Gestire le emozioni attraverso la scrittura…riscrivendo il passato

 

Oggi parliamo di un esercizio potentissimo, uno dei sogni segreti di ogni amante della psicologia,un esercizio semplicissimo per esplorare se stessi e “migliorare il rapporto con il tuo passato“.

Se mi segui da un po’ di tempo sai quanto ci tengo a farti fare gli esercizi “con carta e penna”, nella 32° puntata del podcast di psinel scoprirai una serie di studi spettacolari sull’utilizzo della scrittura per auto-aiutarsi (brutta traduzione del termine self-help)…buon ascolto…

 

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Eccezionale vero? non tanto l’esercizio in se, ma una delle prime prove sperimentali dell’efficacia di una sorta di auto-analisi…fatta completamente da soli e con semplice “carta e penna”.

La mia prima osservazione personale è quella di farlo con “grano salis”, scegliendo eventi “non troppo traumatici”. Pennabaker, il professore che ha testato questo metodo non fa riferimento alla “portata del trauma”…

…lui dice semplicemente che se si scopre, in corso d’opera, che il ricordo è troppo forte ed intenso, di cambiarlo. Quindi si tratta di un esercizio orientato “ai traumi della vita” ma ricordati che non si tratta di uno strumento clinico.

Se hai cose pesanti del tuo passato ti consiglio di rivolgerti a qualche mio collega nella tua zona (oppure puoi contattare me). Se invece pensi che si tratti solo di cose che”ti danno noia”…e tutti ne abbiamo…

…allora prova con quelle, utilizzando le poche istruzioni che hai ascoltato nel podcast. Come ti dicevo questa pratica viene anche chiamata “story editing”, cioè modificazione delle storie.

Ti avevo già accennato a qualcosa del genere quando abbiamo parlato proprio del potere delle storie nel 29 puntata del podcast. La cosa che più mi ha colpito degli studi di Pennabaker è la velocità con cui si possano avere dei primi risultati…

solo 4 giorni… ed il fatto che lo si possa fare da soli. Anche se sono consapevole che per molti motivi la relazione terapeutica sia imbattibile per discutere gli eventi traumatici della nostra vita, l’idea che lo si possa fare da soli mi piace anche di più.

Poco fa ti ho chiesto  di scegliere eventi”tranquilli”, non tanto perché temo che tu vada a trovare chissà che cosa nel tuo passato, ma per il semplice motivo, il fatto che potresti non “essere ancora pronto per farlo”.

Segui le tue sensazioni come dice Pennabaker ma scegli eventi “forti” solo se senti di poter gestire quelle emozioni. Come in tutte le cose il miglior modo è la gradualità, vacci piano e prova con qualcosa di gestibile e poi, se ti senti vai anche su quelli “più pesanti”.

Ma evita di giocare troppo a fare il tuo psicoanalista, ricordati che la frase che per anni ti ho citato è sempre valida…”guardarsi dentro rende ciechi” e come ti ho più volte raccontato questo vale se non si ha dimestichezza con “se stessi”.

Ed il modo più appropriato (che per ora mi sia capitato di sperimentare) è la  mindfulness. Così al termine dell’esercizio di Pennabaker mi sono permesso di inserire una meditazione.

Si perché credo che “osservarsi dentro” sia qualcosa che si possa fare bene solo con un “paracadute” la capacità reale di gestire le emozioni, la disidentificazione che si allena attraverso la meditazione di consapevolezza.

Ok, ma tene ho parlato talmente tanto che non ho ormai più il bisogno di giustificarla 😉 Ma sento la necessità di ripeterti ancora di evitare di giocare a fare lo psicologo e di interpretare ciò che scrivi. EVITALO lo dice anche Pennabaker…

…in caso, dopo aver scritto “brucia tutto”in un divertente rito liberatorio. Oppure distruggilo e buttalo nel cesso (perdona il francesismo).

Quindi evita di tenere dei “cimeli” di queste esplorazioni a meno che tu non ne senta il bisogno. Ricorda che lo stato che devi ottenere durante la scrittura è praticamente il nostro caro flow

…hai presente quando scrivi a raffica, senza pensarci, fino a quando non ti fa male la mano? Esatto è questo lo stato che vuoi mantenere…allenati esattamente come descritto nel podcast e fammi sapere come ti ha fatto sentire e le tue opinioni in proposito.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Grazie per la tua condivisione Drogo

  • Visto che è stata una mia esperienza personale, voglio parlare di un altro piccolo "rischio" che si cela dietro la scrittura. Quello che è capitato a me è il fatto di scrivere NON quello che avrei voluto scrivere MA quello che volevo alla fine leggere. Cerco di spiegarmi meglio: scrivendo sul mio pc, mi allontanavo dalla realtà pratica di ogni giorno a favore di un "mondo" (o pensiero) più astratto e questo derivava proprio dalla lontananza che si veniva a creare tra me e la mia scrittura. Rileggendo al termine, mi compiacevo del fatto che i miei pensieri e le mie azioni si fossero armonizzate così bene con tutto ciò che mi accadeva e di come la mia persona fosse splendida. In pratica invece di scrivere un diario personale stavo digitando un romanzo prendendo spunto dalle situazioni che succedevano nella mia vita. Infatti molte sensazioni descritte erano solo piccole bugie (e poco tempo dopo ho imparato cosa voglia dire mentire a se stessi). Insomma, tutta questa pippa serve solo ad accodarmi al consiglio di Gennaro, che è poi stata la scelta per capire dove potevo migliorare: anche su Marte scegliete carta e penna! 🙂

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