Mindfulness: “Una critica alla meditazione”

Ciao,

da un bel po’ di tempo ti parlo di mindfulness cioèdella ripresa di una antica tecnica di meditazionenello specifico della meditazione vipassana. E damolto ci dedico i miei deliri perché essendo unasorta di auto didatta (scelta che ho preferito…poiti spiego il perché) ho deciso di riportare qui suPsiNeL le mie esperienze personali e non solo.Oggi però non voglio scrivere a favore di questametodica ma lanciare una critica…

….questa critica è davvero molto semplice e consistenella ricorrente affermazione che: guardare il mondoin modo mindful cioè con la nostra piena attenzionein quello stato disidentificato, sia guardare la realtà.Lo so ti sembrerà forse banale come critica mapenso che questo assunto non solo sia erroneoma che porti anche le persone a vivere in modoerroneo ciò che le circonda, lascia che mispieghi meglio.

Riuscire ad osservare i tuoi pensieri e sentimenti intempo reale, mentre nascono e dissolvono non è lastessa cosa che vedere la “realtà”. Qualcuno èaddirittura arrivato a dire che con la mindfulnesssi ottiene un punto di vista “oggettivo” cosa chemillenni di filosofia hanno dimostrato essereimpossibile, poiché l’essere che osserva èsoggettivo anche le sue osservazioni sarannotali.

La confusione fra questi aspetti può portare lepersone a costruirsi delle credenze che non sonopoi così funzionali. Immaginiamo di avere davantiun nostro amico, questo ci dice che gli sembriamonervosi, magari pratichiamo da diverso tempo einiziamo a pensare che si tratti di una sua specialeproiezione oppure, del fatto che per qualchestrano motivo voglia “buttarci giù” (cosa pernulla rara nelle interazioni sociali;))

Tuttavia iniziare a pensare di essere noi stessi gliunici che “vedono le cose così come stanno” nonsolo è controproducente ma potrebbe essere anchepericoloso. Immagina che il bersaglio della nostraconversazione immaginaria sia un autista dicamion o un pilota.l.sarà importante o menoascoltare i feedback di chi lo circonda?

La risposta è banale, di certo meditare ti permettedia vere una conoscenza di te stesso che altri nonpossono avere, ma questo non significa che tuveda la “realtà” con la R maiuscola. Se solo tifermi a pensare a quante limitazioni ci sono nelnostro sistema percettivo la risposta diventasubito chiara. In questo momento mentre leggisei cieco a milioni di cose…

…non vedi le gamme ultraviolette e neanche laenorme quantità di inquinamento elettrico. Non solosei sordo a numerosi suoni e a numerosi stimolipercettivi. Ma non abbiamo bisogno di scomodareprincipi di fisica delle scuole medie per renderceneconto, perché in altre scuole (per chi avuto lafortuna di studiare la filosofia) lo si sa da secolie non sto esagerando, pensa solo al famosomito della caverna di Platone.

Noi appassionati di PNL e crescita personale diciamoche la mappa non è il territorio ed è proprio questociò che intendo. In altre parole meditando puoi siconoscere a fondo la tua mappa o meglio le tuemappe ma non il territorio. In altre parole hai un”controllo sui tuoi pensieri ma non sulla realtà che ti circonda“, anche se questo si può attuarein modo indiretto…

…cioè se tu riesci a gestire il tuo stato meditandopotrai più facilmente agire nel mondo che hai intornoa te e con le persone, inducendo in loro uno statosimile di concentrazione e presenza. Merito anchedei nostri meravigliosi neuroni specchio che cimettono in “contatto emotivo emptico” con chici circonda. Quindi parafrasando questo postdelirante e critico si potrebbe dire:

Attraverso la mindfulness diventi in grado di osservaree modificare la tua realtà …ma non la realtà in sensostretto“. Ok, anche io come te credo che i verimaestri intendessero proprio questo, ma ti possoassicurare che non a tutti scatta questo tipo diassociazione immediata. Molti si illudono davverodi poter osservare la realtà in modo oggettivo!Forse si potrebbe ancora dire che…

…se l’oggettività potesse essere misurata di certosarebbe rappresentabile attraverso un continuum cheva dall’oggettivo al meno oggettivo (soggettivo) eforse si potrebbe affermare che le tecniche dimeditazione ti permettono di vedere il mondo inmodo più oggettivo o meno soggettivo. Ma vistoche l’oggettività non è così facilmente misurabilee ne rappresentabile resto del mio parare.

Anche se la mindfulness sembra ormai essere lametodologia più scientificamente studiata, anchepiù della sua sorella maggiore, l’ipnosi; questonon significa che sia oggettiva, ti basta pensaread alcune osservazioni affascinanti da un puntodi vista anatomico, come: la mindfulness è ingrado di accrescere alcune parti del cervello.Ed analizzare questa frase da vicino…

…infatti studiosi del calibro di Michael Yapko diconoche anche alcune patologie gravi come l’autismosono correlate con la crescita di quelle stessezone del cervello. Questo significa che quandosi medita si rischia di diventare autistici? No, eci sono milioni di meditanti in giro per il mondopronti a testimoniarlo. Però allo stesso tempovedi da te quanto è facile cadere in questotipo di errori logici.

Concludendo: non voglio con questo post sminuiregli enormi vantaggi della mindfulness ma solo fareun po “l’avvocato del diavolo” per fare maggioreluce su alcune questioni che ritengo importantiper chi come me è come te è appassionato diqueste materie ed ha deciso di intraprendereun percorso di meditazione. Il fatto che tuttequeste cose funzionino non significa che siano”Reali” potrebbero essere tutte mappe utili chepoi possiamo abbandonare…

…così come tempo fa ti dissi che meditare puòforse permetterti di diventare te stesso, questonon significa che esista davvero un “te stesso”o quando distinguiamo la realtà in 1 e 2 questonon significa che la “realtà 1” sia la “Realtà” 😉

Ok, chiudo qui altrimenti il delirio diventa troppoesteso. Come sempre ti chiedo di parteciparee di dirmi che cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto ed eventualmentecondividendo il post cliccando su mipiace.

A prestoGenna

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12 Commenti
  • Chiaramente, mi riferisco ai cosiddetti “integralisti” Alla fine la vipassana insegna la cancellazione dell’attaccamento ma molti sono attaccati alla vipassana stessa…

  • Vorrei anch’io muovere una critica basandomi sugli studenti della Vipassana. Ho notato che queste persone hanno veramente sviluppato delle qualità di altruismo, generosità e amore verso gli altri…ma…quello che loro manca secondo me è dare giusta attenzione ai particolari del mondo empirico…come a dire sono molto incentrati sull’interiorità tanto che spesso sfuggono loro dei fatti organizzativi esterni anche abbastanza importanti…certo se vivi disperso su una collina la vipassana può essere uno stile di vita, ma qui c’è un lavoro, delle bollette da pagare e in questo li vedo abbastanza persi…

  • Grazie, per una approfondita riflessione sulla Mindfulness, dove proprio l'altra sera ho partecipato ad una serata di presentazione , mi e' piaciuta anche per "esercizio " (meditazione guidata)avevo già conosciuto la meditazione vipasana (10 giorni) e la pnl. Credo che aspetti al singolo trovare le soluzioni adeguate al suo modo di percepire la realtà e avvicicinarsi a metodiche valide attraverso le esperienze di vita e la propria personalità. Sto leggendo anche la quarta via.(gurdjieff)

  • Grazie ! un complimento fatto da te è per me molto gradito, comunque se sono migliorato è merito non solo del mio impegno ma dei tuoi insegnamenti, in fondo non esistono buoni allievi ma solo bravi maestri.

  • Perfetto mi è arrivata…eh eh eh si vede che hai già assimilato la formazione, bravo 😉

  • Avevo spedito la mail a genna78@gmail.com 2 giorni fa, esattamente il 15.con nome concorso bonus segreto fdg . comunque l'ho rispedita ora sia tramite libero che da gmail, in quest'ultima ho dimenticato di dargli il nome . spero che arrivino altrimenti fammi sapere. grazie e a presto.

  • @ Alexander: effettivamente la tua domanda mi colpisce molto perché spesso mi sembra di entrare in contatto con qualcosa di "superiore" che trascende oggettivo e soggettivo..lper cui non so rispondere alla tua domanda :))) vediamo se ci salta fuori un delirio …grazie:)))

    @ alchi71: si, anche le parole stesse non possono in realtà descrivere l'oggettività e neanche la soggettività 😉 continui a leggere quella frase perché scelta da facebook come tecnica di riprova sociale .l.del tipo…"muoviti ad acquistare questo prodotto prima che lo facciano tutti gli altri" o come esclusività "vuoi essere il primo ad entrare nel club?".

