Psicologia: “Giudizio e discernimento” per vivere meglio

Ciao,

hai mai sentito il proverbio “la prima gallina che cantaha fatto l’uvo?” È uno fra i tanti modi di dire chenel campo della psicologia si chiama “proiezione”.In poche parole si tratta dell’attribuire ad altri ciòche in realtà stiamo pensando noi. Sembra unacosa da “”pipe mentali” ma non è così…se infattici si ferma un attimo a pensare a come nasconoi nostri giudizi comprendiamo subito il perché diquesta affermazione…

…quando giudichi qualcuno o pensi ad una qualsiasisitauzione non puoi fare a meno di farlo a partire daltuo punto di vista. Cioè partendo dai tuoi schemimentali appresi durante la vita, questi come ci hapiù volte dimostrato lo psicologo premio nobelDaniel  kahneman ci servono per “risparmiareenergia mentale“, per cui sono spesso utili masono anche altrettanto nocivi, in modo specialequando si tratta di giudicare se stessi e gli altri.

Cosa penseresti se ti dicessi che come tu giudichigli altri è in realtà come giudichi te stesso? Non misembra un’intuizione così geniale e come puoifacilmente immaginare facciamo anche il contrariocioè come giudichi te stesso è uno specchio dicome giudichi gli altri. Così se hai a che fare conpersone che ti giudicano duramente puoi benimmaginare quanto siano loro stesse in realtà a giudicarsi in tal modo

…qui scatta il meccanismo proiettivo, ma non abbiamobisogno di una teoria arzigolata per comprenderloperché è qualcosa che facciamo tutti i giorni e cibasta portarci sopra solo un pizzico di attenzione.Se ad esempio sei bravo a cucinare è qualchetuo amico decide di preparati qualcosa, se tu seitanto critico con i tuoi piatti molto probabilmentelo sarai anche con i piatti del tuo amico.

Quindi Genna mi stai dicendo che se imparò a giudicare meglio me stesso questo accadrà anchenei confronti degli altri?” Esattamente! “ma comeposso perdere la capacità di giudicare gli altri seper tanti anni mi hanno detto che devo averegiudizio?”…bella domanda:) “avere giudizio”significa saper discernere, cioè suddividere lecose razionalmente per esaminarle…

…ma alla luce degli studi psicologici più volte citatiil meccanismo attraverso il quale giudichiamo ètutt’altro che razionale. Si tratta infatti di schemiautomatici appresi che si attivano anche senzail nostro intervento razionale. Spesso questo tipodi schemi può salvarci, con la famosa “primaimpressione” ma altre volte ci fa prendere dellesonore cantonate. Allora come fare per migliorare questo “organo giudicante”?

Basta iniziare a NON credergli 🙂 o meglio a notareche spesso formula delle ipotesi errate e fazioseperché ci mettiamo dentro il nostro modo divedere le cose. Questo è ineliminabile, ma seinizi ad agire come uno scienziato inizierai anotare che tutte le nostre ipotesi sono in unaqualche misura falsificabili (per dirlo alla Popper)cioè puoi notare che si tratta di “bugie che cifacilitano la vita”…in che modo?

Facilitano la vita eliminando quella ambiguità checi circonda. Se segui PsiNeL sai che abbiamo piùvolte parlato del fatto che una delle soffenze a cuiandiamo incontro più spesso è il fatto di non avere”certezze” o meglio di notare che quando mettiamosul banco di prova le nostre convinzioni queste nonsono mai perfette, perché si tratta sempre di unamappa che descrive un territorio e non della realtàvera e propria.

