Psicologia e tecnologia: strumenti per la liberazione?

Ciao,

hai mai sentito dire che un tempo avevamo dei“poteri” che via via abbiamo perso?

E’ una delle consapevolezze che abbiamo da sempre, quello di possedere un più grande potere rispetto a quello che vediamo.

Di questo si sono occupati i mistici di ogni tempo, i quali, rifacendosi ad idee religiose, vedevano nell’essere umano qualcosa in più…molti di loro hanno parlato di liberazione.

Da questo punto di vista (che oserei chiamare agnostico) le religioni hanno da sempre uno scopo psicopedagogico…

…infatti se segui i dettami religiosi questi sono più consigli dettati dal  buon senso spiegati attraverso “mitologie”. Queste come potenti metafore hanno guidato (e continuano a farlo)le azioni di miliardi di persone.

Infatti come si sa da anni le metafore sono realmente in grado di guidare le nostre azioni. Vedere la vita “come una battaglia” è profondamente diverso che vederla come “una grande viaggio”.

Le metafore religiose quindi fungevano come una sorta di proto-psico-pedagogia. In altre parole servivano come modelli educativi della mente.

Vedo già gli atei convinti che pensano:”bhe è chiaro Genna, cercavano di inculcarci sistemi di pensiero astratti per guidare le nostre azioni ed i nostri pensieri“.

Si, se da una parte questa affermazione può essere veritiera dall’altra parte del mondo non è stato così, mi riferisco all’oriente…

…dove “queste metafore” prendono anche il nome di “insegnamenti di liberazione“. Si perché invece da quelle parti gli insegnamenti religiosi servono per liberarsi da “guru” e “maestri” e per comprendere sempre di più che il vero insegnante è dentro di te.

Certo non tutti sono d’accordo con questo punto di vista, ma è chiaro che in oriente la religione è legata a doppia mandata con la psicologia dei popoli ma…

…a differenza della religione occidentale quella orientale sembra aver da sempre puntato verso la “liberazione della mente e dello spirito”. Anche se un religioso non lo accetterà con piacere io sono convinto che anche la scienza faccia la stessa  identica cosa.

Cioè stia portando la civiltà umana verso un grado sempre più alto di libertà personale. Pensaci, fino a qualche decennio fa cosa dovevi fare per inviare una mail?

Esatto, dovevi comprare carta, penna ed andare in posta. Tutto doveva essere smistato attraverso un canale superiore, le poste appunto. A cui tu ti affidavi affinché le tue comunicazioni arrivassero in tempo e non si perdessero.

Oggi lo fai con un clic seduto a casa o dal tuo smartphone, certo esistono sempre una serie di intermediari ma è chiaro che il sistema è 100 mila volte più libero oggi che un tempo.

Così è molto probabile che fra qualche  decennio ognuno si produrrà la propria energia in casa, il proprio orto sul terrazzo, ecc. La tecnologia sta liberando lentamente l’umanità, fungendo come un rivelatore di informazioni che un tempo erano in mano a pochi.

Permettendo la circolazione semi-libera delle informazioni queste liberano i popoli che ne hanno accesso. Proprio come i popoli che anni fa avevano accesso a certi tipi di conoscenze religiose.

Lo so che il discorso può sembrarti lontanissimo dalla religione ma se ci pensi bene non è così. La stessa ricerca psicologica, di cui parliamo ormai quotidianamente, ci libera.

Ci libera dalle vecchie convinzioni su come siamo fatti, non a caso la maggior parte delle scoperte di natura psicologica degli ultimi anni sono davvero contro-intuitive. Cioè non sono afferrabili dal nostro semplice intuito. Kahneman ci ha vinto un premio Nobel scoprendolo.

La psicologia al pari delle conoscenze che i mistici di ogni tempo ci hanno donato, oggi è in grado di dare un contributo importante alla liberazione individuale.

Ma da cosa ci libera davvero? Ci libera dalle convinzioni improduttive che negli anni ogni civiltà accumula. Ci libera da tutti quegli schemi limitanti che per ignoranza si vengono a creare (ti ricordi l’esperimento delle scimmie nella gabbia?).

“Quindi Genna la psicologia sostituisce in un qualche modo la religione ed i mistici?” No non si sostituisce, ma anzi ne diventa una sorta di custode e di “braccio destro” per chi crede.

L’esempio che più mi fa dire questo è quello della minfulness o della meditazione, scoperta dalla religione e confermata dagli studi scientifici.

Tutto questo “delirio” è per comunicarti che ogni scoperta scientifica può essere un vero e proprio “messaggio di liberazione” con un po’ di apertura mentale, ogni scoperta lo è. Perché ci rende sempre più consapevoli di noi stessi, non solo come individui ma anche e soprattutto come specie che vive in un ecosistema.

So che cosa può pensare un critico in proposito: “ma internet ci sta controllando tutti, siamo nell’era del controllo. Così allo stesso modo le scoperte della psicologia aiutano le multinazionali  senza scrupoli nelle loro manipolazioni, e lo steso fa la politica”.

Si ok, siamo d’accordo che internet ha completamente sconvolto il concetto di privacy e che siamo in una specie di “grande fratello”, ma c’è una grossa differenza rispetto al romanzo orwelliano…

…la maggior parte delle persone ha accesso alle stesse tecnologie su cui hanno accesso i governi e le multinazionali. O per lo meno molto più della nascita di internet, dove ognuno (armato di molta pazienza) può trovare le informazioni che desidera.

Al tempo di Orwell questo era impensabile, il controllo avveniva dall’alto verso il basso e non il contrario. Ok, mi fermo con questa analogia socio-politica ma spero sia chiara!

 

E nella psicologia? e nella crescita personale?

 

La tecnologia sta permettendo passi da gigante che ci permettono e ci permetteranno cose pazzesche daqui a i prossimi 5 anni. Videocamere in grado di rilevare parametri fisiologici che diventeranno dei co-terpauti durante le sedute.

La ricerca sta provando sempre di più l’efficacia degli interventi psicologici online. Pare che in Germania siano ormai il 50% le terapie che si avvalgono di un supporto informatico.

Lo stesso vale per la crescita personale, ci sono ormai molti studi che provano come i training online abbiano un’altissima efficacia pari a molti training offline.

Questo per moltissimi motivi, il primo fra tutti è il tempo che ognuno liberamente sceglie di  dedicare alla propria crescita personale. Anche qui andiamo verso la libertà, ma non solo credo che le metodologie stesse abbiano la deriva della “libertà personale”.

Se vai a prendere le tecniche di crescita personale dei primi tempi, oltre ai motivatori erano cose che si dovevano compiere a volte anche complesse o addirittura pazzesche (come scrivere ogni cavolata che ti capita o cose del genere).

Per non parlare della PNL con tutte le sue complicazioni (spesso senza capo ne coda), per ogni “problemino” hanno costruito una tecnica specifica (mi riferisco al codice classico)…

…oggi personalmente medito, e la meditazione pur avendo una storia ed una filosofia gigantesca alle spalle è semplice, economica ed universale.

Nel senso che la pratica no ha esercizi difficili e complessi da ricordare…si tratta davvero di 4 informazioni (hai presente IOS? esatto quello basta per 30 anni;)). Non è facile praticarla ed avere il giusto impegno, ma di certo, posso assicurartelo da risultati strepitosi.

Anche la PNL in alcuni campi è molto utile, ma è spesso associata alla conoscenza di complesse tecniche. Non solo da ricordare ma anche da mettere in pratica da parte di un operatore.

Mentre alcuni modelli di PNL moderna, che vanno a prendere concetti anche più antichi o meglio originari, sono più semplici da ricordare… “ok sto sragionando a voce alta”per darti il messaggio che anche nel campo della crescita personale…

…si va verso un messaggio di liberazione! Ma non nel senso di “scatena il potere che è in te”e spacca il mondo alla americana.

Cosa che altro che liberatoria, visto che mette una certa dose di ansia, insicurezza in molte persone perché in fin dei conti di proietta in un mondo fatto di perdenti e vincitori.

Dove tu sei uno dei primi e devi usare la PNL per diventare”uno dei secondi”…è tutto marketing 😉

E del potere dentro se stessi con cui hai iniziato questo delirio? Genna sembra una puntata dei Simpson che inizia in un modo e finisce in un altro…dott. Romagnoli lei è fuori tema” 🙂

Si hai perfettamente ragione, volevo sottolineare quanto la società in cui viviamo ci abbia messo“dei paletti” e quanto, grazie alla evoluzione umana (non solo scientifica) ci si stia liberando di queste limitazioni.

Il progresso, in termini di evoluzione umana ci ha donato strumenti potentissimi. Sta a noi utilizzarli bene e per il bene, come per ogni strumento.

I frutti che la ricerca in psicologiaci sta dando in questi anni sono innumerevoli. Applicandoli si può realmente liberarsi da molti orpelli della nostra società e della nostra esperienza di vita.

Mentre molti pensano che tutto vada a “ramengo”(termine veneto per dire “a rotoli) io mi sento un inguaribile ottimista nel dirti che oggi la abbiamo molte più risorse di chi ci ha preceduto.

Alla faccia di chi dice che i nostri padri ci stanno consegnano un futuro peggiore del loro.  Se il mondo non finirà per motivi legati al nostro scarso interesse per l’ecosistema credo che nel futuro…

…noi appassionati di psicologia ne vedremo davvero delle belle 🙂 E tu cosa ne pensi? lascia un commento a questo lungo delirio che spero ti sia piaciuto.

Facci sapere cosa ne pensi e di la tua…o semplicemente aiutami cliccando su mi piace e facendo conoscere questo blog a persone che pensi possano esserne interessate.

A presto
Genna

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5 Commenti
  • Grazie Alchi
    completamente d'accordo 🙂

  • Grazie Alchi
    completamente d'accordo 🙂

  • Ciao a tutti. Per quanto riguarda il mio punto di vista io credo che la tecnologia,come la psicologia la filosofia la religione la medicina ecc.. siano grandi e meravigliose creazioni e che siano state inventate per migliorare la nostra vita. Ma come la polvere da sparo sono finite tutte quante anche nelle mani sbagliate. Perciò troviamo manipolatori, sciacalli,opportunisti,arrivisti ecc.. che ne fanno largo uso.Come vivremmo ora se non le avessero inventate? Forse invece di scrivere su una chat in questo momento sarei a prendermi a clavate con il mio vicino di grotta. Ma la storia non si fa con i se o con i ma.IO penso che bisogna sempre adattarsi al continuo cambiamento.Voglio concludere con il principio di alchimia che, se non ricordo male diceva più o meno così: tutto può guarire o uccidere, dipende dalle dosi. Ciao .

  • Ciao Gunzip,
    gran bella risposta e sono in parte d'accordo con te…ma credo che il mio concetto di "tecnologia" sia un po' più ampio del tuo.

    Platone era convinto (forse lo era Socrate ma chissà) che la scrittura fosse una cosa devastante, le persone avrebbero perso la memoria perchè non più in grado di ricordare le trasmissioni orali.

    Però allo stesso tempo quel salto tecnologico ha permesso poi a milioni di persone di conoscere e liberarsi.

    Tu, come fai a contestare ciò che scrivo? hai una tua idea, che si basa su una cultura, che avrai acquisito sui libri o anche in internet (come scrivi, se vai su internet puoi vedere che…sei libero di farlo solo se esiste internet;)) e sei libero di contestarmi solo perché hai approfittato di una tecnologia…

    Mi piace il concetto di "comodità" immagina una persona che ha dovuto scrivere la propria tesi di laurea solo nell'85. Con tutta robabilità l'avrà battuta a macchina e quindi avrà di certo fatto una fatica maggiore di chi oggi usa il pc. Anzi una fatica immane, ebbene quelle tesi venivano meglio?

    Fatica=merito/crescit e comodità=impigrimento …ecco non credo che queste equivalenze possano essere applicate al concetto di libertà che stiamo acquisendo grazie a strumenti come internet.

    Da sempre gli esseri viventi cercano di modificare il loro ambiente, si noi lo abbiamo fatto davvero male ma come facciamo a sapere di averlo fatto male? perché abbiamo abbandonato delle tradizioni? No perchè abbiamo delle tecnologie che ce lo dicono 😉

    Questo è il mio concetto di progresso tecnologico… se poi ci mettiamo in mezzo il dio denaro (come effettivamente stanno le cose) allora so che tutto va a ramengo…per cui capisco il tuo punto di vista, anche se la penso diversamente.

