portare attenzione alle tue qualità personali, a ciò che stai pensando, alle tue scarpe all’ultima moda o al tuo raffinatissimo modo di comunicare.

Ma significa portare una certa qualità di attenzione a te stesso, attenzione che si può riassumere nel nostro acronimo IOS… Intenzionale, Ora nel presente e Senza giudicare.

Go first…

 

Con questa esperessione inglese Richard Bandler (il co-creatore della PNL) indica il modo migliore per modificare lo stato di coscienza delle persone che ti circondano.

Se vuoi che una persona si rilassi, cerca di rilassarti tu per primo e vedrai che tenderà a seguirti. Ecco la semplice traduzione di una delle intuizioni più interessanti di Bandler.

Così se vuoi essere più carismatico e quindi far si che la tua presenza “venga notata” tu per primo devi iniziare a notarla. Ecco l’ipotesi avventata di tutta questa puntata!

Portare attenzione a te stesso, momento per momento, con intenzione e senza giudicare è già una sorta di atto di amore verso te stesso.

 Un “centro di gravità permanente”

 

Come probabilmente sai la famosa canzone di Battiato è stata ispirata dagli insegnamenti di Gurdjieff… ora lasciamo stare tutto il misticismo che ci sta dietro ed andiamo al succo.

Questo famoso “centro di gravità” è proprio metaforicamente la nostra presenza. Se riesci ad essere presente acquisisci tutta una serie di abilità che generano carisma:

La presenza ti consente di essere “imperturbabile”, quindi di gestire al meglio emozioni e reazioni (come nel caso della rabbia), ti consente anche di “non cambiare idea sulle cose e sulla gente”.

Ok questa è da spiegare per bene… la presenza si allena attraverso l’intenzione stessa di restare nel presente. Così quando mediti sai che devi spostare intenzionalmente la tua attenzione.

Il potere dell’intenzione

 

Ed è proprio l’intenzione che sembra trasmettersi con forza alle altre persone. L’intenzione è una sorta di muscolo che rinnovi ogni giorno quando ti sforzi volontariamente di fare qualcosa.

Non sto quindi parlando delle routine o delle famose abitudini, perché queste richiedono poco sforzo ma di azioni che svolgi volontariamente e consapevolmente.

La presenza con il relativo “intento” ti rende capace di perseguire suoi tuoi obiettivi in modo risoluto e potente, così potente da guidare anche la percezione delle altre persone.

La presenza nel corpo

 

Altro aspetto fondamentale è il rapporto con il tuo corpo. La presenza è fisica e corporea perché parte dai tuoi sensi e dalla capacità di restare a contatto con essi, di percepire e non “pensare”.

Questo ha dei benefici enormi dal punto di vista del collegamento “soma-psiche”, lo dimostrano decine di ricerche ed oggi sappiamo anche che…

…chi ha un migliore rapporto e consapevolezza con il proprio corpo viene percepito anche come più carismatico, perché i suoi gesti risultano maggiormente armonici.

Si gli sportivi non piacciono solo perché sono “atletici e ricchi” ma anche perché hanno un rapporto più stretto con il proprio corpo e questo viene percepito all’esterno.

Carisma = presenza?

 

Probabilmente questa equivalenza non è corretta al 100%, ci sono tanti altri fattori che compongono il carisma, la maggior parte dei quali sono “esterni a noi”:

Status (che ruolo ricopri professionalmente), quando guadagni, bellezza esteriore, capacità di comunicare in modo efficace ecc.

Ma fra le qualità “interiori” la presenza è sicuramente il “supporto” di ogni abilità che rappresenti il carisma: dalla gestione emotiva alla comunicazione.

Una differenza già vista

 

Ormai quasi una decina di anni fa ero solito parlare di due personalità contrapposte: il famosissimo Anthony Robbins e l’altrettanto noto Milton Erickson.

E mi piaceva chiedere alle persone chi secondo loro rappresentasse maggiormente l’uomo “carismatico”. La maggior parte della gente diceva a gran voce “Robbins”.

Ma in realtà l’opinione (soprattutto durante i corsi dal vivo) si spaccava in due, perché anche Erickson era parecchio carismatico e capace di farsi ascoltare.

Questo è solo un esempio di come il carisma si possa esprimere in modalità apparentemente contrapposte, ma che forse hanno tutte sotto sotto in comune, la presenza!

Ad aprile riapriranno le porte di MMA, il percorso più completo online per aumentare la tua presenza in qualsiasi ambito della tua vita.

Se sei interessato al percorso clicca qui ed iscriviti alla pre-iscrizione (senza impegno) perché, come al solito, i posti saranno a numero chiuso!

Alla prossima
Genna

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