    Alchi, quanto tempo fa mi hai inviato la mail? Non riesco a trovarla…grazie 🙂

  • Ciao Gennaro . Rinnovo come sempre i miei complimenti x il tuo blog e ti ringrazio x le preziose newsletter che posti regloarmente. Mi stavo chiedendo se chi dice di di poter osservare la realtà in modo oggettivo forse intenda dire che riesce a vedere le cose attraverso diversi punti di vista. Daltronde come tu mi insegni , la mappa non è il territorio, percio la parola oggettivo puo avere un significato diverso per altre persone. Inoltre da buon praticante di mindfulness dovresti vedere le cose senza giudicarle. Vorrei chiederti un altra cosa; perche continuo a leggere ovunque questa frase : Di' che ti piace prima di tutti i tuoi amici.A parte il presupporre che mi piaccia o no,i miei amici non leggono le stesse cose che leggo io e poi perche dovrei gareggiare con loro a chi piace x primo . non è un pò infantile? A parte gli scherzi come avrai intuito ho da poco finito di leggere e ascoltare fai la domanda giusta che trovo grandioso e sto facendo pratica. ho inviato una mail a genna78@gmail.com x il concorso nel "bonus segreto" e attendo una tua risposta. ciao e a presto.

    Read more: http://www.psicologianeurolinguistica.net/2013/11/mindfulness-una-critica-alla-meditazione.html#ixzz2kr19LhoB

  • Ciao Genna!
    Eccomi qui a farmi risentire, come faccio di tanto in tanto.
    Il tema della meditazione mi tocca da vicino, anche perché dopo anni di studi ed esperienze sento ora l'esigenza di entrare in maggiore contatto con i moti del mio pensiero così da utilizzare al meglio tutti gli strumenti e le abilità sin qui apprese (punto che ritengo centrale per avvicinarmi all'altro nel modo più ecologico possibile).
    Condivido la tua idea di soggettività per quello che attiene alla descrizione dello stato meditativo, ma una parentesi mi si apre riguardo un fenomeno oggettivabile… la sincronizzazione cerebrale che avviene tra meditatori. .. questo stato sembrerebbe riportare ad una condizione esperienziale comune ad un livello molto profondo, tanto da farmi pensare ad un'oggettività dell'esperienza nel momento stesso in cui si produce.
    Mi chiedo dunque se soggettiva non sia unicamente la descrizione che ne facciamo cognitivamente, mentre invece lo stato meditativo permanga come un'oggettiva esperienza di connessione con il tutto che, in quanto tale, non può essere definita concettualmente, ma solo vissuta (le stesse funzioni dei due emisferi sembrerebbero accreditare l'ipotesi).
    Con questa riflessione aperta torno a ringraziarti per tutto quanto condividi, augurando a te e a chi legge una luminosa continuazione!

  • Grazie Gianpaolo 🙂

  • Gianpaolo Borghini
    Rispondi

    Ciao Gennaro,

    in pratica, se considerando che normalmente è come se guardassimo la realtà da un buco della serratura, in questo senso, la mindfulness è una delle possibilità di allargare questo buco. Anche se non ha la possibilità di buttare giù la porta, mi sembra si già tantissimo. Se non avessi letto questo post non ci avrei pensato.
    Credo che sia importante, Genna, che tu faccia presente questi aspetti, sono indispensabili a chi, come me, sta cercando di entrare in questa pratica, ma anche per chi pratica da un po' e non si è mai fermato a fare queste considerazioni. Avere delle aspettative o delle idee imprecise verso una pratica meditativa, ma non solo, può portare col tempo anche delle delusioni e a smettere di praticarla. Quindi, W le critiche e la chiarezza.

  • Ciao, grazie del post. Concordo pienamente e secondo me hai fatto bene a sottolineare questo aspetto. Troppe volte, infatti, strumenti "buoni" vengono di fatto usati per sopraffare gli altri. Si sta un attimo a passare dal " sono consapevole" al "sono più consapevole degli altri", "sono più forte di loro". Personalmente ho visto usare anche i principi della comunicazione assertiva per mettere al muro l'interlocutore, stravolgendo quindi il senso stesso di quelle tecniche. Ci sarebbe tanto da dire… Grazie per la generosità dei tuoi post: li trovo molto profondi e sinceri. Ciao da Liquirizia

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