Formazione: Massimo Recalcati…un esercizio di pensiero…la mia (e la tua) esperienza

Se sei appassionato di psicologia probabilmente conoscerai Massimo Recalcati, uno dei più noti psicanalisti italiani. Noto soprattutto per la sua divulgazione, sotto forma di libri e di convegni. Ultimamente ha partecipato alla “fiera delle parole” che si è tenuta qui a Padova (la mia Città adottiva).

Qui Recalcati ci parla del suo ultimo libro e ci mostra alcune cose molto importanti sulla formazione…Clicca qui per vedere il video

L’hai visto? di solito gli psicoanalisti non sono visti bene dai cultori della crescita personale, ma “è ora di finirla”! Mi spiego meglio, se ogni giorno ci sono persone che inventano metodi di crescita personale, a volte anche geniali, magari partendo dalla filosofia o dalle proprie esperienze di vita…

…non vedo perché anche un “analista”non possa insegnarci qualcosa…anzi!

Reclacati è aulico, come un po’ tutti gli esponenti della psicanalisi (ci metto la “a” e non la “o”perché lui è lacaniano, piccoli dettagli per i miei colleghi) per cui utilizza esempi tratti dalla letteratura e dall’arte.

Ma il messaggio che più mi ha colpito è quello tratto dalla sua esperienza che racconta nei primi minuti del convegno. Un’esperienza che tutti abbiamo provato, cioèquella di incontrare maestri “buoni” e maestri”cattivi”.

E lui da una semplice definizione che per me è meravigliosa “i maestri buoni sono quelli che aprono mondi, mentre quelli cattivi sono i maestri che chiudono i mondi“. Molto semplice non trovi? Tuttavia credo che esprima una verità enorme.

Recalcati ci racconta di una sua maestra delle elementari che chiede “secondo voi perché è bello il fuoco?” e dopo aver ascoltato tutti i bambini dice “no, non è bello per i motivi che avete detto voi, ma è bello perché il fuoco si muove”.

E’ chiaro che un bambino molto perspicace potrebbe dire ” ma questa è fuori di testa“… Ed è forse quello che ha pensato un giovane Recalacti, ma quanto è difficile farlo? molto, soprattutto da bambini, quando davvero non conosciamo il mondo.

Te ne parlo per due motivi, il primo è perché credo che questa sia un’esperienza comune e che faccia più che bene rispolverarla, come dice anche lo psicanalista ad inizio conferenza.

Il secondo motivo perché mi sembra un valido e semplice criterio per capire se siamo davanti ad un “vero maestro” oppure no!

Partiamo da questo ultimo punto: Se una persona conosce davvero un argomento che ti sta insegnando molto difficilmente sarà estremista e quindi cercherà di “chiudere il nostro mondo”. Sia volte capita a tutti di esserlo un po’ di più…

…ed infatti se fai l’insegnante o il formatore dovresti aprire bene bene le orecchie 😉 a tutti capita di diventare estremisti quando crediamo di padroneggiare un certo argomento. “E’ così come dico io e basta”…

…prova a pensarci, pensa a qualcosa che conosci benissimo… se davvero la conosci, molto probabilmente sarai molto più morbido nelle tue opinioni. Facciamo un esempio con la crescita personale, uno dei campi più conosciuti (e forse uno dei più semplici da approcciare) è la PNL.

Se uno “ne sa di questa materia” ma non conosce altro molto probabilmente sarà un “paladino della PNL” che la difende a spada tratta e parla male (di solito)della psicologia in generale. Invece se uno la conosce proprio bene difficilmente parlerà male di altre metodiche…

ovviamente con “grano salis”… infatti ci sono delle metodiche che “a noi esperti” appaiono quasi subito come cagate, ma siamo più aperti di chi “crede di conoscerle”.

A questo proposito mi viene in mente il caro Socrate nominato da Recalcati (perché il commensale principale dei Dialoghi di Platone) che affermava: “So di non sapere” (paradosso che spiega ciò che stiamo dicendo qui).

Quindi per me, un bravo maestro è possibilista quando forma qualcuno. E’ pronto a mettere ingioco le proprie conoscenze… ricordo che nelle mie classi c’era sempre quello che riusciva arisolvere i problemi di matematica in modo diverso…

a volte veniva punito per questo.Invece questo è il sale dell’apprendimento,per cui “aprire mondi” (d’accordissimo con lo psicanalista)……è una delle chiavi della formazione e quindi della crescita personale.

Non per nulla quandosi parla di sviluppo personale, maggior parte degli esercizi è orientata proprio ad aprirsi verso il mondo in vari modi. Come fare permigliorarsi se siamo dei formatori? un buon modo è quello proposto nel convegno…

iniziare a portare consapevolezza sui nostri insegnanti “buoni o cattivi” che hanno “aperto o chiuso” le tua mente. Se non hai qualcuno con cui parlarne, puoi metterti li e scrivere di questi due o più maestri “buoni e cattivi” e notare in quali momenti ti hanno aperto o chiuso “la mente”. Inizio io con dirti un po’ di affaracci miei.

Come sanno i veri lettori di psinel nelle scuole dell’obbligo ero una vera frana, ed anche io come Recalcati ho incontrato il mio primo “maestro cattivo” nella maestra.

