Mindfulness: Le 9 attitudini mentali di Jon Kabat-Zinn

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Hai mai sentito parlare di Jon Kabat Zinn? Se segui psinel sicuramente ne parliamo praticamente dagli albori di questo blog e podcast.

Oggi parliamo delle 9 “attitudini” o meglio atteggiamenti mentali della mindfulness, utili non solo per meditare ma anche nella vita di tutti i giorni.

 

Ascolta 149- Le 9 “attitudini” della mindfulness…da Jon Kabat-Zinn!” su Spreaker.

 

Lo hai ascoltato? Forse non ti avrà sorpreso il fatto di aver già sentito parlare di queste cose, anche se non pratichi una meditazione formale.

In questo podcast parliamo della differenza fra le pratiche, puoi trovarle suddivise anche nella rubrica dedicata alla meditazione che trovi qui.

Insomma devi sapere che per me iniziare a praticare questa cosa è stato davvero difficile, non perché fossi scettico o spaventato ma perché ero convinto di sapere.

Ero convinto di aver capito tantissimo sulla coscienza e sull’incoscienza

Attraverso la mia prima specializzazione in ipnosi pensavo di aver compreso molto, oltre ad utilizzarla con clienti, pazienti e su me stesso ero convinto che non ci fosse nient’altro.

Ero certo che si dovesse esplorare l’inconsapevolezza, l’incoscienza appunto l’inconscio come molti miei famosi predecessori. Ma quando ho iniziato a praticare la mindfulness tutto è cambiato.

Lo so che lo sai, non voglio annoiarti ancora con la storia del caschetto, ho iniziato a praticare per te 😉 Volevo scrivere un intero reportage sulle onde cerebrali e la meditazione.

Non ci sono riuscito, poco male, mi è rimasta una pratica che fa l’opposto di quanto avevo fatto fino ad allora, esplora la consapevolezza… e non solo esplora conscio ed inconscio insieme.

Fai come ho fatto io… fallo come esperimento!

Inizia a fare quotidianamente una pratica di consapevolezza. Se vuoi puoi cercare i corsi MBSR più vicini a casa tua e frequentarli dal vivo, o trovare un bravo maestro di vipassana.

Oppure puoi provare da solo, scaricando gratuitamente il report sulla meditazione moderna che vedi qui in alto a sinistra. Leggilo attentamente prima di iniziare e segui le sue istruzioni.

Tutto questo ha avuto inizio con un uomo ed il suo sforzo davvero eccezionale di divulgazione… signori e signori Jon Kabat-Zinn.

I 9 atteggiamenti mentali per la pratica formale ed informale della mindfulness

Il maestro inizia la sua serie di “attitudini” o “atteggiamenti mentali” con una predisposizione speciale a lasciar andare ogni ambizione o tensione verso qualsiasi obiettivo.

Perché questa tensione deriva dai nostri “pronomi personali” (Io, me e mio) che indicano il nostro attaccamento ad aspettative sulla pratica stessa.

Bisogna iniziare evitando qualsiasi aspettativa con il nostro caro IOS…eccolo dalle parole di Kabat-Zinn


La seconda attitudine… il non giudizio!

Se segui psinel sai che ho preso la sigla IOS proprio dal lavoro di quest’uomo, ed indica proprio la sua descrizione di pratica: Intenzionale, momento per momento (Ora) e senza giudicare.

Mentre per le prime due lettere basta un pizzico di volontà e di applicazione, cosa che puoi sperimentare anche adesso, per la S le cose si complicano.

Infatti non si tratta di “non avere giudizi” ma di renderci conto che siamo continuamente giudicanti… scoprirlo può aiutarci nella vita quotidiana:


La terza attitudine: la pazienza

 Se hai mai provato a meditare sai che serve molta pazienza e, se ci hai provato con un certo impegno, sai anche che è una sfida molto importante.

Mentre siamo li, seduti con noi stessi, può sembrarci che il tempo rallenti (ed in effetti succede), che quel frangente duri più del dovuto, vorremmo che accadesse qualcosa ecc.

Coltivare la pazienza è un’abilità che emerge durante la pratica formale della meditazione, inizia a portarla anche nella quotidianità, coltiva la tua pazienza, ne abbiamo tanto bisogno oggi:


La quarta attitudine: la mente del principiante

Ne abbiamo parlato di recente in questa puntata. Avere la mente dell’principiante non è solo una sorta di raccomandazione generica ma è un vero e proprio stile percettivo.

