10 modi per migliorare le tue conversazioni

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Dopo tanti anni passati a parlarti di “comunicazione efficace” ecco 10 regole davvero interessanti per affrontare una buona conversazione…che possiamo riassumere in:

“Una buona conversazione è come una minigonna, abbastanza corta da attirare l’attenzione ma non così tanto da mostrare le parti intime” (cit. vedi sotto)

 

 

La citazione è la parte finale del bell’ intervento di Celeste Headlee da cui ho tratto la puntata di oggi. Ero li sonnacchioso e mi ritrovo questo video, all’inizio ho pensato “le solite 4 cavolate” ed invece ho trovato molte cose interessanti.

La prima cosa interessante è il che si tratti di regola per “conversare con le persone”, e non tecniche segrete di persuasione inconscia quantica 😉 Ti sembrerà strano, ma non sai quanta gente mi chiede aiuto per il semplice rapportarsi e chiacchierare con gli altri.

E’ la vertià, in un mondo sempre più connesso tendiamo a perdere abilità preziose che invece, vanno preservate!

L’intervento di Celeste ci aiuta a preservare un pizzico di queste buone abitudini, che guarda caso si sposano con il pensiero di psinel. Perché tutti i consigli possono realmente essere riassunti in “resta presente”.

Ti ricordi il podcast su “chi meno sa meglio sta”? Ti parlavo di come le influenze del sistema top down possano celare la realtà dietro una coltre di “idee, credenze, giudizi, ecc.”. Lo stesso vale per le nostre conversazioni.

Siamo troppo occupati a pensare a noi stessi, a come appariamo, a quanto intelligenti appariamo alla gente. Per questo il talk di Celeste mi ha colpito molto ed ho deciso di condividerlo con te:

 

 

Forte vero? Si vede che è una donna di spettacolo nata fra uomini di cultura e spettacolo. Celeste è una giornalista americana che ha fatto migliaia di interviste con lo scopo di intrattenere il pubblico ed i suoi ospiti.

Ora è chiaro che i suoi non sono i classici “consigli di psilnel”, cioè basati sulla ricerca sperimentale in psicologia ma è innegabile che abbia fatto un ottimo riassunto di come “conversare meglio con le persone”.

Sono tutte regole di “buon senso”, cose molto semplici ma come sempre “difficili da applicare”. Tutti sapremmo come comunicare meglio, come motivarci, come superare piccoli e grandi limiti affidandoci al nostro buon senso.

A volte il “buon senso non basta”, ma molto spesso la pura verità è che è difficile mettere in pratica “il buon senso”.

Tutti sappiamo che dovremmo ascoltare con attenzione, non giudicare ed evitare di pontificare con le nostre idee…ma quanti lo fanno? Quanti fanno questo percorso? Pochissimi!

La prima fare è sempre la più difficile, la classica presa di coscienza. Mi accorgo di essere troppo prolisso, mi accorgo di anteporre le mie idee a quelle degli altri e mi accorgo di dare troppa importanza a come l’altro mi vede.

A questo punto, dovresti fare un passetto in avanti e dire: “ok da oggi proverò a migliorare questi aspetti, ascoltando di più, cercando di mettere da parte me stesso e lasciando andare le seghe mentali su come gli altri mi vedono”.

Ed infine, la parte più difficile in assoluto… INSISTERE! Si perché il semplice “saperlo non significa saperlo mettere in pratica”!

Nessuno si sognerebbe di prendere in mano uno strumento ed imparare a suonare in 2 giorni. Eppure quando si parla di psicologia molti credono sia possibile. Credono si possa, attraverso la sola conoscenza teorica fare dei miglioramenti.

In una piccola percentuale può essere vero, studiare ti apre la mente e ti consente di accettare maggiormente come sei fatto. Però, se non metti in pratica quello che hai appreso teoricamente difficilmente avrai dei miglioramenti.

E, cosa ancora più difficile, non si tratta di farlo una o due volte, ma si tratta di farlo con costanza. Essendo pronto a modificare il tuo comportamento se non ti sembra adeguato. Essendo pronto ad accettare i primi fallimenti.

Hai mai provato a suonare uno strumento? Allora sai bene che all’inizio sono più “fallimenti che soddisfazioni”. Questo vale per ogni disciplina complessa, anche se sei molto molto portato difficilmente farai passi avanti senza accettare l’errore!

“Ma Genna ancora con sta storia dell’errore?”

Assolutamente si! Non è solo il buon senso a dimostrare che chi “non erra non erra”, nel senso che non si muove e chi non si muove non fa errori. Ma è anche la ricerca a dimostrare l’importanza della vulnerabilità.

Cioè il mettere sul piatto i nostri difetti, perché il contario, cioè nasconderli crea una valanga di problemi. Ti basta fare due minuti di “mente locale” per comprendere quanto è vera questa affermazione!

(2 minuti…passati? ;))

A parte gli scherzi, spero sia chiaro tutto questo. Stiamo passando da una crescita personale fatta per “soli uomini che non devono chiedere mai” ad una crescita personale realmente umanistica… a misura d’uomo!

Dove ciò che conta non è semplicemente “produrre dei risultati a caso”…ma è cercare di vivere meglio in un mondo che cambia.

Eh sembra la frase di una pubblicità, ma è così che stanno le cose. Tutte le malattie psicologiche che vedo nel mio studio sono causate (troppo spesso) da questo mondo che ci circonda, e dalle idee che lo dominano.

Comunicare in modo efficace non significa solo “saper persuadere le persone”. Hai mai visto la serie tv Jessica Johns? Il cattivone di turno ha il potere di far fare alle persone quello che vuole semplicemente chiedendoglielo.

