L’era dei “fuffa coach”

fuffa-coach

Sai cosa sono i “fuffa coach”? E’ un nomignolo divertente che da qualche tempo circola sul web per indicare tutte quelle persone che vedono nel “coaching” una opportunità per fare “soldi facili”…gente che “una mattina si sveglia e decide di voler lavorare con la mente delle persone”.

Se senti un audio strano… forse è partito in automatico un divertente video qui sotto. Scrolla in giù e fermalo prima di ascoltare il podcast.

Bene, ti sei arrabbiato? Pensi che non sia giusto parlare così di chi si occupa di coaching in Italia? Allora molto probabilmente anche tu sei un “fuffa coach”. Forse vorresti sapere chi NON è considerato un fuffa coach?

Ecco la mia personale risposta: Non sono “fuffa coach” tutti quei professionisti che vogliono aiutare il prossimo partendo da una reale esperienza consolidata nel loro campo, e partendo dal “loro campo”, desiderano “aiutare, sostenere e formare” gli altri.

In mezzo a questi possiamo metterci quella piccola percentuale della popolazione “naturalmente dotata” nel sostegno delle altre persone. Non sto parlando di persone “con un titolo di studio” ma persone che per loro indole sono “dei coach” …dei “netural coach”! Come ti raccontavo nel podcast, stimo che siano meno del 10% dei coach italiani. Ma si tratta di una percentuale del tutto inventata, che potrebbe andare bene in qualsiasi altro campo. Ad esempio:

“Quanti possono essere i medici davvero bravi in Italia? …e quanti i pasticceri? e quanti meccanici d’auto?”

Lo so sono categorie estremamente distanti, ma alla fine quelli “bravi e portati” restano sempre una piccola percentuale. Ed è anche per questo che sono nati i percorsi (per così dire) standardizzati!

La “standardizzazione” da un lato uccide la creatività, ma dall’altro permette anche ai “meno dotati” di poter diventare dei medici preparati ed efficienti, magari non dei geni… ma efficienti!

Come? Mi stai dicendo che chi non è proprio portato non dovrebbe fare il suo mestiere? Beh, si la penso un po’ anche io così, ma se ci pensi bene non è proprio possibile… se non in un mondo perfetto!

Lo stesso “controllo qualità” avviene anche nel campo del coaching, ci sono un sacco di società che cercando di mantenere alti gli standard e (a quanto scrivono sui loro statuti) cercando di differenziarsi dalle altre “professioni d’aiuto”.

Si, perché sempre di “un aiuto” si tratta… a me piace chiamarle in questo modo, piuttosto che dargli un’indicazione fissa, tipo: professioni sanitarie, di salute mentale, psicologiche ecc. Perché? Perché il campo della psicologia non riguarda solo l’aspetto “clinico e psicoterapico”, ma da secoli riguarda i gruppi, il lavoro, il benessere nella società in senso allargato.

A questo punto, prima di continuare a leggere devo farti una domanda: hai ascoltato il podcast? Perché se non lo hai fatto potresti iniziare a pensare che, con un sito come psinel, “io stia spuntando nel piatto dove mangio”, ma in realtà le cose sono proprio opposte… sono i fuffa coach a sputare nel “nostro” piatto.

E per nostro, intendo dei ricercatori nel campo della psicologia, delle neuroscienze della filosofia della mente (ecc.). I coach veri, quelli che si sono davvero fatti il mazzo sono praticamente più preparati dei miei colleghi 🙂 Si si, ci sono persone che si sono formate in giro per il mondo, hanno letto e studiato molte cose… insomma non sono tutti “fuffosi”.

In praticolare i più fighi sono quelli sportivi e quelli che ti guidano a “fare più soldi”. I fuffosi qui chi sarebbero? Quelli che non “fanno soldi” ma cercando di insegnare a te come si fa e quelli che non “fanno sport” o ne hanno mai fatto. A proposito di sport, sapevi che esiste la facoltà di scienze motorie? E sapevi che li imparano un sacco di cose sullo sport.

