Defusione cognitiva: Come squarciare il velo di Maya…con un trucco :)

Ciao,

hai letto il “post delirio” di venerdì sui livelli di percezione?

Se non hai mai sperimentato una forma di meditazione probabilmente tutti quei concetti legati ai livelli dell’esperienza non ti dicono nulla. Ecco perché ho scritto questa ANL per spiegarmi meglio e per farti provare sulla tua pelle la differenza fra quando sei “fuso con i tuoi pensieri” o quando invece riesci a “de-fonderti” da questi.

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Sei riuscito ad ascoltarlo? Hai provato l’esercizio?Hai appena provato una esperienza di defusione dove, ripetendo la parola come un mantra questa ha perso il suo contatto con il suo significato.Tornando a i 3 livelli, la parola che prima dava avvio a tutta una serie di rappresentazioni perde temporaneamente questo contatto permettendoti di vederla come ciò che è,una semplice parola!

Bene, se non hai ascoltato l’audio probabilmente non hai capito una mazza di quello che ho detto fino adesso se invece l’hai ascoltata ed hai anche letto il “il post delirio”, allora sai tutto.

Quindi la parola “caffè” è il nostro pensiero che si ricollega a tutta una serie di concetti, come”aroma”, “tazzina”, ecc. La parola è il terzo livello mentre le rappresentazioni che scatena sono il secondo quando la parola perde il suo senso, in quei pochi istanti puoi osservarla per quella che è, ed eccoci arrivati al primo livello.

Questo è il collegamento fra l’esercizio che hai appena fatto e la mia teoria o meglio la mia ipotesi, sui tre livelli di percezione. Che si somma alla ipotesi della disidentificazione come livello dissociativo, di cui abbiamo giàparlato. In altre parole più ti sposti verso i livelli più alti di astrazione…

…e più sei lontano dalla presenza ed entri in uno stato più simile alla “comune trance quotidiana“.Cioè quello stato di sovrappensiero o di sogno ad occhi aperti che ci capita numerose volte durante la nostra quotidianità. Non si tratta di uno stato inutile ma di qualcosa che ci permette di riposarci durante la giornata. Tuttavia non ci permette solo di rilassarci ma anche di distrarci da ciò che stiamo facendo.

Quindi non c’è nulla di male nel far vagare la mente se lo facciamo in un momento di svago, ma non se lo facciamo durante un’altra attività che magari ti chiede la nostra attenzione.

Se lo fai in quel momento, molto probabilmente inizierai a nutrire dei sentimenti negativi nei confronti di quella stessa azione. Magari stai lavorando ed invece di essere centrato in ciò che fai pensi al weekend o alle vacanze che tra poco arriveranno.

Ok sto uscendo un po “fuori tema” per cui rientro presentandoti come sempre la struttura dell’esercizio:

1) Parole e rappresentazioni: per prima cosa è bene ricordare ancora una volta che le parole che stai leggendo o quelle che “ti dici” non sono altro che rappresentazioni spesso arbitrarie di ciò che ci circonda. Queste sono collegate in una sorta di”rete concettuale” ad altri parole/concetti.

Così se ti chiedo di pensare alla parola “caffè” che cosa ti viene in mente? Scrivi almeno 5 cose che ti vengono in mente relative a questa parola.

2) Defusione: Ora avrai notato che è come se il caffè fosse entrato nella tua mente, nel luogo dove ti trovi,avrà agito come prime diciamo noi addetti ai lavori.Ora inizia a ripetere la parola “caffè” in modo ritmico e costante per almeno un minuto di seguito.

Fallo portando molta attenzione al suono della parola e ai movimenti che fa la tua bocca per produrli. Usa un cronometro in modo che tu possa misurare l’intero minuto…e appena hai finito passa subito al punto successivo…

3) Osservazioni: L’hai fatto? ripensa alla parola caffè magari guardando il foglio su cui hai scritto quei 5 significati che ti sono venuti in mente prima. Scommetto che ora la parola sembra completamente vuota, senza senso, non è così?

Se non fosse così significa che non l’hai ripetuta abbastanza oppure che hai lasciato passare troppo tempo dal punto 2 al punto 3.

4) Defusione “negativa”: scegli una piccola brutta esperienza, dove magari ti dici qualcosa di svalutante,del tipo “sono uno sfigato” sintetizza tutto in una sola parola come ad esempio sfigato e prova a fare lo stesso. Inizia a ripetere sfigato per un minuto intero e defonditi da quel significato… proprio come hai fatto poco fa con la parola “caffè”.

5) Allenati a defonderti dai tuoi pensieri: Puoi farlo con questo esercizio o ancora meglio con una pratica strutturata di meditazione. Infatti in caso non sia stato troppo chiaro la “de-fusione” è un sinonimo di dis-identificazione, fenomeno chiave di ogni pratica di meditazione.

Bene, come avrai notato si tratta di “un gioco” e non di una metodologia. Tuttavia se usata gradualmente può diventare una “pratica utile” da sommare a quelle della consapevolezza che abbiamo visto in questi ultimi 3 anni (meditazione camminata, del cibo ecc.). Il teorico che ha parlato di questa tecnologia e l’ha anche testata sulle persone si chiama Hayes e quipuoi trovare qualche informazione utile sul suo lavoro.

In caso tu non abbia letto il post “sui 3 livelli” ci tengo a ricordare che si tratta di una mia teoria che ha base solo nella mia esperienza. Ma che tuttavia è stata accettata da molti miei clienti come una utile mappa per muoversi “dentro e fuori se stessi”. Il “gioco defusivo” che hai appena fatto è solo uno stratagemma per farti vedere temporaneamente dietro il”velo di Maya” o dentro “Matrix”.

Fammi sapere che cosa ne pensi lasciando un commento qui sotto e/o cliccando su mi piace.E se mi segui su iTunes lasciami una tua valutazione o una tua recensione, mi aiuterai a rendere questo “podcast” visibile.

A presto
Genna

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3 Commenti
  • Ciao…

    @ Giusy: Certamente…resta in compagnia della sensazione spiacevole mentre richiami l'attenzione alla presenza.
    E fammi/cci sapere.

    @ Niccolò: hai perfettamente ragione, infatti non consiglio di farlo con gli stati piacevoli. Anche se credo che farlo anche con loro non porti nessuna controindicazione del genere. Ma bisognerebbe provare.

    Grazie per i feedback 🙂

  • Niccolò Orlando
    Rispondi

    Molto bello come esercizio e come post in genere. Ma ho una domanda, ai fini del persegimento del proprio benessere, questo esercizio ci serve per disidentificarsi dalle emozioni negative o a farci recuperare presenza nel momento? Perchè credo che quello che è bello è vivere la bellezza che ci evocano alcune parole, e disidentificarsi anche dagli stati piacevoli mi sembra un po' come diventare degli automi.

  • Ciao Genna…Ho provato a fare l'esercizio con il caffè;é vero: la parola risulta vuota, senza senso. Ti seguo già da qualche anno e faccio regolarmente eserizi di meditazione.
    Volevo sapere se un esercizio del genere possa farlo con la parola prelievo, che evoca in me sensazioni di paura. Lo so, un prelievo è banale ,ma il ppensiero mi agita.
    Grazie e buon lavoro

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