Crescita Personale: “Sbaglia …che ti passa!” :)

Ciao,

ti è mai capitato di fare una brutta figura davanti atante persone? a me si, una volta in una grandemensa ho fatto cadere il vassoio, una bellafiguraccia 🙂 oggi voglio parlare con te di unargomento che abbiamo trattato altre volte, quellodi apprendere dagli errori. E quando guardo lenuove generazioni, iper protette dai loro genitorimi viene in mente un solo e drastico consiglio…Sbaglia.

In questa società fatta di miti immaginari di ricchezzae di bellezza, dove i figli sono iperprotetti e tenutisotto mille campane di vetro, il consiglio che saggioe controintuitivo da dare sarebbe proprio questo,sbaglia. Perché sbagliando si impara… no non è soloretorica perché se le nuove generazioni non”imparano a sbagliare” prima o poi nesoffriranno.

Esatto, soffriranno perché non avranno appreso le abilitànecessarie per “stare al mondo” o quelle che in psicologiasono anche chiamate abilità di coping. Forse tu tuttequeste cose le hai già notate da tempo, e mi chiedo secome me hai pensato che anche alcune “pratiche”legate alla crescita personale, come il pensieropositivo, possano essere foriere di atteggiamentia lungo andare controproducenti.

Spesso sento le persone motivare le altre dicendo, “daidevi solo crederci”. E quella pensa “oh mio dio, ma cicrederò davvero?” e da quel dubbio altro che motivazione :)Non sto dicendo di buttare via l’acqua sporca con tuttoil bambino, “pensare positivo” nel senso descritto dalla “psicologia positiva” è più che utile. Ma dirsiche tutto andrà bene perché tanto c’è l’Universo checi sostiene, senza alzare un dito, allora questo nonva affatto bene.

Così sia nel mio studio che in giro continuo a vedereadolescenti e bambini iperprotetti che sviluppanospesso stati d’ansia, proprio per tale motivo. Sesei atterrato sul mio blog da poco lascia che mispieghi meglio. Ogni volta che qualcuno ti aiutao ti protegge, da un lato ti fa un favore perché tiveicola il messaggio “ti voglio bene, ci tengo ate” ma dall’altro ti priva di una enormepossibilità…

…ti priva della possibilità di SBAGLIARE, di fare,di provare, di buttarti…e questo ti rende pian pianopiù debole. Con questo mi ricollego anche ai tantidiscorsi che tiene in giro per l’Italia il famosopsichiatra Paolo Crepet. Il quale una volta ha detto:”non ci sono più bambini con le ginocchia sbucciate“ed effettivamente è vero. Quando ero bambinoavevo sempre le ginocchia sbucciate, più o menoper tutto il periodo estivo…

…ricordo ancora la prima volta che mi sono fattotalmente male cadendo dallo skateboard che sivedeva “il bianco sotto la ferita”. In questo modo,già a 9 anni, ho imparato un sacco di cose, che sipuò cadere e farsi davvero male, che se si ricadesulla stessa ferita “è ancora peggio” 😉 e tutta unaserie di cose che diamo oggi per scontate, comeil fatto che per sentirsi un po’ vivi bisogna rischiare un pelo 😉

Lo so sembra tutta una bella retorica, io non hoancora figli per cui chissà, magari appena ne avròuno inizierò a mettergli le protezioni da rugby primadi portarlo in giro per strada. Ma di certo appenane avrò l’occasione gli farò provare “con i suoi occhi, le sue mani e le sue orecchi” cosa vuoledire “errare”. Inteso non solo come sbagliarema anche come “muoversi…errare” giocandocon le parole “chi non erra non erra”…

cioè chi non si muove non fa errori. E questoche mi sembra ormai presente nella maggior partedei proverbi dei dialetti italiani, è una faccendadi una importanza enorme. Bisogna fare in modoche le nuove generazioni, essendo esseri piùevoluti di noi (almeno in teoria;)) abbianoquello “spazio prossimale” per poter cresceree sviluppare le loro potenzialità.

Questo consiglio…”sbaglia!” non vale solo per iragazzi ma vale a tute le età. Soprattutto per chiteme atrocemente di sbagliare e di essere poigiudicato di conseguenza. Se è il tuo caso, fai ungioco “sbaglia apposta”, mettiti nei pasticci epoi divertiti ad uscirne. Lo so che lo facciamoin modo naturale tutti i giorni, ma farlo diproposito acquista un sapore tutto nuovo 😉

Bene, siamo giunti alla conclusione di questo”delirio del venerdì” che si può riassumere inuna semplice parola, permettermi ancora unavolta di “urlarla”…SBAGLIA… perché il nonsbagliare mai è sicuramente peggio del farlo.Il detto “sbagliando s’impara” è l’ennesimariprova che non c’è “nulla di nuovo sotto ilcielo se non il dimenticato”…

Fammi sapere cosa ne pensi lasciando uncommento qui sotto… e se ti piace questopost, sentiti libero di cliccare su MI piace 😉

A presto
Genna

Iscriviti! Riceverai le nuove puntate del podcast. Subito in regalo 237 audio per la tua crescita personale!

