Comunicazione efficace: Cosa hanno in comune lo speed date e le relazioni armoniose?

Ciao,

ti piace la “comunicazione efficace“? tutta quella serie di tecniche e metodologie per comunicare meglio con gli altri? In questa 42° puntata del podcast parleremo proprio di questo, da un punto di vista “diverso” da tutti gli approcci alle relazioni efficaci che si trovano in giro. Nulla di trascendentale ma semplici consigli che possono davvero renderti un comunicatore migliore…

Sei riuscito ad ascoltarlo? Mi dispiace ma non sono riuscito a trovare l’articolo da cui ho tratto il podcast, quello sullo “speed date”. Continuerò a cercarlo, per cui t’invito a tornare su questa pagina perché prima o poi lo troverai linkato in questo post. Ok detto questo che cosa c’entra lo speed date con la comunicazione efficace?

Gli scienziati si sono messi a tavolino ed hanno creato un esperimento basato proprio sulla formula “speed date”; Scopo dell’esperimento era scoprire quali sono le caratteristiche che rendono l’interazione “attraente o meno”. Detto in altri termini, quali sono quelle variabili che determinano se due persone si sono sentite”in relazione”? si sono trovate “sim-patiche”?Sembrano domande scontate ma non le sono…

…se hai ascoltato il podcast hai già la risposta: è la gestione ritmica dei turni di parola la vera condizione affinché due persone si trovino, per così dire, simpatiche. Ad un primo sguardo ciò che si può notare è la classica “messa in fase” delle due persone. Il fatto di costruire una sorta di danza che, se fatta a ritmo da risultati (cioè se è in “fase” per dirla come i fisici) mentre al contrario determina “l’incomprensione”.

Nelle classiche tecniche di crescita personale,la più famosa la PNL, s’insegna ad attuare il processo di “messa in fase” volontariamente.La tecnica più famosa è il “ricalco- guida” e di certo, si tratta di una delle “modelizzazioni”più riuscite di tutta la PNL. Però …però in realtà ritengo che ci sia  qualcosa di ancora più profondo in queste osservazioni.

Se ricordi qualche tempo fa ti ho parlato delle relazioni interpersonali come modalità digestione delle emozioni. In poche parole le relazioni che hai quotidianamente possono fungere da regolatori emotivi. Ad esempio uno si può sentire giù, incontrare il cugino al bar (o una qualsiasi altra persona) con la qualche chiacchiera e alla fine si sente meglio.

Solitamente succede il contrario in questa nostra pazza società: uno esce di casa tutto “pimpante” ed inizia a sentir parlare di crisi,di morti ecc. E torna a casa smontato dalle relazioni altrui. Non si tratta solo del fatto di ascoltare una notizia, infatti per quanto il telegiornale possa influenzarci non ha lo stesso effetto di un nostro “amico” che ci dice la stessa cosa o al quale noi diciamole “nostre cose”.

Quindi le relazioni interpersonali vengono”usate” come regolatori emotivi senza che noi ce ne rendiamo (assolutamente) conto! Lo scopo degli esercizi che trovi nell’audio non è quello di farti diventare un abile…”ricalcatore” ma semplicemente quello di diventare sempre più consapevole di queste sottili dinamiche (se  poi vuoi usarle per ricalcare e guidare persuadendo, puoi farlo, ma non è lo scopo dell’esercizio).

Ciò che capitava nello speed date era una sorta di studio silenzioso ed inconscio delle“pause altrui”. Inizialmente chi si è sentito in relazione, faceva lunghe pause che via via sono diventate sempre più brevi. Questo è un indizio molto chiaro del fatto che i due stessero regolando reciprocamente le loro emozioni. So che può sembrare assurdo ma è andata esattamente così, facciamo un esempio:

Immagina di dover fare un colloquio molto importante, ti senti agitato ma sei anche sicuro delle tua abilità. Con un po’ di ansia ti presenti davanti all’esaminatore, se questo accoglie la tua “ansia” il colloquio avrà un certo andamento, mentre se al contrario la”frustra” tutto andrà diversamente. Nel primo caso, l’esaminatore farà una cosa più che evidente, rispetterà i tuoi tempi…

…mentre nel secondo  caso non lo farà e questo peggiorerà le tue emozioni. Si tratta di un circuito che si crea fra i due interlocutori. Le abilità che ti ho mostrato nel podcast servono per evitare di creare questi circuiti, cercando di osservare le proprie emozioni in modo mindful mentre si creano “quei vuoti di parola”.

I “turni di parola” sono studiati da anni dagli antropologi per comprendere come i popoli si organizzano. Se ci pensi, anche se non comprendi un linguaggio, osservando la gente che interagisce puoi capire un sacco di cose. Ad esempio chi parla di più sembra anche essere riconosciuto di status più alto e avanti così. Insomma osservando questi turni si capisce tantissimo…

diventare consapevole di questi turni e allo stesso tempo imparare a gestire le proprie emozioni quando accadono è forse una delle chiavi più potenti della comunicazione. Si tratta di una sorta di “gestione emozionale delle interazioni” che da sola vale 100000 “tecnicucce” che puoi trovare sul web. Non che le altre tecniche siano inutili, ma senza questa gestione, possono diventare più che inutili…

…a volte dannose per la qualità delle nostre relazioni interpersonali! Quindi come negli ultimi anni “torniamo indietro” cioè tutto nasce dalla “presenza o consapevolezza di se” il famoso “conosci te stesso”. Questo, come sanno gli psicologi sociali da anni è più un “conosci te stesso attraverso l’altro”solo così puoi mettere sul banco di provale tue abilità, insieme “all’altro”.

Ti lascio con una metafora che andava molto di moda negli anni 90…e con cui ho iniziato diversi corsi dal vivo “comunicare significa mettere in comunione, quando due persone comunicano in modo efficace entrambe sene vanno con qualcosa in più…

…è diverso dallo  scambio materiale, dove io ti porto l’oggetto X e tu mi dai l’oggetto Y...così alla fine ce ne andiamo entrambi senza qualcosa (X o Y che sia) mentre quando si comunica in modo efficace, entrambi ce ne andiamo a casa con X+Y… in altre parole entrambi ce ne andiamo a casa con qualcosa di più, qualcosa che può nascere solo dalla unione e dallo scambio…che è molto di più della semplice somma delle parti!

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto, anche in questo modo possiamo creare uno scambio che può creare e generare, qualcosa di più…qualcosa di più rispetto a questo podcast 😉

A presto
Genna

 

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Psicologia: “superare l’ansia da esame”
Stress: “educazione e mindset per gestire lo stress quotidiano”
I “5 Segreti” della Intelligenza Emotiva
Comunicazione e neuroscienze: “trovato il collegamento fra prosodia ed empatia”
3 Commenti
  • Grazie Genna!

    Detto ciò trovo che questo articolo si leghi naturalmente a questo "L'Ascolto profondo: 3 passi per imparare ad ascoltare davvero…"

  • Si Marco credo tu abbia colto il nocciolo, una sorta di addestramento a gestire quelle emozioni/sensazioni/pensieri che senti quando ci sono "i vuoti nella comunicazione".

  • Interessante questo articolo…ma fatico a fissare esattamente il nocciolo della questione..in poche parole sarebbe come dire: " presta attenzione in modo mindful alle sensazioni che emergono dentro di te durante le pause di un'interazione senza giudicare/lasciarti trasportare da qualsiasi cosa potrebbe generare una tua reazione"…corretto?

    Ciao,

    Marco

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK