Tecniche di comunicazione anti-aggressione

Ciao,

dopo averti raccontato come utilizzare la tua comunicazione efficace per “evitare le multe“oggi voglio mostrarti come usare abilità simili per affrontare una rapina o peggio una vera e propria aggressione.

Si tratta di diverse psicotecniche che hanno come scopo principale quello di “salvare la pelle” e nei casi più lievi di mettere in pratica strategie molto potenti di comunicazione persuasiva

Sei riuscito ad ascoltarlo? Metto le mani avanti e ti dico da subito di evitare di usare tutte le tecniche presentate se la situazione è ad alto rischio, cioè ti trovi davanti ad una persona armata e in un luogo isolato. In questo caso come ti dicevo, sfrutta solo le tue doti “di relazione” per salvare la pelle evitando di fare il fenomeno con i modelli linguistici.

Se invece fai un lavoro ad alto rischio il mio consiglio è quello di approfondire questo tipo di argomenti, perché come sanno i professionisti di questo ambiente (per quello che mi hanno detto e riferito di persona) l’80% della buona riuscita di una negoziazione in caso di rapine e aggressioni è sempre psicologia. Poi ci sta un buon 20% di conoscenza tecnica…

…nel senso di sapere chi chiamare, come chiedere aiuto in modo efficace e come prevenire magari scegliendo le strade più illuminate e cose del genere. A questo proposito prima di mostrart il’80% della psicologia o del mindset da avere in quelle occasioni, ho fatto una ricerca su quel 20% ed ho trovato una bella presentazione di un ex-rappresentate delle forze dell’ordinelo trovi cliccando qui.

Infine prima di mostrarti i passi descritti nel podcast ultimo disclaimer: andare in giro restando sul “chi vala” se da un lato potrebbe renderci pronti a qualsiasi evenienza dall’altro lato aumenta la probabilità di essere aggrediti. No tranquillo non si tratta della “legge di attrazione” ma di qualcosa di più “terra terra” della profezia che si auto- avvera.

Immagina i due estremi di chi si aspetta di essere aggredito, da un lato ci saranno le persone che si spaventano ed attivano tutta una serie di piccoli comportamenti che aumentano la possibilità di essere aggrediti. Come ad esempio camminare in modo spedito, magari stringendo la borsa a se è questo fa venire in mente magari al male intenzionato che porti con te tanti soldi o che semplicemente sei “uno facile da rapinare”…

…viceversa immagina “lo spavaldo” convinto di poter affrontare qualsiasi aggressione, anzi è tanto ringalluzzito (spero non dal mio podcast) da guardare male tutti i passanti. È chiaro che anche questo atteggiamento può aumentare la probabilità di essere aggrediti. Per cui il mio consiglio è: se fai un lavoro pericoloso allenati di brutto con queste tecniche in luoghi e modi sicuri per te e per gli altri.

Se invece, come me, sei un semplice cittadino che vuole imparare a difendersi, allora impara queste cose e poi “dimenticatene”. Nel senso di “tenerle fuori dalla coscienza” mentre stai magari attraversando una zona brutta della tua città o potesti, paradossalmente aumentare la probabilità di essere aggredito. Lo so è una bella “sega mentale” ma ci tengo alla tua incolumità:)

 

Bene, Messe le mani avanti vendiamo insieme questi consigli anti-aggressione:

 

1) Relazione: mettersi “down” nel senso di assumere la posizione “dell’allievo” è di certo ciò che un rapinatore si aspetta da noi.

Ma a volte può anche accadere il contrario, soprattutto con persone disperate che nel rapinare possono dirti: “vedi cosa sono costretto a fare per sopravvivere?”. In questo caso puoi assumere la posizione “up” ma dimostrando “amore compassionevole” più che”voglia di fare la morale”.

Tutto questo non conta troppo se si tratta di una rapina in piena regola, dove ti viene chiesto di consegnare ciò che possiedi…lo so magari anche tu sei una testa calda come me ma ti assicuro che nulla vale più della vita, banale ma non troppo.

Per cui in caso di rapina resta calmo e consegna tutto ciò che possiedi e mentre lo fai cerca di identificare e fotografare dei dettagli del tuo aggressore in modo da poterli poi riferire alle forze dell’ordine.

2) Consigli non verbali: fatti piccolo, lo so che sembra contro intuitivo ma ti assicuro che se ti fai grosso e minaccioso fai aumentare l’aggressività.

Evita di fissarlo negli occhi, ma fai finta di non volerlo vedere in volto (finta perché in realtà sarà utile notare i segnali identificativi). Rispettala sua zona di prossimità…”non gli andare troppo sotto” e continua a sembrare sottomesso/a.

