Il potere delle storie: Come le storie influenzano la nostra vita

Ciao,

quante volte mi hai sentito parlare del “potere delle storie”? Se mi segui da un po’ sai quanta importanza abbiamo dato negli anni alle storie e al loro modo di essere raccontate.

Un recente studio dimostra che le storie hanno il potere di modificare i nostri parametri fisiologici e di conseguenza la chimica del nostro cervello, agendo anche sulle nostre azioni. Non solo in questa 29° puntata del podcast scoprirai il loro effetto persuasivo ed alcuni esercizi per migliorarti…

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? E chi lo avrebbe mai detto che chi legge più libri è anche socialmente più abile? questo è uno dei dati che più mi hanno fatto “alzare i sopraccigli”, perché è uno di questi risultati che violano il senso comune. Se ti chiedessi chi è più abile socialmente, uno che frequenta le biblioteche o uno che va in discoteca di certo mi risponderesti il secondo. Ed in effetti non avresti  tutti torti se passassero entrambi il sabato sera nei due luoghi sopra citati.

Però è ovvio che chi legge di più ha a disposizione una gamma linguistica superiore per descriverei propri stati interiori. Questo era un dato di fatto fra i letterati e filosofo, ti basta ascoltare uno dei tanti convegni di Galimberti per sentirti spesso dire questo: “le emozioni si apprendono dai romanzi“. Ed in effetti hanno ragione e gli studi lo confermano, chi legge di più sembra avere più conoscenza dell’animo umano…

…non per nulla i primi psicoanalisti puntavano molto sulla lettura dei classici e della mitologia. Sono diverse le prove del fatto che, quando stai leggendo stai anche simulando dentro di te ciò che leggi. Per cui mentre leggi di cavalieri e di dame, tu stesso diventi un cavaliere o una dama.Ma non solo, leggendo le parole dello scrittore tu diventi anche l’autore stesso del romanzo.Perché i tuoi “meccanismi specchio” stanno…

…simulando ciò che ha vissuto il romanziere mentre scriveva…ovviamente in piccola parte,appunto una simulazione incarnata piuttosto che una vera e propria “riproduzione mentale”.Se non esistessero questi meccanismi i libri e le loro storie non ci emozionerebbero. Non ci permetterebbero di commuoverci davanti ad un finale strappa lacrime o di gioire nella risoluzione finale della trama.

Altro dato sconcertate  di questi studi è quello secondo il quale passiamo più di 8 ore al giorno ad ascoltare e vivere storie. Che siano quelle che noi raccontiamo agli altri o quelle che gli altri ci raccontano…o quelle che noi stessi ci raccontiamo. Dalla semplice narrazione di un evento quotidiano al telegiornale siamo immersi completamente nelle “storie”. E per la maggior parte del nostro tempo in cui siamo svegli (e anche nei sogni).

Secondo gli antropologi abbiamo sviluppato nel tempo un’affinità per le storie perché queste ci hanno permesso di evolverci. All’interno delle storie i nostri antenati inserivano informazioni e descrizioni utili alla vita quotidiana. Come il racconto di strane leggende per illustrare la geografia di una foresta o per esaltare la pericolosità di alcuni luoghi.

A questo punto spero sia chiaro il “potere delle storie” non solo per la nostra cultura ma anche per la nostra crescita personale. Ora vediamo insieme i consigli del podcast:

1) Leggi leggi e leggi: è chiaro che il primo consiglio è quello di leggere il più possibile, anche stili differenti.Gli studi dimostrano che sono le storie di fantasia quelle che hanno più appeal sul cervello. Per cui nutriti di storie, di romanzi, ma tranquillo se come me sei un appassionato lettore di saggistica, leggi quella, anche li ci sono una miriade di storie che nutrono il cervello.

2) Allenati a raccontarle: saper raccontare storie ti da diversi vantaggi, il primo è di certo quello  di saper catturare l’attenzione delle persone che ti ascoltano.Il secondo è quello di rendere più avvincente la tua vita. Il che non significa ricamarci sopra inventando storie, a meno che tu non lo voglia fare per il gusto di raccontare…ma  significa allenarsi a narrare.

Tutto ciò che racconti è una storia… qui trovi diversiesercizi di StoryTelling per allenarti a narrare letue storie.

3) Racconta la tua storia: una delle cose che tutti vorrebbero fare è “scrivere una biografia”…si non tutti ma molte persone sentono il desiderio di scrivere la loro vita. Ed io credo che abbiano più che ragione. Scrivere la propria vita, anche in modo breve e romanzato fa bene sotto molti punti di vista. Tecnicamente si chiama “story editing” e ne parleremo sempre di più nelle prossime “puntate”.

4) Elevator Pitch: gli americani, che sono molto più attenti alla persuasione e alla propaganda di noi,studiano da anni gli elevator pitch. Cioè quei riassunti sul proprio lavoro, da poter raccontare in pochi minuti.L’idea è quella di trovare in un ascensore una persona importante nel tuo lavoro e in quei 3 minuti, riuscire a raccontargli le tue idee e di cosa ti occupi, in modo da”fare colpo”.

