La psicologia nelle scuole come materia fondamentale

Ciao,

vorresti più “psicologia nella scuole? io si!e te lo dico da anni… con questa forte e allostesso tempo bizzarra affermazione intendoribadire quanto possa essere educativo ilruolo dell’insegnamento della psicologia nelle scuole. No non intendo quei corsi dove si parla di “storia e cenni di psicologia”, ma corsi dove gli alunni possano realmentemaneggiare concetti ed esercizi praticidel mondo psicologico…

…So che nei diversi “liciei psicopedagogici”(o come si chiamano adesso) viene insegnataun po’ di psicologia, ma neanche troppa daquanto mi ricordo. La psicologia, che di persè è vastissima, potrebbe essere declinataanche per le diverse scuole. Ad esempio ivecchi ragionieri (o come si chiamano oggi)potrebbero studiare parti della psicologiadel lavoro e non solo.

Insomma, le scelta del curriculum scolasticoè frutto di secoli di rivisitazioni. Le materiesono state spesso scelte in base a valutazionierrate, così come le metodologie che usatenell’insegnamento. La psicologia non solo èsecondo il mio modesto parere una dellematerie più importanti che si possanoapprendere per il curriculum scolasticoma è anche utile nella vita…

…cosa non sempre vera quando guardiamole classiche materie scolastiche. Quandoparlando di “psicologia” intendo quella scientificaed accademica, che ovviamente dovrà essereinsegnata in modo semplice. Si perché la verapsicologia accademica di per se è semplice,ci sono delle ipotesi, degli studi ed i risultatidi questi studi. E sono proprio questirisultati il sale dell’apprendimento…

…nel senso che i risultati della ricerca chein questo secolo la psicologia ci ha dato,possono essere più che utili non solo adun livello di “cultura generale” ma anchead un livello più ampio di conoscenzapersonale. E’ un po’ come studiare labiologia che è inserita in moltissimiprogrammi ministeriali…

…ad esempio gli istitui commerciali fannostudi di biologia, cioè studiano come èfatta e come funziona la vita. Non vedoperché non si direbbe conoscere anchecome funziona la nostra “mente”. Adesempio ricordo bene di aver fattoanche qualcosa di anatomia, pensosia utile sapere anche come siamofatti…

…così come funziona il nostro modo dipensare. Immagina di aver conosciutogran parte delle cose che hai letto supsinel quando avevi 15 anni…come tisaresti sentito? io alla grande! ok stoesagerando, ovviamente non si trattadi far invasare gli adolescenti dicrescita personale di invasati cene è fin troppi (per mia fortuna)…

…Ma si tratta semplicemente di mostrareai ragazzi che cosa è davvero quella cosache sta fra le loro orecchie. Quando adesempio un professore dirà “Luca staipiù attento per favore”…Luca saprà benecosa significa interrompere ciò che lo stavadistraendo e riportare la piena attenzione.E si, per anni ci hanno chiesto  di stare”più attenti”…

…ma pochi ci hanno detto cosa significadavvero. Gli studi sulla psicologia possonoampiamente spiegarci la percezione ed anchecome “utilizzarla al meglio”. Insomma sitratta del manuale d’uso del nostro cervello,si non è sicuramente completo e a volte sisbaglia (anche perché ognuno di noi è unindividuo unico) ma conoscere questopiccolo manuale porta dei sicuri edanzi ribadisco scientifici vantaggi.

Caro ministro dell’istruzione mi piacerebbeche lei capitasse per caso su questo miopiccolo blog e valutasse seriamente lamia proposta. Aumentare la formazionepsicologica nelle scuole superiori, so chepuò sembrare un controsenso in questoperiodo di crisi economica, dove magarisono più utili le competenze scientifichedi un ingegnere o di un chimico…

…ma sono invece stra convinto che anchele competenze psicologiche siano di vitaleimportanza in questo periodo. La cosabuffa è che è proprio la scienza stessa adirci questo, un tale Daniel Kahnemannel 2002 ha vinto il premio Nobel perl’economia con delle scoperte unicamentepsicologiche. Scoperte che hanno fattorisparmiare milioni di dollari alleaziende…

…se questa non è una prova che, anche inperiodi di crisi la psicologia è importante :)Immagina infine di mostrare ai ragazzi glistudi sui neuroni specchio, fargli davverosperimentare empatia, compassione,gratitudine…tutte cose che la ricercaha provato “fare più che bene” a tuttoil nostro organismo.

