Psicologia: 8 studi scientifici sull’ Ansia

Ciao,

fra le cause più comuni che portano le persone a contattarmi o a contattare un professionista come me, c’è di certo la temibile “ansia”.

L’ansia è una emozione normale che tutti proviamo nella nostra vita, da quelle farfalle nello stomaco quando stai per fare qualcosa di bello ed eccitante sino alle manifestazioni più “crudeli” come gli attacchi di panico. In questo post voglio discutere conte 8 studi sperimentali sull’ansia…

…si tratta di 8 studi raccolti dal bellissimo psyblog di cui abbiamo parlato più volte. Un sito scritto da un ricercatore in psicologia che come me cerca di dare una “veste pratica” ai risultati degli studi sperimentali in psicologia.

Se conosci l’inglese ti ultra consiglio di leggerlo perché dentro ci sono davvero delle chicche meravigliose. Spesso ioe l’autore (Jeremy Dean) ci siano trovati a pubblicare le stesse ricerche senza neanche conoscerci;)

Detto questo andiamo subito al sodo con gli 8 studi scientifici sull’ansia, alcune di queste cose le conosci sicuramente mentre altre ti saranno nuove e probabilmente utili:

1) L’ansia rende tutto puzzolente: questi studi sono stati tutti realizzati da Krumemark & Li (2012 e 13)i quali hanno dimostrato che le persone ansiose hanno maggiore capacità di captare gli odori, ma non solo, soprattutto di notare quelli sgraditi.

In pratica secondo i ricercatori l’ansia acuirebbe il nostro olfatto facendolo diventare maggiormente conscio, è visto che siamo spesso vicino a fonti di odori sgradevoli si diventa più sensibili a questi stimoli chimico – fisici.

2) L’esercizio fisico riduce l’ansia: sono anni ormai che sappiamo quanto un regolare esercizio possa migliorarci e farci stare bene. Secondo gli studi ti bastano 20 minuti di attività fisica al giorno (o 3 volte alla settimana) per diminuire notevolmente i livelli generali di ansia.

3) La familiarità: moltissimi pensano che gran parte dei disturbi ansiosi siano ereditari ed in parte è così ma solo in minima parte rispetto a quel fenomeno che noi chiamiamo “modellamento.

In altre parole è ciò che i nostri genitori fanno ad influenzarci maggiormente quindi impariamo ad essere ansiosi attraverso l’osservazione dei nostri modelli genitoriali.

Solitamente la gente è scoraggiata da questi dati mentre per me sono “ottime notizie” che ci dicono,in pratica, che se una cosa è stata appresa questa può anche essere disimparata.

Proprio come tutte le cose che apprendiamo in vita. Psyblog a tale proposito cita uno studio dove sembra che i bambini che hanno i genitori ansiosi tendono ad esserlo a loro volta (Budinger e col 2012).

4) Ristruttura pensando diversamente: ho aggiunto il verbo ristrutturare perché ciò che dicono gli studi è esattamente questo: chi riesce a ristrutturare gli eventi che deve affrontare è meno ansioso (Liewellin2013).

È noto a tutti che l’ansia si sviluppa quando stiamo prevedendo ciò che ci accadrà nel futuro,così ristrutturare psicologicamente le situazioni può risultare molto utile. Un esame può diventare”un buon modo per testare la mia conoscenza” un noioso viaggio di lavoro “una occasione per conoscere nuove persone” ecc.

Nella mia esperienza clinica ristrutturare può essere davvero utile ma non sempre, perché alcuni, rendendosi conto di questo effetto iniziano a cercare ristrutturazioni e riformulazioni sempre più eleganti e complesse e questo, paradossalmente, li manda ancor più in ansia :/

5) Gli “ansiosi” saltano subito alle conclusioni: soffrendo per il futuro e l’ambiguità della vita (come abbiamo detto più volte qui su PsiNeL) chi soffre di ansia tende a saltare i passaggi intermedi per arrivare subito al dunque.

Secondo Fraley e collaboratori (2006) questa tendenza peggiorerebbe i rapporti sociali degli ansiosi che,cercando di arrivare alla conclusione rischiano di non ascoltare il prossimo.

Anche qui aggiungo una nota personale, l’ansia come ti dicevo è una condizione naturale che tutti viviamo. Ecco perché è utile conoscerla soprattutto in questi casi dove si rischia di rovinare le relazioni proprio perché si hai a tendenza a voler “tagliare corto” e a raggiungere un dunque, che spesso neancheesiste nelle relazioni interpersonali. La gente parla per il semplice piacere di parlare 🙂

6) L’ansia ha effetti sull’equilibrio: molte persone che hanno elevati livelli di ansia raccontano di avere ancheproblemi di equilibrio. Personalmente ne ho visti tanti con queste problematiche legate a ciò che loro chiamavano “vertigini da fermi”.

Secondo uno studio trattare i problemi di equilibrio può aiutare a diminuire l’ansia…ed aggiungo…anche se ovviamente stiamo trattando il sintomo e non le radici profonde del problema.