Quindi Genna mi stai mica dicendo che tutti i coach sono fuffa coach?” No, perché ti ripeto che esistono molti bravi professionisti per “indole” e molti altri per “esperienza personale”. Ma la percentuale, per quanto mi riguarda… resta sotto il 10%. Che cosa dire se sei un mio collega e magari stai pensando:

“si vabbè ma questo non ha detto ne se è contro i coach o se ne è complice”. Personalmente credo che servirebbe una maggiore “standardizzazione” (per non usare il termine regolamentazione che non piace a nessuno) per le nuove professioni d’aiuto, che ormai non sono più estinguibili.

Mi sto perdendo nei meandri della mia professione… nel frattempo ti allego un piccolo video che sono sicuro ti piacerà. Perdonami se ha continua a “partire in automatico”, ma questi della Rai “nun se cambiano”.

Ahahah lo hai visto? Fa spaccare dalle risate…ed è solo un pezzettino, a questa pagina trovi tutto un suo spettacolo dove arriva praticamente a citare libri e tecniche. Il pezzetto l’ho trovato sulla pagina fb di Andrea Giuliodori che credo non abbia bisogno di presentazioni.

Mi da morire Giorgio Montanini che sta citando chiaramente Roberto Re con il suo “leader di te stesso” … citando a sua volta il “vocabolario trasformazionale” di Tony Robbins. Qui Montanini cade nella stessa trappola nella quale cadono tutti gli aspiranti fuffa coach…

… scherzo, in realtà penso che il tizio davvero bravissimo, sappia bene di aver esagerato per avere il suo effetto comico… però sotto sotto potrebbe non sapere neanche lui che quella tecnica, è ancora una volta “farina del sacco” di miei colleghi dello scorso secolo.

In fine devo assolutamente citare un genio della comicità sul web “Robert Secerè” che ha preso di mira nella sua divertente satira il nostro caro mondo della “formazione”, e quindi anche del coaching.  Anche qui è chiaro che il ragazzo, nel suo nomignolo ha inserito un pizzico di Re e di Cerè!

Concludendo: fare una professione d’aiuto è qualcosa di serio… se non sei magicamente portato allora devi studiare, praticare insomma farti il mazzo. Se vuoi usare il marketing per fare “fessi tutti”, prima o poi si capirà… se ami queste materie, applicati (come direbbe la maestra).

Aggiornamento: ho appena trovato un articolo apparso su psychology today che mostra come la pensano i colleghi made in USA sulla differenza fra coach e psicologi. Giuro che non l’avevo mai letto prima di registrare il mio podcast.

L’altro giorno ho raccolto alcune email, tutte mi facevano la stessa domanda: “Che cosa ne pensi della programmazione subliminale quantica?” &%# cosa? Se qualcuno si presenta con questo titolo, come “programmatore subliminale quantico”…

…vai tranquillo dietro c’è quasi sicuramente un Fuffa Coach 🙂

Gennaro Romagnoli
Nel Qde troverai tante altre cosine “succulenti” sui “fuffa coach”!

 

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Accettazione vs cambiamento
PNL: Michael Breen sceglie l’ e-learning
I Segreti del Metamodello della PNL…”moderna”
Le basi della PNL…sono più interessanti della PNL stessa?
Owen Fitzpatrick: “Come sviluppare il carisma”
Crescita Personale: I “Deliri migliori” del 2012 :)
PNL: “usare la time-line per generare nuove scelte”
PNL: “3 modelli di cambiamento – riparativo – generativo – evolutivo “
28 Commenti
  • Ciao Genna, in tutta onestà diffido da chi parla di qualcosa che non fa.

    Non so se sia il suo caso specifico, pero’ preferisco affidarmi a persone che ottengono risultati e non che spiegano agli altri come fare ad ottenerli.

    In generale in Italia tutti i “formatori” di qualunque campo inerente alla nicchia del guadagnare:

    -> Vendita
    -> Marketing
    -> Network Marketing
    -> Trading Online
    -> Infomarketing
    -> PNL
    -> E chi più ne ha più ne metta

    sono cosi. E sono persone da cui stare lontani.

    Premetto che non mi interessa fare il “formatore” o lo showman, o scrivere libri,o fare l’infoprodottino o le vendite di back-end o queste cose qui, perchè sono delle scopiazzate di corsi americani o cose inerente alla “formazione” riadattate sul mercato italiano.

