Come aprirsi alla creatività…meditando

Ciao,

se mi segui da un po’ di tempo non ti sarà sfuggitoche negli ultimi anni ti parlo sempre più di quellache oggi chiamiamo mindfulness. Cioè di quellapratica che serve per allenare la mente a restarenel presente in modo intenzionale e senza giudizio.Se mi segui sai quanto fa bene praticarla, tuttaviada qualche tempo alcune persone mi dicono: “maGenna qualche anno fa ci parlavi dei vantaggi diavere una mente che vaga“…

…si effettivamente la mente vagante non ha solo svantaggi ma è la prerogativa delle menti creative.A quanto pare pochi secondi prima di avere delleidee creative la nostra mente si trova in vagheggionel senso che sta divagando piuttosto che essereconcentrata (onde gamma). Essere “sempre sulpezzo” sembra essere nemico della creativitàperché come provano molte ricerche…

…siamo decisamente più creativi nei momenti divuoto, in cui siamo aperti a ciò che ci salta inmente e non solo in mente, anche agli occhi.E per quanto ti possa sembrare strano lapratica della meditazione ti aiuta a fare questoo meglio ci aiuta a gestir meglio il difficilepassaggio fra una attenzione concentrataad una attenzione distesa e rilassata.

Ti ricordi la “metafora del fiume”? Quando lanostra mente vaga è come essere in mezzo ad unfiume in piena di pensieri, questi ci sono utiliperché ci aiutano a comprendere il mondo maallo stesso tempo possono catturarci e nonfarci capire che esiste una riva del fiume dacui possiamo osservare i pensieri senzaidentificarci con essi.

Questo è più o meno quello che si fa in ognipratica di meditazione, ci si concentra sui proprisensi per allontanarci dai contenuti mentali chesono astratti e disgiunti dalla sensorialitá. Se seisensorialmente aperto a ciò che accade, provanonumerose ricerche, la tua capacità di osservare idettagli del mondo che ti circonda aumenta notevolmente

…e questa capacità di restare aperti è fonte digrande creatività. Quindi per essere creativi è sinecessario saper lasciar andare il vagheggiomentale ma essere in grado di tornare nelmomento presente. Questa è la differenza fraun sognatore ed uno che è in grado direalizzare le proprie crea-zioni.

Per essere creativi è necessario avere e fiducianel vagheggio mentale, perché non si tratta diqualcosa a caso se ti dai un obiettivo creativo.Ma si tratta di una elaborazione inconscia e sesei presente a te stesso diventi maggiormentein grado di percepire quei segnali del tuo corpoe della tua mente che ti suggeriscono una”soluzione creativa” una idea.

Quindi lo stato di presenza può essere utile ancheper la creatività, però bisogna equilibralo a veri epropri momenti a “briglia sciolta” dove il nostroinconscio è libero di creare per noi. La ricercapunta molto sulle pause frequenti nel lavoroche consentono alla mente di vagare e ditrovare idee.

A quanto pare i luoghi migliori per fare una pausacreativa sono quelli immersi nella natura. Cometi ho raccontato ormai diversi anni fa, la naturaha un effetto ristoratore sul nostro cervello, e nonsolo, ne aumenta anche le prestazioni. Anchela sola immagine di una scena della natura puòfare lo stesso effetto ristoratore, anche sequesta viene immaginata…

…ed infatti un altro modo di “meditare” è proprioquello di concentrarsi su una scena della naturamentale, cercandola di viverla con i “sensi dellamente” o canali rappresentazionali. Altra cosa chese segui Psinel conosci molto bene e che puòaverti già dato ottimi risultati se  l’hai applicatanella tua vita.

La meditazione ti permette di essere più creativoperché rinforza quel muscolo in grado di aprirsialle nuove idee. Un “muscolo” che alleni tutte levolte che ti sorprendi per qualcosa che vedi chesentì o che percepisci cinestesicamente. Si trattadi un piccolo allenamento quotidiano che puòdare enormi frutti. Se nella vita fai il creativoprovaci con qualche semplice esercizio…

…Qui ne trovi tanti ma ti basta anche soltanto fare21 respiri al giorno, cercando di portare l’attenzionea ciò che percepisci, come l’aria che entra ed escedal tuo corpo piuttosto che sui numeri. Cercandodi restare nel presente, lasciando andare tutti igiudizi ed i pensieri non pertinenti con gentilezzasenza accusarsi di nulla. Non si tratta di unagara ma di un esercizio.

Allenarsi a portare attenzione focalizzata cipermette di “dosare il grado di attenzione“. Loso che può suonarti assurdo ma è davvero così elo provano tutte le persone che meditando da anni.Si riesce a modulare il nostro grado di portareo meno attenzione alle cose, perché dopo tuttola meditazione si occupa proprio di questo.

Se hai dato un’occhiata al bel documentario cheho postato martedì scorso sai quanti beneficipuò darti una semplice pratica quotidiana. Ate la scelta…pillola blu o pillola rossa? 🙂

A prestoGenna

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7 Commenti
  • Nike/Lothar (Nicola Perchiazzi)
    Rispondi

    Ciao Genna, come al solito un ottimo commento.
    Sono d'accordo sul fatto che una mente "vagante" (una mente "tramp" direbbero gli anglo-yankee – la mia è "supertramp"…) ha i suoi vantaggi, ma convengo con te sulle prerogative della mindfulness.
    Diciamo che occorre stare sulla linea di confine tra "supertramp" e "zen", sforando (e sfiorando) un po' di là un po' di qua (nel mio "La PNL Olistica", metto al primo capitolo il "riequilibrio emozionale" – le "radici" – poi passo alla "mindfulness", ossia il "fusto" – cap. 2, per terminare, "volando", con la visualizzazione LOA – Legge d'Attrazione – ossia le "foglie" e i "frutti", che però possono essere anche acerbi o acidi… cap. 3).
    P. S. By the way, oggi che è l'8 marzo, ho pubblicato un post molto "supertramp" sul mio blog "Dal caos la stella danzante": ti piacerà.
    Nicola Perchiazzi

  • Ciao Paola,
    ho visto qualche settimana fa la prima puntata e neanche tutta, non che non mi piacesse (anzi penso sia fatta davvero bene) ma per motivi di tempo.

    Azz…altri autori internazionali che seguono PsiNeL…scherzo 😉 grazie per la segnalazione…

  • Ciao Genna, le hai viste le prime puntate della nuova serie Mind Games? Te lo chiedo perchè in più di una occasione alcune scene mi hanno riportato alla mente alcuni dei tuoi articoli ;D

  • Ciao Alchi,
    ottima domanda …la mia risposta forse non piacerà a qualcuno. Attualmente ritengo che la mindfulness sia più semplice ed efficace della auto ipnosi che è complessa e molto difficile da applicare. Questo lo sanno tutte le persone che hanno provato ad applicare l'una e l'altra.

    Il mio consiglio è, se uno sente di avere bisogno dell'ipnosi per raggiungere specifici risultati, allora è bene che si rivolga ad un professionista. In questo modo si risparmia tempo e fatica. Mentre la meditazione puoi praticarla da solo senza alcun aiuto esterno e ti da risultati tangibili in breve tempo. Risultati aspecifici che però influenzano il tuo totale benessere.

  • Ciao Gennaro, complimenti per l'interessantissimo post. volevo farti una domanda. Quando è meglio utilizzare la mindfullness e in quali circostanze è meglio l'autoipnosi? Grazie.

  • Grazie per il tuo feedback
    Simone 🙂

    E vedrai quanto è profonda "la tana del bian coniglio" ;))

  • Ho cominciato proprio ieri sera un corso di mindfulness e devo dire che mai come oggi ho capito cosa hai voluto dire, sia in questo post che in tanti altri post del passato che in certi punti prendevo un po' per buoni, senza comprendere a pieno ciò che intendevi.

    E sono solo all'inizio del mio percorso!! 😉

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