Conscio e Inconscio: la visione della mente di PsineL

Ciao,

da quando ho aperto PSINeL i miei interessi si sono allargati e modificati, nel segno di quel continuo rinnovamento che insito in ogni forma esistente sulla terra. Uno dei cambiamenti che forse è sfuggito a qualcuno è la concezione di inconscio. Così in questi ultimi 3 anni ti parlo di inconscio sotto due vesti differenti, quella della psicologia occidentale (in diverse forme) e in quella orientale.

 

Prima di mostrarti questa differenza è utile fare la classica distinzione fra inconscio freudiano ed inconscio ericksoniano. Due modi diversi di osservare una verità umana inconfutabile: il fatto che la maggior parte dei nostri processi psichici è inconsapevole. Come probabilmente saprai per Freud l’inconscio è il rimosso. Una serie di contenuti mentali messi da parte perla loro forza, potremmo dire “negativa”…

…se rimuovi qualcosa lo fai, secondo questa teoria,perché per qualche motivo non può accettare quel determinato contenuto. Fortunatamente questa non è l’unica visione dell’inconscio che già ai tempi di Freud, studiosi come Jung ed Assagioli qui in Italia, vedevano già come un luogo dove non ci sono solo contenuti rimossi ma anche le nostre potenzialità…

…sia Assagioli che Jung davano connotati spirituali a questa nostra parte, avvicinandosi più al concetto di “inconscio orientale”. Mentre per Erickson questo luogo sarebbe un magazzino di apprendimenti che restano dentro di noi, per vivere meglio, dobbiamo poter accedere “a piacimento” a questi contenuti. Il loro richiamo e ri allestimento è ciò che opera il terapeuta.Nella “visione ericksoniana” più che scavare fra le cose brutte della vita si  cerca “l’oro in fondo alla caverna”.

Quindi abbiamo una differenziazione importante fra visione positiva e negativa dell’inconscio. Ma come ti accennavo, molti autori per spiegare questo tipo di fenomeno umano si rivolgono a concetti che appartengono alle culture orientali. O meglio a concetti che sono già stati scoperti millenni fa dalle dottrine orientali…

…qui la differenza è sottile ed affascinante, mentre per noi occidentali l’inconscio non è altro che il nostro “Altro modo di funzionare”, si potrebbe dire l’altra faccia della medaglia, per gli orientali, la”mente saggia” è uno stato che travalica la dicotomia conscio/inconscio. Assaggioli la descrive bene parlando di inconscio inferiore ed inconscio superiore…

…il primo più simile a quello freudiano ed il secondo più simile alla “mente saggia orientale”. Questo è descritto magistralmente nel suo “ovoide” una delle rappresentazioni della mente che più mi piace. Per Assagioli si parla di trascendenza nel vero e proprio senso spirituale, l’accesso aduna parte superiore che gli orientali identificano con una “mente non concettuale“.

Mentre in occidente conscio ed inconscio sono “concettuali” per l’oriente no. 

Aspetto importante dello stato “non concettuale e non duale” è che, mentre il concetto di inconscio occidentale è facilmente spiegabile: pensa al tuo orecchio destro… bene, qualche istante prima era inconscio ora è conscio. Lo stesso non si può fare con lo stato “non concettuale” della mente saggia. Infatti per sperimentarlo è necessario in certo tipo di allenamento.

Abbiamo descritto questo  allenamento con le tecniche della meditazione per creare quella disidentificazione che ci permette si osservare i nostri pensieri. Restando in quest distinzione potremmo dire che lo stato mentale di disidentificazione tipico delle pratiche orientali sia al di sopra della distinzione conscio ed inconscio. Infatti mentre mediti possono venirti in mente sia i pensieri consci che quelli inconsci ma…

…se sei sufficentemente disidentificato li tratti e li vivi nello stesso identico modo. Come se non facessero parte di due “parti diverse della mente“…questo è stato subito chiaro anche a Jung e lo descrive in modo magistrale nel suo libro: “la saggezza orientale”che illustra un suo lungo viaggio in India. In cui lo studioso svizzero ci parla delle differenze fra il modo di pensare occidentale e quello orientale.

Jung ci dice che gli indiani sembrano avere un pensiero più basilare (senza dare connotazioni negative a questo concetto) nel senso che è come se loro vedessero il pensiero come qualcosa di esterno, cioè non si identificano con questo. Mentre noi occidentali “penso dunque sono”siamo completamente identificati con quel pensiero.

Concludendo questo delirio teorico sull’inconscio: mentre per Freud il meccanismo di base era la rimozione per gli orientali è la trascendenza, due modi diversi che indicano qualcosa di simile.Mentre per gli psicologi sperimentali e d’ oggi si tratta di dissociazione, proprio come per gli ericksomiani, anche se Erickson non parla quasi mai di dissociazione (è Rossi a farlo per lui;)).

Quindi se in questi anni mi hai sentito parlare di inconscio secondo differenti accezioni, spero con questo post delirante 😉 di averti chiarito maggiormente questi concetti in riferimento alla nostra cara crescita personale. Nella ANL di venerdì metteremo un altro piccolo tassello a questa teoria, mescolando assieme “la trance ipnotica”, la “disidentificazione meditativa” e lo “stato di flusso”. Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un tuo commento qui sotto…

A presto
Genna

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4 Commenti
  • Si spera che l’amico SudenteDiPsicoanalisi dal 2014 abbia raggiunto un maggiore equilibrio sia nei modi che nell’espressione dei contenuti e delle varie accezioni della vergogna 🙂

    • Ahahah Grazie Carmen 🙂
      come vedi non mi risponde dal 2013 comportamento che spiega molte cose.

      Probabilmente tornerà all’attacco fra 35 anni, una volta conclusa l’analisi 😀

  • Ti ringrazio per il tuo feedback colorito…ma che cosa ti fa pensare che io sia tutte quelle cose? Puoi giustificare le tue accuse? In cosa specificamente non sei d'accordo?

  • StudenteDiPsicoanalisi
    Rispondi

    Sei un coglione totale, la gente come te è una rovina ed una disgrazia per questa scienza e questa professione, vergognati.

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