Ora immagina di avere questo potere, le persone fanno tutto quello che gli dici…sarebbe fantastico vero? NO! Sarebbe un vero incubo… non sapresti più se le persone stanno attorno a te perché hanno paura del tuo potere o perché lo desiderano.

Questa, che sembra ancora la trama di un film, è ciò che realmente accadrebbe. E ne abbiamo esperienza con il “potere”, le persone di potere soffrono per questo motivo… perché, guarda caso, il pre requisito per una vita felice sono relazioni felici!

E per avere relazioni felici è necessario avere persone vere accanto e non fantocci che ci leccano il culo.

Prova a chiederlo a qualsiasi star del cinema o della musica, questi non vedono l’ora di incontrare i vecchi amici con i quali “sono ancora se stessi”. Hanno sete di relazioni vere e non mediate dalla loro fama.

Questo non significa che studiare la persuasione o gli aspetti della manipolazione sia sbagliato. E neanche acquisire potere se lo facciamo con intenzioni giuste. Se lo fai per te e per gli altri di solito non è mai sbagliato.

Il problema arriva quando cerchi di studiare queste cose per sembrare “più furbo degli altri”!

Ed infatti come noti non c’è questo consiglio fra i 10… “devi dimostrarti più furbo degli altri”, anzi c’è un richiamo all’umiltà e dire “guarda io questa cosa non la so”. Ed invece in un mondo dove tutto sembra un “dibattito televisivo” serve il vincitore ed il perdente.

Se quando comunichi ti apri all’idea di apprendere qualcosa, non esiste vincitore ne perdente. Se ti apri all’esperienza presente ed ascolti con attenzione il tuo interlocutore può usare tutte le tecniche del mondo.

Possono cercare di farti tutti gli “sgambetti linguistici” possibili, ma se sei presente e stai ascoltando, nessuno può farti davvero cadere.

Se in questi anni la crescita personale con le sue tecniche di comunicazione ti ha inquinato il cervello, stai tranquillo puoi sempre recuperare. Inizia ad ascoltare davvero le persone, non per ricalcarle o per trovare chissa che cosa ma…

…semplicemente per il gusto di farti una bella chiacchierata con qualcuno, meglio se è uno sconosciuto (basta non accettare le caramelle;))

Alla prossima
Genna

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5 Commenti
  • Alex - Alias Alive
    Rispondi

    Ciao Genna, ti ho conosciuto tramite Marco – Alias Reborn di SeduzioneAttrazione.
    Per quanto possa essere utile e bello questo podcast non sono assolutamente daccordo con il punto 8.
    L’arrivare subito al nocciolo del discorso è un metodo di conversazione maschile, mentre parlare mostrando i dettagli, colori e sensazioni, ingigantendo ogni singolo argomento è un metodo conversazionale femminile.
    Se si dovesse andare ogni volta al nocciolo della questione si ridurrebbe drasticamente la durata di una conversazione magari piacevole rovinando quella connessione con l’altra persona che si stava creando.
    Sinceramente si sentono troppo spesso donne dire “gli uomini sono tutti uguali”, lamentandosi degli uomini che non sanno ne ascoltare ne parlare perchè ogni singolo discorso termina con una risposta chiusa, secca e priva di emozioni. Dove sono le emozioni in tutto questo? come fai a trasmettere una minima emozione all’altra persona se blocchi il flusso conversazionale di ogni argomento con una risposta secca?
    Personalmente non punto a diventare lo psicologo del mio vicino di casa. Te Genna che visione hai sull’argomento? Ciao 😉

    • Ciao Alex,
      Dipende… dipende da come è cresciuta la persona che hai di fronte. Ci sono uomini con cervelli femminili e donne con cervelli maschili 😉

  • Ciao Genna! Bellissimo podcast come sempre ottimi spunti di riflessione 🙂 ti consiglio di guardare il film “Waking life” se non lo hai fatto, è un film un po’ delirante suddiviso in tante conversazioni che mi è venuto in mente ascoltanto questo podcast 🙂 spero che tu possa trovare interessante questo riferimento, un saluto continua così 😉

  • giorgia_chi semina bellezza, la raccoglie
    Rispondi

    ciao Genna,
    che interessante spunto, sopratutto quello di lasciare all’altro la sua esperienza senza voler riportare ciò che abbiamo vissuto noi…. a volte mi rendo conto di farlo ma vorrei impegnarmi per ridurlo, anche se pensandoci un po’ vedo che il mio scopo è di mostrare comprensione, vicinanza … negli eventi spiacevoli sapere di non essere gli unici, (magari condannandosi come “non normali”) può rincuorare perchè ci si sente meno sbagliati. So che ogni esperienza è a sè ma a volte magari sapere che qualcun’altro ce l’ha fatta magari può essere di aiuto per affrontarla con maggior tenacia e fiducia. Non potrei mai dare la soluzione all’altro però accogliere Il suo disagio o problema con occhi in grado di capire forse ci rende più vicini… URKKA mi sto incastrando …
    riguardo invece “il dono della sintesi” credo che tu possa sentirti esonerato da questo consiglio, in riferimento al tuo ruolo e scopo con cui fai questi podcast. Non stai semplicemente facendo del chiacchiericcio, ma la tua si può chiamare REALE FORMAZIONE e non c’è meglio che dire qualcosa in più, ma assicurarsi che lo “studente” capisca piuttosto che rischiare di mandare messaggi poco chiari. Inoltre sono argomenti volti al miglioramento e quindi credo che sentirseli dire più volte potrebbero entrarci meglio NELLA CAPOCCIA !?!? 😉
    grazie di aver condiviso questo articolo, quando riesco a schematizzare I concetti, suddividendoli in punti mi risultano piu facili da applicare… quindi grazie

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