PNL e Mindfulness: I sottili legami nel mondo della crescita personale

Ciao,

sono ormai anni che ti parlo di diverse discipline legate al mondo della crescita personale. Le due principali che hanno dato vita a PsiNeL sono state la PNL e l’ipnosi, legate a doppio filo dal suo geniale ispiratore dello scorso secolo, igeniale Milton Erickson. Ultimamente invece ti parlo sempre più spesso di mindfulness e di meditazione…bene, in questi ultimi mesi, da quando il mio training personale di meditazione sta dando ottimi frutti ho scoperto che…

…che meditazione e PNL hanno qualcosa di molto importante in comune, pur avendo delle enormi differenze, negli intenti e nella messa in  pratica, entrambe(chi più o chi meno esplicitamente) puntano a fare qualcosa di apparentemente  impossibile: la gestione deinostri pensieri, delle nostre emozioni e di conseguenza dei nostri comportamenti.

Ma il tutto, ad esempio nella PNL, partirebbe ad un livello di pensiero, iniziano a capire, come si direbbe in questa disciplina che “la mappa non è il territorio” o come direbbero i teorici della mindfulness “i pensieri non sono fatti reali“. Se ci pensi questi due concetti dicono la stessa identica cosa, ovviamente partendo da due punti di vista completamente diversi.Uno nasce da anni di filosofia costruttivista (la PNL) mentre la mindfulness da millenni di filosofia asiatica.

Cosi, nonostante i tantissimi esercizi di PNL orientati alla“preparazione mentale” quelli che più catturano sono proprio quelli da utilizzare in modo estemporaneo, nel qui ed ora. Infatti non essendo possibile prevedere il futuro o creare visualizzazioni che lo creino;) il primo problema che si trova ad affrontare uno studente di PNL è proprio questo:

Come faccio a cambiare il mio stato mentre sono in balia di  “un altro stato”?

Così si sono sviluppate tante tecniche molto molto artificiose, come le ancore e lo swish, entrambe più che utili negli stati di performance. Ma ancora una volta, tecniche legate alla preparazione e non da utilizzare “nel qui ed ora”. Così Dilts, che è uno degli sviluppatori più aperti della PNL da qualche anno si è messo a parlare anche lui di presenza e di mindfulness…

…non solo, anche Grinder nel suo New Code punta sullo stato di presenza, di portarci in uno stato di presenza che permetta di agire sui processi e non sul contenuto.

Un po’come dire, invece di identificarti con i contenuti della tua mente guarda il processo che li genera, ancora una volta qualcosa di molto simile alla meditazione. Non solo, anche Joseph Riggio  parla di “stati di performance” che includonouno stato di “presenza corporea”…ecc.

Perché tutta questa attenzione alla presenza? Secondo me perchéesiste un  gran bel  collegamento…

…che dice in poche parole che senza il giusto  grado di presenza  è impossibile rendersi conto che i nostri pensieri sono solo pensieri,  o che la mappa non è il territorio, per cui nessuna tecnica può  avere un reale effetto di cambiamento autonomo, se non cercando di cambiare le nostre rappresentazioni interiori seduta stante, quindi  sostituire un pensiero che non ci piace con uno che  ci piace,  momento dopo momento. Cosa che non solo può  risultare  impossibile ma può anche generare una fatica enorme.

Secondo chi scrive, la presenza che si genera con la mindfulness,  è un’ottima soluzione a ciò che molti piennellisti cercano da tempo, la capacità di fermarsi, osservare le proprie rappresentazioni e poi, se uno vuole, modificarne il contenuto.

Nella mindfulness non c’è alcuna modifica ma solo una grande accettazione per ciò che accade con una buona disidentificazione che ti permetta di farequel passettino indietro per vedere chiaramente le cose

…in questi ultimi anni di minfulness mi è sempre più chiaro come questo tipo di meditazione possa essere d’aiuto a chi pratica la PNL  per se stesso, ma anche per gli altri. Perché ti permette naturalmente, nel momento “del bisogno” di fare spontaneamente quel passetto  indietro e cercare di comprendere come modificare  quel film “muto  della vita a cui noi aggiungiamo il sonoro e gli effetti speciali”.