La psicologia è ormai matura ed inizia a farparte della cultura contemporanea. Non sose te ne sei accorto, ma ogni rivista ha unapiccola rubrica di psicologia ed ho vistoquesto fenomeno crescere negli anni. Permolti si tratta di “moda”, c’è la moda dellopsicologo per cui si parla di psicologia.

Ma no, si tratta di scienza, di conoscenzeche ormai non possono più restare confinatefra gli specialisti. Chi cresce in questo nuovomillennio ha bisogno di avere una “cultura psicologica” ed averi altri 10000 argomentiper provare che questo è vero, ma mi fermoqua ed aspetto che qualcuno mi dica checosa ne pensa…

lascia un commento qui sotto, anche leiministro se vuole può fare altrettanto 🙂

A prestoGenna

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16 Commenti
  • Ah avevo capito male…comunque anche io sono iscritto a quel programma ma devo ammettere di non aver seguito neanche una lezione 😉 ora ci darò un'occhiata…

  • Ciao Michela,
    come ti dicevo la mia opinione è altamente imprecisa, tuttavia devo sottolineare che il fatto che qualcosa sia seguito da migliaia di persone è indice che dietro c'è dell'ottimo marketing e non di qualità del prodotto 😉

    • Non c'è dubbio. Infatti quando parlavo di merito mi riferivo solo al fatto di avvicinare quante più persone possibile alla meditazione. Poi ognuno fa il suo percorso e le sue valutazioni. Tranquillo: anche a me all'inizio è sembrata la classica "americanata" :-)))

  • Chopra è un gran divulgatore, non sono abbastanza competente per giudicarne il valore ma condivido la sua visione della malattia e della guarigione e "Superbrain" è un buon libro, buono per incuriosirsi a una visione diversa di mente e coscienza anche per chi come me ha una formazione medico scientifica molto tradizionale. I suoi cicli di meditazione online sono seguiti da migliaia di persone e già solo questo mi sembra un merito. Per me è stato l'inizio di un viaggio di scoperta molto interessante ma come avrai capito sono ancora in cammino 🙂

  • Ciao Michela,
    a dirti il vero non mi fa impazzire, però forse è solo perché non lo conosco abbastanza. Per me la meditazione non è una sorta di visualizzazione guidata, come spesso la presenta lui… ma è qualcosa d'altro, che a volte contempla anche delle immagini. Però ti ripeto, forse non ben capito il suo messaggio.

  • Grazie Gennaro, ti seguo con molto interesse.
    Fantastico che ci siano anche dei ragazzi così giovani tra i tuoi lettori!
    Ho scoperto la meditazione a quasi cinquantanni (grazie a Deepack Chopra, a proposito: cosa ne pensi?) e i risultati sono incredibili.
    Invece mia figlia che ha 16 anni studia psicologia a scuola e ne è molto appassionata, anche grazie a un paio di insegnanti davvero in gamba, mi sembra che la "materia" invada abbastanza anche la sua vita privata e credo in positivo. Non abbastanza però da farle superare la contrapposizione alla madre e quindi il rifiuto per tutto ciò che piace a me, meditazione compresa, "roba orientale da figli dei fiori".
    Magari avessi potuto io seguire un blog come il tuo alla sua età…
    Anche io sono un'utopista e una scuola migliore con lo studio della psicologia e la pratica della meditazione è la nostra vera speranza.
    Mille grazie di cuore
    Michela

  • Ciao Tiziana
    ti ringrazio da subito per aver condiviso la tua esperienza diretta.

