Psicologia: La teoria dell’esperienza ottimale. Il Flow di Mihaly Csikszentmihalyi

Ciao,

nel 2009 ti ho parlato di una delle teorie più affascinanti nel campo della psicologia moderna: quella del “flow” o “stato di flusso” o “studio della esperienza ottimale”. Tutti nomi che descrivono qualcosa che tutti noi abbiamo provato, uno stato mentale specifico che emerge in particolari circostanze. Il suo studio ha dimostrato essere utile in molti contesti, dalla “scienza della performance” alla nostra felicità

Sei riuscito ad ascoltarlo? E ad entrare nel flusso delle mie parole? questa è di certo una delle teorie psicologiche più affascinanti degli ultimi anni. Lo stesso Mihaly Csikszentimihaly afferma: “sono diventato psicologo per capire quale era il loro segreto (qui intende il segreto delle persone che nonostante i danni delle guerre mondiali sono riuscite a rialzarsi e a vivere serenamente)…

per capire come si può vivere la vita come un’opera d’arte e non come una serie di risposte caotiche ad eventi esterni“. In queste poche parole c’è la summa del pensiero di questo straordinario autore di cui voglio riportarti il video che nel 2009 aveva attratto irresistibilmente la mia attenzione ma che per problemi di visibilità del blog non ha riscosso il successo meritato:

Sei riuscito a vederlo? In caso fosse ancor un mistero la teoria del flow non è altro che una ipotesi sul nostro modo di utilizzare l’attenzione. In altre parole, visto che la nostra attenzione è limitata è bene allenarla arrestare concentrata…perché? Non solo perché quando è concentrata fai meglio tutto ma anche perché questo senso di trasporto dato dal flow riempie la vita di gioia e significato…

…è lo stesso identico concetto che in oriente esiste da millenni e che viene tramandato sotto forma di tecniche di meditazione e contemplazione. È lo stesso studioso ad ammettere queste somiglianze con le teorie orientali. Ma nonostante il fascino di queste idee non così noto  come sembra, infatti i suoi libri più noti risalgono agli anni 90 ma non sono stati mai tradotti in Italiano.

Queste teorie sono rimaste un po’ appannaggio degli specialisti della performance dai coach sportivi a quelli aziendali ed ovviamente è un filone prospero della Psicologia. Personalmente considero il flow come uno stato di coscienza modificato o meglio concentrato all’interno del quale abbiamo accesso ad una zona di eccellenza…

…uno stato che hai provato più volte quando, all’improvviso sei chiamato ad attivare tutte le tue risorse attentive in modo non esagerato. Come ti dicevo nell’audio, se stai guidando tranquillo e di colpo il traffico s’intensifica o cambia il tempo sei costretto a staccare quel “pilota automatico” ed attivare i “comandi manuali“. Se questo tipo di esperienza è alla tua portata allora entri con facilità in quel flow, altrimenti entri in ansia.

Quindi se da un lato possiamo vedere il flow come una sorta di risposta adattiva all’ambiente esterno. Dall’altro pare che allenarsi ad ottenerlo faccia bene sia alla prestazione stessa che al nostro umore. E le competenze per rendere questo stato più “interno”che “esterno” sono due, a dispetto delle nove che ti ho citato nell’audio: competenza e capacità di attenzione. Una volta che sei competente e che hai appreso come concentrarti vivi quella azione nel “flusso”.

Essendo uno stato naturale della mente, il flow comela trance ipnotica, è qualcosa che ti devi allenare ariconoscere. Proprio come un corridore si allena a trovare quel ritmo particolare che gli permetta di correre per chilometri. Allo stesso modo lo sportivo che si allena ad entrare ripetutamente in questo stato inizia a notarlo anche in altri ambiti. È un vero e proprio allenamento allo stato di coscienza desiderato.

Tenere a mente i nove punti dell’esperienza del flow è un buon modo per migliorare la nostra capacità di riconoscerlo durante le nostre azioni quotidiane. Ma non basta, se vuoi trarre il massimo del gusto del flow devi allenare continuamente le tue “abilità”e la tua attenzione in un circolo virtuoso più diventi competente e meno hai bisogno di attenzione. Per cui devi sempre avere unalto grado di “coinvolgimento”…

…questo lo puoi ottenere o rendendo sempre più sfidanti le tue azioni calibrandoti sulla crescita delle tue stesse competenze. Cioè via via che diventi più bravo “alzi il livello”. Oppure allenandoti a provare piacere in ogni cosa che fai, anche se non si può alzare quel livello nel mondo reale. Puoi farlo nella tua mente allenandoti a stare nel presente e senza giudicare le tue azioni…

…ed ecco che un esercizio di meditazione, anche se ripetuto milioni di volte, se ci si allena nel tempo si riesce a renderlo sempre nuovo. Anche se si tratta del solito esercizio, il tutto non dipende più da fattori esterni ma da fattori interni. Dalla tua capacità di “collocare l’attenzione” e per fare questo non c’è niente di meglio della meditazione in se.

