Come trasformare lo stress in resilienza

Hai visto il video di Kelly Mcgonigal sullo stress? direi un bel cambio di “punto di vista”…vedere lo stress sempre come qualcosa di positivo. In realtà lo sappiamo che esiste lo stress positivo chiamato eustress. Ma le ricerche sembrano mostrarci la via regia verso quella che oggi va di moda chiamare resilienza…ecco come “ri-educarsi allo stress”trasformando ogni “sterssor” in una sfida.

 

Sei riuscito ad ascoltarlo? In fin dei conti abbiamo decine di citazioni che ci dicono: “non soffriamo per le cose che ci accadono ma per le opinioni che abbiamo sulle cose che ci accadono“. Per cui nulla di nuovo sotto al cielo, ma nonostante fosse da sempre così evidente pochi hanno indagato il potere delle convinzioni sullo stress. L’idea c’è sempre stata ma oggi abbiamo tutti gli strumenti per farlo.

Tutti questi studi ci portano a confermare una delle affermazioni più bizzarre del passato: “quello che non mi uccide mi fortifica” (Nietzsche). Quindi mentre per anni abbiamo pensato che lo stress fosse paragonabile alla “goccia che scava la roccia” in negativo. A quanto parte se la roccia verrà scavata dipende solo da quanto “la roccia creda sia possibile essere scavata”:)

Perdona il gioco di parole ma è esattamente così ed è qualcosa che ci risuona bene perché tutti sappiamo che chi ha dovuto affrontare determinate sfide nella vita ci appare come più forte. Oggi si direbbe più resiliente cioè in grado di piegarsi ma di non spezzarsi ed ogni volta che “ci si piega, s diventa più forti e flessibili”. Nuovamente nulla di davvero Innovativo per gli appassionati di crescita personale.

Qui puoi trovare un articolo sulla regolazione delle emozioni della Mcgonigal e nel suo sito puoi vedere con i tuoi occhi, alcuni hanno davvero dell’ incredibile. Sono meccanismi del tutto simili a quelli descritti da Bruce Lipton, solo che lui essendo (attualmente) al di fuori del mondo accademico viene visto diversamente (anche perché propone  forme strane di cambiamento personale).

Quindi che la biologia possa essere modificata dalle convinzioni non è una novità. La vera e profonda innovazione è sapere che basta una piccola “imbeccata” (come quelle ricevute dai soggetti negli esperimenti) per avere questi cambiamenti psicofisici. Senza dover fare faticosa “messe in discussione razionali delle proprie convinzioni”.

Come sempre in psicologia la chiave sta nelle nostre “intenzioni”. Se la tua intenzione è quella di affrontare una difficoltà sapendo di trarne dei vantaggi perché apprenderai lo stress, a quanto pare, ti farà davvero bene. Ecco perché ho pensato a questo semplice esercizio:

1) Carta e penna: hai presente l’esempio che ti ho raccontato sui “controllori di volo”? Esatto è anche per quello che ti chiedo di utilizzare un quaderno e di scrivere invece di pensare e basta,

2) Agenda: ora prendi una giornata impegnativa di questa o di una qualsiasi settimana e scrivi quei 4 o 5 impegni che sai ti potrebbero procurare alti livelli di stress. È come fare una sorta di “agenda degli eventi stressanti futuri”…

3) Convinzioni: adesso prendendo un evento alla volta chiediti…affrontare questo evento quanto mi farà crescere? Come mi sentirei se riuscissi a far fronte a questo evento? Quanto più facile sarebbe poi affrontarla nel futuro? Insomma devi trasformare quell’evento stressante in una sfida, una prova cheti farà crescere.

4) Gli imprevisti: a fine giornata puoi passare 5 minuti a controllare come hai affrontato quegli eventi e in cosa ti hanno fatto crescere. Di certo noterai che alcuni di questi eventi erano imprevisti, scrivili e nota quanto ti hanno fatto crescere e cosa hai appreso da come hai affrontato “l’imprevisto”.

5) Pratica: farlo solo una volta servirà a poco per cui ti consiglio di praticarlo diverse volte con diverse”giornate ed eventi stressanti”. Fallo senza delle aspettative precise, limitati ad osservare come fai fronte nel tempo a questi eventi e scrivi solo i tuoi successi. Questo creerà nel tempo delle nuove e forti convinzioni “naturali”…una ri-educazione allo stress.

6) Le persone: tutti gli studi dimostrano che avere delle buone relazioni sociali migliora “lo stress” e non solo. Condividere il tuo tempo con altre persone ti aiuta a gestire al meglio le tue sfide personali.Lo so questo c’entra poco con l’esercizio ma era d’obbligo inserirlo dopo aver ascoltato la conferenza della Mcgonigal.

Mi piace questo termine “ri-educarci allo stress” alla luce delle scoperte della psicologia attuale. Mica”pizza e fichi” ma scoperte che se ben applicate potranno realmente dare una svolta al nostro modo di vedere ed affrontare lo stress e le sfide della vita. Non ti ho proposto un esercizio di modificazione Diretta delle convinzioni (come quelli che trovi in PNL) perché l’esperienza diretta funziona meglio.

La cosa sorprendente di questi studi è che sono la riprova di qualcosa che “sotto sotto” sappiamo tutti. In qualche modo le persone sanno che nel mondo non tutti sono fortunati come noi, e come fanno quelli li a sopravvivere? A camminare ogni giorno per chilometri o vivere con lo 0,01% di ciò che possediamo noi? Quelli li si stressano?

Allora qualcuno potrebbe dire: “ma no Genna lo stress della nostra società è psicologico mica fisico…è dovuto alle troppe informazioni ecc”.

Una giusta osservazione se non ci dimentichiamo che corpo e mente sono una cosa sola. E che quindi farti tutti i giorni 30 km a piedi forse non ti mette di buon umore a 50 anni. Non stanno facendo dello sport, cioè un’attività deliberata ma devono farlo!Per cui lo “stress” esiste ogni volta che c’è una sfida,loro devono farlo e si attivano per fare cose a volte per noi “impossibili”.

Possiamo tranquillamente portare questo stesso esempio nella nostra civiltà. Chiaramente non si tratta di dover diventare così resilienti da farci sfruttare dai “datori di lavoro” o da chi pretende di organizzare il nostro lavoro quotidiano. Se mi segui sai che sono un sostenitore della libertà e credo che questi strumenti, forse un tempo usati per “controllare i popoli”…

…oggi possano davvero renderci “più liberi” e allo stesso tempo renderci delle persone in grado di affrontare le sfide della vita. Ok mi fermo qui perché stavo per entrare in un argomento quasi politico e spinoso. Prova l’esercizio e fammi sapere cosa ne pensi, se hai idee, commenti,critiche o suggerimenti, lasciali qui sotto.

E sentiti libero di condividere questo post cliccando su mi piace e pubblicandolo sui tuoi social media.

a presto
Genna

 

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