Psicologia a apprendimento: Feedback, abilità e competenze

 

Hai mai sentito la frase “il feedback è la colazione dei campioni”?

È un vecchio adagio della comunicazione efficace, che in poche parole dice che il valore della tua comunicazione è direttamente proporzionale alla tua capacità di ottenere una risposta e di saperti adattare a quella risposta.

Una competenza che in PNL viene chiamata calibrazione ma anche in altre branche. Ciò che voglio mostrarti oggi è quanto sia fondamentale il feedback nella costruzione delle competenze personali.

Per farlo mi affiderò ai meravigliosi studi di Daniel Kahneman che ormai non ha più bisogno di alcuna presentazione. Nel suo ultimo libro, il nostro premio Nobel, ci mostra come analizzando le prestazioni di alcuni trader nel lungo periodo, il loro risultato netto non fosse diverso da quello del lancio di una monetina (cioè del puro caso). Kahneman ci mostra diversi ambiti in cui l’intuizione umana è meno affidabile del caso.

Nello stesso libro ci racconta che non tutti gli studiosi sono d’accordo con lui, alcuni sono davvero convinti che una parere esperto, una intuizione esperta possa avere qualcosa di più del semplice caso. Per amore della precisione sappi che questo studioso si chiama Gary Klein un intellettuale che ha svolto moltissimi studi a riguardo, ma concentrandosi più su altri tipi di situazione, come le intuizioni dei vigili le fuoco o quelle degli infermieri e dei medici.

Attraverso lo studio ed il confronto fra questi due modi diversi di vedere “l’intuizione esperta” i due studiosi sono giunti ad alcune mediazioni e a mio parare hanno migliorato le teorie l’uno dell’altro. Notare queste differenze li hanno portati a chiedersi in quali condizioni ci si possa fidare davvero delle intuizioni del l’esperto di turno. Ed è un modo diverso di dire “quanto sono valide le abilità e le competenze degli esperti?” La prima cosa che hanno notato sono stati i diversi ambiti in cui hanno indagato.

Kahneman in contesti con alta aleatorietà, mentre Klein si è occupato di contesti più prevedibili. Questo inizialmente era chiaro a Kahneman il quale pensava che la differenza arrivasse dal fatto che gli esperti sono più bravi a dare risposte precise nel breve termine rispetto al lungo termine.Così decidere se una casa sarebbe crollata sotto il fuoco era diverso che decidere se un titolo azionario sarebbe sceso o salito nel lungo termine.

Ok, non voglio raccontarti tutta la teoria sulle decisioni (anche se è molto affascinante e magari lo farò più avanti;)) ma voglio arrivare dritto alla conclusione o meglio alla domanda che ci porta alla conclusione:alla luce delle loro scoperte che cosa hanno potuto intuire sulla costruzione delle abilità e di quelle che vengono chiamate competenze? In quale modo unesperto può davvero imparare nuove skills:)

La risposta è ovvia ma allo stesso tempo fa riflettere molto, le competenze infatti sono una serie di mini-abilità che sommate danno quella certa capacità. Ad esempio per imparare a scrivere sulla tastiera bisogna prima saper scrivere, poi bisogno sapere come funziona una tastiera, come aprire il programma di scrittura e come mettere le dita su quella tastiera. Via via che uno si esercita non dovrà più guardare le proprie dita…ecc.

Come forse saprai da un vecchio post serve molto allenamento per fare in modo che un comportamento diventi automatico ed ancora più allenamento per diventare bravo in ciò che fai, a quanto pare ci vogliono circa 10000 ore. Viene da se che più l’ambiente in cui deve essere spesa la nuova competenza è limitato e prevedibile e più sarà facile apprenderla…

…così imparare a giocare a carte sarà più facile che apprendere come fare una diagnosi. Non solo per il fattore tempo di cui parlavamo poco fa, ma anche e soprattutto per la limitatezza delle variabili che nelle carte sono limitate mentre nelle diagnosi sono pressoché infinite. Questa osservazione nondovrebbe stupirci eppure pare che gli esperti non se ne rendano conto;)

Ma a parità di aleatorietà cioè di casualità estrema quali sono le abilità che si apprendono più facilmente?A quanto pare sono quelle abilità che hanno accessoimmediato ad un feedback! Kahneman fa l’elegante paragone con le auto. Come fai, ogni volta checambi auto ad apprendere come frenare? Facile,hai un feedback immediato che se non segui vaia sbattere:) per cui sei costretto ad apprendere velocemente.

Altro esempio arriva dal campo medico, dove ci vienedetto che sono gli anestesisti quelli con un migliortipo di feedback. Nel libro queste distinzioni cercanodi spiegare di chi possiamo fidarci o meglio di qualiintuizioni possiamo fidarci. Bene, se si lavora in unambiente ad alto feedback allora dovremmo fidarcidelle intuizioni degli esperti, altrimenti è megliodiffidare…ma questa è un’altra storia.

Continuiamo invece a chiederci quali possono esserei giusti feedback da ricevere per poter avere dellebuone intuizioni. Nel mio campo la psicoterapia è fondamentale averne, anzi spesso il nostro lavoro si basa proprio si queste. Ciò che dovresti fare per apprendere al meglio una nuova abilità è trovare un modo di osservare i feedback e di rispondervi adeguatamente.

Questo mi ricorda molto la comunicazione umana, in cui pur essendoci un ambiente così vasto non è poi così imprevedibile. Ed in cui, se si è sufficientemente addestrati si è in grado di osservare i feedback che via via diventano sempre maggiori. Cioè più impari a captare queste risposte e più inizi a notarne di nuove e fini. Lo sanno bene gli esperti di quellache chiamiamo calibrazione

Ma Kahneman ci mette in guardia, proprio chi pensa di sapere tutto rischia di non badare più a quel prezioso feedback rischiando di cadere nei famosi errori di ragionamento. È dato che ormai il nostro caro premio nobel ci ha completamente spiazzati con i suoi studi, è evidente che nessun esperto può ritenersi immune da questi errori (o bias).Quello che conta è sempre il feedback…

…quindi se vuoi costruire nuove competenze non solo devi esercitarti a lungo e devi studiare ma devi anche trovare il modo per avere un feedback diretto e più frequente possibile. Quale è il miglior feedback nel tuo campo? se lo scopri fammelo sapere lasciando un commento qui sotto (il mio feedback;)) oppure clicca su Mi piace.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • Ciao Anonimo,
    bhe non c'entra proprio niente 🙂 penso che sia un bravo formatore ed un bravo imprenditore.

  • Ciao Genna, volevo farti una domanda che non c'entra nulla col post, però m' incuriosisce il tuo punto di vista.
    Che ne pensi di Roberto Re?

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