Mostra i palmi delle mani e non fare gesti troppo rapidi. Imita il suo non verbale senza esagerare in modo anche, se sei allenato, di calibrare il suo stato.

Lo so che sembra fantascienza infatti la è se non ti occupi situazione d’emergenza evita qualsiasi tecnica o modalità che possa destare sospetto o far nascere una qualche escaletion.

3) Distrai e confondi: se si tratta di un “semplice mal intenzionato” che magari vuole solo attaccare briga con noi, puoi utilizzare alcune tecniche di comunicazione per distrarlo e confonderlo.

Se ricordi tempo fa abbiamo parlato anche di come sia stata provata l’efficacia sperimentale di una tecnica del genere la DTR. Ovviamente serve molta pratica e “sangue freddo” per poterle applicare in quei contesti…

…un esempio molto divertente è raccontato nel libro di Derren Brown “il mentalista” se non sbaglio, dove ci dice che ha visto in tizio visibilmente ubriaco  che gli sbarrava la strada con un classico “cazzo guardi”e lui gli ha detto qualcosa del genere:

il muretto dietro  casa mia è alto 1 metro e sessanta, quello li non mi sembra più alto vero?“…

…qui Derren Brown ha distratto l’aggressore con una domanda assurda, tu puoi fare lo stesso. Puoi usare argomenti assurdi o ricombinare quelli che lo stesso aggressore utilizza (come hai sentito nel podcast). L’importante è che subito dopo averlo distratto e confuso tu dia una direzione al tuo discorso…

4) Dirigi il discorso e scappa: Una volta che hai fattola prima distrazione o confusione, che sia linguistica o fisica come quella “del cane”, puoi andare via oppure continuare con le suggestioni, in modo elegante è quello di dire subito …”cioè…mmm scusa, volevo chiederti se sai dove si trova il pub tal dei tali”…magari se lo vedi bello brillo è anche un modo per ricalcare il suo stato ed entrarci in rapport (ma non troppo;)…

…oppure “cioè volevo dire, sai dove posso trovare una buona birra a quest ora?”. Insomma, ti scusi per aver creato la confusione e poi ponti una seconda domanda concreta e repentina…e poi scappi elegantemente,fingendo di cercare il tuo cane.

5) Le tue parole: come abbiamo visto più volte la scelta delle parole che utilizziamo può avere una profonda rilevanza psicologica. Se ad esempio usi termini che si riferiscono allo “stare tranquilli e calmi”…questo faciliterà realmente lo stato emotivo di cui si parla.

Se sei costretto a parlare usa questo tipo di termini cercando di stare realmente calmo e tranquillo (medita è il solito consiglio;))…

…un buon modo per “suggestionare” non è tanto quello di dirgli direttamente di “stare sereno” ma di disseminare qui e la concetti che abbiano a che fare con la tranquillità. Insomma devi essere un po’amorevolmente subdolo, cercando di buttare qui e la termini e concetti “calmi e tranquilli”.

6) Le tecniche: qualsiasi tecnica tu sappia applicare,intendo tecniche linguistiche come quelle della PNL devi farlo con estrema accortezza. Perché se il tizio si sente preso in giro diventa sicuramente molto più pericoloso.

Quindi utilizza pure la DTR o il BYAF e tutto ciò su cui hai già esperienza (se nel tuo lavoro ti capitano cose del genere ti consiglio di studiare un po’ di modelli della PNL).

7) Il trauma: Essere aggrediti o rapinati è di certo un trauma, per cui appena arrivi a casa o appena puoi, gioca a tetris. Come dimostrano questi studi giocare a tetris nelle prime 6 ore di un trauma può facilitarne l’elaborazione.

Perché anche questa volta ti rompo le scatole con la meditazione? Il primo motivo è chiaro, essendo una modalità di gestione delle emozioni…ma c’è anche un secondo motivo, il fatto di imparare a”mettere da parte l’ego“.

In altre parole quella sorta di orgoglio esplosivo che in questi casi èpiù che controproducente. Come mi capita spesso di affermare in alcuni contesti clinici…

…a volte bisogna saper rinunciare a quelle belle sensazioni di essere nel giusto se si vuole essere efficaci…

Sono convinto che la psicologia di chi subisce l’aggressione sia la parte più importante per difendersi, ancor di più delle arti marziali che come ti dicevo nell’audio non disdegno. Ma è chiaro che nulla può valere più della nostra vita se non la nostra vita stessa, in quel caso picchia duro e nelle zone morbide 😉

Detto questo mi piacerebbe sapere se tu hai avuto una qualche esperienza del genere e se hai voglia di condividere con noi altri modi per difendersi a cui non ho pensato. Lascia un commento qui sotto e se ti è piaciuto il post clicca su mi piace.

