Come “aumentare” la forza di volontà

Ciao,

vuoi avere “più forza di volontà”? Pensi di averne poca? Oggi scoprirai 5 punti tratti dalla ricerca scientifica in psicologia per”allenare letteralmente” la tua forza di volontà. No tranquillo non ti chiederò di fare cose strane ma piccole e semplici azioni che possono realmente fare la differenza. Non li ho inventati io ma li ho presi da una brava ricercatrice 😉

Sei riuscito ad ascoltarlo? so che se mi  segui da un po’ di tempo avevi già immaginato che gli esercizi sarebbero stati quelli. Come vedi non si tratta quasi mai di “reinventare la ruota”(come dicono gli ammmericani) ma di mettere insieme una serie di intuizioni e di testarle con degli studi sperimentali. Avevamo già parlato di Kelly McGonigal per i suoi affascinanti e controcorrente studi sullo stress…ecco il video da cui ho tratto il podcast:

L’hai visto? se capisci un po’ l’inglese avrai anche tu intuito che la bella professoressa sta facendo una sorta di riassunto della “raccolta” delle sue ricerche. Si perché come vedi non si tratta di ricerche che ha fatto lei stessa, ma della intelligente scelta degli studi più importanti sulla forza di volontà…un po’ come facciamo qui su psinel, stiamo allegramente sulle spalle dei giganti e non ce ne vergogniamo;)

Dico questo giusto per riprendere il post delirio che ho scritto la scorsa settimana che riprende la mia idea di creare dei manifesti teorico e didattici di psinel…ma questa è un’altra storia.Torniamo alla nostra “forza di volontà”, ti faccio una domanda: secondo te questa forza è “razionale” oppure “irrazionale”? a più ache fare con le emozioni o con la capacità dielaborare le informazioni?

La risposta giusta non esiste, si tratta di un mix delle due cose, ma di certo la “razionalità” così come la intendiamo normalmente c’entra poco. Questo è uno  dei primi errori che si fanno quando si sfida la propria “volontà”. Infatti mi capita spesso di sentir dire: “ma perché continuo a fare X e Y anche se so che mi fa male?”, “perché pur sapendo tutto ciò che c’è da sapere non riesco a migliorare?”.

La risposta è semplice, perché come hai visto con i tuoi occhi la maggior parte delle abilità richieste per allenare la volontà è di origine“non-concettuale”. Infatti si parla tanto anche di mindfulness… anzi tantissimo solo che la McGonigal non la cita spesso ma ti posso assicurare che l’80% di quegli studi hanno come oggetto primario la consapevolezza mindfulness.

Poi ovviamente parlando  di “volontà” non poteva non parlare di “procrastinazione” ma anche qui le cambia il nome, giusto per fare in modo che tutto il discorso fili liscio. E ci parla del famoso esercizio del “bipensiero “con cui ti ho rotto le scatole per quasi 4 anni! Si tratta del mettere insieme sia i vantaggi che gli svantaggi di una certa azione per creare una “molla propulsiva” che ti motivi in ciò che fai.

Altra notizia che fa strabuzzare gli occhi a chi non mastica queste materie è il fatto che questa fantomatica forza non dipenda “da come sei fatto”. Ma dipende da come sei cresciuto e da quanto ti alleni a fare certe cose, per questo mi piace molto il suo approccio. Si di certo ci sono persone che per natura hanno ereditato una forza di volontà più intensa, ma gli studi ci dicono che tutti possiamo migliorare!

Infatti come hai visto nel video la maggior parte degli studi sono stati fatti su popolazioni molto particolari, come i tossicodipendenti e gli alcolisti per cui si tratta di metodologie che “o funzionano oppure no”. Non di semplici teorie strampalate ma di consigli testati sul campo e misurati con molta attenzione, visto che i suoi risultati potevano o meno salvare una persona dalla dipendenza. Non si tratta quindi dei classici consigli “alla carlona” che trovi qui e la…

…anche se sono talmente semplici che tutti possono arrivarci in un modo o nell’altro. Questo tipo di semplicità, che per molti è banalizzare la questione è in realtà (per me) l’indice del fatto che si tratti di qualcosa di reale e concreto. Come ti ho detto molte volte, tutti siamo in una qualche percentuale“psicologi”, tutti creiamo teorie sul comportamento altrui e spesso queste teorie “sono vere” o meglio sono “utilmente reali”.

Come avrai intuito non voglio parlarti dei 5 punti della McGonigal perché te li ho descritti nell’audio ed anche perché voglio tenere il blog come una sorta di spazio di riflessione e approfondimento di ciò che ci raccontiamo nel podcast. Per questo ti invito sempre a venire qui, perché sempre più spesso qui approfondisco la questione in un modo completamente diverso da quanto detto nel podcast.

Tuttavia nel video c’è un aspetto molto interessante per chi si occupa di crescita personale, quella distinzione fra “Sè attuale” e “Sè futuro”. Se percaso bazzichi in questi campi non ti sarà sfuggito che l’esercizio proposto con la realtà virtuale e poi semplificato con “le lettere dal futuro” è molto simile a decine di tecniche usate nella crescita personale. Una per tutte la “time-line” della PNL che prese le mosse dalla “ipnosi classica”.

Tutte osservazioni che gli esperti di quel campo (come Tad James) avevano già fatto utilizzandola time-line come punto di riferimento. Non solo nell’ipnosi classica ci sono tecniche definite come “informed child” (informare il bambino) che assomigliano a questa tecnica (anche se al contrario, nel senso che tu dal presente vai nel passato a parlare con il te stesso bimbo)…ma non solo possiamo trovarne traccia anche molto più indietro…

…insomma come sempre “non c’è nulla di nuovo sotto il sole”, tuttavia dobbiamo apprezzare il tentativo di esaminare scientificamente queste ipotesi. Non perché sia l’unico modo per capirle, anzi per capirle bisogna praticarle e non solo studiarle, ma perché è un modo intelligente di confrontarsi con gli strumenti moderni.

Come ti racconto nel podcast, per ognuno di questi 5 punti avrei potuto scrivere un post…ed effettivamente nel passato l’ho fatto…non per tutti ma per la maggior parte si. Infatti ti basta fare una piccola ricerca per trovare il bi-pensiero o per vedere come la meditazione aiuti a far crescere determinate aree del cervello, così come lo sport e l’alimentazione sana. Nulla di così astruso come si potrebbe pensare…

…ma la semplice messa in pratica di concetti che attraversano i millenni. Ti basta pensare alla sola meditazione, che in se racchiude la maggior parte di questi consigli. Per cui se non vuoi seguire tutti questi consigli ti capisco sono molti e tanto impegnativi. Prendine uno solo, come la meditazione, inizia a praticare e fra qualche mese torna a raccontarci quanto è aumentata la tua…

forza di volontà! Se hai domande, dubbi o vuoi semplicemente condividere con noi il tuo pensiero, scrivi un commento qui sotto. E sevuoi aiutarmi a far crescere psinel clicca su mi piace e condividi queste informazioni sui tuoi social media.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Interessante…sai se il libro The Willpower Instinct di Kelly McGonigal si trova in italiano? ciao Luigi

  • Heheheheh Genna,
    sì sto scrivendo un commento io che son già magro di costituzione 🙂 e volevo semplicemente riflettere su questo: da cosa nasce la voglia di rimandare una dieta… Certo, la classica leva del dolore di rinunciare agli alimenti che ci piacciono, in realtà, credo che il motivo stia nel fatto che è un processo che dovremmo ripetere spesso (alternando così le due fasi di ingrassare e dimagrire)… Eppure credo che possiamo rimanere magri anche semplicemente mangiando più lentamente del solito (forse sarei anche fin troppo lento :)); un altro motivo che ho accennato prima è il dolore dovuto alla rinuncia ai piaceri degli alimenti che ci piacciono: eppure possiamo sempre diventare curiosi di scoprire molti nuovi alimenti che non conoscevamo, e un'alimentazione vegetariana è davvero molto ricca (ho detto alimentazione, non dieta proprio perché l'alimentazione è un processo continuo, mentre la dieta può esser sempre interrotta – e guarda caso, proprio perché è associata al dolore, non si arriva neanche al termine dei tempi prescritti ).
    Grazie,
    Andrea

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