4 Modi per coltivare la presenza senza meditare

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Prima di iniziare dai un’occhiata ad MMA

Coltivare la nostra presenza non è una passeggiata, lo sanno tutte le persone che ci hanno provato. Da secoli il genere umano cerca di tramandare questo potente strumento psicologico.

Essere nel presente non passa solo dalla mente e quindi dalla psicologia ma è attraverso di essa che possiamo svilupparla. Non è necessario avere una pratica di meditazione per farlo:

 

Ascolta 143- Come diventare “presente” senza meditare…” su Spreaker.

L’hai ascoltato? Più che 4 modalità per coltivare la presenza potremmo dire che si tratta di 4 ambiti che facilitano o ti costringono a diventare più presente.

Se ti stai chiedendo a cosa può servirti diventare più presente, forse è la prima volta che atterri su questo blog o forse sei qui da poco tempo.

Lo stato di presenza che si manifesta operativamente attraverso la meditazione è stato dimostrato essere uno degli stati mentali più salutari in assoluto, per questo lo facciamo da millenni.

Non siamo di certo i primi a parlare di presenza

Di presenza ne parlavano già i Greci forse ancora prima del Buddha. Ma non voglio annoiarti con la storia, ti basta sapere che da un sacco di tempo cerchiamo di ottenere stati di presenza.

Mi piacerebbe chiamarla solo “presenza mentale” come sento spesso dire in giro per il web, ma non è solo “mentale”, anche se si capisce perché parte dall’esercitare la mente.

Questo è il cammino e la pratica della meditazione che ovviamente ti invito a coltivare, a farlo seriamente come impegno, puoi farlo gratuitamente seguendo i mie consigli (il report qui in alto).

Se sei un veterano della crescita personale sei nel posto giusto!

Se come me sei un “veterano” del self-help, se da anni frequenti corsi e leggi libri per migliorarti e non hai mai provato a meditare, accetta la mia scommessa:

Dedica almeno 3 mesi ad una pratica quotidiana di meditazione, non hai bisogno di partecipare ad MMA, provane una e poi torna a dirmi come è andata.

Ovviamente su psinel trovi anche il perché ti sto dicendo questa cosa, perché ritengo che coltivare la presenza sia la quinta essenza di tutta la crescita personale, un’essenza spesso taciuta.

“Genna ci avevi detto niente meditazione”

Si lo so, hai ragione, però come ti dicevo nel podcast non posso fare a meno di esaltarne i benefici avendole sotto agli occhi tutti i giorni, su di me e sui miei clienti.

Lo stato di presenza non è la tecnica della meditazione, qui si fa lo stesso errore che i veterani di psinel ricorderanno si fa anche con l’ipnosi, si scambia la tecnica per il risultato.

Nell’ipnosi si dice “ti mando in ipnosi”, in realtà l’ipnosi è la tecnica, la metodologia per raggiungere uno stato chiamato “trance”. Questo stato poi si sviluppa in modo naturale.

Ipnosi e meditazione quindi sono due mezzi per raggiungere due “stati naturali” (molto simili). Quindi puoi coltivare la presenza anche senza fare 1 solo minuto di meditazione.

Probabilmente lo hai sempre fatto senza saperlo 

Se ti piace fare qualcosa, qualsiasi cosa e la fai con il cuore conosci lo stato di presenza. Una partita di calcio con gli amici, quattro chiacchiere su un tema che ti stava a cuore, eri presente.

Presente a ciò che stava accadendo nel qui ed ora. Sembra semplice ma non è così semplice da intuire, ti faccio un esempio che di certo è capitato anche a te.

Stai guardando un film e ad un certo punto ti perdi nei tuoi pensieri. In base a quanto tempo perdi potresti addirittura iniziare ad avere difficoltà nella comprensione del film.

Allora inizi ad aumentare la tua presenza, ad ascoltare con maggiore attenzione, ad aprirti alle informazioni che stai ricevendo, diventi più abile nel ricostruire la trama.

La presenza è legata alla tua attenzione, al suo grado di apertura!

Banale vero? La presenza è legata alla qualità della tua attenzione, è dare davvero attenzione a ciò che stai facendo. Come se non ci fosse cosa più importante al mondo.

L’abbiamo visto molte volte (impegno) anche in questo momento. Dare attenzione a ciò che leggi di consente di capire meglio, ti consente di entrare in dialogo con me, anche se siamo distanti.

Se invece leggi distrattamente, magari alla ricerca della “tecnica segreta” ecco che in realtà te vai a mani vuote. La qualità della tua attenzione però da ancora l’idea di fatica.

Puoi essere presente anche senza fatica!

Anche se le pratiche di presenza necessitano di molto impegno, questo non significa necessariamente che siano “faticose”. Si all’inizio possono sembrare faticose, ma poi si scopre che non è così.

La presenza non richiede necessariamente fatica, e tutti gli esempi che hai ascoltato nel podcast lo dimostrano. Si puoi comunque tu volontariamente provocare a te stesso quelle esperienze.

Ma nel momento in cui provi fatica, probabilmente non sei più davvero così presente. Ed è anche per questo che ho deciso di fare questo podcast.

Per mostrarti che puoi coltivare la presenza senza una pratica formale … è un po’ quella che chiameremmo pratica di meditazione informale.

Puoi sperimentare la presenza senza una pratica formale

Questo è un po’ anche lo sforzo che abbiamo fatto nella costruzione di MMA, quello di non affidarci solo alle pratiche formali, come la meditazione seduta, il bodyscan, il respiro ecc.

Ma di dare molta attenzione anche al lato quotidiano e naturale della pratica. I 4 ambienti di cui abbiamo parlato in questo podcast sono un ottimo spunto per farlo nella tua vita.

Per iniziare a coltivare con maggiore consapevolezza la tua presenza, sapendo intenzionalmente che quella situazione aumentare questa tua stupefacente abilità innata.

Ora che sai di cosa si tratta, riempi la tua vita di presenza!

Ora che sai che “presenza fa rima con crescita personale” e che può darti benefici simili a lunghe sessioni di meditazione non devi fare altro che riempire la tua vita di queste cose.

Se nella tua vita mancano esperienze estetiche, esperienze nuove ed estreme, esperienze di flusso ed in modo particolare l’amore… ecco direi che non stai vivendo davvero!

Se la tua vita non ha questi 4 elementi evita di preoccuparti, puoi aggiungerli a qualsiasi età. In qualsiasi momento della tua vita puoi decidere di ascoltare musica e frequentare musei.

In qualsiasi momento puoi decidere di imparare a suonare uno strumento, per il solo gusto di farlo! In qualsiasi momento puoi aprire il tuo cuore all’amore incondizionato che ti circonda.

No, non ti sto descrivendo “il paese dei balocchi”!

Vuoi sapere se praticando la presenza con o senza meditazione vivrai una vita felice e senza intoppi? No, quella si chiama “magia e divinazione del futuro”, qui stiamo parlando di altro.

Non esiste nessuna metodologia psicologica che ti garantisca la “felicità assoluta” e se per caso qualcuno te la sta promettendo “scappa”, quello è Mangiafuoco.

Per tutti i giovincelli, il Paese dei Balocchi è il luogo dove va Pinocchio e Mangiafuoco è il cattivone che tiene prigionieri i bambini attirandoli con l’idea di un luogo dove si gioca e basta, un luogo senza impegni!

Anche leggere è un’esperienza estetica

Anche leggere un romanzo come Pinocchio è un’esperienza estetica, oltre ad essere una super metafora del famoso “viaggio dell’eroe”.

Ecco perché è così importante leggere, non solo per apprendere meglio le regole della scrittura ma soprattutto per i potenti messaggi che i libri sanno veicolare.

Non solo, per leggere devi essere presente a ciò che stai facendo, e quando quelle parole ti catturano allora stai vivendo un’esperienza estetica che aumenta la tua capacità di spostare l’attenzione.

E quando hai una base di meditazione… tutto è presenza!

Quando inizi a praticare con costanza scoprendo via via sempre più te stesso, ti accorgi che la presenza non è legata a qualcosa, come un oggetto che catturi la tua attenzione.

Ma è la tua attenzione stessa che può decidere se essere presente o meno. Di certo esistono esperienze, come quelle descritte, che ti portano più facilmente alla presenza.

Tutto può essere osservato attraverso la presenza, anche i pensieri più disturbanti e le emozioni più intense possono essere osservati in modo presente ed intenzionale.

Ecco perché, una volta che hai esplorato la presenza in questi 4 ambiti, se la cosa ti piace continua coltivare la presenza in modo maggiormente strutturato, con la meditazione!

Ci sono ricaduto, ti sto parlando di meditazione!

Non ci posso fare niente se questa è in assoluto la pratica più importante per imparare a restare nel presente a costruire quell’ancora al presente che ti consenta di “osservarti”.

A furia di concentrarti sul corpo o sul respiro questa azione diventa “un’ancora al presente” che ti consente di esplorare qualsiasi cosa emerga da dentro te stesso.

Anche se emergessero cose spiacevoli sapresti riconoscerle e tornare al tuo punto di ancoraggio nel presente. Il respiro ed il tuo corpo si trasformano in “casa tua” nel tuo “luogo sacro”.

E’ ancora il metodo migliore…

Insomma il modo migliore per riscoprire il tuo stato di presenza rimane la meditazione, di certo puoi aumentarlo attraverso queste esperienze, ma l’esercizio principe rimane la meditazione.

I 4 luoghi dove puoi sperimentare la presenza sono paragonabili ad una partita saltuaria di calcetto con gli amici. Di certo giocare e divertirci può farci solo che bene.

Ma se vogliamo allenarci per stare davvero bene dovremmo programmare una serie di partite molto più frequenti. E se vogliamo davvero essere in forma, dobbiamo allenarci con costanza.

Lo stesso vale per la presenza, i 4 ambiti ci fanno bene e ci rinfrescano la memoria di un tempo… la pratica della meditazione invece ci allena davvero.

Alla prossima
Genna

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2 Commenti
  • Ciao,
    sei sicuro che fare qualcosa che ti piace, quattro chiacchiere con gli amici sia presenza? È un dubbio di chi sta cercando d capire. Ciao grazie

    • Ciao Ele,
      si se lo fai come descritto nel podcast, se invece lo fai solo per piacere o per fare 4 chicchiere no.

      Le 4 esperienze che indico si possono fare sia in modo assente che presente, questo non è molto chiaro nel podcast 😉

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