Come gestire le emozioni positive e negative nella crescita personale

Ciao,

da quando mi occupo di meditazione alcunilettori mi hanno chiesto: “Genna ma non parlipiù di emozioni positive, la meditazione non lecontempla?“. Più o meno la domanda è questae vorrei partire da lei per questo delirio delvenerdì perché mette sulla brace diversiconcetti che possono chiarire alcuni ambitinebulosi della crescita personale.

Se mi segui da un po’ di tempo sai che non sonodel tutto d’accordo con il concetto cognitivo delde-condizionamento. In pratica l’idea è che sehai imparato a fare qualcosa puoi anche fare inmodo di disimpararlo. Niente di più lineare esemplice, ma le difficoltà applicative di questodiscorso sono molte: la prima deriva dal fattoche non sappiamo come si generalizza unapprendimento

…in pratica non sappiamo dove quella cosa cheabbiamo appreso risieda, per cui ci dimentichiamoil famoso vantaggio secondario. Perché quellapersona mantiene quel condizionamento? Questaè una domanda che ci si dovrebbe porre primadi fare anche un semplice collasso delle ancore.Altro aspetto collegato è il fatto che una voltache abbiamo appreso una cosa questa cimodifica in un qualche modo.

Per cui in realtà non cancelli il condizionamentocome se avessi una gomma. Infatti molti diconoche bisogna sostituire il vecchio comportamentocon uno nuovo. Ma neanche questo è così facilecome a sembra, perché non sappiamo (come giàdetto) che ruolo svolge il primo apprendimento.”Cosa c’entra tutto questo con le emozionipositive e la crescita personale?

L’idea di discipline come la PNL è quella che secontrastiamo una emozione negativa con unaaltra positiva di intensità maggiore questavincerà la competizione. Per cui quando nonti sentì al 100% ti basta pensare a qualcosa dibello e felice ed il tuo umore cambia e questoti rende più produttivo e sano.

È tutto vero, le emozioni positive ti rendono più sano, intelligente, flessibile, empatico, ecc. Evisto che non siamo così bravi a viverle è unbene coltivarle…ma utilizzarle come farmacoistantaneo contro le emozioni negative puònon avere sempre buoni risvolti. Il primo dannoè quello del l’evitamento psichico…

…in pratica diventiamo come fobici di alcunetipologie di emozione negative. Evirarle dicontinuo non ti fa crescere  ti fa fare come glistruzzi che mettono la testa sotto la sabbia.Per cui negli anni ho pensato ad una semplicemetafora per descrivere questo: è come metterela Sporcizia sotto al tappeto invece di farci iconti.

Questo non significa che ogni emozione negativavada spulciata ed esaminata, anzi…bisogna farein modo di viverle ma senza ragionarci sopra. Tiricordi la mitica frase “guardarsi dentro rendeciechi“? Esatto, se le guardi troppo razionalmenterischi di creare sovra significati che incasinanoancora di più il pensiero. Ecco perché da un po’di tempo a questa parte prediligo un tipo diatteggiamento più “orientaleggiante”…

cioè basato sulla consapevolezza dei pensieri e delle emozioni…belli o brutti che siano! 

Quindi Genna le emozioni positive le buttiamo via?Assolutamente no, come ti dicevo coltivare gli statipositivi ha moltissimi vantaggi che vanno dallasalute all’intelligenza. Quando provi emozionipositive tutte le tue performance migliorano e tiassicuro che esistono centinaia di studi che loprovano…ma…

..questo non significa che debbano essere usateper contrastare le emozioni negative. Se questoaccade naturalmente, cioè il tuo cervello spostail tuo focus attentivo sulle emozioni positive cheriguardano un certo contesto allora va bene.Ma se sei tu a farlo volontariamente, magaricon una tecnica, a lungo andare questo potrebbedanneggiarti…

…rendendoti sempre meno capace di gestire leemozioni negative che spontaneamente sgorganoin noi. Così nel tempo ho pensato ad alcune”linee guida emozionali” che si basano solosulla mia esperienza, ma da cui ho tratto moltoin questi ultimi anni:

Se l’emozione negativa è molto intensa bisognadarle il suo tempo. Bisogna prendersi il tempo diviverla ed elaborarla, non si può “far finta di nulla”o contrastarla con una valanga di esperienze positive.