    ======
    Siccome conosco l’inglese, so BENISSIMO cosa fanno questi “imbroglioni”.
    ======

    Dato che in Italia pochissimi conoscono l’inglese si affidano a questi “santoni” che (appunto) gli rivendono cose a 100 volte il loro prezzo e che sono (per la maggior parte) di dominio pubblico in America, altre ovviamente sono a pagamento (i corsi avanzati).

    E cosa fanno? Applicano il paradosso della pratica e cioè:

    =======
    “Insegnano delle strategie, ma non è attraverso di esse che guadagnano, ma appunto vendere corsi. Ossia fanno come gli AMERICANI e NON COME INSEGNANO gli americani.
    =======

    Quindi cosa imparano a fare?

    -> a tenere i palchi
    -> a fare l’infoprodottino
    -> il libro.
    -> Coaching dal vivo

    Ma non li vedi applicare quei concetti alla realtà delle aziende o a delle attività (in questo caso può essere l’autostima per non mollare in una propria attività) . O se “li applicano” (o sono fallimentari, o comunque guadagnano troppo poco rispetto alla rivendita di un corso americano)

    ===
    Perchè?
    ===

    Perchè la realtà è DIVERSISSIMA dalla teoria.

    C’è ad esempio lo sciocco di turno che ti insegna a comporre i pezzi di trenino di vendita (che copia il Sottomarino Sandler) ma che di mestiere non fa il commerciale a provvigione , bensì vende corsi, e per dare una parvenza di verità, tende a fare franchising di qualunque cosa.

    …. “peccato” che sono alla frutta, te lo dico perchè ho parlato con diverse persone (loro ex-corsisti) che me l’hanno riferito.

    Oppure c’è il tizio con il pulloverino infeltrito che ti insegna a giocare con il Forex , ma intanto ti vende il CORSO sul forex.

    Oppure il motivatore di turno che è la copia di Anthony Robbins. Roberto Re appunto.

    C’è il nuotatore che inventa mille storie, poi fa un corso online sul network marketing, MA NON HAI MAI OTTENUTO risultati con l’online applicati al network. E che vende corsi di ogni cosa.

    O il formatore marketing, “specializzato” nel marketing diretto che ti rivende a 2500€ , un libro da 7$ di Russell Brunson.

    Ci sono coloro che ti parlano di posizionamento, ma che non sanno che il posizionamento è una cavolata paurosa, se non sei il PRIMO ad entrare in una categoria ben specifica �� e quindi “rischi” di andarci a spendere molti più di soldi del normale. Quando ci sono “nicchie” talmente “inesplorate” che basta un niente, e attiri come un assassino i famosi “clienti” :).

    Non a caso chi insegna quelle cose (generalmente) O è stato il PRIMO ad entrare nel settore: “online” – “email marketing” “Copywriting”. O comunque ha sfruttato leve molto molto forti come:

    -> L’autorità
    -> La riprova sociale
    -> Joint Venctures (collaborazioni con altri partner molto famosi)

    Fallo quando non sei il primo. POI FORSE POTRANNO PERMETTERSI DI PARLARE ;). O che se non fosse per il tizio esperto che ha creato quel brand non sarebbero nessuno ;).

    Se scrivo è perchè mi hanno riferito diversi studendi di questi “formatori”. E menomale che non ho mai frequentato un corso di formazione “italiano”

    Semplicemente sono persone che non sanno:

    -> Cosa significa fondare un’attività (se parliamo di aziende)
    -> Cosa significa fare il venditore a provvigione (o anche il networker)
    -> Cosa significa investire in borsa
    -> Cosa significa lavorare online
    -> Cosa voglia dire condurre e motivare una squadra

    Starbucks (per esempio) non ha mica bisogno di questi “formatori”. E di soldi (fooooorse) ne guadagnano , ma giusto un filino di più ;).

  • Ciao Gennaro ,questa è la prima volta che scrivo sul tuo blog.
    Anche io ho provato questi famosi life coach …E ti dico che ne sono rimasto soddisfatto solo in parte.
    Ho trovato il coaching come un miscuglio tra psicologia,religione,spiritualità,roba new age…Buona la parte psicologica mentre il resto per me è solo lavaggio del cervello.Voglio inoltre sottolineare due punti:

    1)parlano di psicologia quando poi non hanno una formazione medica…Mah!