Perché il flow è spesso presente nei giochi e negli sport?

La risposta è semplice, perché spesso in questo tipo di attività non rischi molto, a meno che tu non sia un giocatore professionista. Ecco perché anche se puoi allenarti ad entrare ed uscire dal flow con dei giochi non basta! È necessario espanderlo anche ad altri contesti, di modo che tu possa poi entrarci “quasi a comando” ed è tutta questione di esercizio…

…nota che dire “entrarci” è una metafora ma potrei dire anche “metterti sulla frequenza di” o cose del genere. Il flow è uno stato naturale della mente che probabilmente ha molto a che fare con quella che chiamiamo trance. Dire di “entrarci a comando”come amano affermare alcuni ipnotisti di altri tempi a me non piace. Per cui abbraccerò la metafora più new age del “metterti sulla frequenza di…”

…questo sarà il tema della prossima ANL… ora tilascio al mio classico video natalizio, BUON NATALE

L’hai visto? Quello è il mio gatto, poverino se solo sapesse di essere sul web 🙂 lascia qui sotto i tuoi Auguri e fammi sapere cosa ne pensi del post…vuoi farmi un regalo? clicca su Mi Piace ed aiutami a divulgare il mio lavoro…spero che il mio regalo (se sei iscritto alla ANL sai di cosa parlo) sia stato di tuo gradimento, in caso tu non fossi iscritto lo troverai anche la prossima settimana;)

A presto
Genna

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11 Commenti
  • Caro Genna una domanda mi sta attanagliando in questi giorni, quando si è in stato di Flow oppure di Presenza nella vita quotidiana(non nella pratica formale per capirci) quali sono le frequenze cerebrali prevalenti? Alfa o beta? la domanda mi sorge in quanto su qualche sito mi è capitato di leggere che le onde beta, legate a quella razionalità giudicante e quindi a quel dialogo interiore che spesso fa danni, siano anche legate all’Attenzione e alla Concentrazione! La cosa mi destabilizza un pò in quanto da come avevo capito ( e potrei aggiungere “sperimentato”) quando volgiamo la nostra completa attenzione al presente, ad esempio ad una attività semplice come una chiacchierata con un amico, ci lasciamo guidare dal nostro inconscio, reagiamo in maniera creativa a quello che l’altro ci dice, non certo pensiamo “razionalmente” a cosa rispondere, insomma usiamo strumenti più legati in teoria alle onde alfa e all’emisfero destro piuttosto che a frequenze beta. Magari penserai “Ma questo non ha niente di meglio da fare di sabato mattina??” 🙂 auspicandomi di non rubarti troppo tempo ti ringrazio in anticipo per il chiarimento 😀 p.s. per uno che pratica meditazione ( grazie a Te) forse mi faccio ancora troppe seghe mentali, mi sa che avrò bisogno di MMA 😀

    • Ciao Emanuele,
      è un dubbio legittimo…anche di sabato mattina 😀

      Nella meditazione prevalgono le onde gamma, onde ad altissima frequenza che superano quelle beta. E’ proprio il contrario rispetto ad uno stato ipnotico o simil-ipnotico (come un rilassamento) dove invece scende la frequenza.

      Al contrario di quanto si possa immaginare, quando siamo presenti siamo particolarmente creativi, perché accogliamo tutto ciò che accade.

      Lo studio fra stati di coscienza ed onde cerebrali discrete sono quasi abbandonati, perché come dici giustamente ogni parte del cervello può avere una propria frequenza e per motivi differenti. Per cui oggi quando fanno gli studi si affidano a parametri più concreti, come l’attivazione o meno di certe aree già decretate essere responsabili di una certa funzione.

      Per imparare a trarre il massimo vantaggio da questi concetti il segreto è… PRATICA e lascia perdere le onde cerebrali 😀

  • Grazie a tutti ragazzi …vi auguro ancora un meraviglioso 2014:)

  • Buon anno!!
    L'argomento merita assolutamente un approfondimento!!
    Ah.. grazie mille per il tuo prezioso regalo di Natale. Un abbraccio Yle

  • Super interessante. Buon Natale di cuore

  • Quello che fai ti rende una grande persona, ti auguro buone feste!

  • Interessantissimo argomento. Non finisci di stupirci! Grazie mille!
    Buonissime feste!
    Laura

  • Grazie Luca, auguri anche a te:)

  • Ciao Gennaro, Buon Natale anche a te e grazie mille del regalo 🙂

  • Grazie Gianpaolo,
    auguri anche a te 🙂

  • Ciao Genna,
    grazie mille per il fantastico regalo e tantissimi AUGURI!!!

    Gianpaolo

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