Articoli Correlati:
“Mind set per crescere”
L’era dei “fuffa coach”
“Ratatouille”!
“Convegno MYLifeTV” Una splendida avventura…
5 Commenti
  • Grande Genna,
    sono anch'io un forte sostenitore dello "sbagliare"… e, se proprio vogliamo parlare sotto l'aspetto religioso sul "pensare positivo", la credenza comune ("tanto l'universo ti protegge" è paradossalmente un'idea errata di fede. Come te, credo fermamente che solo sbagliando impariamo anche a prendere le precauzioni necessarie per fare meglio la prossima volta. Credo moltissimo dei fattori causa/effetto e, perciò gli "errori" che facciamo nel nostro percorso sono semplicemente le conseguenze (risultati) di azioni che abbiamo intrapreso (cause)… (Se u bambino cade durante una corsa, semplicemente è perché si è messo a correre sul bagnato, o comunque quando il pavimento era scivoloso; la prossima volta, lo stesso bambino verificherà che il pavimento sia asciutto prima di correre). E che dire, allora dello stress a cui i genitori devono fare i conti, portandosi a "limitare" i propri figli? E ne vogliamo parlare, a volte, del senso di colpa a cui li sottopongono perché non possono star loro dietro? In un libro che ho letto qualche settimana fa, di Kaled Hosseini (Mille Splendidi Soli), parla prevalentemente di questo: del senso di colpa, (cosa succederà di tragico se fai qualcosa) unito a un senso di vergogna (ti lodo quando fai qualcosa che non vuoi, soprattutto se va contro i tuoi valori)… le scene e i contesti sono tali e tanti, ma hanno questa tragica progressione di due stridenti accordi… e mi chiedo se non ti sia venuta la voglia di leggerlo e scoprire di cosa parla questo libro. Grazie per questo interessante post
    Andra

  • Quanti bei ricordi, le ginocchia distrutte! Anche se una volta in bici mi sono quasi ammazzato. 😛

    Secondo me, proteggere i figli da tutto significa dargli la vita facile a breve termine, ignorando i problemi a lungo termine.

  • sono assolutamente daccordo, ho imparato anche con le mie bimbe che è inutile cercare di proteggerle da tutte le difficolta e anche controproducente. tu diventi il rompipalle che continua a dire non fare questo e quello , fai i compiti ecc.. loro si scocciano e non ti stanno piu a sentire a malincuore dobbiamo lasciare che si schiantino contro quel muro e che imparino dalle conseguenze questo è il miglior modo x imparare, come è importante per noi quando si rialzano essere presenti non x dirgli te l'avevo detto ma x incoraggiare ad affrontare i problemi.

  • Grandissimo, io faccio Network da anni ed è questo il problema più grande per molti, non fanno nulla per paura di sbagliare e poi smettono. La frase che sento dire spesso è: "Prima voglio imparare bene e poi faccio"

  • Anche se da bambina ero il classico tomboy con le ginocchia sempre sbucciate, l'ansia e la depressione sono arrivate lo stesso. Adesso che ne sto uscendo (con psicologo, farmaci, amici e famiglia) capisco che tanto è dovuto all'impreparazione di cui parli. Ho 27 anni e da questa esperienza credo di poter trarre qualche spunto di riflessione. Sentirsi "inadeguati" ed "incapaci di stare al mondo" è il prodotto di una non-educazione al fallimento. E non credo neanche che sia questione di sbagliare o meno(che è inevitabile), ma piuttosto di non lasciarsi trascinare giù dai giudizi su sè stessi quando le cose vanno in modo imprevisto.
    Ora che ci penso, sarebbe utile a volte, non cercare di divincolarsi per sfuggire alle situazioni spiacevoli, ma "stare" nel momento e vedere come va: questo risparmierebbe una serie di "errori" evitabili. La mindfulness docet, ma ovviamente è più facile a dirsi che a farsi.

    Al di là della teoria, la mia esperienza mi insegna che sbagliando si impara, che le brutte cicatrici ci mettono tanto a rimarginare e a volte lasciano dei segnacci antiestetici magari in piena faccia che ti ricordano ogni giorno per cosa sei passato. L'altra faccia della medaglia è il passato è passato, e non ricarderci più o per lo meno essere preparati, spesso può fare la vera differenza.
    Ciò che non uccide fortifica niños!

Lascia il tuo commento

Il tuo Commento*

Nome*
Sito Web

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito web utilizza i cookie e consente l'invio di cookie di terze parti. Premendo il tasto OK o compiendo una qualunque azione all’interno del sito web accetterai l'utilizzo dei cookie. Per saperne di più su come modificare o negare l'utilizzo dei cookie consulta la nostra: Privacy Policy

OK