  • Ciao Genna,
    in genere mi trovo in gran parte d'accordo con quanto sostieni,
    tuttavia questa volta mi permetto di dissentire totalmente riguardo
    lo spirito "positivista" del post.

    Io credo che la tecnologia non abbia nulla a che fare con la libertà,
    piuttosto ha a che fare con la (ben distinta) comodità.
    Per dirla in altri termini, la tecnologia è una cessione di libertà
    in luogo di una maggiore comodità. Non sono il primo a sostenere che
    "gli oggetti che pensiamo di possedere finiscono per possederci".
    A che prezzo poi ? Vivere due giorni a settimana lavorando l'80%
    del tempo per poterci circondare degli stessi oggetti che, in teoria,
    dovrebbero farcelo risparmiare (il tempo). Perdendone oltretutto in salute
    e spiritualità (e quindi lavorando ulteriormente per poter produrre i
    farmaci atti a preservare la salute così perduta, in un grottesco
    circolo vizioso).

    Prendiamo la medicina e la farmacologia, prassi che vengono considerate
    universalmente con un'accezione totalmente positiva.
    Vero è che l'aspettativa di vita oggi è superiore a quella di 100 anni fa.
    Ci si potrebbe intanto chiedere come vivremmo diversamente se pensassimo
    di campare 50 anni piuttosto che 80. O quale sia la qualità della vita
    raggiunta una certa età. Ma anche tralasciando questo tipo di speculazioni sociologiche,
    attenendosi invero agli effetti biologici, vi è un'evidente contropartita:
    stiamo modificando la selezione naturale (in termini darwiniani).
    Se prima delle scoperte mediche del XX secolo la sopravvivenza era prerogativa
    degli uomini più "sani", adesso il concetto di sano non si applica più al sistema uomo,
    bensì al nuovo sistema uomo-farmaco. Riconosco un certo cinismo
    nel constatare come una parte sempre maggiore di popolazione geneticamente
    "malata" arrivi a riprodursi (proprio grazie alla tecnologia) producendo
    un'umanità sempre meno sana e sempre più più dipendente dal sistema medico.
    È vera libertà ?

    Inoltre (proseguendo la deriva disfattista / distopica, me ne rendo conto, ma a volte
    drammatizzare i concetti è un buon modo per confutare certi argomenti :),
    sempre grazie alle mirabolanti scoperte mediche, stiamo velocizzando la selezione
    naturale degli agenti patogeni rendendoli sempre più resistenti ai farmaci.
    Basta una veloce ricerca su internet (o chiedere agli infermieri in USA)
    per rendersi conto di quanto problemi legati agli MRSA (staphylococcus aureus)
    stiano diventando sempre più seri.

    In quanto all'affermazione "…è molto probabile che fra qualche decennio
    ognuno si produrrà la propria energia in casa, il proprio orto sul terrazzo,
    ecc…" a dire il vero, in termini di probabilità, parrebbe che ve ne siano
    diverse tali che lo "scarso interesse per l'ecosistema" condurrà a una catastrofe per la specie umana:
    http://www.theguardian.com/environment/earth-insight/2014/mar/14/nasa-civilisation-irreversible-collapse-study-scientists

    Vorrei che fosse chiaro che con tutto questo panegirico non è mia
    intenzione dare un giudizio di valore sulla prassi del "manipolare le cose del mondo"
    (ciò che chiamiamo "progresso"); bensì, esattamente al contrario,
    ne costesto il giudizio di valore ottimista / positivo dal quale, secondo
    me, si dovrebbe prescindere; soprattutto in termini di libertà.

    Insomma, anche con le migliori intenzioni, non esiste uno sviluppo
    tecnologico senza effetti collaterali nefasti proporzionali all'entità dello sviluppo
    stesso; effetti che restringono non poco la libertà degli esseri viventi.
    E sono scettico riguardo un eventuale ritorno di una "coscienza ecologica"
    da parte degli esseri umani. Questo poiché la volontà è una
    prerogativa del singolo individuo, che ragiona in termini di tempo-vita,
    piuttosto che di sviluppo storico / futuro dell'intera specie.

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