Psicologia: “Se ci credo funziona…altrimenti non funziona”

Ciao,

hai mai sentito l’affermazione “ci devi credere?“di tanto in tanto viene detta per motivare la gentea credere in ciò che sta facendo. Un consiglio unpo’ scontato ma che ha delle radici profonde nellanostra cultura psicologica. Perché sembra quasiche gli strumenti della crescita personale e piùin generale della psicologia siano fortementelegati alle convinzioni e “se non ci credi nonfunzionano”.

Quando ascolto la frase “ci devi credere” comeprima cosa (da piennellista) mi viene sempre inmente la domanda: “in cosa devo credere?”.Perché quando ci sono due persone che stannolavorano in un contesto di aiuto le cose in cuicredere sono tante, ma possiamo limitarle atre questioni: credere in generale in ciò chesta accadendo; credere nella metodologiache stanno applicando o credere nelterapeuta.

Ebbene negli studi sui fattori che fanno funzionareuna psicoterapia pare che il più importante egeneralizzato sia la qualità del rapporto fra i duepartecipanti. In altre parole la variabile che pesamaggiormente sarebbe la qualità della relazioneche si instaura fra cliente e professionista. Nelladi paranormale, questo stesso dato potrebbeessere generalizzato a qualsiasi professionedove ci sono 2 persone…

…dal medico di base al farmacista, dal dentistaal tuo parrucchiere. Per cui si tratta di un buonadote che tutti dovremmo possedere, tuttavianon è così facile per un milione di motivazioni.Ma se togliamo il rapport, immaginando diessere in uno sterile laboratorio quali altrevariabili dovremmo prendere in considerazione?

La risposta è facile, la metodologia. Che in tuttele altre professioni viene esaltata tranne nellerelazioni di aiuto, dove resta una “bandiera dadifendere” solo fra fazioni contrapposte come”Psicoanalisi vs cognitivismo” ecc. quindi sitratta più di battaglie ideologiche che vere eproprie assunzioni scientifiche.

Ed ecco la chiave di questo delirio: credo chela ricerca in questo campo dovrebbe diventarepiù simile a quella effettuata sul famoso effettoplacebo. Lascia che mi spieghi meglio, se loeffetto placebo si verifica quando il soggettocrede fortemente in ciò che sta accadendoquesto significa che non è il metodo a fareeffetto ma altri fattori..

fattoria aspecifici come il rapport e il livello disuggestionabilitá del cliente. Quindi che cosafanno i medici per studiarlo? Cercano di eliminaretutte quelle variabili che non sono date dal veroe proprio effetto del farmaco. Ebbene penso chela stessa identica cosa si debba fare per lemetodologie psicologiche che vengono usatesul campo per migliorare la vita della gente.

“Si lo so che nel campo della psicoterapia studi delgenere sono stati già fatti” ma non tutti lo sanno oalmeno non tutti quelli che sono interessati aquesti argomenti lo sanno. La maggior partedelle persone è convinta che il cambiamentoin psicologia debba avvenire sfruttando queltipo di effetto placebo (suggestione) ed ineffetti tutto ciò che funziona ben venga ma…

…ma non sarebbe bello sapere di avere nellapropria cassetta degli attrezzi un arnese che nonnecessità della convinzione? Cioè che agisca aldi la delle convinzioni dello stesso cliente barrapaziente? La risposta è si, tutti i professionistivorrebbero strumenti simili e in effetti esistonoo almeno negli ultimi decenni dello studiodelle psicoterapie ne sono nati molti.

Questo non significa che possano funzionare senza rapport fra le persone, che come ti dicevoprima sembra essere una variabile essenziale perla buona riuscita non solo della psicoterapia maanche di tutte le relazioni fra due persone.Come mi è venuto questo delirio? Perché suun sito di crescita personale?

Mi è venuto osservando le reazioni dei miei pazientinotando che spesso pur non credendo nei mieistrumenti avevano risultati tangibili. È chiaro chese “ci credono” è ancor meglio ma non credo chesia la variabile indispensabile, o almeno che siaaltrettanto indispensabile come il rapport che sideve instaurare fra i due. Su 10 persone cheentrano nel mio studio solo una piccolapercentuale crede nel metodo…

…7 di questi non sanno e non vogliono sapere dicosa mi occupo e come funziona, vogliono solostare bene. Perché ti dico questo in un sito cheparla di crescita personale? Perché spesso inquesti ambienti si crede ancora di più che basticrederci (scusa il gioco di parole).

La frase “tutto funziona basta crederci” a me nonpiace e l’esperienza mi dice che non è quasi maicosì, ma bisogna trovare la “chiave adatta aquella serratura” e non una chiave a caso che,infusa del potere della convinzione possa apriretutte le porte. In questo campo non esiste ancoraun passpartu 😉 E tu, cosa ne pensi? So che sitratta di un argomento complesso e delicato…

…ma la tua opinione da utente, qualsiasi sia il tuogrado di preparazione in materia è i importantissimoper me. Lascia un commento qui sotto e fammi sapere cosa ne pensi…e se vuoi ottenere uncambiamento istantaneo e duraturo, clicca sumi piace :))

A prestoGenna

Ps. Nella ANL di lunedì parleremo di GiulioCesare Giacobbe, sarà una “lezione unica”ti aspetto:)

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3 Commenti
  • Ciao…

    @ Anonimo: Si da qualche parte ho commentato questa frase di Lowen…ma cosa c'entra con il post? 😉 scherzo ovviamente c'entra ma alla larga…

    @ Alchi: azz…hai perfettamente ragione non funziona proprio…provo a rimediare…grazie 🙂

  • Ciao Gennaro scusa se ti faccio una domanda che non c'entra con il post ma non riesco a far funzionare il tuo cerca nel blog ne con mozzilla e neanche con g.crome . non capisco se è un problema del mio pc o sul tuo blog potresti dare un occhiata se sul tuo funziona correttamente . grazie.

  • Stavo leggendo una vecchia intervista a Alexander Lowen, il 'padre' della bioenergetica, dove diceva:
    "Se si lavora sul corpo, si hanno risultati migliori. Se dovessi scrivere un libro ora, non insisterei sul carattere, ma sulle dinamiche energetiche del corpo, sul respiro, sulla vibrazione, sul grounding."
    Forse quello che oggettivamente fa bene è la consapevolezza delle sensazioni corporee.
    Un caro saluto

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