Andare ad esempio da un otorino per migliorare il proprio equilibrio può essere utile ma di certo non insegna al paziente a gestire la propria ansia.

7) La meditazione riduce l’ansia: che novità per PsNeL sapere che meditando diventi più calmo;) su questo te ma sono davvero una valanga gli studi che provano quanto meditare permetta di gestire l’ansia. Secondo lo studio di Zeidan (2013) su 4 classi di meditazione per ansiosi, che imponeva di meditare 20 minuti al giorno, l’ansia è diminuita più del 39%.

Come ormai saprai l’esercizio più semplice che da un po’ di anni ti consiglio è la mindfulness. Su PsiNeLpuoi trovare diverse meditazione guidate gratuite che possono aiutarti ad iniziare un percorso. Ricordati che serve molta pratica prima di vedere qualche risultato, direi almeno 3 mesi di pratica continua.

8) L’ansia aumenta la zona prossimale: come molti sanno intorno a noi esistono delle zone spaziali che teniamo in diverse situazioni (qui trovi un post approfondito). Detto in breve, quando parli con uno sconosciuto prediligi una distanza più ampia che si va riducendo via via che la relazione si fa maggiormente intima. Così tua moglie o il tuo ragazzo dovrebbero essere le persone a cui permetti maggiormente di avvicinarsi a te.

A quanto pare “gli ansiosi” hanno una zona più ampia,in altre parole appaiono come più diffidenti e più intolleranti a chi invade il loro spazio essendo questo più ampio. Così come l’andare al dunque può apparire come fastidioso anche il fatto di pretendere “un po’ di spazio in più” potrebbe inficiare le relazioni sociali.

Concludendo l’ansia è una emozione comune che può però dare diversi problemi in base alla vita delle persone. L’ansia è contenuta in una qualche misura in ogni patologia sia organica che non ed in ogni attività umana che preveda una performance, per questo conoscerla meglio ed imparare a gestirla può essere uno “strumento in più in questo mondo sempre più veloce, basato sull’avere piuttosto che sull’essere, dove il tempo è sempre poco…in altre parole …ansiogeno“.

E tu, cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto e se ti è piaciuto il post clicca su mi piace, fallo anche se sei ansioso/a é magari sei saltato subito alla fine di questo post;)))

A presto
Genna

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7 Commenti
  • Ciao Niccolò,
    la ANL di questo lunedì potrebbe fare al caso tuo… 😉
    fammi sapere, visto che non è specifica per te

  • Ciao Genna! Bell'articolo, ma l ANL che ti avevo chiesto se potevi fare sull'"imparare a gestire il pregiudizo delle persone sulle cose che ci piacciono o i nostri modi di essere, in ambito anche sessuale" è in lavorazione 🙂 🙂 Scusa il disturbo

  • Ciao ragazzi e ragazze 🙂

    @ Giusy: Grazie per la tua testimonianza 🙂

    @ Luca Arcuri: anche a te…grazie per la bella e approfondita testimonianza…anche per ma la mindfulness è stata ed è una bella scoperta 🙂

    @ Blunotte: ahahaha no no è un'immagine gratuita che ho trovato sul web… non mi permetterei mai 🙂

    @ Faber73: grazie, anche a te, per la testimonianza. Unisci a Rilassamento Dinamico i principi della mindfulness 😉

    Ancora grazie a tutt
    Genna

  • sto sperimentando i suoni binaurali con la meditazione e devo dire che mi sembrano di aiuto!!! complimenti su tutto !!!
    faber73

  • Gennaro Ma la ragazza della foto la conosci? Magari se accosti la sua foto con il termine ansia se potrebbe prendere a male! 🙂

  • io sono una persona tendenzialmente incline all'ansia ed ho un genitore ansioso. Usando la mindfulness ( da autodidatta , da circa un paio di mesi e purtroppo non tutti i giorni) noto una riduzione di tensione muscolare e sono diventato piu consapevole anche quando non sono "tranquillo" e il semplice essere consapevole di cosa sta succedendo e restarne in contatto, fa' si che quelle sensazioni si sgonfino da se' senza dover fare nulla. Poi ho notato altri cambiamenti ( es. dormo di piu' e meglio)…l'aver scoperto ( grazie a te Genna!) la mindfulness e' stata una ( scusa la ripetizione) bella scoperta! 🙂

  • Eccomi Genna!Ansia generalizzata…bella tipa lei.Quello che posso dire è che è vero tutto ciò che hai scritto. Per la mia persanale esperienza,dopo la psicoterapia e una cura neurologica,che continua adesso ho associato meditazione ed esercizio fiscio.Si può cambiare il punto di vista,basta avere coscenza di ciò che ci accade e non aver paura dei cambiamenti legati alle cose future. Ho imparato a vedere le cose positive degli eventi e non il contrario come facevo prima. Sto conoscendo parti di me che prima pensavo fosse giusto tenere nascoste, perchè la società, l 'ambiente in cui sono cresciuta , la mia famiglia hanno messo veti inutili. Grazie per il lavoro che fai ! buon lavoro e buona giornata! giusy

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