    2)NON sono adatti per trattare situazioni troppo delicate.Personalmente non ho trovato i loro consigli adatti alla mia situazione.

    In conclusione non mi rivolgerò mai più a un life coach e,d’ora in poi, sarò solo io il padrone della mia vita.Molto meglio i libri di psicologia.

    Saluti

  • Ciao Gennaro,
    sacrosanto ciò che dici circa i fuffa coach.
    Ma vorrei spezzare una lancia in favore del coaching visto che sono un formatore che segue da anni il settore e si applica anche come coach.
    Non sarà che esiste solo una gran confusione? Penso che sul coaching sia stato detto di tutto senza controllo, dal 2000 sino ad oggi!
    Credo che nessuno voglia togliere la professione agli psicologi. Un professionsita che vuole fare il coach si applica per persone che non hanno alcun tipo di disfunzione e/o patologia, sono persone sane. Tu giustamente dici…ma come fai a diagnosticare se un individuo è sano o meno? Chiaramente non è possibile da un punto di vista clinico (mancano evidentemente le competenze al coach).
    Tuttavia è possibile nel momento in cui il cliente inizia a mostrare evidenti riferimenti a problemi di carattere emotivo. Il coaching non indaga le emozioni, rimane sulla superficie.
    E’ un professionista il cui campo di competenza sono i processi di pensiero, il loro costrutto logico, ed eventualmente i sabotaggi a cui ci possono condurre nel momento in cui cerchiamo di mettere in atto o meno determinate azioni.
    Non vi sono competenze nozionistiche di una o dell’altra materia per le quali un coach sia definibile “esperto della materia” poichè non vi è alcuna materia se non quella relativa ai processi di pensiero. Se vogliamo, quella del coach è una competenza afferente alle meta-competenze.
    Inoltre, proprio per non sottrarre lavoro agli psicologi, un coach mira ad aiutare un cliente in un ciclo di massimo 5/7 incontri. Difficilmente si va oltre. E questo perchè si basa su un principio etico che stabilisce che se il cliente decide di chiedere aiuto (un aiuto di tipo pratico, che è quello che il coaching si vanta di poter offrire) si presume che sia perchè ha un problema del quale vuoi venire a capo in tempi brevi, senza indagini cognitive che rischiano di prolungarsi nella notte dei tempi. Proprio perchè il cliente “tipo” del coaching non ha bisogno di analisi approfondite…altrimenti andrebbe da uno psicologo!
    Per questo motivo dunque dico…non sarà che esiste solo una gran confusione circa il coaching ed i suoi effetti?
    Poi siamo d’accordo che ci sono tanti improvvisati, la penso come te! Ma credo che sia solo un problema di corretta informazione.
    Credo che il mondo del coaching voglia assolutamente scremare i buoni dai cattivi. Ne va dell’esistenza della professione stessa.
    Che ne pensi?

  • Al grande dottor romagnoli che mi ha donato la speranza !porti la sua professionalità come luce del mattino , e la tua onestà come sole di mezzogiorno! Chi come me ha seguito un tuo percorso in terapia dopo vari fallimenti, non si è mai sentito incerto, perché lei è preparato , giusto e onesto.i giusti si esprimono con saggezza, preparazione e professionalità ! Si può cadere facilmente nella trappola dei fufa – coach purtroppo, seguendoli in terapia, gettando denaro al vento, frutto di sacrifici , lavoro e rinunce; fidandoti tu che soffri di un tradi- truffa- fuffa, nel momento proprio del pericolo! E si compiacciono pure delle proprie parole, che non sono certo nutrimento , né salute ,per quelli che le ascoltano . I fufa- dammi ! Dammi! Che mentre tu cerchi riparo, serenità e salute,ti ritrovi privo di forze ,l ‘angoscia ti assale ancor più di prima, e il poco benessere che avresti voluto duraturo , svanisce come una nuvola. Le tue ferite sanguinano più nel profondo, ti senti più povero!non si posson prendere le parti di chi ha studiato per anni la psiche umana! Ce’ gente che soffre!:chi ha perso persone care, chi è depresso ,chi ha subito gravi incidenti con amputazioni agli arti, chi e’uscito da coma, chi lotta con gravi malattie e sottoposto a dure terapie!non si gioca con i nostri sentimenti, siamo gia’ stati trascinati nella polvere, il nostro cuore deve battere , i nostri occhi non devono restare nel pianto! Ci è stata concessa questa vita, con giorni duri e notti insonni! Fatevi da parte fufa – tradi- coach ; o questi nostri giorni svaniranno senza una speranza! Dottor romagnoli se l avessi potuta conoscere prima! Non avrei perso tanto tempo prezioso! Lidia..

  • Ciao Genna, quest’articolo mi ha fatto pensare a Faber Azzok e al suo libro “il nuovo guru” 😀 un must read per qualsiasi guru/coach in erba!

  • Bravo, bravo, bravissimo Genna: ci voleva questo podcast per fare un p’ò di chiarezza sui fuffa coach. Dovrebbero essere più in tanti e soprattutto gli specialisti preparati come te a fare la voce grossa in questo senso, per tutelare maggiormente le persone “più fragili” che stanno attraversando momenti difficili in tempo di crisi, sia economici sia occupazionali e pensano di affidarsi a questi illusionisti e manipolatori della mente che io chiamerei più propriamente truffa coach che si sono inventati questo nuovo business per speculare su questa situazione generale.
    Lasciami portare testimonianza dopo aver partecipato a diversi dei loro meeting e conferenze dove raggruppano centinaia (alcuni RE anche migliaia) di persone spacciandosi come dei risolutori dei tuoi problemi per poi “convincerti” ed io aggiungo al limite della legalità e della dignità, ad acquistare altri corsi molto più costosi, anche di migliaia di Euro, dove ti fanno credere di apprendere e/o raggiungere grandi obiettivi in qualsiasi business o la libertà finanziaria e fare tanti soldi.
    Spero di rivederti presto, un caro saluto, Giuseppe

  • Buongiorno e complimenti per il podcast. Per esperienza personale, visto che ho frequentato una scuola di life coaching americana che mi ha certificato, ti posso dire che in quel paese il coaching non si contrappone alla psicologia. Uno dei testi su cui ho studiato si chiama “THERAPIST AS LIFE COACH” – Transforming Your Practice” (di Patrick Williams e Deborah C. Davis) e ci hanno fatto una “testa così” su come riconoscere un cliente che ha bisogno di terapia anziché di coaching (e quindi non proseguire con il coaching). Il problema mi sembra quindi molto italiano. Io sono un Dottore Commercialista e, per esercitare, ho dovuto laurearmi, sostenere l’esame di stato e poi sottopormi alla formazione continua. Poi però, chiunque può tenere le contabilità e redigere le dichiarazioni dei redditi. Quindi, nulla di nuovo. Ti pongo la domanda che ho già posto a una tua collega. Visto il successo di certi coach italiani (c’è poco da dire, un paio riempiono i palacongressi), evidentemente la domanda esiste. Ma allora, non è che per caso, voi psicologi non avete saputo intercettarla, magari perché per troppo tempo “avete giocato al dottore”? Prendila come una provocazione sul piano del marketing perché io sono un fan della psicoterapia (il mio lusso è farmi una seduta settimanale con la mia psicoterapeuta). Grazie e ancora complimenti.

    • Ciao Andrea,
      la risposta è assolutamente si, la mia categoria non è riuscita ad intercettare il bisogno del momento e, purtroppo, ha spesso giocato a fare “il piccolo medico”. Bisogna anche ricordare che la mia professione è nata nel 1989 ufficialmente, per cui siamo ancora “dei pischelli”. Tuttavia è bene ricordare che si tratta di un campo ben delimitato, al contrario di quanto si cerchi di far credere. Ad esempio… non penso che “sia opera del coach” decidere se la persona può o meno seguire un percorso di coaching. Come fate a diagnosticare una persona psicotica se ci vogliono anni di studi per farlo? Penso che le cose debbano rovesciarsi, lo so che si va a ripetere un meccanismo antiquato (come quello dei medici) ma per ora è l’unico modo “sicuro”.