Una persone dura che mi trattava come se fossi un imbecille, per i miei era razzista (come puoi immaginare ho studiato in Liguria, con il nome “Gennaro” negli anni 80) e forse un po’ lo era visto che un giorno mi chiese: “Ma è vero che napoletani mangiano la pasta con le mani?” riferendosi ad una foto famosissima di Totò. Non solo, oltre alle mazzate che mi dava e di cui non dovrei parlare 😉

Ricordo come se fosse oggi questa scena: sono in 4 elementare, ho passato tutta l’estate ad andare a ripetizioni di matematica (mio tallone d’Achille storico). Si rientra in classe dalle vacanze. La maestra controlla i compiti e vede che ho fatto tutti gli esercizi di matematica (altra cosa rara perme). Allora chiede ad altri se sono riusciti a risolvere alcuni problemi che avevo finalmente compreso, ma nessuno nella mia classe ci era riuscito.

Allora la maestra mi chiama alla lavagna e mi chiede di risolvere un problema come quelli degli esercizi estivi (non ricordo neanche che cosa fosse). Riesco a risolverlo, e ricordo chiaramente che sul suo volto non c’era un espressione felice ma rabbiosa…

…mi guarda e si alza in piedi, mi viene accanto e dice urlando “dovreste vergognarvi, nessuno di voi è riuscito a risolvere questi esercizi che perfino Gennaro è riuscito a fare“.

Sfortunatamente non ero abbastanza sveglio da “risponderle” ma una cosa è certa,ho capito benissimo cosa pensasse di me e delle mie potenzialità. Invece di dirmi “bravo Gennaro, ma come hai fatto?”

“Sono andato a ripetizioni tutta l’estate””Vedete ragazzi così si fa”…aprendo mondi e dando un buon esempio, ha tagliato le gambe sia a me che ai miei compagni di classe. Lei era una vera “rompi mondi”, non se sia ancora viva, ma come hai capito non me ne frega una mazza 🙂

Poi, in seconda superiore, anche io come il Recalcati facevo un professionale, un’ora di autobus per frequentare una scuola davvero terribile (almeno mi divertivo). Un giorno entro in classe prima dei miei compagni (avevo marinato per due o tre giorni di seguito e non sapevo che la prima ora era buca ;))

Così entro in classe e vedo che c’è solo il mio nuovo professore di italiano “Prof. Puglisi”. Un omone molto simpatico e preparato che capisce subito che sono arrivato perché, non avendo frequentato per un po’ non sapevo che c’era l’ora buca.

Allora lui misi avvicina e mi dice: “Dimmi Gennaro, ma perché tu fai questa scuola?ed io gli rispondo perché volevo fare il disegnatore meccanico…e lui mi dice”davvero?” Ed io rispondo:

“Non lo so, forse voglio fare altro”. Lui mi guarda e mi dice “tu sei di Alassio vero? fai quasi 50km pervenire fino a qui…ma chi te lo fa fare? Tu non lo sai ma sei molto bravo nelle mie materie forse avresti dovuto fare qualcos’altro.

Restando nel vago…questo discorso mi ha colpito con una tale forza che ancora ricordo parla per parola. Ok, poi ho cambiato scuola ma sono finito a ragioneria (dalla padella alla brace) ma è proprio li che mi sono innamorato della conoscenza e della psicologia

…grazie ad un professore di fisica davvero speciale. Ok? E’ questo l’esercizio che ti chiedo di fare, di ricordare un tuo “maestro buono” ed un tuo maestro cattivo. Tieni presente che per maestro intendo qualsiasi persona che ti “abbia aperto la mente” non necessariamente un maestro di scuola.

Se sei coraggioso, scrivi qui sotto la tua esperienza e se ti piace l’argomento e hai letto sino a qui, lascia un commento e fammi sapere la tua esperienza, probabilmente ci farò una bella puntata del podcast, mi sembra troppo importante come argomento, anche e soprattutto nella nostra amata crescita personale.

A presto
Genna

Ps. Recalacti dice tante altre “cose belle”, percui se non l’hai fatto guarda il video perchédice una marea di cose interessanti 😉

Pps. Avrei voluto incorporare il video, ma chiha creato il canale della “Fiera delle parole” diPadova ha pensato bene di impedirlo. Nel casostesse leggendo questo commento, la invito apermetterlo…impedirlo non serve a nientesolo a limitarne la diffusione.

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3 Commenti
  • Grazie a voi Davide e Luciano
    per aver condiviso un pezzetto di esperienza…

    Chissà Davide quanto tempo ci vorrà ancora, sto iniziando a diventare cospirazionista…quasi a credere che ci sia un torna conto a non migliorare il sistema scolastico. Ma non vorrei trasformare PSINeL in un covo di paranoici ;)))

  • Molto bravo Massimo Recaltati a parlare, anche se l'intervento è durato tanto me lo sono gustato da cima a fondo senza annoiarmi 🙂

    Come lui e come te Genna anche io ricordo benissimo gli insegnanti che hanno creduto in me e che mi "hanno aperto mondi", più che per le loro materie (greco, latino, italiano) proprio per la passione e per lo stile con cui mi "affascinavano"… Diffondevano passione come il sole irradia i suoi raggi 😉
    Grazie per aver condiviso il post!

    Luciano

  • Una riflessione davvero interessante che apre, anzi spacca in due il mondo dei "maestri". Metto in discussione molti degli insegnamenti che invece di aiutarmi a vivere la mia esperienza, nella loro univocità mi hanno portato a chiudere le porte delle possibilità. Se poi posso permettermi, allargherei il concetto anche fuori dagli ambienti "scolastici". E mi ritrovo in alcuni momento del mio percorso ad essere stato estremista, "maestro cattivo" con me stesso e con chi mi era accanto.
    Grazie Gennaro!
    Ps: ma rispetto agli anni 80, quanto è cambiato il mondo delle scuole?! Quanto ancora deve passare prima che ci si renda conto che i bambini non sono "vasi da riempire"?!

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