Pensa alla tua professione o a qualcosa a cui tieni comunicare di te stesso, e scrivici sopra un “elevator pitch” che in pochi minuti, massimo 3, ti permettano di fare una buona sintesi di ciò che vuoi comunicare.

5) Ascolta le storie degli altri: ascolta con attenzione le storie che raccontano le persone. Primo perché questo ti allena a “dare attenzione agli altri”, cosa che di solito succede raramente. Siamo più nella nostra testa ad ascoltare le nostre storie più che ascoltare realmente quelle degli altri. Allenati in questo tipo di ascolto, farai bene a te stesso e al prossimo…

Come avrai intuito questo argomento è vastissimo,abbiamo preso i più recenti studi sul potere delle storie e li abbiamo commentati insieme. In realtà ce ne sono molti di più e tutti dicono più o meno la stessa cosa: allenarti nella lettura (cioè nella comprensione), nell’ascolto e nella produzione di storie ti fa bene. Non solo perché ti aiuta a comunicare meglio con gli altri, ma perché così scopriamo come comunicare meglio…

…con la persona più importante per noi, cioè noi stessi 😉

Come sempre fammi sapere cosa ne pensi,lascia un commento qui sotto e fammi tutte le domande che desideri. E se ti è piaciuto il post clicca su mi piace ed aiutami a far crescere psinel.

A presto
Genna

Ps. Azz…nel podcast ho fatto un piccolo errore promuovendo 100% Inner Game, ti ho detto che si tratta di un Video Training, ed invece è un Audio Training, per l’esattezza sono 30 Audio Training 😉

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6 Commenti
  • Complimenti per l'ennesimo bellissimo post (sei una fonte inesauribile) 🙂 A mio parere leggere molto è una fondamentale fonte di conoscenza. Ma sappiamo tutti che la pratica fa più della grammatica, nonostante ciò ci vogliono anni e anni di esperienza e una mente molto flessibile per imparare a comunicare in modo efficace solo correggendo i propri errori con l'esperienza. Quale scorciatoia migliore è attingere dalle esperienze altrui, attraverso i libri, questa fonte inesauribile di esperienza millenaria ci fa risparmiare tempo, ci indirizza sulla giusta via. Ma non dimentichiamoci di fare pratica per consolidare cio che impariamo. Ciao Gennaro, grazie e a presto.

  • @ Luigi: grazie mille per la pronuncia…ecco perchè mi sembrava di averlo già sentito nominare 😉

    @ Andrea: grazie per il tuo contributo, anche se sul fatto di scrivere gli obiettivi dovremmo parlarne un mesetto 😉

  • Grazie Genna di questo post!
    Secondo me hai la palla di cristallo, mi hai beccato! 🙂 In questa settimana di libri me ne sono letti ben due: uno di Coelho (Il cammino di Santiago), e uno, dai contenuti drammatici (Fuggita dalla setta di Carolyn Jessop), ed effettivamente lo schema che hai descritto, si trova perfettamente in questa sua esperienza nella FLDS, è stata davvero fortunata e coraggiosa ad uscirne! Tra l'altro ha mostrato anche alle sue simili che è possibile farlo, se davvero decidono di mettere fine ai continui abusi psico-fisici… Sì diciamo che la "dipendenza" dalla lettura è una cosa che mi piace tantissimo e ogni volta ne abbia l'opportunità la coltivo: ho da tempo fatto mia la celebre frase di Jim Ron ("Salta pure un pasto, ma non saltare mai la tua mezzora di lettura!").
    Nel leggere il libro di Coelho, naturalmente, ho fatto mie nuove distinzioni, tra l'altro contiene, oltre ai suggerimenti di tipo spirituale, anche molti concetti di sviluppo personale, come per esempio la messa per iscritto dei nostri obiettivi: dovremmo cioè sapere cosa vogliamo (e già su questo inciampa la maggior parte delle persone), ma soprattutto, il perché, cioè come dice Coelho, cosa ne facciamo dell'obiettivo, una volta raggiunto… Infatti questa è una domanda che Petrus, il suo trainer gli chiedeva sempre, ogni volta che Paulo si lamentava di voler trovare la spada, mentre era sottoposto a continue prove di resistenza.
    Grazie,
    Andrea

  • Sempre molto bello ed interessante.
    Mi permetto di dire:
    Freitag in tedesco significa anche venerdì.
    Si pronuncia FRAITAG (la EI si pronuncia AI), L'accento va sulla A
    quindi: Fràitag.
    Caramente

  • Bellissima citazione Luca…
    Grazie

  • Bell'articolo! leggendolo mi sono venute in mente le parole di Corrado Augias nel suo libro in cui parla della lettura e dice :" la lettura, con il tempo, diventa il "doppio" della vita"

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