Meditazione: Presenza e meta-cognizione sono la stessa cosa?

Ciao,

l’altro giorno Daniele, un affezionato lettore mi haposto una domanda davvero interessante che riguardavala differenza fra lo stato di presenza e la meta-cognizione.Nel rispondergli mi è venuto in mente di chiarire meglioquesta differenza perché è in grado (secondo me) diaumentare ancor di più la nostra consapevolezza.Lascia che mi spieghi meglio: la meta-cognizionecioè il renderti conto dei tuoi pensieri avvienesolo se sei presente…

…non ci hai capito niente? Tranquillo:) allora con iltermine presenza mi riferisco alla capacità di restarenel presente, senza giudicarlo ed intenzionalmente. Si tratta di uno stato che conosci molto bene perchéhai dovuto attivarlo (questa volta senza la tua direttaintenzione) in diversi momenti critici. Se ad esempiostai guidando, mentre con la testa sei altrove e alloimprovviso scoppia un temporale che impediscela visibilità sei costretto ad diventare presente.

Continuando con questo esempio, se però ad untratto inizi a pensare al fatto che devi fare X e Y edin pratica ti ri-perdi nei tuoi pensieri, in base allarigidità del temporale sarai costretto a tornare conl’attenzione sulla strada e sulla guida. Questa è una sorta di meta-cognizione in cui praticamenteci accorgiamo che i nostri pensieri ci stannodistraendo da ciò che facciamo e questo ciaiuta a tornare nel presente.

Con questo semplice esempio si comprende beneche la metà-cognizione è una sorta di feedbackche ci aiuta a comprendere dove siamo e facilitàil fatto di tornare presenti. Ed è esattamente ciòche ti chiede di fare la meditazione, tu porti latua attenzione sul respiro (presenza) e quandoti accorgi di distrarti (meta-cognizione) ritorniallo stato di presenza. Possiamo quindi vederela meta-cognizione come un muscolo…

…mentre la presenza è qualcosa di naturale cheaccade spontaneamente accorgerci di distrarcicioè la meta-cognizione è qualcosa di menonaturale. Quindi meditare non significa solorestare nel presente ma anche e soprattutto accorgerci quando la mente inizia a vagare…è a questo livello che stiamo facendo veroallenamento. Potremmo chiamare la meta-cognizione con un termine molto più familiare…

attenzione, ed infatti è proprio a livello dellaattenzione che ci sono i maggiori vantaggi per imeditanti. È proprio la tua capacità di spostarel’attenzione a diventare sempre più forte nellameditazione, non tanto la capacità di restarenel presente (anche se poi alla fine il tutto sirisolve proprio in questo, nel restare presenti).Come al solito questo lo sanno bene gli sportividi alte performance…

…infatti quando stai svolgendo una qualche attivitàsportiva e sei nel famigerato flow c’è una bassameta-cognizione. Anzi sei completamente assortoin ciò che stai facendo, come se non esistessealtro, sei semplicemente presente nell’azione.Ovviamente anche in questo campo, in modoparticolare negli allenamenti, serve allenare lameta-cognizione prima di diventare perfetti omeglio eccellenti.

Possiamo dire che in realtà se la prestazione hauna certa durata ed una carta complessità la metacognizione diventa fondamentale. È quella chedice ad un corridore che è il momento di bere odi rallentare il passo. E’ quella che ti permettedi procrastinare mantenendo i tuoi propositi,la famosaforza di volontà” in poche paroleche è guarda caso legatissima alla attenzione…

…guarda questo video…

Questo è il famoso esperimento di Michel  ripresoda Zimbardo, lo abbiamo visto più volte perchéoltre ad essere famosissimo afferma delle cose davvero interessanti. Ti invito a leggere i vecchipost su questo argomento.

Come hai potuto notare quello che ha dovutofare il bambino per non mangiare il dolce èstato distrarsi. Non a caso gli sperimentatoriche hanno ripetuto più volte questo famosoesperimento, lo hanno fatto “con e senzapossibilità di distrarsi”, notando che se ilbambino può giocare con qualcosaresiste più facilmente.

I bambini si mettono a giocare con il dolce perdirigere consapevolmente la loro attenzione.Allenare il muscolo dell’attenzione quindi nonserve solo per restare nel presente nel sensostretto della meditazione, ma è utile in ognicampo della nostra vita. Come ti ho più voltesuggerito ti consiglio di acquistare il libro diDaniel Goleman “Focus” per leggere tutti iriferimenti si questo tema.

La meta-cognizione il rendersi conto che ci stiamodistraendo dal punto di attenzione è anche unadelle chiavi in moltissime forme di terapia e dìcambiamento…soprattutto del lavoro fatto inautonomia su se stessi. Se infatti con l’aiuto diun terapeuta è a volte possibile che il”cambiamento avvenga con una  iniziale nonmeta-cognizione…

…quando lavori da solo su te stesso la metacognizione è la condizione essenziale affinchéavvenga un cambiamento. Poi in realtà per farsi che il cambiamento terapeutico sia buono eduraturo anche il terapeuta più strategico develavorare sulla meta-cognizione del paziente.Ti ho mostrato questi esempi differenti perfarti notare l’importanza di allenare questomuscolo…

…muscolo senza il quale la presenza intesa comemindfulness diventa impossibile se non in casifortuiti o poco costanti. Quindi concludendo lapresenza è qualcosa di naturale nel quale entried esci durante la giornata in base al tuo tipo diambiente e di compito affrontato. Mentre lameta-cognizione, cioè la capacità di pensareche stiamo pensando, è una sorta di sentinellache ci avvisa quando perdiamo la presenza.

Allenare questa sentinella significa allenarela presenza, perché senza di essa saremmo inbalia degli eventi casuali per ottenere lo statodi presenza. Alcuni lo provano solo facendocerti sport, come quelli estremi (non ho nullain contrario) ma la cosa bella è che non haibisogno di buttarti da un deltaplano incendiatoper allenarti, ti basta prendere alcuni minutidella tua quotidianità.

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto. Se hai domande scrivilequi sotto in caso fossero di interesse comunecome la domanda di Daniele (che ringrazio)le inserirò nel mio podcast o ci faròdirettamente un post. Grazi per la tuacollaborazione 😉

A prestoGenna

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2 Commenti
  • Grazie per l'articolo.
    Tutto il lavoro di meditazione è in realtà lavoro di concentrazione, e per ottenerla è necessario riprendere continuamente l'attenzione che vaga di qua e di là, riportandola sull'oggetto.
    La meditazione viene poi da se, se riesci a stare fermo per un periodo sufficiente…

  • Grazie Genna per averti dato un bello spunto!

    Anche a me questo me ne ha dato un altro 🙂

    Quanti modi ci sono secondo te di eseguire quel processo di meta-cognizione?

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