La Mindfulnss ti da il potere di “saltare nella cabina del regista ed iniziare a gestire il film interiore che ognuno di noi, volente o dolente, genera minuto per minuto. Poi, sarai tu a decidere se hai”bisogno di modificare quel pensiero” magari attraverso l’usodelle sottomodalità, oppure lasciarlo andare”. Mi sono accorto,dopo anni di PNL che la usavo un po’ come la meditazione…

…quando arrivava qualche sega mentale e riuscivo a notarla, semplicemente la swishavo immaginando di lanciare via quell’immagine. Ma come forse saprai al nostro cervello non piace reprimere le proprie creature, solitamente ciò che reprimiamo tende a tornare a galla. Oggi, avendo accesso alla disidentificazione, mi rendo conto di avere la capacità dilasciare andare senza reprimere…

…e volendo, aggiungere qualche elemento di PNL come ilvisualizzare il pensiero che si dissolve, magari come oggetti suun fiume mentre vanno e passano o come nuvole ne cieloportate via dolcemente dal vento. Queste che sono tipiche visualizzazioni anche da PNL diventano poco  efficaci senza quella capacità di sentire e NON solo di sapere che…

La mappa non è il territorio e che quindi ciò che pensi non è reale” ;))

Conseguenza: il futuro del cambiamento personale è la mindfulness che può essere integrata con tutti gli altri sistemi di cambiamento personale visti in passato. Daquensto punto di vista “integrazionista” PsiNeLha intenzione di dare il suo contributo in questicampi così affascinanti.

Fammi sapere cosa ne pensi, se come me haidimestichezza con entrambe le pratiche mipiacerebbe proprio sapere se questo punto divista fa vibrare anche le tue corde o meno:)

A presto
Genna

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7 Commenti
  • WOW! Bellissimo paragone!
    Concordo pienamente.
    Sarà per questo che statisticamente molte delle persone che conosco che hanno visto tanta PNL (me compresa) dopo hanno un fortissimo bisogno di arricchire la propria spiritualità? 🙂

    Emanuela

  • Buongiorno Gennaro, ultimamente ho notato una sostanziale uguaglianza tra le sensazioni suscitate dall'esercizio del "ringraziare per quello che si ha", e quelle di una mindfulness ben riuscita, sono l'unico?
    Probabilmente i collegamenti tra mindfulness e altre discipline mentali sono appena stati scalfiti, e più mi dedico alla meditazione più ne noto, consigli qualche testo in particolare che possa far luce su ciò che unisce questi mondi? Grazie e complimenti per il blog, sempre interessante

  • CIAO A TUTTI! MI occupo di PNL da 3 anni e di MIndfulness da 3 mesi per cui sono nel pieno della riflessione per prendere consapevolezza degli intrecci fra i 2 approcci. Occupandomi anche di allenamento mentale, la cosa si fa più interessante!! Grazie per il post che…. getta una bella luce! AUGH Pier

  • Ciao Genna,
    non credi invece che mindfullness, "qui e ora", presenza mentale o disidentificazione, come lo si voglia chiamare, si ponga su un piano completamente opposto a quello della visualizzazione? Non capisco in che modo possano integrarsi. Con la visualizzazione diamo una direzione al "sogno" ma restiamo "dentro il sogno" mentre con la mindfullness prendiamo coscienza del "sogno", in qualche modo, con il passo indietro di cui parli, ci poniamo al di fuori del sogno. Mi pare che la mindfullness renda inutili le tecniche di visualizzazione.
    Giuseppe L.

  • Ciao Genna, condivido anch'io: in momenti di smog mentale come questi c'è sempre più bisogno di Mindfulness.
    A questa aggiungerei la Legge di Attrazione, specie nella versione di Neville Goddard, che ho da poco scoperto (grazie a Joe Vitale). La prima ti fa vivere pienamente il qui e ora, la seconda ti fa accedere a squarci di eternità (se si può dire) e propizia il kairòs (il momento delle grandi occasioni).
    Insomma, sempre più la PNL ha bisogno di andare oltre e dentro… (ma è nella sua 'attitude').
    Nicola Perchiazzi

  • Ciao Gennaro
    Complimenti per il tuo blog che seguo ormai da tempo anche se di solito non lo commento 😉
    Questa volta lo faccio perché anche grazie a te Ho potuto fare un esperienza stupenda.
    Sono andato a fare quello che tu hai definito in qualche newsletter fa la SPA della meditazione :).
    Sono andato a fare 10 gg di meditazione vipassana in Toscana .
    Tra tutte le esperienze e corsi che ho fatto in questi anni dalla PNL all'ipnosi e varie tecniche energetica, questa e stata certamente quella che più ha cambiato il modo di vedere la realtà
    È certamente un percorso impegnativo meditare 10 ore al gg per 10 gg ma vedi dei risultati veramente sorprendenti.
    Ciao e grazie ancora per tutte le informazioni utili che pubblichi
    Mauro

  • Condivido pienamente! 🙂

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