      Lo so che il mio amico tecnico radiologo saprebbe darmi una terapia efficace quanto quella che mi darebbe l’ortopedico (il suo capo). Ma l’ultima parola su “cosa fare” è sempre dell’ortopedico o del fisiatra (per le ossa). E’ lui, che avendo studiato e praticato per anni, sa dirti come e dove mettere il gesso…se è necessario tenerlo a lungo o meno. Per cui, da questo punto di vista, se volessimo fare le cose davvero bene, ogni coach dovrebbe avere per legge un collegamento con uno psicologo psicoterapeuta… soprattutto i “life coach”. Così come il radiologo non può fare a meno dell’ortopedico e viceversa…

      In usa chi fa il coach o il counsellor ha come minimo una laurea in social working… altra piccola cosetta che in Italia viene taciuta 😉

  • Caro Genna complimenti per la disamina !! Il link a Secerè non funziona forse perchè lo spelling non è corretto, trattasi di Robert Secerè senza la “o”

  • Grazie Gennaro x la tua dritta… Comunque quaglietta,se non è un terapeuta, per lo meno non vende o promette ricette miracolose…?
    Anzi, ripete sempre che il lavoro è frutto di un impegno non drastico ma continuo nei giorni ?.
    Se ti capitasse di avere dritte su qualche fufa… Non esitare a farcelo sapere…. È un nostro diritto ed un vostro dovere da professionisti ?

    • Ottimo Dan, appena ho un attimo di tempo vado a dargli un’occhiata. È sempre bene sapere che ci sono professionisti onesti!

  • Ciao Genna, spesso mi chiedo ma come mai non entrano in azione gli ordini professionali, medici o psicologi! Non si può lasciare spazio a cialtroni…scusa a fuffa coach che si inseriscono nel disagio di molte persone…articolo stimolante e speriamo svegli molti potenziali clienti dei fuffa life coach. Luigi

    • Eheh caro Luigi, penso che i motivi siano molti…primo fra tutti un motivo economico. Infatti molte scuole ufficiali offrono corsi di coaching e counseling ai non psicologi. Poi ci sono problemi all’interno degli ordini per capire cosa possono fare o non fare i miei colleghi…anche se ultente le cose stanno chiarendo.

  • Gennaro sei un grande!
    Anche se mi hai anticipato sull’idea. Il Fuffa Coach che idea geniale!

    Sono d’accordo con te sulla % dei coach bravi.
    Ho qualche dubbio sulle standardizzazioni. O meglio non mi piace la piega che stanno prendendo le scuole per diventare mental coach. Sembrano “certificatifici” di PNL.

    Comunque complimenti per lo splendido articolo

  • Ciao Gennaro…. Bel casino ..?
    Posso chiederti un consiglio su due persone che seguo oltre a te?
    Mauro scandovelli ed Antonio quaglietta. Sarebbe utilissima la tua opinione, li seguo moltissimo e non riesco a capire se come dici tu rientrano nei fufa coach .
    Visto che oltre a me sono seguiti moltissimo sarebbe giusto capire una volta tanto chi sono. Grazie

    • Ciao Dan,
      non conosco il secondo che hai citato ma Mauro Scardovelli si…
      e lo consiglio a tutti. E’ un collega preparatissimo che già
      anni fa faceva parte di comitati scientifici sulla valutazione
      della PNL in Italia…e tante altre cose.

      Mentre il secondo ha un po’ l’aria del “fuffa”…ma non lo
      conosco e quindi mi astengo da riferire un giudizio preciso;)

      • Ciao Genna è un po di tempo che mi sono accorto dei tanti fuffa che ci sono i. Giro.. ho 30 anni e tantissima passione nel coaching che mi ha spinto tanto ad approfondire e studiare. Mi consiglieresti una scuola che fa corsi verament evalidi! Grazie mille

        • Ciao
          è difficile darti una risposta perché la questione non è se esistano corsi adatti a fare i coach ma è se hai l’esperienza adatta per farlo. Per quanto mi riguarda un coach deve essere un esperto verticale su quel certo argomento. Un buon coach di golf è uno che sa tutto sul golf non è uno che crede di sapere le cose e le insegna agli altri. Il coaching è più una sorta di formazione one to one che un intervento di cambiamento sugli aspetti psicologici. Serve una vera competenza alle spalle, poi dopo uno può anche non fare nessun corso e diventare il miglior coach del mondo.

  • Grande Genna ottimo podcast!!

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK