Il Futuro della Psicologia e della Crescita Personale…le macchine sostituiranno l’uomo?

Ciao,

quando 15 anni fa dissi a mio padre che volevo farelo psicologo mi guardò e mi disse “Genná se pensiche possa farti lavorare?”. E non so perché a dispettodella già non condizione economica rosea pensaiche nel futuro ci sarebbe sempre più stato bisognodi psicologia. Qualche giorno fa mentre guardavosuper quark in una puntata dedicata alle nuoveinterazioni fra uomo e macchina ho pensato”avevi proprio ragione”…

Prendiamo ad esempio il campo medico, fra 300 annise il mondo resiste e la tecnologia continua il suoprogresso, i medici saranno aiutati da macchinein grado di fare diagnosi e prescrivere terapie conun livello di precisione ineguagliabile dall’intuitoumano. A quel punto del medico resterà solo unacosa da apprendere seriamente, come entrare inrelazione positiva con i pazienti, la psicologia.

Pensaci, tutte le manovre tecniche, le ricerche chesi basano su dati fattuali, possono essere sostituiteda computer. Attualmente esistono computer ingrado di fare diagnosi scartabellando migliaia dicartelle cliniche ed incrociandole con pubblicazioniscientifiche, insomma un sogno per ogni clinico.Conoscenza e tecnica che si fondono assieme mache tolgono di mezzo solo una cosa, una cosaessenziale in ogni terapia…

la relazione. E chi sono le persone che studiano le relazioni? Esatto la psicologia 🙂 in ogni campodove si “lavora con la tecnica” sta avvenendoqualcosa di simile. Fortunatamente non credo chel’essere umano andrà in pensione ma che saràsempre di più un controllore esperto di ciòche sta facendo il computer. Così ci saràsempre un medico a controllare…

…così come nonostante ci siano già arei in gradodi volare senza piloti (pensa ai droni) e molte dellemanovre aeree siano svolte da un computer, dubitoche la gente si fiderebbe a volare sapendo di nonaver un vero pilota a bordo. Il pilota diventa uncontrollore, un esperto che si accetta che tuttovada bene. E le emozioni meravigliose diguidare un aereo?

I piloti le soddisfaranno in privato e non giocandocon la vita dei loro passeggeri. Lo stesso vale peri medici, che non potranno più fare i naïf che sifidano del loro senato senso (per fortuna non sipotrebbe neanche adesso) ma dovranno avvalersisempre più dell’ausilio di computer che li aiutinonelle loro complesse scelte.

Via via che la tecnologia renderà la tecnica medicapiù efficace e semplice più saranno necessarieconoscenza psicologiche. Perché all’essere umanoresterà solo la qualità della relazione che instauracon l’altro essere umano. Così come abbiamo giàvisto esistono già delle apparecchiature chepossono aiutare lo psicologo e chi si occupa direlazioni di aiuto…

…esistono telecamere in grado di rilevare gli stati di attivazione fisiologici, il battito cardiaco, la frequenzadel respiro o del riflesso di ammiccamento. E sonoanche in grado di osservare il non verbale con tuttele sue micro espressioni. Un validissimo aiuto perun qualsiasi colloquio psicologico, che darebbesempre più spazio, anche qui, alla relazione.

In realtà la maggior parte degli approcci psicologicida immensa importanza alla relazione. Quanto dettonon vale solo per psicologi e psicoterapeuti ma pertutte le persone che si occupano di relazioni d’aiuto.Tutti saremo chiamati ad avvalerci di tecnologiesempre più complesse che faciliteranno il nostrolavoro. Ma che soprattutto, secondo me,aumenteranno la richiesta psicologica.

Con il crescente “tempo libero”, lo so che ti sembraassurdo ma in questa “crisi nera” siamo la societàche ha più tempo libero a disposizione di sempre.Con il delegare gli aspetti “razionali” del benesserealle macchine… ci sarà sempre più bisogno di”esperti della relazione”. A dispetto di tutte leteorie che vedono la psicologia svanire con lasua crescente “biologizzazione”…

le ricerche sulle neuroscienze danno sempre piùspiegazioni affascinanti su come funziona il nostrocervello. Questo ci porterà presto ad avere dellemacchine in grado non solo di vedere dentro allanostra testa, ma anche di agire a questo livello.Per fortuna aspetti psicologici come la relazionenon andranno mai in pensione, perché la nostrapsicologia è più dei singoli neuroni che nefanno parte 😉

Ok, mi fermo qui perché potrei andare avantiancora molto a mostrarti cosa ne penso delfuturo della psicologia e delle relazioni diaiuto. Che tu sia “un addetto ai lavori” o menofammi sapere cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto…e se ti è piaciuto ilpost condividilo suoi tuoi social.

A prestoGenna

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1 Commento
  • Ciao Genna, interessante popst.
    Sto giusto leggendo un libro di

    Michael Gazzaniga :"Chi comanda?"sottotitolo "Scienza, mente e libero arbitrio"

    che parla di un argomento affine.
    La domanda che si pone è: noi umani siamo solo macchine biologiche automatiche regolate da fenomeni fisici e … e quindi anche la nostra coscienza risponde solo alla causalità e determinismo
    o il nostro libero arbitrio si muove in un dominio che non è solo determinato dalla nostra fisicità…? Gazzaniga dopo una bel viaggio che ci parla di pazienti split-brain, relazione mente-cervello, neuroscienza, fisica, anche fisica quantistica, (ma in modo intelligente e sensato,non quella che spiattellano nei loro libri e discorsi certi merluzzi del peggior self-help)e filosofia,
    arriva al tuo post di oggi!
    Tra le altre cose, ci dice come non dobbiamo ricercare tutto all'interno del nostro cervello ma anche nello spazio che esiste tra i cervelli delle persone, che ovviamente sono tutti legati Nella relazione quindi, come dici tu!

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