E’ quella sorta di capacità di vedere le cose “senza filtri e giudizi”, come se fosse la prima volta. E’ quella sorta di conoscenza “non concettuale” da continuare a tenere presente.

Riuscire a coltivare questa abilità anche nella vita di tutti i giorni è un grande dono, provaci adesso, guarda fuori dalla tua finestra come se fosse la prima volta 😉


La quinta attitudine è la “fiducia”

Non cieca fiducia o fede in una qualche divinità, meditando non ti stai avvicinando a nessun stato mistico, ma ti avvicini alla saggezza che ogni essere umano porta con se.

Una saggezza che si esprime attraverso il tuo corpo, attraverso i tuoi organi interni che funzionano perfettamente e spontaneamente, attraverso il tuo respiro “che si prende cura di se stesso”.

Un concetto identico a quella “fiducia nell’inconscio di Milton Erickson”, fidarti di avere tutte le risorse necessarie per fare ciò che devi fare.


La sesta attitudine è il non tendere il non forzare

Questa è molto simile alla prima indicazione, dobbiamo evitare di tendere verso una certa direzione, meditare non è tendere ma è attendere che emergano le cose.

E’ un concetto a cui non siamo abituati perché la nostra mente è sempre regolata sul registro del “fare” piuttosto che su quello dell’essere.

Ci abbiamo dedicato una puntata intera, la trovi qui… ora lasciamo la parola alla descrizione di Kabat-Zinn sul “non forzare”:


Settima attitudine: lasciar andare!

Mentre mediti succede spesso una cosa, arriva un certo pensiero/emozione che ti cattura come se richiedesse la tua attenzione immediata e solo dopo un po’ ti accorgi di averlo “afferrato”.

Queste “prese del pensiero” (o identificazioni) ci accadono quotidianamente proprio quando ce la “prendiamo” con qualcuno o con qualcosa.

Durante la pratica bisogna allenarsi a lasciar andare ciò che ci attanaglia uscendo dal pericoloso “gioco delle sensazioni”.


Ottava e nona attitudine: gratitudine e generosità

Quando Kabat-Zinn ha elaborato i primi 7 punti si era dimenticato di questi due e ce ne sarebbero anche altri che ha citato nel primo video come la compassione e l’accettazione.

In particolare ha scelto due stati d’animo molto vicini tra loro, la gratitudine, della quale conosciamo le portentose qualità e la generosità.

Per essere generosi dobbiamo anche essere grati di ciò che abbiamo, se stai leggendo questo post nella sua data di pubblicazione, sicuramente stai per fare qualche regalo natalizio.

Prima di guardare l’ultimo video tieni a mente che è scientifico: donare rende molto più felici che ricevere! Questo se il dono è fatto con intenzione e vera generosità, non conta quanto spendi 😉

Allora sei riuscito a vedere tutti i video? Non è usuale avere “come ospite virtuale” il grande Jon Kabat-zinn soprattutto in una veste grafica così avvincente.

Si, sono tutte cose che ci siamo già detti in passato, ma ricorda uno degli atteggiamenti fondamentali di queste pratiche “la mente del principiante”. Non si tratta solo di osservare il video come nuovo…

…ma anche di comprendere che questa persona ha insegnato per oltre 20 anni queste discipline (oltre ad esserne lo scopritore o riscopritore ufficiale) e ciò che hai appena visto è la summa della sua conoscenza.

Ogni apprendimento richiede queste attitudini

Come dicevamo gli atteggiamenti mentali descritti non valgono solo per chi si accinge ad iniziare una pratica di consapevolezza, ma valgono per tutti ed in qualsiasi campo, anche nell’apprendimento.

Avere la mente del principiante, coltivare la pazienza, il non giudizio, il non tendere a, la fiducia ecc. sono tutte qualità di chi si apre a nuovi apprendimenti e nuove esperienze.

Ascoltare e riascoltare questi concetti è come riascoltare un buon brano musicale, ci vuole tempo per apprezzarlo e puoi continuare a rivalutarlo per tutta la vita.

Meditare è un atto d’amore verso se stessi e verso la vita

Come dice Massimo Recalcati citando il suo amato Lacan, la parola che rappresenta l’amore è “ancora” mentre oggi siamo pronti a cambiare partner non appena c’è un piccolo problema.

L’amore si alimenta di questo, della disposizione a rivedere ogni giorno la stessa persona con occhi nuovi! Qualcosa che richiede impegno e dedizione, come la manutenzione di una macchina d’epoca.