Essendo le mappe grossolane dobbiamo essere sempredisposti a modificarle in base alla realtà degli eventi checi circondano. Questo meccanismo avviene automaticamentequando siamo tranquilli e sereni ma può anche diventare unatrappola quando le cose non vanno. Ad esempio ci sonopersone che nella nota “illusione del controllo” si torturanoquando le cose non vanno come “dicono loro” …

io ero fra questo tipo di persone, e in una piccolapercentuale lo siamo un po’ tutti. Poi con il lavoro sume stesso ho via via migliorato questo aspetto ed ilpasso più importante non è avvenuto lavorando sulmio modo di pensare, magari confutando in modorazionale i miei giudizi, ma attraverso le pratiche diconsapevolezza, come la mindfulness, con cui tisto assillando ormai da tre anni 😉

Se sei qui per caso e non sai di cosa stiamo parlandoti consiglio di seguire i link di questo post per capireche cosa è la mindfulness. Detto questo magari tistai chiedendo come sia possibile migliorare il mododi giudicare te stesso e gli altri stando solo solettonella tua camera a meditare. Lascia che mi spieghimeglio: immagina di iniziare a meditare portando latua attenzione al momento presente magari sul tuorespiro…

…dopo pochi istanti (a meno che tu non sia molto emolto allenato) inizierai a notare il tuo pensieroerrante, se ci stai bene attento inizierai a notareche la maggior parte di questi pensieri sono deigiudizi come: “mi servirà sta roba che sto facendo?…tizio e Caio c’è l’hanno con me? Oppure devo a tutti i costi mettermi a dieta…O il più classico deigiudizi dei meditanti è “vedi non riesco neanchea concentrarmi per 5 secondi”…

…se pratichi da tempo sei in grado di accorgerti diquesto giudicarti e di tornare serenamente egentilmente alla tua pratica. Mentre se sei alleprime armi, se non hai abbastanza costanzainizi ad evitare la pratica sino ad abbandonarla.È un classico che capita in ogni campo: magariinizi a suonare la chitarra ma come vedi chenon riesci a fare qualcosa inizi a dirti che seiun incapace e “molli il colpo”.

La maggior parte di questi schemi che scattanonon sono tuoi ma li hai appresi in un qualche modo.il posto migliore dove si apprendono queste cose”utili” (è ironico;)) è la scuola. Magari la maestra tiha detto che non sei capace a concentrarti o chenon sei bravo in matematica e tu hai iniziato acrederle. Anche le famiglie sono ottime fucine digiudizi automatici che scattano senza la nostradiretta consapevolezza. Ma torniamo allameditazione…

…a furia di riportare gentilmente la tua attenzionea ciò che stai facendo, lasciando andare via senzacombatterli tuoi giudizi, inizierai a notare chequesti diventano sempre meno pesanti, fino adiventare “pensieri distraenti come gli altri“. Inpratica puoi scoprire come dargli meno peso, ilche non significa confutarli razionalmente e dire”si questo ragionamento è proprio stupido” masignifica comprendere che sono solo pensieri:)

E che questi pensieri sono solo descrizioni, spessogrossolane, della realtà. Non si tratta quindi diiniziare a “ragionare meglio” ma si tratta di far sidi NON identificarti con quel certo pensiero. Comecon la metafora del fiume dello scorso post, lacosa migliore da fare quando noti che sei datroppo tempo “su una certa barca” oppure cheil fiume diventa turbolento è aggrapparsi allariva, cioè al momento presente, unica cosa”vera disponibile in quel frangente”.

Via via che pratichi questo tipo di consapevolezzainizi a notare una cosa strana, che non solo il tuogiudicarti diventa più soft ma anche il modo digiudicare gli altri lo diventa. E cosa davverostraordinaria, inizi a vedere i giudizi degli altriper quello che sono: “”supposizioni che nonsempre hanno un valore di verità”…perchénascono sempre da quel modo ossessivo diaggrapparci ai nostri schemi piuttosto chealle evidenze che abbiamo sotto gli occhi.

Quando racconto queste cose nei miei corsi dal vivo c’è sempre qualcuno che preoccupatodi perdere il suo “modo di giudicare”. Ma la veritàè che scoprendo come giudichiamo gli altri e noistessi diventiamo davvero più bravi a fare quelledistinzioni, quel discernimento, che non si basapiù solo su idee del tipo “bene e male” ma anchesulla distinzione fra i nostri pensieri e la realtàche ci circonda…

questo è secondo me il vero discernimento, forsel’unico. Ora voglio evitare di tediarti e mostrarti chein realtà molti filosofi ci erano arrivati, per nonparlare delle filosofie orientali. Tutto quello che tichiedo è di provare a farlo, mettiti comodo emedita e nota come sono formulati i tuoi giudizi.Se lo farai sufficientemente a lungo inizierai anotare questo nuovo modo di sospendere il”classico giudizio” per accedere ad una realtàdelle cose più profonda.

