Un esercizio che “migliora il mondo” :)

Ciao,

ti piacerebbe sviluppare più compassione verso il prossimo? “Ma cosa stai dicendo Genna io voglio diventare più felice e gioioso mica accollarmi i mali di tutto il mondo!”. Si lo so questa è la prima reazione quando qualche appassionato di crescita personale sente parlare di “compassione”. Ma ormai è più che assodato quanti vantaggi possiede…

…ed oggi scoprirai un semplice esercizio, testato sperimentalmente che modifica in meglio il nostro cervello…

Sei riuscito ad ascoltarlo? Prima di mostrarti il video da cui ho tratto questo podcast vorrei cheti ponessi la seguente domanda: “ma davvero essere compassionevole verso me stesso e verso gli altri può farmi vivere meglio?” e di pensare a cosa ti salta in mente, quali sono i pensieri ed i giudizi nei riguardi di questa pratica (per molti stravagante).

Sei riuscito a vederlo? Richard Davidson è unvero personaggio, divertente e soprattutto molto bravo a parlare di concetti difficili in modo semplice. Non solo, è l’autore di un numero considerevole di articoli scientifici sulla meditazione mindfulness. Qui trovi il uno dei suoi progetti “investigating healthy minds”…

…”investigando la mente sana” quasi per fare una sorta di distinzione fra gli studi clinici (che si fanno sui “problemi”) e gli studi su persone “in salute”. Per quanto questo tipo di differenza non mi faccia impazzire rende bene l’idea del ricercatore. Si analizza come la mente sana funziona…non tanto per fare dei “confronti quella meno sana”…

…ma per mostrare che esistono tecnologie che possono rendere la mente “più sana” 🙂 Non cito questa differenza a caso perché quando si parla di compassione bisogna stare attenti soprattutto quando lo si fa con le persone che abbiamo accanto. A questo punto è bene fare una netta distinzione fra “compassione” …

… (il desiderio che una o più persone stiano bene) e “essere d’accordo” con quella/e persona/e. Può sembrare scontato ma si può essere davvero compassionevoli ed empatici senza però essere d’accordo con le idee e le opinioni degli altri.

…questo deve essere ben presente nella nostra mente quando applichiamo un esercizio del genere. Essere compassionevole nella tua vita, oltre l’esercizio che hai ascoltato nel podcast, è qualcosa che fa bene a te e al prossimo. Anche se non andate d’accordo, anche se le sue idee non ti piacciono, anche se la sua presenza ti infastidisce.

Qualcuno parla di “gentilezza”, però troppo spesso nella nostra società è facile essere gentili nei modi ma non negli intenti. In altre parole non ti sto chiedendo di “essere gentile e carino” (cosa che di certo non guasta) ma di essere compassionevole con gli altri con un pizzico di egoismo. Lo stai facendoper te, non per gli altri!

Nel caso tu fossi ubriaco di filosofia legata alla compassione (spesso orientale) e pensi che sia pazzo a mettere assieme due termini del genere (compassione e egoismo) ascolta il podcast che ho dedicato all’equilibrio fra”anima ed ego”. Li ti racconto come vedo questo collegamento e come, secondo lamia modesta opinione, si possa fare un’adattamento occidentale.

La struttura dell’esercizio:

1) Preparazione: puoi fare l’esercizio in “statodi meditazione” o meno. Se non sei abituato alla presenza fallo prima nello “stato ordinario”. La formula per ogni “persona” che scegli è più o meno la stessa…

…”desidero che tu sia felice, desidero che tu siagioioso”. Non conta tanto cosa dici, conta molto di più la tua intenzione che quella persona stia bene.

2) Una persona che ami: concentrati su una personavicina che ami. Guardala e senti per lei un ardente desiderio che stia bene, che possa vivere in modo felice e gioioso.

3) Te stesso: qui Davidson consiglia di andare a pescare un momento in cui le cose non andavano bene o qualcosa che nel presente non va bene nella tua vita, ed immaginandoti (quindi per gli appassionati di PNL, in 2° posizione) in quei panni augurarti il meglio.

Anche qui è l’intenzione che conta, evita di perdere tempo a cercare la “visualizzazione” migliore o a chiederti se lo stai facendo bene o meno.