A presto
Genna

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6 Commenti
  • Ciao Gennaro, grazie per tutto quello che fai!
    Ho deciso di commentare questo tuo podcast perché è quello che mi ha fatto ridere tantissimo! Da fan di amici miei mi sembra il minimo ” la super cazzola neuro linguistica ”
    Continua così

  • Ahahah Grazie Vincenzo 😉

  • Certo 🙂
    In pratica, come spesso capita nella scuole , in particolare nella mia classe( che "ciorta" ! o buona opportunità di allenamento) , è presente un ragazzo purtroppo vittima di complessi mentali abbastanza gravi tanto da indurlo a mettere in atto comportamenti violenti con i ragazzi e con i professori al fine di richiamare l'attenzione , probabilmente credo , o per cercare di mostrare agli altri, ma principalmente a sè stesso, di essere in gamba e "all'altezza".
    Ciò è infatti sfociato anche nell'assunzione di leggere droghe che gli permettono di ottenere uno stato di benessere più o meno duraturo… Ma non è assolutamente questo il momento di porre la sua diagnosi psicologica xD
    Fatto sta che , da quando mi sono appassionato al mondo straordinario della psicologia e delle opportune tecniche di difesa, ho pensato subito di metterle in pratica e, al momento in cui mi si è avvicinato con i soliti STUPIDISSIMI pretesti di violenza ( mi stai guardando o tutto bene , in maniera minacciosa), gli ho risposto :
    "in realtà dipende quanti gol ho fatto , io credo che ci sia una percentuale alta di partite boh…
    a proposito, dovrebbe interrogarmi qualcuno oggi e ho assunto l'espressione incredula che l'ha suggestionato parecchio per circa mezzo minuto xD
    Ciao,
    Vincenzo

  • Ciao ragazzi:)

    @ Alchi: si conosco bene il famoso killer instict perché lo allenavano anche i miei istruttori di Box Tailandese durante il clinch (credo si scriva così) esercizio dove ti dovevi appiccicare all'avversario e rilassarti addosso a lui per poi esplodere all'improvviso. Mi sa che siamo in tanti con la doppia personalità 🙂

    @ Vincenzo: Grandeeee, potresti raccontarci cosa hai fatto di preciso? Penso sarebbe di grande interesse per tutti. Io le ho usate sempre e solo per gioco ma mai in situazioni davvero pericolose.

    Grazie
    Genna

  • Ciao Genna,
    Molto interessante questo post, come tutti 🙂
    Particolarmente carina, efficace e potente a mio parere, è quella della confusione mentale indotta da una serie di parole riguardanti tutt'altro argomento in un momento improvviso della conversazione (o dialogo a fini di litigio).
    L'ho testata personalmente in quanto frequento la scuola e lì, di persone in vena di contrasti , ce ne sono moltissime e… ha funzionato alla perfezione ahahah
    E' bella soprattutto l'espressione confusa che assume la vittima dopo xD

    Grande stima come sempre
    Ciao,
    Vincenzo

  • Ciao Gennaro. Ricordo che molto tempo fa frequentai per 4 anni una palestra di jeet kune do, purtoppo dovetti smettere a causa della distanza da casa mia. Li mi insegnarono molto sulla difesa da strada e di come era importante prevenire, a osservare le persone e le situazioni , quasi a livello paranoico. ancora oggi quando vado in un locale mi posiziono dove riesco a controllare l'entrata e l'uscita e mi cade l'occhio su i personaggi che sono sospetti, ovviamente facevamo simulazioni di agressione. Insegnavano comunque a rispondere gentilmente e a chiedere scusa per disarmare una persona tendenzialmente agressiva, ma quando questo non bastava e si era costretti a reagire le tecniche insegnate erano immediate e brutali. La cosa che mi ricordo in particolare era una specie di meditazione, alternata (dopo ad un segnale del maestro) ad una scarica di agressività brutale contro un fantoccio o un sacco.Questo allenamento veniva chiamato killer istinct serviva a passare da uno stato di tranquillità in una frazione di secondo ad un attitudine di brutalità totale e un istante dopo tornare in uno stato di serenità questo per avere un attitudine giusta nel momento del bisogno e non rimanere traumatizzati dopo l'agressione. Spero di non aver assimilato una doppia personalità ;-). ciao e a presto.

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