Se ti piace questo concetto, prima di farmelosapere con un mi piace, scrivimi un commentocosì saprò se dedicarci una intera ANL conesercizi specifici. È l’unico modo che ho per”giudicare” se questi argomenti risuonano inte o meno 😉

A prestoGenna

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8 Commenti
  • Grazie 😀

  • Medita 😉 Anche io come te tendo ad esplodere nei momenti di difficoltà, e spesso mi arrabbio di brutto…

    …meditando ho imparato a gestire meglio queste proiezioni ed identificazioni…fidati, medita e vedrai che (senza fare altro) scoprirai come fare.

  • Questo articolo è proprio quello che mi serviva! Trovo sempre quello che cerco nel tuo blog 🙂
    Io ho questo problema Genna, quando sono stressata perdo maggiormente il controllo e mi metto a sparare a zero su qualunque povero malcapitato, coinvolgendo suo malgrado chi ho intorno in quel momento (e rompendo i maglioni anche a lui). Credo che sia una proiezione della mia insicurezza, anzi mi sembra abbastanza ovvio…ma come posso fare a "ricordare di tenere la bocca chiusa"? Forse dovrei provare con il classico "conta fino a dieci"? Ti ricordi, con la parolina "io" avevo avuto ottimi risultati.. 🙂

    Grazie infinite e buon lavoro!

    Paola

  • Ciao a tutti 🙂

    @ R: Grazie:)

    @ Luciano: beato te che ci riesci;) la maggior parte delle persone non riesce a cogliere il presente…per cui sono pienamente d'accordo con te, sarebbe bello rendere ogni attimo un momento per meditare.

    @ Aldo: si ha gli stessi vantaggi, perché la base è la stessa, ma è leggermente diverso 😉

    @ Daniele: assolutamente si …si inizia ad avere più rispetto per le mappe altrui e di conseguenza anche per la nostra;)

    Grazie a tutti
    Genna

  • Ciao Genna,
    gran bell'articolo! Mi piace molto quello che dici a riguardo sulla differenza tra giudizio e discernimento, ma mi piacerebbe vedere qualche esempio concreto. Capisco il concetto per le mie "mappe" e vorrei che tu mostrassi la tua così che la si possa confrontare, così che possa essere più chiaro non solo per me, ma per chi segue il tuo blog con magari qualche esercizio pratico. 🙂

    Sul concetto di vedere il giudizio sugli altri più soft è assolutamente veritiero… e in parte ci ho un po' compreso quel senso di vacuità che il buddhismo parla, quindi non infondendoci quella carica d'importanza intrinseca tipica dell'identificazione più o meno profonda.

    Grazie ancora per il post, sempre utile rinfrescarsi e confrontarsi su questi temi! Ciao!

  • ciao genna, domanda a parte…
    ma praticare una qualsiasi forma di meditazione mindfulness non ha gli stessi benefici di quella che c'è in 100% inner game, sulla sessualità? anche quella è mindfulness credo…
    🙂

  • Buon giorno, leggendo l" articolo -GIUDIZIO E DISCERNIMENTO- Parli di meditare sul presente. La mia oppinione è:- i gesti della vita quotidiana sono ciò che rende straordinaria la meditazione. Nom vi è un momento per meditare! La vita stessa è meditazione! luciano

  • uff… incredibile: ultimamente i post che leggo qui su psinel trattano sempre argomenti su cui sto riflettendo e che mi ronzano nella testa da qualche giorno… sincornicità? 🙂

    bell'articolo mi ha dato un po' di spunti interessanti in più!!
    grazie Genna

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