Psicologia ambientale: le dimensioni…della stanza…contano davvero? :)

Ciao,

secondo te, durante un colloquio psicologico ledimensioni della stanza o della scrivania possonoinfluenzare le risposte dei clienti/pazienti? A quantopare, secondo lo studio condotto da Vanessa Okkene colleghi della  Universita di Twente in Olanda, larisposta è si! A quanto pare “le dimensioni” contanoeccome:) ed i risultati di questa ricerca ti mostranol’importanza della costruzione di un buon setting(ambiente clinico) nelle relazioni d’aiuto.

Allo studio hanno partecipato 86 persone suddivisein quattro modalità di colloquio diverse: con unapiccola scrivania, dove la distanza interpersonaleera di 80cm 1) in una stanza grande 2) o piccola;Con una scrivania grande (160 cm di distanza)sempre nelle due condizioni…3) stanza grande(19,5m2) o 4) nella stanza piccola (16m2). Quindile variabili erano due, la grandezza della stanzae la ampiezza della scrivania.

A condurre i colloqui c’era una giovane psicologaiscritta ad un corso di specializzazione. Ne lei nei soggetti erano a conoscenza del vero scopodel l’esperimento. Ogni incontro veniva registratoin video e le telecamere erano messe in modotale da essere il meno invasive possibile. Lacollega era addestrata a fare una seri didomande standard…

…queste domande erano scelte per aree osticheda analizzare come: l’abuso di sostanze, le loroemozioni e le esperienze sessuali. Tutti ambiti incui un eventuale cliente avrebbe difficoltà adesprimersi pienamente durante un primocolloquio, soprattutto se si è coinvolti in unoesperimento e non per una necessità di tipopersonale. “Le dimensioni” hanno influitosulle risposte dei soggetti?

Si, i soggetti si sono sentiti maggiormente a loroagio nella stanza grande e con la scrivania piùgrande. Nelle registrazioni era evidente comenella stanza più grande con il tavolo grande isoggetti mostrassero una maggiore aperturaa livello non verbale ed una propensione piùalta nel rispondere alle domande. Che comepuoi immaginare erano personali e spessoimbarazzanti.

Azz e pensare che in entrambi i miei studi nonè che ci sia poi tutto questo spazio 🙂 eppure ame sembra che le cose funzionino. Nonostantela mia esperienza soggettiva secondo i ricercatorile loro scoperte possono avere delle profondeimplicazioni pratiche. Ad esempio manipolarel’ambiente per fare un modo che soggetti indeterminate situazioni delicate siano piùaperti.

Non sempre la gente va da professionisti di propriaspontanea volontà, ed è qui che le variabili di tipoambientale possono influire notevolmente. Eccoun’ennesima bella intervista dell’amico e collega dottor Luca Mazzucchelli al dott. Marco Schneidersu come aiutare “chi non vuole essere aiutato”:

Sei riuscito a vederlo? Lo so non si tratta proprio dellostesso argomento, ma il fine è comune. Manipolare levariabili del sistema (compreso l’ambiente) perfacilitare il colloqui con chi NON desidera essereaiutato. Chiaramente qui si tratta di aiutare il clienteattraverso lo studio del suo sistema sociale, ma lalogica non è troppo lontana da quella ambientale.

Come ti dicevo la mia esperienza personale è diversaed infatti alcuni critici affermano che le cose potrebberoessere andate diversamente: in pratica essendo solouna la professionista è possibile che anche lei sia statainfluenzata dalla grandezza della stanza e dellascrivania, si dovrebbe quindi ripetere questo tipo diesperimento cambiando anche i terapeuti prepostialle domande, anzi forse sarebbe addirittura meglioche non siano neanche terapeuti addestrati…

…forse solo in questo modo si potrebbe ridurre al minimol’influenza del l’abilità personale dello psicologo perestrarre l’impatto del setting. Come abbiamo dettopiù volte su PSINeL la psicologia ambientale è disicuro interesse per il futuro. Vista la portata dellainfluenza dell’ambiente sulla psicologia individualeè fondamentale per migliorare la qualità della vitadelle persone studiare come migliorare il proprio”ambiente”…

…come diceva una nota pubblicità: “prevenire èmeglio che curare“:)

Proviamo a fare un sondaggio estivo X) ti occupi direlazioni d’aiuto? Condividi con noi fra i commentila tua esperienza… Lavori in una stanza piccola ogrande? Ha la scrivania piccola o grande? E comevanno le cose? :)) come ti ho già detto, io ho 2studi relativamente piccoli…e tu?

A prestoGenna

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2 Commenti
  • Ops, leggo adesso che nell'articolo si parla gia' di questo aspetto (ammetto di averlo letto di sfuggita), pardon 🙂

  • Forse piu' che la stanza grande quello che fa veramente la differenza e' il tavolo grande :)) Mi spiego meglio. Secondo alcuni studi e ricerche nel campo del body language, aumentando la distanza tra l'intervistatore e l'intervistato quest'ultimo ha uno "spazio personale" maggiore e quindi si sente "meno minacciato" e piu' "aperto" diciamo, anche di fronte a domande personali come quelle condotte dalla dott.sa Vanessa Okken e colleghi. In questi studi viene analizzata anche la forma stessa del tavolo (tavoli rotondi aumentano ad esempio la cooperativita', e sono indicati per riunioni brainstorming in cui tutti i partecipanti sono allo "stesso livello").
    Questi studi ovviamente sono sempre da prendere con le pinze, anche perche' molto dipende dal contesto e dalle modalita' di esecuzione dell'esperimento.

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