Superare l’Ansia: 6 strategie per gestire le emozioni negative

 

Ti piacerebbe liberarti dall’ansia e trasformarla in “forza ed energia”? Ok allora sei nel posto giusto:) per prima cosa è utile fare una netta distinzione fra ansia in quanto emozione comune, cioè che tutti proviamo e disturbo d’ansia, cioè quando questo diventa così pesante da essere invalidante. In questa ANL parleremo della primo tipo…

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? Spero sia chiaro che queste strategie sono rivolte “a chi sta bene” ma vuole gestirsi ancora meglio. Tuttavia parlare di ansia come emozione senza mai cadere nel patologico è assai difficile.

La distinzione fra le due non è qualitativa ma quantitativa, lascia che ti faccia un esempio utilizzando un’altra emozione negativa:

Tutti una volta nella vita proviamo tristezza, questa può essere data da un evento specifico (abbandono, lutto, delusione lavorativa ecc.) oppure avere più cause distinte e a volte difficilmente rintracciabili. In entrambi questi casi l’emozione diventa pensante cioè invalidante solo quando è eccessiva. Non in termini di qualità ma ancora una volta di quantità.

Così se sei triste per 2 giorni e non ti alzi dal letto ma il quarto giorno ti alzi e gradualmente riprendila tua vita, non si può parlare di “depressione”. Allo stesso modo se di tanto in tanto, magari nei riguardi di qualche cosa di specifico, ci sentiamo “in ansia” non c’è niente di male o anormale. Ma se questa diventa frequente e quotidiana e ci impedisce di svolgere le nostre attività…

…allora siamo di fronte a quella “patologica” di cui oggi non voglio parlare, anche se come hai afferrato non si tratta di due cose diverse ma solo di uno stra bordare di quella emozione o menò. Ti dico questo perché come avrai ascoltato se digiti la parola “ansia” su google inside (che ho scoperto da poco essere stato incorporato con un altro servizio di google…trend) ecco che cosa vedi…

 

Abbastanza inquietante, sembra che la parola abbia avuto un salto incredibile in questi ultimi anni e non faccio fatica a crederlo visto che l’85% dei miei pazienti soffre di un qualche disturbo legato all’ansia, e questa è in un qualche modo presente in ogni patologia umana, anche fisica. È per questo che ci tengo a precisare che questi esercizi non sostituiscono l’aiuto di un professionista…

…ma se utilizzati intelligentemente, cioè all’interno di un progetto terapeutico (quindi da parte di un professionista) possono essere davvero efficaci.

Fortunatamente trattandosi della stessa emozione possiamo utilizzare queste strategie anche per gestire le “comuni ansie quotidiane” ma non solo per quanto mi riguarda possono davvero essere delle strategie di prevenzione.

Infatti se uno ascolta la ANL e segue quei facili (a volte mica tanto) consigli, difficilmente arriverà a quel livello di soglia che determina l’arrivo delle persone nel mio studio.

Una per tutte, ti basta pensare all’idea del controllo, una volta che hai accettato di non poter controllare tutto  di non dover essere perfetto e di accogliere quelle sensazioni, sei già moooolto vaccinato 😉

Come ti dicevo esistono 100 teorie che spiegano come “funziona l’ansia” per cui eviterò di dirtele tutte (anche perché molte si contraddicono fra di loro) ma ho scelto solo quelle che secondo la mia esperienza hanno dato risultati migliori. Bene, detto questo vediamo da vicino queste 6 strategie contro l’ansia:

 

1) Evita di parlare dell’ansia: per due semplici motivi, primo essendo una nominalizzazione “caricata socialmente” è meglio evitare di parlarne. Secondo perché ogni volta che qualcuno ti aiuta ti da il doppio messaggio…ti voglio bene e ti aiuto perché da  solo non puoi farcela…e questo secondo messaggio può realmente causare danni.

 

2) Esponiti: “sei un perfettino che esce di casa solo dopo 2 ore di trucco e parrucco? Allora ogni tanto esci di casa spettinata…sbaglia volontariamente qualcosa in ufficio…mettiti una maglietta al rovescio. E se conosci la persona e sai che stai per emozionarti, diglielo…scusa ma sono emozionato”. Ricorda, evita di usare il termine ansia o di farlo il meno possibile…sostituiscilo con emozionato.

 

3) Evita di pensare alla cause: quando arriva quella emozione ascoltala, se sai meditare portaci sopra la tua consapevolezza…evita di evitarla…fermati un attimo se puoi, rallenta ciò che stai facendo ed ascolta quella emozione senza aspettarti alcuna risposta. Stai li insieme a lei, senza cercare di insabbiarla facendo altro.

Molti si lanciano in 10000 attività…si è vero che lo sport fa bene, è provato scientificamente che fare sport aiuta chi ne soffre davvero…ma bisogna evitare di usare lo sport come rimedio istantaneo contro questa emozione.

 

4) Medita: “…e che te lo dico a fare” , ci sono decine di studi che provano che la meditazione mindfulness è uno strumento perfetto per la gestione delle emozioni, fra queste anche l’ansia.

 

5) Affronta le tue paure: se ti sentì titubante lanciati…agisci…se ti stai chiedendo da qualche minuto se entrare o meno in un locale, conta fino a tre ed entraci. Se non te la sentir i uscire di casa per qualche preoccupazione irreale, fai un piccolo  sforzo ed affronta la paura…esci!

 

Dare retta alle tue preoccupazioni può creare dei circoli viziosi di evitamento per cui fai sempre più fatica ad agire. Questo consiglio praticalo solo se la tua paura non ha raggiunto stadi patologici, cioè di blocco totale…infatti se non sei preparato lanciarti potrebbe essere peggio. Per cui lanciati nelle coseche ti sembrano approcciabili ma che per qualchemotivo la tua mente, in quel contesto, teme.

Si, “teme” perché l’ansia può essere anche definita come “la paura della paura“…che è ciò che t’invito a sabotare cercando di affrontare quotidianamente le tue paure, sapendo che questo ti farà crescere.

6) Dedicale uno spazio: sono molti gli studi che provano qualcosa che a molti sembra assurda,prendersi del tempo per stare insieme a quella emozione, anche se negativa. Anzi è fare il contrario,ad avere i peggiori effetti.  Se sentì che le emozioni diventano molto intense  evita di soffocarle…

fermati e portaci sopra la tua attenzione. Potresti dedicargli uno spazio, prenderti qualche minuto per pensarci…il che non significa fare un auto analisi sulle cause o sui significati di quelle sensazioni, ma semplicemente metterti li è percepire che cosa succede nel tuo corpo con un atteggiamento di accoglienza.

 

Ovviamente se sei addestrato alla meditazione questo ti verrà nettamente più facile, evita di disidentificarti dalla emozione, devi viverla ed  aspettare che cessi da sola, senza alcun tuo intervento. Lo so non è una passeggiata se le emozioni sono molto intense,per questo ti consiglio di allenarti a farlo quando sei tranquillo…cioè nei momenti in cui sei libero da quelle fastidiose sensazioni.

Come abbiamo visto nell’esercizio del respiro l’ansia, come emozione negativa, rischia di essere alimentata dalle nostre “tentate soluzioni” che invece di “sollevarci” ci rendono sempre più schiavi del controllo. Per questo, se sei molto interessato a questo tema, ti consiglio di leggere tutti i link di questo post, perché portano ad interessanti ed utili informazioni. 

Bene, siamo finalmente arrivati al termine di questa ANL un po’ lunghetta, ma come avrai notato poco esaustiva. Si infatti si potrebbe parlare di questo argomento per anni…se pensi che questi esercizi possano fare al caso tuo,provali e fammi sapere come ti sei sentito dopo almeno qualche mesetto di esercizio

…tieni presente che condividere i tuoi feedbacke le tue impressioni avrà il classico “doppio effetto del commento”: come prima cosa ti aiuta a fissare i tuoi risultati, infatti dovendo scriverli sarai costretto a “pensarci su maggiormente”, e come secondo (straordinario) effetto, motiverai altre persone, che magari non credono “in queste cose” a migliorarsi…

…ovviamente puoi fare lo stesso, cliccando su Mi piace e condividendo con i tuoi social questa (spero utile) AudioNewsletter….

A presto
Genna

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9 Commenti
  • I tuoi consigli ed il tuo modo di spiegare gli argomenti sono eccezionali!! Graxie dell’aiuto che vi dai

  • Questa ansia mi fa salire la pressione in particolare la minima sui 90/95 e così mi agito ancor di più ..proverò a seguire i consigli grazie Gabry

    • Ciao Gabry
      segui i miei consigli ma se il problema è invalidante ti consiglio di farti aiutare da un professionista nelle tue zone.

  • Ciao Luca,
    la frase che hai citato l'ho sviscerata molte volte (cerca la parola "controllo" e ci trovi una ANL apposita).

    Questa frase però non c'entra con le esperienze del passato o meno. W. non afferma esattamente ciò che dici, ma dice che per avere dei cambiamenti terapeutici non è sempre necessario andare a pescare cose del passato. Lo so che sembra la stessa cosa ma è leggermente diversa.

    Cerca quel post…li ti spiego tutto 😉

  • Ciao Gennaro, ieri, con il consueto ritardo, ho sentito questa ANL: mi ha colpito parecchio il riferimento a "Guardarsi dentro rende ciechi", perchè ho il libro di Nardone-Watzlawick e non credo di averne ben compreso il significato. Per quel che ho capito, Watzlawick diceva che le nostra esperienza pregresse non influiscono sul presente/futuro, affermazione che mi sembra in contrasto con tutto ciò che dicono altri (Ad es. Giacobbe) ma anche con la mia esperienza personale. Potresti chiarirmi le idee?

  • Ciao Antonella,

    allora come detto queste 6 strategie possono essere utili anche per gestire altre emozioni, proprio come quella che stai vivendo tu…

    per prima cosa, se senti di vergognarti per questa situazione, invece di tacerla devi esprimerla. O meglio devi evitare di avere timore sociale perchè hai perso il lavoro. Dopotutto oggi è facile, visto che moltissimi lo perdono..

    Se invece senti che hai bisogno di sfogarti in questo senso ti consiglio di farlo il MENO possibile. Vale lo stesso discorso che ho fatto ad Elisa prima.

    Dedicagli uno spazio, pensaci scrivendo su un quaderno le tue peggiori fantasie sul fatto di aver perso il lavoro.

    Agisci, cerca una tua passione che desidereresti trasformare in lavoro e attraverso il web creati un altro lavoro. Lo so questo consiglio non c'era ma io la vedo così…soprattutto se il lavoro che hai perso era da dipendente.

    La nostra società sta uccidendo tutte le grandi organizzazioni, il futuro è dei piccoli imprenditori e professionisti che utilizzano le nuove tecnologie…ti consiglio di dare un'occhiata sul web ed agire.

    Ovviamente evita di agire subito, datti un pò di tempo per pensarci sopra. So che ogni caso è a parte, per cui spero di averti dato qualche dritta in più per gestire questa situazione.

    GEnna

  • Ciao Elisa,
    purtroppo condividere le emozioni negative può far scatenare quei due effetti negativi… il primo è che ce ne ricordiamo il secondo è che, ogni volta che ne parliamo la gente cerca di "aiutarci", anche solo dicendo …"mmm si capisco"…e a quel punto è come se ti dicesse: "ti aiuto perchè sei una mia amica, e contemporaneamente, ti aiuto perchè da sola non sai gestire questa situazione".

    Quindi il mio consiglio è di parlarne il meno possibile e di evitare qualsiasi gesto che possa portare gli altri a "commiserarci" o ad "aiutarci senza motivo". A volte è ciò che abbiamo fatto con i nostri genitori, ci faceva girare le scatole quando si pre-occupavano eccessivamente per noi. Alcune persone, a causa di questo circolo vizioso non raccontano più nulla ai genitori, pena litigi furibondi.

    Di solito "gli ansiosi" hanno un passato simile in famiglia. Per questo, alla luce delle ricerche sull'atto catartico (cioè il confidare agli altri i nostri problemi sentendoci emotivamente, scaricati) non funziona davvero.

    Spero di essermi spiegato un pò meglio.
    Genna

  • Caro Genna, ti seguo da pochi mesi e vorrei ringraziarti perchè le tue informazioni danno un aiuto pratico alla vita quotidiana e perchè fra tanti siti che si occupano di crescita personale ti considero uno dei più seri.
    In bocca al lupo. Telo meriti.
    P.S:: ho appena perso il lavoro che svolgevo da 23 anni, potresti darmi un consiglio specifico per superare le emozioni di questa situazione. Grazie ancora. Antonella

  • Grazie Gennaro, i tuoi post sono sempre utili e molto pratici, e questa è la cosa che mi piace di più.

    Puoi spiegarmi meglio il primo consiglio di oggi: Evita di nominarla. Intendi non nominare la parola "ansia" o proprio il motivo, l'emozione, lo stato d'animo?
    Ho sempre pensato che condividere le emozione negative possa aiutare a sentirsi meno soli nell'affrontarle e quindi ad avere più forza, ma forse è solo una sensazione soggettiva.

    Grazie! Buon lavoro
    elisa

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