– Così come è utile vivere le emozioni negative chesono molto intense è utile vivere quelle positive.Che come si diceva sono un boost per ogni tipo diattività umana.

– Emozioni negative e positive non sono l’uno l’oppostodell’altra. Cioè essere tristi non è l’opposto matematicodi essere felici. Non siamo dei contenitori dove siaggiunge o si toglie qualcosa, ma siamo contenitoridinamici dove ogni aggiunta e mancanza genera uncambiamento del contenitore stesso che ogni voltaè diverso.

Le emozioni positive non sono “le risorse”. Spessochi si occupa di PNL, preso un po’ dall’ultimo Bandlervede la generazione di stati positivi come se fosserole famose risorse di cui parla Erickson. Per cui in PNLsi usano spesso per contrastare le negative e a voltefunziona (quando le negative sono piccole e gestibili)ma non sono le risorse.

Per risorse s’intende ciò che hai appreso a livelloimplicito del tuo comportamento. Queste sono si”stato dipendenti” ma questo non significa chesia lo stato a generarle. In altre parole puoiaccedere a risorse potenzianti di te stessoanche senza vivere intense emozioni positive.

-Allenarsi a provare sempre più emozioni positivefa bene soprattutto se le usiamo come risorse. Notranquillo non sono impazzito ciò che voglio direè che “si non si tratta delle risorse ericksoninaneperò sappiamo che possono essere attivatori diperformance eccellenti“. Per cui provare unaemozione positiva prima di una performance neaumenta la qualità.

Quindi le emozioni positive è bene evitare diutilizzarle come “contrasti positivi” ma come attivatori di “mindset positivi”. Le esperienzepositive, come l’uscire con gli amici, guardareun film divertente o qualsiasi altra cosa che tifaccia sentire bene è oro…vivile saggiamentesenza mettere la testa sotto la sabbia e nericeverai degli enormi vantaggi.

Ecco queste sono alcune riflessioni nate da domandee critiche che spesso mi fanno… un gran bel delirio ;)Se vuoi saperne di  più su queste “linee guida emozionali nella CP” lascia la tua domanda fra icommenti oppure scrivimi in privato.

A prestoGenna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
Psicologia: “imitarsi non è sempre funzionale”
Psicologia: fantasticare migliora la memoria di lavoro
Comunicazione Efficace: esercizio per triplicare le tue abilità comunicazionali…e non solo ;-)
Esperimento ed “Emozioni”
2 Commenti
  • Grazie a te per l'approfondito feedback MarcoG.

  • Buongiorno Gennaro e buon weekend! Concordo pienamente con buona parte del post.
    Da ragazzo di 22 anni ché circa un anno fa ha effettuato un corso per diventare leader di yoga della risata (sai cos'è?) mi ricordo benissimo come usassi questa disciplina per fare lo struzzo e, anzi, forse ho usato proprio la migliore atta allo scopo – chi sa cosa sia lo yoga della risata mi crederà facilmente -. In realtà il mio discorso non è volto a demonizzare alcun ché, bensì a mettere in guardia su questo tranello: i miei "compagni" di corso (almeno cinquantenni) avendo imparato con l'esperienza a gestire le emozioni, hanno tratto solo profitti da quella pratica.
    Altro discorso, quello inerente al non razionalizzare i pensieri negativi. Su questo sono parzialmente d'accordo: penso ché una persona non abituata a guardarsi dentro debba prendere dimestichezza a farlo con la parte razionale (molto meglio se seguito o leggendo un libro appropriato) e contemporaneamente fare esprimere la propria parte emozionale (ché, almeno all'inizio è abbastanza sopita) poi con l'esperienza potrà benissimo curare i propri fantasmi negativi senza l'utilizzo dell'intelletto ma a livello energetico 😉
    Grazie di quello ché fai, ciao.

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK