Psicologia Evolutiva: Combattere o collaborare? questo è il Problema :)

Ciao,

quando qualcuno mi chiede di fare consulenza per migliorare il suo modo di comunicare spesso si arriva alla conclusione che i suoi scopi sono spesso legati ad un atto di prevaricazione. Qui su Psinel abbiamo portalo più volte della logica attuale legata alla competizione. Per cui appare più che normale cercare un quale “vantaggio sleale sulla concorrenza“…

…l’idea alla base di questi tipo di mentalità, secondo molti, è un fraintendimento delle teorie di Charls Darwin dove si vede chiaramente come valga in natura la legge del più forte. Fortunatamente molti studiosi stanno smentendo questa ipotesi per dirci che la nostra specie si è evoluta tramite complessi processi di socializzazione e di collaborazione e NON di lotta.

Tuttavia è innegabile che nella vita reale, chi è più spietato in questa corsa verso il “successo” più che per la sopravvivenza, pare avere maggiori vantaggi.

Ti basta vedere i giovani di oggi che nonostante i millenni di evoluzione vedono in personaggi come “Corona” un modello da perseguire. E purtroppo questo ha invaso tutto il mondo della crescita personale di qualche decennio fa…

…dopo tutto sembra più che normale che vi sia una selezione del più adatto, altrimenti come avverrebbe l’innovazione se non per morte di ciò che è antico ed obsoleto?

Nonostante filosoficamente non si arrivi da nessuna parte, se non prendendo le parti di una fazione (quella selettiva e guerrigliera) o dell’altra(quella collaborativa)…le risposte più chiare ci arrivano dalla ricerca scientifica.

Eh eh lo so che sembra assurdo che un campo così arido (non per tutti) come la sperimentazione possa darci delle prove per una ipotesi “collaborativa”. Non è infatti un segreto che se uno vive con l’idea costante della competizione, vivrà nel suo corpo tutti quei cambiamenti chimici di questo tipo di comportamenti. Come l’attacco o la fuga che mettono in circolo “cattive sostanze”…

…ma nonostante questo nell’ipotesi che vinca il più “adatto e quindi il più competitivo” c’è anche chi vede queste sostanze come necessarie per la nostra crescita. Infatti c’è chi è più o meno sensibile allo sprigionarsi di sentimenti aggressivi ecc. Così entrambe le fazioni sembrano avere delle prove su come ci siamo evoluti e cosa sia meglio fare.Infatti anche se non sembra possiamo dire cheDarwin, essendo stato il padre anche dellaetnomologia…

…sia stato anche un precursore della psicologia, con il suo famosissimo testo “l’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali”…come spiega bene il noto filosofo Carlo Sini:

Ora però andiamo oltre citando due ricerche che in realtà meriterebbero molto più spazio, la prima è dedicata alla gentilezza e generosità riscontrata nelle scimmie bonobo. In pratica i ricercatori hanno scoperto che, per motivi utilitaristici  le scimmie tendono ad essere generose anche e soprattutto con gli”sconosciuti”…

…se il soggetto non è interessato ai loro doni, nellospecifico del cibo che le scimmiette avevano avutoin esubero, loro tornano ad essere ostili. Se invece il dono viene accettato, si crea una sorta di legame che secondo i ricercatori aumenterà la probabilità di sopravvivenza di entrambe le specie. È così che pare si siano evoluti tutti gli organismi viventi, anche le nostre cellule che inglobano tanti altri microorganismi un tempo separati.

Una seconda ricerca, talmente interessante che in realtà mirerebbe un post a parte (cosa che forse farò) è la scoperta recentissima di come osservare il “tono vagale” possa essere un mentre di misura delle nostre emozioni. Il nervo vago, uno dei nostri nervi cranici, regolando diverse funzioni(respirazione, battito cardiaco, produzione di ormoni legati alle emozioni ecc) può essere usato come bio-feedback emotivo.

Così alcuni ricercatori della Università del Nord Carolina hanno reclutato 65 persone, alla metà delle quali è stata insegnata una pratica di meditazione basata sul provare compassione e sentimenti positivi verso se stessi e gli altri. I soggetti dovevano farla per sei settimane un’ora al giorno. In pratica si tratta di unamindfulness orientata alle emozionipositive e compassionevoli.

Il risultato finale è stato confermare quella che iricercatori hanno chiamato “spirale ascendente“in cui una maggiore capacità del tono vagaleera sintomo di una buona regolazione emotivae questa a sua volta permette una miglioreinterazione con il prossimo. I ricercatori hannocosì misurato il tono vagale prima e dopo inentrambi i gruppi…

…confermando non solo l’efficacia della meditazione nella regolazione del tono vagale, ma anche il fatto che pensare positivamente degli altri ci fa bene, perché fa parte di questa spirale positiva.Infatti secondo la Barbara Fredrickson ricercatrice a capo del progetto “non è la semplice meditazione ad aumentare il tono vagale ma due altri ingredienti le emozioni positive e la percezione delle relazioni.

Questo studio ci dimostra ancora una volta che ci siamoevoluti per collaborare e che collaboriamo per evolverci:)mi sembra una visione molto più bella per chi come me ete è appassionato di crescita personale.

Da appassionato di meditazione ci tengo rispondere informalmente alla ricercatrice dicendo le quando la meditazione stessa possa permetterci di comprendere davvero che siamo tutti collegati, facendo esperienza di questo legame una esperienza che va oltre i dati sperimentali.

Ecco perché credo che la meditazione sia lo strumento migliore mai inventato dall’uomo per evolvere:) concetto forte vero

Ma ci credo:) per cui coltiva insieme a noi qui diPsiNeL la compassione e la meditazione su questi aspetti della vita e inizierai a vedere il mondo come una conti una collaborazione invece che come una eterna lotta per la sopravvivenza.

Quale delle due visioni pensi possa essere più sana? Rispondi lasciando un tuo commento a questo post delirante ma credo fondante per Psinel.

A presto
Genna

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2 Commenti
  • E'un'esperienza che sperimento continuamente, sia nella vita lavorativa che in quella personale. La cooperazione è appagante e con l'intento collaborativo, tutto intorno si muove positivamente.
    Ho scoperto quanto sia produttivo lavorare e vivere relazioni nell'alleanza piuttosto che nella disalleanza. E' molto importante crederci e perseverare nonostante, a volte, colleghi o amici siano scettici. Imparare a sospendere il giudizio e agendo senza aspettarsi nulla in cambio. Tutto inizia da un piccolo primo passo.

  • Alessandro Pedroni
    Rispondi

    quando penso male degli altri comincio a pensar male di me, perdo energia e occasioni per espandere la mia sfera di influenza. quando penso che gli altri fanno il meglio che possono in base alla cultura ed alla loro visione (maya) del mondo penso lo stesso di me, il mio umore migliora, anche l'energia fluisce senza ingorghi e la mia sfera di influenza legata alle relazioni positive tra me, il mondo e i miei fratelli e sorelle si espande con amore.
    La pratica Vipassana e lo Zen del vdere-disegnare mi aiutano a sintonizzarmi sulla seconda modalità

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