Cercare il “nuovo modello di auto” che ci faccia battere il cuore è la tendenza del tempo moderno che non si sente mai soddisfatto di nulla. E più cerchiamo “il nuovo” e meno siamo soddisfatti.

Adattamento edonistico o edonico

E’ descritto da alcuni come il livello di base di “felicità o soddisfazione personale” che ognuno possiede geneticamente. Per noi invece è una specie di trappola della felicità:

Più cerchi di appagare una sorta di felicità attraverso oggetti esteriori, come denaro e potere e più questa fame diverrà insaziabile, perché tendiamo ad adattarci… non ci basta mai, è la volontà di potenza.

Questo significa che non devi essere ambizioso nel tuo lavoro e nella vita?

No, ma comprendere allo stesso tempo che la tua felicità e la tua soddisfazione non li raggiungi comprando più cose o guadagnando di più.

Come sappiamo scientificamente sono poche le cose che rendono davvero felici, e queste sono: avere buone relazioni con le persone care, cercare di essere coinvolti in ciò che facciamo e perseguire i propri valori.

Tutte cose per cui serve una valanga di presenza, sia per le relazioni, sia per il lavoro e sia per perseguire i nostri valori. Insomma la mindfulness può davvero rendere la nostra una vita che vale la pena di essere vissuta.

Kabat-Zinn  risponde a questo dubbio dicendo che se riuscirai a farti “sospingere dal vento dell’essere” anche tutte le tue azioni sul fare diverranno più sagge ed efficaci.

Tutte queste attitudini si compenetrano l’un l’altra!

Il maestro ci dice che queste attitudini sono “Porte” che ci fanno accedere alle altre, sono attitudini concatenate l’un l’altra. La gratitudine porta alla accettazione, la non lotta porta alla pazienza e viceversa.

Vederle così è davvero tanto interessante, infatti ci consiglia di non cercare di ricordarle tutte perché tanto nel momento in cui le metti in pratica ti danno accesso spontaneo a tutte le altre.

Questo è un dato molto interessante sia per chi come me pratica la meditazione e sia magari per chi non la ha mai praticata.

Sul Qde troverai la traduzione completa di ogni video… mi sono impegnato molto 😉

Ok, la smetto di tessere le lodi alla pratica, provaci tu stesso… scarica il mio manuale gratuito ed inizia il tuo viaggio personale. Al ritorno, passa di qua e vieni a raccontarci cosa hai scoperto!

Alla prossima
Genna

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8 Commenti
  • sono davvero entusiasta della qualità dei tuoi podcast. Sei estremamente sintetico ed al contempo chiarissimo,preciso,rigoroso.Grazie mille di esistere

  • Ciao Genna.. caspita, questo post è uno spettacolo!
    Ti seguo quasi dai tuoi primi post ma penso di aver commentato davvero pochissime volte 😄 In ogni caso, seguendoti, non sono proprio un principiante in materia di mindfulness, ma vorrei approfondire tramite un buon libro. Cosa mi consigli? Forse qualcosa di Kabat-Zin o anche di qualche altro autore?
    Un caro saluto
    P.s sappi che tutte le persone che mi conoscono, conoscono il tuo nome; ti cito spesso! 😉

    • Grazie mille Alex 🙂
      personalmente il libro che mi ha convinto a praticare è stato “Mindfulness al di la del pensiero attraverso il pensiero”, di un sacco di studiosi ed in mezzo c’è anche Kabat-Zinn. Due libri meno tecnici ma molto carini sono “il dono del silenzio” di Tich nat han, al quale abbiamo dedicato una puntata qualche tempo fa e “Guarisci te stesso” di Saki Santorelli.

  • Grazie mille Genna! Ottimo articolo!
    Io medito oramai da 9 mesi 15-20 minuti al giorno. Volevo chiederti un paio di consigli pratici.
    In questi giorni ho la tosse e il raffreddore. Mentre medito mi scappano degli attacchi di tosse che mi “scombussolano” la pratica…
    Inoltre quando ho il naso otturato come fare? Respirare con la bocca?
    Grazie ancora e buon lavoro.

    Tony da Roma

    • Grazie Tony,
      tratta ogni distrazione, anche la tosse, come una distrazione che noti per tornare gentilmente a ciò che stavi facendo. Se non riesci a respirare con la bocca chiusa fa lo stesso, porta attenzione al tuo corpo, fai il bodyscan. Ricorda, non c’è un modo giusto per respirare, anche se respiri solo da una narice, fa lo stesso, tu osservi e basta 😉

  • Grazie per il tuo impegno e per questo interessantissimo post.

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