I 5 “errori” della psicologia accademica

Ciao,

mercoledì ho pubblicato un post dedicato agli erroridella crescita personale, oggi un po’ per par condicioe un po’ per divertimento ti parlerò invece di alcunierrori della psicologia accademica, secondo motoredi PsiNeL (questo blog). Come per lo scorso post citengo a dirti che questi “errori” sono mie idee natedallo studio e dall’esperienza, non si tratta di orocolato ma di semplici osservazioni che faccianomaggiore chiarezza in chi è appassionato diqueste materie

Oggi è venerdì per cui sei avvisato…si tratta delmio personale delirio. Si prega di leggere tuttoprima di commentare 🙂1) Che tutto sia operazionalizzabile: questo terminestrano significa prendere qualcosa e trasformarlo inun numero o meglio una variabile. Se ci pensiamotutto può essere traslato numericamente, ma questonon significa che stiamo lavorando con come certeo con fenomeni fisici ben distinti. Gli psicologi spessocredono troppo nelle loro “variabili” e questo ci portaal secondo errore…

2) Che la statistica media rifletta il comportamento del singolo: un risultato medio può si aiutarci ad avereuna idea generale della variabile di studio ma nondescrive davvero né il gruppo preso in esame né ilcomportamento del singolo individuo. Se ad esempiocostruisco un esperimento dove un tizio passa davantiad un gruppo di ragazzi li manda a quel paese e simisura la velocità della risposta…

…se mediamente 4 su 10 rispondo immediatamente edin modo violento non possiamo concludere che quelgruppo è “reattivo e violento” ma al massimo dire chequei 4 lo sono, ma neanche così semplicemente perché entrerebbero in gioco altre variabili, comead esempio l’effetto imitativo ecc. Anche questaconfusione di cause potrebbe essere annoveratofra gli errori, ma la metodologia della ricercapsico-sociale è sempre più attenta a questi errori.

3) Che la psicologia ingenua non sia reale: pensare chele intuizioni dei “non psicologi” siano errate per principioè sbagliato. Sono stati proprio i fondatori di questamateria “scientifica” (Vedi Wundt) ad escludere tuttele teorie ingenue…ma questo in realtà è impossibileperché il nostro pensiero ipotetico, quello che usiper “creare gli esperimenti” funziona nello stessoidentico modo di quello ingenuo.

Ci tengo a precisare che questo non significa che ogninostra intuizione ingenua sia reale. Ma semplicementeche fra le molte intuizioni molte sono utili e, comepiù volte ci ha mostrato la PNL, spesso sono proprioquesti modelli “ingenui ed inconsci” che fanno ladifferenza fra “uno mediocre ed uno bravo”. Percui dargli attenzione è fondamentale. (Anche quidevo spezzare una lancia in favore della miapsicologia…

…si perché in realtà oggi si da molta attenzione anchealle teorie ingenue, anzi alcuni le studiano con moltaattenzione. In modo particolare sono gli psicologi sociali quelli più attenti, non lavorando quasi maiin laboratorio ma in contesti reali.

4) Confondere il metodo con la verità: questo è un puntopiù dedicato ai neofiti che ai “veri scienziati”. Comunquec’è un errore grossolano, spesso che ha che fare anchecon gli ambienti accademici, quello di credere di “farescienza” mentre questa non è qualcosa che si fa ma èqualcosa che si utilizza. La “scienza” non esiste maesiste un metodo detto scientifico

5) Errore teleologico: alcune teorie psicologiche forti,come la psicoanalisi non vengono abbattute neanchedalle evidenze sperimentali, perché la base teorica efilosofica è talmente affascinante da risultare semprevera in qualsiasi occasione. La psicologia o megliogli psicologi fanno spesso questo errore, cioè quellodi innamorarsi di una teoria e leggere tutto in basead essa. Soluzione: un po’ di falsificazione (Popper).

Per evitare di cadere nel tecnico mi fermo quisi perché al contrario della crescita personale lapsicologia si è messa più volte in discussione.Per cui esistono montagne di ricerche su comee perché la psicologia accademica sbaglia inalcuni contesti. Poi ci tengo a farti presente chedire “psicologia” oggi è troppo poco specificopurtroppo…

…infatti esistono numerosissimi campi e branchedella psicologia, anche se la maggior parte degliappassionati di crescita personale (CP) pensa chesiamo tutti psicoterapeuti 😉 invece ne esistonouna quantità enorme e differenziata. È perquesto che sono ultra convinto che gli studidella CP debbano essere analizzati anchecon gli strumenti della psicologia.

Ora non stiamo a fare i sottili nel dire che forse sipotrebbe dire che anche la CP è in realtà unaparte della psicologia. Altrimenti poi mi tocca direche la psicologia è una parte della filosofia e chequesta è parte della nostra cultura…che è partedel genere umano…che è parte della natura eavanti così all’infinito e allora si questo postdiverrebbe un delirio 😉

Così prima di salutarti e lasciarti al tuo weekendmi scuso con tutti gli “addetti ai lavori” per lasemplicità con cui ho trattato questo argomentospinoso. Credo che la psicologia accademicapossa prendere le intuizioni della CP e fare inmodo di migliorarle e darci così strumentisempre più efficaci per gestire la cosa piùimportante che possediamo…

…la nostra “mente”… la nostra psicologia. Fra lecose più banali che spesso si sentono dire neicorsi di CP e che, con tutta probabilità ti usciràdalle orecchie è: “il successo è composto da un20% di tecnica e da un 80% di psicologia“. Unafrase che ad uno psicologo farebbe accopponarela pelle per la sua banalità e imprecisione…

…ma che tuttavia ci fa capire bene perché la CPnon può essere vista solo come un “fenomeno dicostume” ma come parte integrante del pensieropsicologico moderno. Ovviamente non faccioriferimento al “marketing” che sta dietro alla CPpoiché è spesso proprio questo a distruggerele teorie più belle della CP come la PNL.

La mission di PsiNeL mi è arrivata “di colpo” e miricordo anche quando l’ho comunicato al mio amicoAndrea (“Adreee…ho capito che cosa è PsiNeL”)era il 2009. Dopo poco Richard Wiseman hapubblicato i suoi due 59 secondi, con la stessaidentica mission di questo blog. Così in questianni sempre più autori di “psicologia” si sonointeressati alla CP e sempre più “leader dellaCP” si sono spostati sul versante “psicologico”.

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A prestoGenna

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3 Commenti
  • Grazie per la risposta, direi più che esauriente 🙂
    Hai ragione, non tutto si può provare sperimentalmente, almeno non subito. Anche in materie rigorosamente scientifiche come la fisica: la relatività di Einstein, per certi aspetti, é stata provata solo alcuni decenni dopo la pubblicazione, semplicemente perché gli strumenti adatti ancora non esistevano (e alcuni ancora non esitono). Ma se una teoria è solida, coerente e risponde a molte domande, allora possiamo (vogliamo) accettarla come vera. Le teorie di Freud sono un po' così…ed é difficile non innamorarsene. Approfondirò…

  • Ciao Gabriele,
    e grazie per la interessante domanda…

    allora la psicoanalisi, quella di Freud che poi si è espansa, diffusa e spezzettata in tante scuole a volte decisamente diverse…non è "scientifica" nel senso che non gli si applica il metodo scientifico.

    Questa distinzione diventa importante nel momento in cui nasce la psicologia come scienza del comportamento nel 1878 e di come si sono evoluti i suoi strumenti di ricerca. Nelle facoltà di psicologia quindi si dovrebbe parlare solo di quelle aree "scientifiche della psicologia"…

    …fortunatamente non è così. Infatti c'è spazio per altre formulazioni teoriche che possono essere poi validate o meno da prove sperimentali. Fra queste c'è la psicoanalisi che, per estraniarsi dal modello scientifico della mente (il comportamentismo) si è sottoposta poco a verifica sperimentale.

    Questa verifica può avvenire o osservando dati che possono avere a che fare con la teoria. Ad esempio, la analisi afferma che esistono dei contenuti rimossi e che questi ci fanno soffrire. Allora creiamo un esperimento che cerchi di farci osservare questo fenomeno.

    Oppure la verifica può essere clinica. Cioè ci sono degli psicoterapeuti (come me) che applicano il metodo e vedono se ha effetto sui disagi dei nostri pazienti.

    La psicoanalisi ha fatto poco in entrambi questi ambiti, perché ha assunto una posizione boriosa di "cultura assoluta" per tanto è uno dei metodi psicoterapici studiati con meno rigore. Ovviamente questo non vale per tutte le sue derivazioni, che si chiamano "psicoterapie psicodinamiche" che hanno un corpus di ricerche.

    Poi c'è l'aspetto teorico della psicoanalisi, tu mi hai scritto "pensavo fosse una teroia solida e confermata"…assolutamente no. La solidità della teoria freudiana viene spesso proprio dalla sua infalsificabilità cosa che la rende più simile ad una religione che ad una "ipotesi scientifica".

    E gli altri modelli di psicoterapia? la maggior parte ha un sacco di evidenze sperimentali…ovviamente resta il fatto che la psicoterapia resta in parte arte ed in parte scienza…come tutta la medicina in fin dei conti.

    Spero di averti chiarito maggiormente questi concetti.
    Genna

  • Ciao, seguo da poco il tuo blog (e mi piace).
    Che cosa intendi quando dici: "Alcune teorie psicologiche forti, come la psicoanalisi non vengono abbattute neanche dalle evidenze sperimentali"?
    Pensavo fosse una disciplina ormai solida e affermata, soprattutto verificata sperimentalmente.
    Ti prego di non essere troppo tecnico, dato che non sono un collega ma un semplice appassionato. Anzi, perché non ci scrivi un bel post?

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