    Sono d'accordo, servono "esperienze formative" per gli studenti e formazione di processo per gli insegnanti. In tutto questo vedo la "psicologia moderna" (quella che piace a noi) come una protagonista del futuro…

    …lo so sono un utopista 🙂

  • Genna,
    prendere consapevolezza, essere creativi, liberi di pensare è proprio ciò che la Banda Bassotti (chiamo così i politicanti di turno) non vogliono.
    Insegno nella scuola pubblica italiana dal 1990 e ti posso testimoniare che non c'è stato un ministro che abbia operato con saggezza per una riforma funzionale ed efficace dell'educazione pubblica. I docenti fanno inutili corsi di aggiornamento, si adeguano alle continue riforme e i pochi che sono in pensiero divergente non hanno vita facile. Con i ragazzi che mi sono affidati, chiusa la porta della classe, faccio come mi pare: oltre ad inglese, insegno loro (o meglio faccio fare loro esperienza) di yoga e strategie di “sopravvivenza” scolastiche. Uso anche PNL, ovviamente adattando il linguaggio a ragazzi delle medie, per cui il subconscio è un diavoletto dispettoso ecc. Sebbene siano piccoli non sono scemi, come molti adulti pensano. Giorni fa mentre stabilivano obiettivo, sottoobiettivi, ancora, automotivazione per il corrente anno scolastico, vedere un ragazzino di 13 anni che ha corretto una collega, che era in compresenza con me, dicendole “Prof non ha formulato bene la frase, non deve usare un condizionale deve dire Io posso… e le azioni che sceglie per raggiungere il suo obiettivo devono essere specifiche sennò come fa a raggiungerlo?” è stato divertente e confortante.
    Lo scorso anno proposi anche un corso di PNL adatto ai bisogni degli insegnanti e tenuto da una coach di PNL che nella vita è stata docente e preside, e che pertanto era la persona ideale per tenere il corso di formazione. Stranamente, anche se sarebbe stato tenuto senza grossi costi per la scuola, rimborso spese viaggio e contributo di 10 euro per un'associazione ONLUS, la preside della mia scuola, che è pure laureata in psicologia, alla fine non l'ha proposto ai colleghi.
    La psicologa che abbiamo nella scuola e che tiene uno sportello di ascolto non fa altro che chiacchierare con i ragazzi e i loro commenti sono: “Vado allo sportello di ascolto per saltare l'ora di lezione con il prof Tal dei tali. Quando la psicologa mi chiede perché sono lì mi invento un problema, poi lei mi dice devi fare così e colà ed è passata l'ora!”.
    Più che insegnare psicologia nelle scuole, o avere sportelli di ascolto, credo sia utile far fare esperienza, dare agli studenti strumenti che li mettano in grado di essere persone in grado di gestire problemi, essere capaci di capire i loro bisogni, stabilire strategie per realizzare ciò che vogliono, pensare in libertà e con creatività. E soprattutto insegnare ai docenti come stabilire un rapporto empatico, saper gestire situazioni di disagio, insomma saper insegnare, perché avere conoscenze e competenze non è sufficiente per essere un buon insegnante.

  • Wow, grazie 16enne 😉
    facci sapere se ciò che impari da psinel ti è utile nella vita di tutti giorni…non solo a scuola ma anche a casa e con i tuoi amici.

  • "Immagina di aver conosciuto
    gran parte delle cose che hai letto su
    psinel quando avevi 15 anni…come ti
    saresti sentito?"
    Beh Genna..io ho ne ho 16 e ti leggo già da alcuni anni appena ho tempo!Mi è sempre piaciuta la psicologia e il tuo blog è pieno di cose interessanti,complimenti!

  • Grazie Daniele,
    ora di meditazione obbligatoria 😉

  • Genna…complimenti, complimenti e…complimenti!
    Se noi, intendo genere umano, ci assumeremo le responsabilità delle nostre esistenze e, di conseguenza, del mondo in cui viviamo le tue bellissime speranze saranno una conseguenza naturale…prima di tutto l'Essere…
    Cosa ne pensi di inserire anche l'"ora della meditazione? 🙂

  • Ciao a tutti,

    @ Andrea La macchia: Eh già è proprio vero, anche se gli stessi contenuti che tu citi io li ho pubblicati più o meno 3 anni prima del sito che nomini…giusto per mettere i puntini sulle I …comunque si sarebbe una buona idea.

    @ Andrea: inizio con chiderti perchè "mi chiedi scusa"? ragazzi ma lo leggete psinel o fate finta? 😉 sono anni che parlo male della PNL e dico con toni chiari e precisi che si tratta di un bigniami della psicologia…e neanche dei migliori 😉

    Andrea ciò che intendo non è dare la formazione psicologica in mano ai matusa di oggi …e neanche ai giovani appassionati di PNL…ma a persone competenti. Lo so che siamo in Italia, ma mi piace sognare che possa migliorare. Si esattamente come dici alla fine del tuo articolo, non si tratta tanto di insegnare "psicologia" o "filosofia morale" (come veniva chiamata prima)… insomma anche se non sei d'accordo sui termini, quando si parla di "relazionarsi" si parla di psicologia. Alla fine arriviamo alle stesse conclusioni, però io sono un filino più ottimista o forse sognatore 😉

    @ Vincenzo: grandeeee mi piace moltissimo il tuo atteggiamento, vai e facci da apri pista 😉

  • Ciao Genna,
    sarebbe qualcosa di davvero straordinario in quanto come detto da te, permetterebbe di aprire nuove vie ai giovani anche in ambiti di soddisfazione personale…
    Nel mio caso , questo mondo ha cominciato ad affascinarmi esattamente l'anno scorso e mi sta accompagnando sempre … E'una crescita continua !
    e te lo dico da diciassettenne…

    Un caro saluto,
    Vincenzo

  • Non posso che essere d'accordo a metà.
    è vero che insegnare una serie di abilità è competenze "psicologiche" sarebbe utile ed auspicabile. Come del resto favorire lo sviluppo di capacità relazionali e di autoascolto.
    Quello su cui ho da ridire però è sulla cultura "alta" della psicologia in Italia. Insomma, ci ritroveremo ancora a studiare Freud e solo freud, forse daremmo un'occhiata a jung e ci giocheremmo tutto il secolo successivo.
    E se così non fosse allora quale approccio andrebbe insegnato? Certo non -solo- la PNL (scusa).
    Spesso ci si dimentica che la psicologia è una ramificazione della filosofia, pratica, e che ci sono tanti possibili approcci.
    In un mondo scolastico fatto di programmi ministeriali e di professori mal formati la vedo dura.
    Ma la sfida di portare nelle scuole lo sviluppo di competenze interiori e relazionali "psicologiche" (e non dico "la psicologia" che non vuol dire poi molto) quella si, andrebbe accettata e si, i tempi sono maturi.

  • Grande Genna,
    hai colto nel segno! Effettivamente dire "stai più attento" non è molto efficace, proprio perché chi mi sta impartendo questo ordine evidentemente ha poca conoscenza delle leve motivazionali, soprattutto dei metaprogrammi. Anzi, dà addirittura per scontato (presuppone) che se scelgo una scuola superiore piuttosto che un'altra, è stato perché mi hanno "spinto" a farlo delle scelte unicamente tecnico-scolastiche: e se in realtà alcuni di noi usano la scuola come "scusa" per creare rapporti fra coetanei? Finché la professione dei professori non li spinge a creare momenti in cui questi rapporti si approfondiscano, mi dispiace dirlo, ma fino ad allora l'insegnamento sarà sicuramente fallimentare, soprattutto perché oggi esiste Internet, e molto materiale sulla crescita personale è anche "a gratis", prendi il sito di persuasionesvelata, ti impari le leve di Cialdini e ti senti un leone mentre le usi nei confronti degli insegnanti, che intanto continuano a replicare schemi già acquisiti cinquant'anni fa e che oggi sono assolutamente e grandemente superate.
    Grazie,
    Andrea
    P.s.: queste mie convinzioni sono le stesse di quando andavo alle superiori, e il fatto di essere prossimo alla laurea in specialistica in pedagogia clinica non significa necessariamente che debba abbandonarle 😉
    P.p.s.: e ora apro e chiudo una piccola parentesi: faccio un po' di leva usando il metaprogramma "via da": se l'insegnamento non rende i professori sensibili alle leve che inconsciamente stanno usando nei confronti degli allievi, se agiscono spinti dalle viscere (comportandosi come si sono sempre abituati, magari prendendo a modello i loro stessi insegnanti), molte psicosette possono essere continuamente in attivo… Se si cominciasse ad essere sempre più sensibili a come i messaggi sono recepiti, soltanto così potremmo tenere "lontani" gli allievi da certe organizzazioni

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