Team building: 10 consigli scientifici per creare un gruppo vincente

Ciao,

ti capita di lavorare in gruppo o di organizzaregruppi di lavoro? Allora questo post fa per te, mapuò essere utile a diverse figure professionali chesi interessano a quello che viene chiamato Teambuilding, cioè la costruzione di un gruppo. Forseti sembrerà banale ma la buona formazione di un gruppo è alla base del benessere psicologicodei suoi elementi. 

Nel post di oggi vedremo 10 consigli che ho tratto da uno dei blog di psicologia che apprezzo di più psyblog di cui ti ho parlato molte volte. JeremyDean, il collega ed autore del blog, ha raccolto dieci consigli per costruire un gruppo di successotratti dalla letteratura scientifica (in stile PsiNeL).Questi consigli mi piacciono perché lavorano molto sul contesto più che sugli individui.Vedi credo che la psicologia avrà sempre più voce in capitolo per quanto riguarda la manipolazione dei contesti per accrescere il benessere psicologico:)Mentre io e te ce ne stiamo “con le mani in mano”migliaia di ricercatori si stanno unendo in campieccezionali come l’ergonomia o la psicologiaambientale. Ecco i 10 consigli scientifici percreare un gruppo vincente:1) Mettere al primo posto le abilità sociali: qualcunopotrebbe pensare che in un buon gruppo siano necessarie delle abilità specifiche che servano perportare avanti dei progetti. Per cui competenzeverticali su campi disparati, ma la ricerche haInvece dimostrato che le abilità più importanti nella costituzione di un gruppo sono legate allacapacità di creare buoni rapporti sociali.2) Meacolare i generi: qualche tempo fa ti avevomostrato un post che raccontava come e quantosia importante la presenza di donne e uomininello stesso gruppo. In modo particolare pareche i gruppi con una buona percentuale di donnee uomini ((facciamo un 50 e 50) sono quelle conun migliore spirito di gruppo e più alte performance.Una ricerca effettuata dall’istituto di credito svizzerodimostra che le aziende con donne in posizioni dicomando hanno migliori performance rispetto aquelle con soli uomini…insomma se pensi checi siano solo lavori per uomini o per donne e che per questo motivo il gruppo debba esserecomposto da un solo genere…ti sbagli;) provaa mescolare i generi e vedi cosa succede:)3) Costruire la fiducia: un gruppo in cui anche un solo elemento sia sfiduciato nei confronti deglialtri rischia di crollare. Infatti “basta spesso unasola mela marcia” per far cadere tutto il lavoro diteam building. Alcuni studi ci dimostrano questodato che è sempre stato alla luce del sole e chemolti dovrebbero tenere a mente, soprattutto chivede la propria posizione nei gruppi in modo……”paranoico” cioè che non si fida di nessuno perchémagari in passato è stato fregato. Durante la costruzionedel gruppo sarà dunque necessario chiarire questo tipo di situazioni e confrontarsi di continuo quando si notache vi è un calo della fiducia. Spesso bastano solo pochi scambi di opinioni sincere per evitare che lafiducia decada. il segreto è parlare piuttosto checovare odi e strategie dentro se stessi.4) Usa lo humor: “non fidarti mai di chi non sa ridere” spesso mi fermò a pensare e purtroppo pare che non sitratti di una mia singola opinione. Infatti in uno studioil prof. William Hampes (1999) ha dimostrato che neigruppi dove c’è poco humor c’è una percentuale più bassa di fiducia nei confronti dei membri. Sembraanche questo banale, ma immagina che palle a lavorare 8 ore al giorno senza una risata:)Usare lo Humor permette una migliore negoziazionedegli stati emotivi, migliora l’apprendimento e lo spirito di gruppo. Non solo riduce lo stress edaumenta la creatività …insomma “farsi 4 bellerisate” fa benissimo, non solo alle perone…fravirgolette singole ma anche e soprattutto ai loroagglomerati…ai gruppi;)5) Mixa introversi ed estroversi: spesso si crede chei partecipanti di un gruppo di lavoro ben affiatato debbano essere necessariamente estroversi e questo pregiudizio diventa ancora più forte se siprendono in considerazione lavoro che hanno ache fare con l’interazione con il prossimo. Secondouno studio condotto da Bendersky e Shah (2012),è necessario mescolare bene introversi edestroversi……nello studio i ricercatori hanno notato che mentregli estroversi sono forti nelle prime prati del lavoro,quando invece “il gioco si fa duro” sono gli introversia reggere maggiormente la pressione e a dare migliori performance. Quindi se pensi che il tuo team sia perfetto perché fatto tutto di estroversiinizia a pensare di metterci un introverso eosserva cosa succede;)6) Definire gli obiettivi: uno degli ostacoli più grandinella costruzione di un gruppo è quello della NONchiara definizione degli obiettivi. Solitamente siconosche la vision del gruppo…che cosa sono li afare…ma più raramente si stila un programma preciso sui piccoli obiettivi. Di solito la cosa avviene in entrambi i lati……se non si conosce la vision si rischia quella cheviene detta “alienazione” dove il gruppo conoscesolo un pezzetto di ciò che fa. Al contrario, casoforse meno frequente ma più deleterio per laperformance…il gruppo conosce cosa dovrebbefare ma non conosce i sotto obiettivi e…7) Avere regole chiare: oltre agli obiettivi è difondamentale importanza stabilire quali sono leregole per perseguirli. Come si dice “patti chiarie amicizia lunga“…stessa cosa vale quando si fa team building e si decide di raggiungere uncerto obiettivo, dove la domanda comune chepuò essere implicita o esplicita è…come? Inquale modo? Quali sono le regole del gioco?8) Create e condividete la vostra storia: questoè uno degli accorgimenti più potenti per rendereben saldo il legame del gruppo. Lo ha anchedimostrato uno studio effettuato su alcunireparti di medicina, i gruppi che avevano frale loro “regole” quello di divulgare i loro modellidi intervento, risultavano essere più coesi.Facendo in questo modo si crea una vision ed unasorta di memoria narrativa in cui il gruppo siriconosce ed identifica. Creare una storia econdividerla porta ad una vera e propriaidentificazione con il gruppo…oltre ad essereun potente strumento di persuasione sia versol’out-group (chi non fa parte del gruppo) e siaverso l in-group (chi ne fa parte).9) Comunicazione precisa: la maggior parte deiproblemi che affliggono un gruppo nascono dallacattiva comunicazione che si crea fra i membri. Haimai giocato al “telefono senza fili”? Quel gioco doveuno dice una cosa all’orecchio di un altro e quandosi arriva alla fine del giro il signficato che si era datoin partenza è completamente cambiato.Questo succede perché la comunicazione tende adisperderai all’interno dei gruppi. Per questo è necessario che sia precisa e concisa. Se conosciil metamodello o altre tecniche del genere usalocon il tuo gruppo, se è il caso formali in tal senso.Non devi fargli un trattato sui modelli linguistici della PNL ma semplicemente mostrare loro lebasi per creare una comunicazione “ben formata”.10) Leadership: ogni gruppo ha il suo leader, spessoperò nel mondo reale questa leadership viene datadall’alto, cioè non viene riconosciuta immediatamentedal gruppo. I leaders sono necessari nei gruppi edè importante che vi sia “una guida” in grado di farciremare tutti nella stessa direzione. Questo devepossedere tutte quelle caratteristiche di cui abbiamo parlato più volte esaminando il tema della leadership. Bene, i 10 consigli sono terminati, come semprecliccando sui link sparsi nel post puoi esploraretutte le risorse da cui sono tratti i consigli. Avereben presente queste “regolette” quando ci siaccinge a fere team building può essere unavalida mappa per “iniziare con il piede giusto”.Se stai organizzando dei gruppi di lavoro prenditi qualche tempo in più per vedere se puoi migliorarlo……”inziàre bene” con il gruppo o per lo meno mantenere una buona attenzione durante la suacostituzione ed il suo affiatamento ci permette non solo di avere un gruppo performante masoprattutto di avere un “gruppo sano” doveogni elemento si sente parte di esso, dove si promuova l’armonia, dove ogni elementoviene riconosciuto come prezioso……fammi sapere la tua opinione lasciando uncommento qui sotto e se ti è piaciuto il postClicca su mi piace:)A prestoGenna

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