4) Uno sconosciuto: qui Davidson è molto chiaro e ci chiede di scegliere una persona che in realtà”conosciamo di vista” ma con cui non abbiamo mai avuto alcuna relazione significativa. Puòessere un tuo vicino di casa, qualcuno chevedi tutti i giorni in treno ecc. Anche qui,con intenzione, benedicilo.

5) Una persona difficile: “qualcuno che sappiatoccare i bottoni caldi” dice Davidson, e credoche l’espressione renda benissimo l’idea. Ricordache non “andare d’accordo o essere d’accordo”o meno non fa la differenza. Anche qui bene-dici lo con la tua intenzione che stia meglio.

6) Tutti gli esseri: Davidson ci spinge a pensare alla sofferenza degli esseri più disparati ed a desiderare che stiano bene. Allargando questo”cerchio” a più esseri possibile e sentendo con intenzione, compassione nei loro confronti.

7) Le “viscere”: uno dei consigli che mi sono dimenticato di inserire nel podcast è dato daDavidson verso la fine della spiegazione di questo esercizio. Bisogna concentrarsi sui movimenti interiori, via via che lo svolgi porta attenzione al tuo interno, alle tue”viscere”. Questo è un altro modo per essere presente.

Come probabilmente ti sarai reso conto si tratta di una versione semplificata della meditazionedell’amore compassionevole (che trovi qui). Ma come ti dicevo non si basa sullo stato di meditazione ma semplicemente sul nutrire la compassione dentro di noi. Se ti stai chiedendo se è l’esercizio che fa per te, fermati…

…prendi la risposta alla domanda che ti ho fattopoco fa, che cosa hai risposto? Se ti sembra di essere una persona più che compassionevole allora sappi che l’esercizio potrebbe avere poco effetto su di te. Anzi, se ti senti anche troppo compassionevole evita di farlo! Ma se non ti senti generalmente compassionevole allora “fa proprio per te”.

Tranquillo non c’è niente di male nell’essere “poco compassionevoli” dopo tutto siamo cresciuti in un mondo dove non c’è posto perla compassione. Dove sembra che per fare successo nella vita la si debba mettere da parte e affidarsi ad emozioni molto più egoiche, esaltanti, narcisiste.

Tu fai una prova, vai controcorrente ed usa questo semplice esercizio per tutto il prossimo mese. Poi torna qui e fammi sapere come èandata, lasciando un commento qui sotto…

Che tu possa essere felice, che tu possaessere pieno di gioia e che la vita tisorrida come il sole sorride ognigiorno alla terra senza chiederlenulla in cambio! 

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Mi ricorda una variante dì “Non Fare Agli Altri Ciò Che Non Vuoi Sia Fatto A Te.”

    In questo caso è “Fai agli altri ciò vuoi sia fatto a te”, è credo proprio sia una bellissima variante da adoperare non solo nella meditazione, anche ogni giorno sempre di più! 🙂

  • Ciao Vincenzo,
    assolutamente si… anche se per ognuno è profondamente soggettivo. Quando tentiamo di portare la presenza sul nostro pensiero la prima cosa che spesso troviamo è "confusione". Un insieme di pensieri, emozioni, stati d'animo che s'intrecciano e quando li guardiamo da vicino, a volte è come se si "attivassero". Prima abbiamo fatto fatica per "nasconderli a noi stessi" e con la meditazione iniziamo invece ad "accettarli". Insisti senza aspettarti nulla dall'esercizio 😉

  • Ciao Genna,
    Dopo un pò di tempo ho riprovato una piccola sessione di meditazione basata su un superficiale bodyscan e sulla consapevolezza del respiro. Ho messo poi in pratica un'attenzione "presente" all'azione di lavarmi i denti con la mano sinistra.
    Dopo ciò, mi sono sentito in balìa di emozioni soprattutto di rabbia(nel mio caso).
    Non andando nello specifico, è possibile che la meditazione possa avere un'azione liberatoria su di noi o è solo una coincidenza in realtá correlata a un qualche altro fattore?
    Gradirei una tuo parere in quanto lo considero molto importante e competente.

    Grazie e un saluto,
    Vincenzo

  • No non lo conosco, gli darò un'occhiata
    Grazie 🙂

  • Ciao Genna,
    Per caso conosci il metodo Vittoz?
    …credo che il dottor Vittoz abbia compreso perfettamente cosa sia un uomo "normale" e che tipo di disciplina sia necessaria per ritrovare l'equilibrio psico fisico.
    Grazie

    Ciao

    Rocco

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